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Corsa alla FIGC, Abete: "Guardiola CT? Abbiamo allenatori italiani di qualità che possono guidare la Nazionale"
Il candidato alla presidenza della FIGC, nonché numero 1 della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, è stato intervistato alla trasmissione Rai "Sabato al 90°". Con lui anche l'altro candidato Giovanni Malagò.
I due hanno affrontati alcuni dei temi più caldi del momento come la scelta del prossimo commissario tecnico e la questione talenti italiani. Abete in particolare, si è soffermato anche su uno dei nomi accostati alla panchina della Nazionale: Pep Guardiola. Di seguito le sue dichiarazioni.
LE DICHIARAZIONI DI GIANCARLO ABETE - Il presidente della Lnd è partito proprio dalla figura giusta che dovrà guidare la Nazionale: "Ci sono i selezionatori che sono in grado di creare l'alchimia giusta anche se esiste il problema dei pochi giorni l'anno per allenare. Guardiola? Nulla da dire ma ci sono tecnici italiani che hanno vinto all'estero, penso che abbiamo tecnici di qualità che possono guidare la nazionale". Per poi soffermarsi sulla questione talenti: "L'unica modalità per stimolare l'impiego di giovani calciatori italiani è quella di incentivarlo con dei riconoscimenti economici che magari potrebbero arrivare dai diritti tv, quindi da una legge dello Stato. Si può premiare chi utilizza giovani selezionabili come avviene con la riforma Zola della Serie C". Infine, Abete ha risposto alla domanda sul vantaggio del suo rivale Malagò: "In un confronto elettorale è fisiologico che ci sia chi prende più voti ma se partissimo dal presupposto che chi è sfavorito alla fine ritira la candidatura non va bene - ha detto - In una logica di democrazia dobbiamo credere nel confronto accettando che ci sia un vincitore e un perdente. Ritirare la candidatura con un programma condiviso? Il problema è che sui programmi finora non ci ha lavorato nessuno".
La denuncia degli Hearts dopo il titolo perso: "Subiti abusi fisici e verbali da giocatori e staff del Celtic"
Clamoroso quanto accaduto durante l'ultima partita dei playoff del campionato scozzese. Celtic e Hearts si sono contesi il titolo: le due squadre erano infatti separate dda un solo punto in classifica.
Il Celtic è riuscito a imporsi per 3-1 in rimonta, vincendo così il 56esimo campionato scozzese della sua storia, staccando i Rangers fermi a 55. Ha fatto discutere però quanto successo al termine dei 90 minuti con la squadra ospite che ha accusato quella di casa di aver commesso abusi fisici e verbali.
IL COMUNICATO DEGLI HEARTS - Di seguito il comunicato ufficiale degli Hearts con il quale hanno condannato quanto accaduto: "Heart of Midlothian condanna fermamente le vergognose scene viste questo pomeriggio al Celtic Park, che hanno ancora una volta gettato discredito sul calcio scozzese. Le segnalazioni di gravi abusi fisici e verbali nei confronti dei nostri giocatori e dello staff, sia in campo che altrove, sono profondamente inquietanti. Stiamo indagando a fondo sulla questione e siamo in contatto con la polizia scozzese. Al momento non rilasceremo ulteriori commenti, se non per ribadire che è assolutamente inaccettabile che i nostri giocatori e lo staff siano stati esposti a tali situazioni. Vista l'atmosfera minacciosa e ostile all'interno dello stadio, tutto il nostro staff non ha avuto altra scelta che abbandonare immediatamente l'area, rinunciando agli impegni con i media dopo la partita. Ci scusiamo con i nostri partner mediatici, ma la sicurezza del nostro personale è stata la nostra priorità assoluta durante questi episodi inaccettabili. L'invasione di campo ha causato un finale caotico e nessuno sembrava sapere se la partita fosse stata effettivamente portata a termine. Ai nostri giocatori è stata quindi negata l'opportunità di ringraziare i nostri magnifici tifosi – tutti sensazionali – per il loro sostegno questo pomeriggio e durante tutta la stagione. Ci aspettiamo che le autorità calcistiche adottino le misure più severe possibili nell'interesse della tutela della sicurezza dei giocatori e dei tifosi, nonché dell'integrità del nostro sport. In questa stagione, gli Hearts hanno conquistato l'immaginazione degli appassionati di calcio, non solo in Scozia, ma in tutto il mondo. Rendiamo omaggio a Derek McInnes, al suo staff, alla prima squadra e ai tifosi, che hanno reso orgoglioso il club in questa stagione. Nessuno di loro meritava le vergognose scene a cui si è assistito".
