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Fabio Borini dice addio al calcio: “Grazie a quel bambino che non ha mai smesso di crederci”
Fabio Borini ha deciso di dire addio al calcio giocato. L’attaccante ha affidato al proprio profilo Instagram il messaggio con cui ha annunciato la fine della sua carriera, ripercorrendo con emozione il viaggio iniziato quando aveva appena 16 anni e lasciato l’Italia per inseguire il sogno di diventare calciatore.
Tutto è partito da un volo verso Londra, un momento che Borini ha ricordato come l’inizio di un percorso fatto di sacrifici, emozioni e ambizioni: “Quel viaggio l’ho vissuto con le lacrime agli occhi, senza sapere quale sarebbe stata la destinazione della mia carriera al di là dei sogni che avevo in testa. Da quel momento ho iniziato a costruire me stesso e, passo dopo passo, quei sogni sono diventati la mia realtà”.
LE EMOZIONI - L’ex attaccante ha poi descritto le sensazioni che accompagnano oggi la scelta di voltare pagina, trovando un parallelo proprio con quel ragazzo seduto su un aereo diretto in Inghilterra: “Anche oggi sento le stesse emozioni di allora per ciò che mi aspetta: paura, felicità, coraggio, incertezza, sogni, successo, passione e sacrifici”.
UN NUOVO CAPITOLO - Borini ha quindi voluto ringraziare il sé più giovane, quello che non ha mai smesso di credere nella possibilità di trasformare un sogno in realtà: “Devo dire grazie a quel bambino che ha continuato a crederci. Ora quell’uomo continuerà a farlo, aspettando la prossima opportunità, anche senza avere più un pallone tra i piedi”.
Infine, il saluto al mondo che lo ha accompagnato per tutta la vita, con poche parole ma dal forte significato: “Grazie. Grazie calcio”.
Inter, senti Zielinski: "Sogno di alzare la Champions. Non è da tutti andare al Bernabeu e comandare"
Piotr Zielinski, centrocampista dell’Inter, è tornato a Milano dopo gli impengi con la sua Polonia durante la sosta e ha rilasciato qualche dichiarazione a margine del premio Gentleman, un riconoscimento che viene assegnato dal 1996 per premiare i giocatori che si sono distinti per lealtà, correttezza e fair play durante la stagione calcistica precedente. Il polacco ha quindi approfittato dell'occasione per analizzare il cammino dei nerazzurri e proiettare l'attenzione ai nove impegni prima della prossima sosta. “In queste nove partite vogliamo giocare come sappiamo fare e vincere più partite possibili”, ha dichiarato.
Il centrocampista ha poi parlato anche della tenuta mentale della squadra e sulla gestione della rosa in vista di scontri molto delicati tanto in Champions quanto in campionato: “Non credo ci sia preoccupazione. Siamo una grande squadra e l’abbiamo dimostrato: anche se andiamo sotto di due gol, siamo sempre riusciti a fare risultato, tranne con il Real Madrid. È la nostra forza, ma cercheremo di fare gol prima e magari vincere comunque 4-2”. Sulla fatica legata agli impegni con le nazionali, poi, Zielinski ha aggiunto: “Anche senza Nazionale si gioca sempre, nelle grandi squadre giochi ogni tre giorni. Poi abbiamo una rosa ampia: il mister saprà utilizzare tutti, credo che ognuno avrà il suo minutaggio”.
OBIETTIVO CHAMPIONS E RIVALE SCUDETTO - L'ex Napoli si è poi soffermato sul percorso europeo e sulle ambizioni in campionato, tracciando il bilancio stagionale: “In Champions vogliamo dimostrare di avere tanta qualità e fare meglio dell’anno scorso. Poi dove arriveremo si vedrà alla fine, ma abbiamo una squadra molto forte”. Sulla corsa al titolo, invece, lo scenario resta aperto: “La principale avversaria per lo scudetto? Si vedrà più avanti. Noi guardiamo a noi stessi e pensiamo ad andare avanti, con la speranza di alzare ancora lo scudetto. Le squadre sono quelle: Roma, Juventus, Napoli, Milan, anche il Como”.
