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#BornIn2000. Vincent Thill, 16 anni e record con il Lussemburgo

| Storie | Autore: Guendalina Galdi

Un figlio del nuovo millennio. Un primatista. Giovanissimo. Tanti aggettivi per un solo nome: Vincent Thill. Nato il 4 febbraio del 2000, oggi ha giocato con il suo Lussemburgo nella gara ufficiale di qualificazione al Mondiale di Russia 2016 contro l'Olanda. Sedici anni. E così è diventato il giocatore più giovane di sempre ad essere stato impiegato in una partita di qualificazione ad un Mondiale. Anche se Thill nel giro della nazionale lussemburghese c'era già da un po', con tanto di gol in amichevole contro la Nigeria. Gioca nel Metz e già in Ligue1 si era distinto proprio perché il primo classe 2000 ad aver esordito in uno dei massimi campionati europei. C'è chi lo chiama predestinato, chi invece rivede in lui un giovane Pjanic. “I miei amici del Metz mi hanno parlato di Thill e ne ho sentito parlare molto bene – ha confessato il centrocampista della Juventus - . Ora deve solo dimostrare di avere la determinazione, la mentalità e l'atteggiamento guisti. Il Metz è perfetto per esordire e conosco anche la sua famiglia: suo padre ha giocato contro di me!”.

Intanto il Metz è qualcosa che hanno in comune; c'è anche il ruolo in realtà, così come il Lussemburgo, paese che accolse il bosniaco bianconero e la sua famiglia in fuga dalla guerra in Bosnia. Thill però lì ci è nato, figlio d'arte perché anche suo padre giocava. Ed è stato proprio lui, Serge Thill che adesso gli fa anche da procuratore, a rivelare che sul ragazzo si erano posati gli occhi del Bayern Monaco: “Matthias Sammer (ex direttore tecnico del club bavarese) ci aveva chiamato”. Peccato che Vincent sia stato bloccato dal Metz fino al 2019. Una famiglia nel calcio: anche il fratelli di Vincent, Sébastien e Olivier (il più giovane), giocano. “Non ho mai giocato con Sébastien ma sarebbe molto bello”, il suo sogno. L'idolo? Messi. Il piede? Il sinistro. Il colpo più efficace? Le punizioni. Ed ecco che il pensiero ritorna a Pjanic. Ma Thill è il nuovo che avanza con una carriera da costruire davanti a sè, sulle fondamenta già gettate: tra il record con il Lussemburgo ed i paragoni con Pjanic.

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