Juve Stabia, Lovisa contro l'arbitraggio: "Quando ci avviciniamo a qualcosa di importante succede sempre qualcosa"
La Juve Stabia non è riuscita a portare a casa la vittoria contro il Monza in questa andata della semifinale dei playoff di Serie B, dopo essere stata avanti per 2 a 0 fino al minuto 76, poi le reti di Carboni al 77 e di Delli Carri al minuto 89. Proprio la rete del pareggio è stata oggetto di numerose proteste da parte della panchina della squadra di casa.
Nel post partita Lovisa ha commentato con parole forti l'operato di Ayroldi e di tutta la squadra arbitrali, criticando soprattutto la gestione dei cartellini. Lo stesso lovisa, durante i 90 minuti, è stato allontanato dalla panchina per proteste.
LE PAROLE DI MATTEO LOVISA - Tutta la rabbia del direttore sportivo della Juve Stabia al termine della sfida contro il Monza: "La gestione dei cartellini è stata imbarazzante, dal campo non ho avuto buona percezione. Mi auguro che per Ayroldi sia stata solo una giornata storta. Come l'anno scorso, ogni qual volta ci avviciniamo a qualcosa di importante succede qualcosa".
Il segretario generale della FIFA dichiara: "Incontro costruttivo con la Federcalcio iraniana"
Nella giornata di oggi, sabato 16 maggio, si è tenuto, a Istanbul, un incontro tra il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, e il segretario generale della FIFA Mattias Grafstrom. Come riportato dall'agenzia di stampa Reuters, secondo il segretario della FIFA l'incontro è stato costruttivo ed eccellente.
LE PAROLE DI GRAFSTROM - Ecco di seguito le parole di Grafstrom in merito alla partecipazione dell'Iran ai prossimi Mondiali: "Abbiamo avuto un incontro eccellente e costruttivo con la Federazione calcistica iraniana. Stiamo collaborando strettamente e non vediamo l'ora di accoglierli ai Mondiali FIFA". Anche il presidente della Federcalcio, Taj, ha assicurato: "Abbiamo discusso di tutto".
Juventus, i convocati per la Fiorentina: in lista Milik e Cabal
La Juventus si prepara allo sprint finale per un posto nella prossima Champions League e si prepara alla sfida casalinga contro la Fiorentina. L'allenatore Luciano Spalletti ha deciso di convocare l'intera rosa per il match contro i viola: nell'elenco dei convocati diramato dal club bianconero non figura alcun assente.
LA NOVITÀ: CI SONO MILIK E CABAL - La vera e propria notizia di giornata riguarda i recuperi di Arkadiusz Milik e Juan Cabal. I due lungodegenti, fermi ai box da diverso tempo, figurano nella lista per la gara di campionato. Con tutta probabilità, visti i rispettivi infortuni, Luciano Spalletti ha preferito portarli con sé per potergli permettere di salutare i tifosi nell'ultima gara casalinga.
LA CORSA CHAMPIONS E IL MOMENTO DELLE DUE SQUADRE - La sfida contro la formazione toscana rappresenta uno snodo decisivo per blindare la top 4. Dopo la vittoria di misura per 1-0 sul campo del Lecce, la Juventus ha allungato la propria striscia di imbattibilità in Serie A a dieci partite consecutive. Di fronte ci sarà una Fiorentina che gioca ormai solo per la bandiera. Per la Juventus, imbattuta in casa contro le squadre fuori dalle prime sei posizioni, si presenta un'occasione d'oro da non fallire per consolidare il proprio piazzamento europeo.
I CONVOCATI DI SPALLETTI - La lista dei convocati della Juventus
Portieri: Perin, Pinsoglio, Di Gregorio
Difensori: Holm, Bremer, Gatti, Kelly, Kalulu, Cambiaso, Cabal
Centrocampisti: Locatelli, Koopmeiners, Adzic, Kostic, Thuram, Miretti, McKennie
Attaccanti: Conceiçao, Vlahovic, Yildiz, Zhegrova, Boga, Milik, Openda, David
Playoff Serie B, il Monza riprende la Juve Stabia nel finale. Il tabellone
Si è giocata la prima semifinale di andata dei playoff di Serie B. Il Monza è riuscito a ottenere un prezioso pareggio a Castellamare di Stabia dopo essere stato sotto per 2-0. Al ritorno, la squadra di Bianco avrà a disposizione due risultati su tre per andare in finale e giocherà davanti ai propri tifosi. Catanzaro-Palermo è la seconda semifinale e si giocherà domenica 17 maggio alle ore 20:00.