COMANDARE AL BERNABEU - Avviandosi alla conclusione, Piotr Zielinski ha ribadito i grandi obiettivi europei e tracciato un bilancio sul suo percorso personale: “Certo, abbiamo il sogno di vincere la Champions. Ce la metteremo tutta, poi vedremo”. Riguardo alla prova offerta in Spagna, ha concluso: “Non è da tutti andare al Bernabeu e comandare, tenere il possesso e costruire occasioni. Purtroppo l’abbiamo persa, ma c’è consapevolezza: siamo forti e l’abbiamo dimostrato anche a Madrid”. Sulla sua crescita personale: “Le stesse cose, aggiungendo qualcosa. So di poter dare tante cose, il primo anno è alle spalle e mi sono goduto il secondo. Ora voglio fare ancora meglio e vincere ancora titoli con l’Inter”.
Milan, Bartesaghi: “Non siamo lontani dall’Inter. Abbiamo fiducia nel nostro lavoro”
Il Milan si prepara a tornare in campo dopo la lunga sosta con l’obiettivo di ripartire dalle certezze costruite nella prima parte di stagione. Tra i giocatori chiamati a ritagliarsi sempre più spazio c’è anche Davide Bartesaghi, che a margine del premio Gentleman (un riconoscimento che viene assegnato dal 1996 per premiare i giocatori che si sono distinti per lealtà, correttezza e fair play durante la stagione calcistica precedente) ha sottolineato l’importanza della fiducia all’interno del gruppo e della necessità di concentrarsi esclusivamente sul proprio percorso.
FIDUCIA E RIPRESA - “Abbiamo tanta fiducia e credo sia un elemento fondamentale all’interno di una squadra. Domani ci ritroveremo dopo questa lunga sosta e dovremo sfruttare questi giorni per prepararci al meglio a tutte le partite che ci aspettano. Sappiamo di essere ancora all’inizio di un percorso e dobbiamo continuare a lavorare”.
INTER E OBIETTIVI - Il terzino rossonero non si lascia condizionare dai pronostici che indicano ancora una volta l’Inter come principale favorita per il campionato: “Non ci sentiamo lontani dall’Inter. Abbiamo fiducia nel nostro lavoro e ci impegniamo ogni giorno per migliorare. La cosa più importante è pensare a noi stessi e non a quello che fanno le altre squadre”.
IL RUOLO - Bartesaghi ha poi parlato della possibilità di essere impiegato sia come quinto di centrocampo sia come terzino in una difesa a quattro, una duttilità che può rappresentare un'arma importante nel corso della stagione: “Mi trovo bene in entrambi i ruoli, anche se c’è una posizione in cui mi sento maggiormente a mio agio. Dobbiamo però alzare ancora l’asticella, perché in alcune situazioni abbiamo avuto delle difficoltà. È normale, siamo all’inizio di un percorso, ma dobbiamo continuare a lavorare e rimanere concentrati”.
GIOVANI E NAZIONALE - Il momento sembra essere particolarmente favorevole per i giovani, sempre più protagonisti anche nelle varie selezioni azzurre: “Per noi giovani il momento è sempre, perché ogni volta che scendiamo in campo dobbiamo farci trovare pronti. Lo dimostra anche il percorso dell’Under 21, che sta andando molto bene e ha raggiunto la qualificazione agli Europei”.
SU AMORIM E I NUOVI - Infine, Bartesaghi ha parlato del lavoro con Amorim e dei nuovi compagni arrivati al Milan: “È un grande allenatore, mi dà fiducia e penso abbia qualità importanti. Con lui proviamo continuamente cose nuove”. Tra i giocatori che lo hanno colpito maggiormente, invece, ci sono Mario Gila e Hutchinson: “Gila è un grandissimo giocatore, molto utile e importante per la squadra. Hutchinson invece è molto agile nello stretto e penso che possa darci una grande mano durante questa stagione”.
Ultim'oraGenoa, avanza il duo Modesto-Melissano: i dettagli
Il Genoa accelera per il cambio dirigenziale, puntando sulla coppia composta da Modesto e Melissano. L'idea del club rossoblù è quella di affidare a François Modesto il ruolo di Chief of Football, mentre Melissano andrebbe a ricoprire l'incarico di direttore sportivo. Con Diego Lopez sarà risoluzione.
GENOA DECISO: VERSO LA COPPIA MODESTO-MELISSANO - Il Genoa si avvicina alla definizione del suo nuovo assetto dirigenziale. Dopo il testa a testa con Giovanni Rossi (leggi qui), la scelta sembra ricadere sulla coppia Modesto-Melissano, con i due che ricoprirebbero rispettivamente i ruoli di Chief of Football e di direttore sportivo. Modesto vanta una carriera da calciatore con 604 presenze, arrivate in piazze come Olympiakos, Cagliari e Monaco. Come dirigente, il portoghese ha aquisito grande esperienza internazionale, avendo lavorato in tre nazioni diverse. Le sue ultime esperienze lo hanno visto prima al Monza, nelle vesti di direttore tecnico, e poi, sempre nello stesso ruolo, alla Juventus, dove ha curato principalmente i rapporti tra squadra e allenatore, oltre a lavorare su varie operazioni di mercato.
Anche Melissano può contare su una grande esperienza. Nel corso della sua carriera ha infatti sviluppato grandi abilità nello scouting, nel mercato e nella valorizzazione delle rose, con particolare attenzione ai giovani talenti. Sono infatti sue le intuizioni di puntare su Comotto, Pio Esposito, Romano e Mascardi, durante le sue esperienze con Lecce, Fiorentina e Spezia.
SARÀ RISOLUZIONE CON DIEGO LOPEZ - Diego Lopez lascerà il Genoa: per lui è pronta la risoluzione contrattuale. Il ds è infatti in procinto di lasciare i rossoblù per approdare in Championship, dove ad attenderlo c'è il Burnley. Tra gli acquisti fatti nell'ultima sessione di mercato da parte di Lopez, troviamo Lorenzo Colombo, Tommaso Baldanzi e Stephan El Sharawy.
Ultim'oraDs Genoa, a sorpresa c'è anche Modesto. Resiste Giovanni Rossi
Corsa a due per il ruolo di direttore sportivo del Genoa. Con l’imminente addio di Diego Lopez, sempre più vicino al Burnley, i rossoblù cercano un nuovo ds: mentre resiste la posizione di Giovanni Rossi, il nome che si aggiunge a sorpresa è quello di François Modesto, ex dirigente di Juventus, Monza e Olympiacos
È corsa a due, quindi, per i rossoblù. Giovanni Rossi resta in corsa dopo l’esperienza al Sassuolo, iniziata nel 2018 e terminata nella stagione 2023/24. La novità, pero, è il nome a sorpresa di François Modesto, reduce dall’esperienza alla Juventus, terminata in concomitanza dell’addio di Daniel Comolli.
Zoma sull’esordio con l’Italia: “Sono italiano al 100%. Klose mi ha aiutato nella scelta”
Mohamed Alì Zoma, fresco di convocazione ed esordio in Nazionale, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport. L'attaccante del Norimberga ha avuto un ottimo inizio di stagione, con sei gol nelle prime sei partite in Serie B tedesca. Grazie a questi numeri e alle sue ottime prestazioni, Zoma è riuscito a convincere il ct Roberto Mancini a convocarlo, parlandone così: "Mi aveva detto che mi osservava e che dovevo continuare a spingere sul campo. L'ho fatto e, quando mi ha chiamato, sono stato molto felice, soprattutto per l'esperienza".
LA CHIAMATA AZZURRA E L'ESORDIO - Il classe 2003 ha avuto modo di parlare dell'emozione che ha provato quando ha saputo della chiamata in azzurro: "Sono molto contento, non me lo aspettavo. Esordio? Emozione fortissima, sono nato qua e mi sento al 100% italiano, è un grande orgoglio vestire questa maglia". Zoma ha poi proseguito parlando dell'accoglienza ricevuta dallo spogliatoio: "Siamo un buonissimo gruppo, sono stato accolto bene da tutti e mi trovo bene. Sono contento di questa esperienza".
LA STAGIONE IN GERMANIA - Non manca un commento sulla sua stagione con il Norimberga: "Sono venuto qua lo scorso anno, mi hanno accolto bene e aiutato molto anche con la lingua. Siamo partiti bene e adesso abbiamo una partita sabato, ma abbiamo tutti la testa partita dopo partita". Infine Zoma ha concluso parlando di Miroslav Klose, suo allenatore in Germania: " Prima di arrivare qua ci avevo parlato. Ha influito sulla scelta, sapevo che parlava italiano. Mi ha aiutato tanto e sono migliorato anche grazie a lui".
Arsenal, Arteta rinnova fino al 2030: "Privilegiato a legare il mio futuro al club"
Mikel Arteta prolunga con l'Arsenal. L'allenatore spagnolo, che ha riportato la Premier League in casa dei Gunners dopo 22 anni di attesa, ha rinnovato il suo contratto fino a giugno 2030. Il precedente accordo tra Arteta e l'Arsenal, firmato nel 2024, sarebbe scaduto al termine di questa stagione.