COME SONO ORGANIZZATI I PLAYOFF - I playoff di Serie B sono iniziati con le sfide del turno preliminare, nel quale si sono sfidate la sesta contro la settima e la quinta contro l'ottava in gara secca. Le vincenti affronteranno rispettivamente la terza e la quarta in classifica nelle semifinali, che si disputeranno in una doppia sfida sviluppata in gara di andata e di ritorno. Anche la finale sarà divisa tra andata e ritorno.
SERIE B, IL TABELLONE DEI PLAYOFF -
- TURNO PRELIMINARE
Modena-Juve Stabia. 0-1
Catanzaro-Avellino. 3-0
- SEMIFINALI (andata)
Juve Stabia - Monza 2-2
Catanzaro - Palermo. Domenica 17 maggio ore 20:00
- SEMIFINALI (ritorno)
Monza - Juve Stabia. Martedì 19 maggio ore 20:00
Palermo - Catanzaro. Mercoledì 20 maggio ore 20:00
- FINALI
ANDATA: domenica 24 maggio ore 20:00
RITORNO: venerdì 29 maggio ore 20:00
Serie B, cosa serve al Monza per andare in finale
Il primo round dei playoff di Serie B finisce in parità con una clamorosa rimonta. La semifinale di andata si è chiusa con un pirotecnico 2-2, un risultato acciuffato in extremis che ribalta l'inerzia del doppio confronto e lascia al Monza i favori del pronostico in vista del match di ritorno contro la Juve Stabia.
L'ANDATA: DOPPIO VANTAGGIO JUVE STABIA, POI LA RIMONTA BRIANZOLA - Dopo un primo tempo avaro di emozioni, in cui la squadra di Bianco si è rivelata più propositiva sfiorando subito il vantaggio con Dany Mota, la ripresa ha acceso la sfida. La Juve Stabia ha sbloccato l'incontro al 57' con Mosti, trovando poi il raddoppio al 68' grazie a un colpo di testa di Okoro. Quando il doppio svantaggio sembrava poter pesare come un macigno sulla qualificazione, il Monza ha tirato fuori l'orgoglio. Prima ci ha pensato Carboni al 77' a riaprire la partita, poi, proprio all'89', è arrivata la zampata decisiva di Delli Carri per il 2-2 finale. Un pareggio pesantissimo che cambia lo scenario del ritorno.
IL REGOLAMENTO: L'ALLEATO DEL PIAZZAMENTO - Per calcolare le combinazioni, entra in gioco il regolamento dei playoff, che sorride proprio ai brianzoli. La chiave di tutto risiede nel piazzamento al termine della stagione regolare. Avendo chiuso il campionato in una posizione di classifica migliore rispetto alla Juve Stabia, il Monza gode di un vantaggio fondamentale: in caso di parità nel conteggio totale dei gol tra andata e ritorno, a passare il turno è la squadra meglio classificata.
COSA DEVE FARE IL MONZA PER PASSARE - Alla luce del 2-2 maturato nel match di andata e del vantaggio legato al posizionamento in classifica, la missione per i brianzoli si mette decisamente in discesa. Il Monza avrà infatti a disposizione due risultati su tre per volare in finale. In caso di vittoria davanti al proprio pubblico, il passaggio del turno sarebbe garantito. Tuttavia, alla squadra di Bianco basterà anche un semplice pareggio al ritorno. Di contro, l'unico vero ostacolo per il Monza è la sconfitta. Qualsiasi affermazione della Juve Stabia condannerebbe i brianzoli all'eliminazione, proiettando i campani all'ultimo atto
IntervistaUn viaggio, una missione. Doumbia: “Gioco per i miei genitori”
Calma, che si riflette nel tono della sua voce e nella lucidità delle sue parole. Sicurezza, nel percorso fin qui fatto e nei sogni che vuole raggiungere. Consapevolezza, nelle proprie qualità e nel cammino da compiere. Un velo di sfrontatezza, propria della sua gioventù. E, forse ancor più importante, la capacità di adattarsi al cambiamento. E, spesso, ciò che fa la differenza nella storia di un calciatore si nasconde proprio lì: nel saper affrontare ciò che il calcio ti presenta.
E in anni la vita di Issa Doumbia è cambiata tanto. A tratti, si è stravolta. Dal giocare in Serie C al conquistare la Serie A da protagonista e farsi (ri)conoscere dal mondo: “Io, in realtà, sono rimasto sempre lo stesso. Un ragazzo sereno che pensa solo a giocare. Ciò che la gente pensa o dice di me non mi interessa. Cerco di migliorare, non percepisco la pressione. È il mio modo d’essere e penso mi aiuti”.
E a Venezia lo ha dimostrato. Grazie anche alla visione del ds Filippo Antonelli, che l’ha acquistato dall’AlbinoLeffe per un milione di euro, e Giovanni Stroppa, l’allenatore che più di tutti è stato capace di valorizzarlo. Ora il suo nome è sempre più “europeo”. Piace a tanti club, lo Sporting CP su tutti. E leggendone e comprendendone il percorso, possiamo capirne il motivo.
La sua è una storia che racconta di un ragazzo e del suo viaggio con un pallone, dell’amore della sua famiglia e del legame con un amico, del e di Venezia e di una stagione indimenticabile. È una storia che racconta di una missione: “Tutto quello che sto facendo è per i miei genitori. A loro devo tutto”. Il primo messaggio dopo Spezia-Venezia è stato per mamma e papà. Ogni primo messaggio sarà per loro. Un ragazzo, una famiglia, una storia. In viaggio con Issa.
FAMIGLIA - “Grazie mamma, grazie papà. È per voi”. Issa è solo un bambino quando conosce il calcio. Sogna di arrivare in Serie A e rendere orgogliose quelle due persone che per lui sono riferimento ed esempi: “Quando ero piccolo mi prendevano a scuola e mi portavano direttamente al campo. Per loro non era semplice visto che magari dovevano saltare delle ore di lavoro per occuparsi di me. La mia famiglia non stava bene economicamente, facevamo fatica ma i miei genitori mi hanno sempre fatto avere quello che volevo, senza farmi mai mancare niente”.
Oggi quel bambino è diventato grande. In testa un solo obiettivo: “Voglio ripagarli per tutto quello che hanno fatto per me. Gioco e lavoro per questo. Sono qui grazie a loro”. Sta tutto lì, in quell’amore. In quelle lacrime ed emozioni che colorano i volti di Issa e di sua mamma nella foto postata dal centrocampista.
VENEZIA - Ci sono momenti che nella storia di un giocatore che segnano un prima e un dopo. Il turning point di Doumbia lo si trova nel suo passaggio al Venezia e, ancor di più, nell’ultima stagione. Per la promozione, per la maturità dimostrata, per le prestazioni e la personalità mostrate e dimostrate: “È stato un anno incredibile, sicuramente posso dire che è un punto di partenza importante. Sono felice innanzitutto per gli obiettivi raggiunti dalla squadra e dalla città di Venezia. Poi chiaramente sono molto soddisfatto per la stagione personale. Da qui posso solo migliorare”.
Per capirne fondamenta e radici bisogna partire dall’inizio. Bisogna partire dalle sensazioni: “Fin da subito ho capito che sarebbe stata una stagione speciale. Abbiamo fatto un campionato straordinario, già dalle prime partite si vedeva come giocavamo”. E dall’incontro con Stroppa: “Ricordo la prima volta che ci siamo visti. ‘Sei pronto Issa? Perché quest’anno bisogna premere sull’acceleratore’. ‘Va bene mister, sono pronto’”. Da lì, un legame speciale: “È stato bravo a credere fin da subito nella squadra, nelle qualità dei giocatori e dare fiducia a ognuno, che giocasse o meno. Da questo lato è stato fortissimo. Siamo un gruppo fantastico, ci divertiamo tutti. Sia che perdiamo, sia che vinciamo lo facciamo ‘insieme’ sempre a testa alta”.
SOGNI - Nel cassetto dei ricordi (con prospettiva verso il futuro) di questa stagione c’è anche la maglia azzurra dell’U21: “Due settimane prima della convocazione, mio fratello mi fece uno scherzo dicendomi che era arrivata la chiamata della Nazionale. Iniziai a saltare per la gioia, ma lui mi disse che era uno scherzo. Ci rimasi malissimo”. “Stai tranquillo Issa, ti chiameranno, devi crederci”. Aveva ragione. Passato pochi giorni e la chiamata arriva davvero: “Stavo dormendo e mi ha svegliato mio fratello. Ho iniziato a chiamare tutti, ero felicissimo”.
Tra i più felici c’era Momo Zoma, l’amico che per anni l’ha accompagnato nel settore giovanile dell’AlbinoLeffe, la casa in cui entrambi sono cresciuti: “Io e Zoma siamo come migliori amici del calcio. Quando sono andato via ci siamo dati forza a vicenda”. Condividere, non solo vivere. Con un sogno da costruire in due, una volta ancora: “Ci siamo promessi che un giorno torneremo a giocare insieme, questa volta la Champions League”. Lo sguardo si volge verso il futuro: “Voglio diventare uno dei migliori centrocampisti del mondo ed essere ricordato come una persona importante nel mondo del calcio, anche fuori dal campo”. Ci proverà, giorno per giorno. Nel camminare non sarà mai solo. Mamma e papà saranno sempre con lui.
A cura di Nicolò Franceschin e Alessandro Neve