Allenatore dei londinesi dal 2019, Arteta ha vinto non solo la Premier League nella scorsa stagione, ma anche tre Community Shield e una FA Cup nella stagione 2019-2020. Per lui 360 partite da manager dell'Arsenal, con un bilancio di 224 vittorie, 60 pareggi e 76 sconfitte.
"È un privilegio legare il mio futuro al club e continuare a lavorare con persone eccezionali che desiderano il meglio per l'Arsenal - le parole di Arteta ai canali del club - Questo club è unico, per il suo carattere e per le emozioni che ti trasmette, e mi sento privilegiato che il nostro percorso insieme continuerà. Abbiamo già instaurato un legame speciale e creato ricordi che dureranno per sempre, e la cosa entusiasmante è che questo è solo l'inizio di ciò che possiamo realizzare insieme. Sono estremamente grato a Stan e Josh per la loro fiducia e il loro supporto, e mi sento onorato di guidare questo club in un periodo così speciale dei suoi 140 anni di storia. Questo è un momento di grande orgoglio per me e la mia famiglia. Sento l'amore e il rispetto dei nostri fantastici tifosi, e loro ricambiano con il mio e il nostro”.
"Finora è stato un percorso incredibile - le parole dei due co-presidenti dell’Arsenal Stan e Josh Kroenk - Siamo entusiasti di ciò che ci riserva il futuro in questo rapporto speciale. La scorsa stagione è stata un momento incredibile nella storia dell'Arsenal, un momento in cui abbiamo creato ricordi che dureranno per sempre. Siamo determinati a crearne molti altri negli anni a venire. Condividiamo un legame speciale con Mikel. Siamo molto orgogliosi di tutto ciò che abbiamo realizzato da quando è tornato al club nel 2019. Ha una profonda comprensione dei valori dell'Arsenal e li porta nel cuore. Sa cosa rappresenta questo club per tutti coloro che ne fanno parte ed è determinato a costruire su tutto ciò che abbiamo realizzato insieme."
Pedro annuncia il ritiro: "È il momento giusto, ho vissuto il mio sogno"
Pedro lascia il calcio. L'ex attaccante della Lazio, svincolato dalla scorsa estate dopo i cinque anni in biancazzurro, ha annunciato il ritiro con un video sui social. "È il momento per fare un passo avanti e iniziare una nuova tappa nella mia vita - ha scritto Pedro - Lascio orgoglioso per aver vissuto il mio sogno e per tutte le persone che sono state al mio fianco nel realizzarlo".
L'ex attaccante spagnolo ha registrato un video al Camp Nou, ricordando il capitolo più importante della sua carriera con il Barcellona. "Ricordo ancora il frastuono - inizia Pedro in una lettera - Migliaia di persone sugli spalti e un ragazzo di vent’anni di Tenerife che aspettava a bordo campo, proprio qui. Quel giorno misi piede su un campo da calcio e aprii le porte a un'altra vita. In quel momento, era impossibile immaginare cosa sarebbe successo dopo. Tutto è iniziato su un campo di terra battuta nella mia isola, Tenerife, con un pallone che non ho mai lasciato andare. Far parte della migliore squadra della storia del Barcellona è stato un privilegio. Abbiamo vinto tutto. E abbiamo stupito il mondo. Il mio cuore sarà sempre al Barça".
Poi prosegue parlando della nazionale, dell'esperienza al Chelsea e gli anni in Italia: "E un giorno, quasi senza crederci, sono diventato campione del mondo e titolare in una finale del Mondiale. Londra mi ha insegnato a ripartire da zero, a scoprire un'altra cultura e a crescere come persona. E l'Italia. L'Italia mi ha toccato il cuore. Sono arrivato da veterano e mi hanno trattato come un figlio. Oggi torno dove tutto è iniziato, per chiudere un capitolo meraviglioso. Sento che è il momento giusto. Grazie ai miei compagni di squadra. La cosa migliore non sono stati i titoli, siete stati voi. Grazie ai club che mi hanno aperto le porte. Grazie agli allenatori che hanno creduto in me. Grazie ai tifosi per tutto questo affetto. E grazie ai miei figli, alla mia famiglia e ai miei amici. Grazie, calcio, per avermi reso così felice".
LA CARRIERA DI PEDRO - L'attaccante di Tenerife lascia dopo aver vinto 25 titoli tra Barcellona, Chelsea e Spagna. Nella sua bacheca - tra i tanti trionfi - ci sono tre Champions League, un Mondiale e un Europeo. In totale per lui 794 presenze e 197 gol.
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