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Sassuolo, Carnevali: "Non ci sono più bandiere come Berardi. De Zerbi? Fa rimanere incantati"
Sassuolo, Carnevali: "Non ci sono più bandiere come Berardi. De Zerbi? Fa rimanere incantati"
Il Sassuolo sbarca... negli Stati Uniti. L'Amministratore Delegato e Direttore Generale Giovanni Carnevali, infatti, ha rilasciato un'intervista a The New York Times per raccontare l'ecosistema neroverde a pochi giorni dalla vittoria per 2-0 sul Milan di Max Allegri. Dall'estro di Domenico Berardi, che a 31 anni continua a incantare il Mapei, passando per i ricordi di Euro2021 e il rapporto con Roberto De Zerbi. "È la bellezza del nostro gioco che sta svanendo. Non ci sono più bandiere", ha esordito Carnevali, riferendosi proprio a Berardi. Dal poker contro i rossoneri nel 2014, fino al gol in apertura di nuovo contro il Milan, di nuovo contro Massimiliano Allegri. "I giocatori di oggi sono attratti dai soldi e si spostano di qua e di là. Domenico è cresciuto con noi. Ha iniziato con noi e ha avuto tante opportunità per andarsene". MIMMO BERARDI - Nel corso degli anni le offerte per Berardi non sono di certo mancate. "Ma ha preferito restare al Sassuolo - ha raccontato l'AD. Stavamo giocando in Europa League per la prima volta. E per lui giocare in Europa con il club che l’ha cresciuto era qualcosa di straordinario. Penso che avere Berardi nella nostra squadra, nel nostro club di calcio, sia sempre stata una specie di nostra forza". EURO 2021 - La conversazione, poi, si sposta su altri temi. A partire dall'Europeo 2021 vinto dall'Italia di Roberto Mancini, con protagonisti diversi giocatori nati e cresciuti al Sassuolo. "Sensi è stato uno dei primi ad andare in Nazionale, poi l'hanno seguito in molti", racconta Carnevali. A Wembley, c'erano Raspadori, Locatelli e proprio Mimmo Berardi. "Per noi era difficile immaginare che un club come il nostro potesse fornire giocatori alla nazionale italiana; eppure l’abbiamo fatto, e agli Europei siamo riusciti a vincere, diventando campioni d’Europa con giocatori del Sassuolo. Questi sono i successi che ti riempiono di una soddisfazione immensa". DE ZERBI - Con la stagione 2025/2026 che si avvicina sempre più alla fine, il Sassuolo sogna di chiudere il campionato nella metà 'di sinistra' della classifica. Un risultato che non si vede dai tempi di Roberto De Zerbi sulla panchina neroverde. E proprio Carnevali ricorda con piacere quei momenti, raccontando il rapporto con l'allenatore italiano, oggi alla guida del Tottenham dopo l'addio al Marsiglia. "Per me, De Zerbi è un allenatore che, quando lo vedo dirigere in campo, ti incanta davvero. Guardare la squadra allenarsi con De Zerbi è davvero una cosa di una bellezza, perché si vede proprio l’influenza dell’allenatore". La speranza di Carnevali, come si legge tra le righe dell'intervista a The New York Times, è quella di riuscire a far visita a Londra a RDZ prima che la stagione finisca "E questa sua influenza si nota ancora di più durante le partite; la capacità di dare un’identità alla squadra. De Zerbi lo ha sempre fatto per noi in quei tre anni, abbracciando la filosofia del Sassuolo di provare ad attaccare e giocare un calcio bello e spettacolare".
Como, Ludi: "Vogliamo che Nico Paz resti con noi"
Como, Ludi: "Vogliamo che Nico Paz resti con noi"
"A fine stagione ci confronteremo con il Real Madrid per capire le sue intenzioni. Dal nostro punto di vista il futuro è con Nico. Non solo lo speriamo, ma vogliamo che resti. Confiamo di poter contare su di lui, ma ovviamente non possiamo controllare tutto, per cui siamo pronti a ogni scenario", ha ammesso il ds del Como, Carlalberto Ludi, in un'intervista rilasciata a Il Corriere dello Sport. Sui possibili contatti con l'Inter ha invece aggiunto: "Non c'è stato alcun confronto ufficiale con loro". Nessun dubbio, dunque, sulle intenzioni del club riguardo il futuro del talento argentino. Il Real Madrid ha infatti la possibilità di riportare in Spagna il classe 2004, ma stando alle parole del ds i due club si parleranno per trovare una soluzione. Non solo Nico Paz, perché Como e Real Madrid hanno imbastito anche l'operazione Jacobo Ramon, e potrebbero proseguire con questa sinergia anche nel futuro: "Abbiamo un buon rapporto, ma non cerchiamo nomi. Cerchiamo giocatori funzionali al progetto". IL FUTURO DI FABREGAS - Su Fabregas, tra i giovani allenatori più apprezzati al momento, Ludi ammette: "Cesc è centrale nel nostro progetto. C'è allineamento tra la sua ambizione e la nostra. Lui ha già vinto tutto, ma ha molta voglia di imparare e confrontarsi, e Como è diventato un ambiente ideale anche grazie a lui. È completo sotto ogni aspetto, un fuoriclasse". COMO E I GIOVANI ITALIANI - "Vogliamo costruire un settore giovanile coerente con la prima squadra per far crescere i talenti italiani secondo la nostra metodologia. Nel giro di qualche anno ci aspettiamo risultati concreti", ha poi dichiarato riguardo la volontà di inserire giovani italiani in Prima Squadra nel futuro. E ancora, sulla critica di non avere italiani in squadra, Ludi ha risposto: "Non capisco. Non abbiamo tolto nulla al sistema italiano. Puntiamo su giovani che hanno già esperienza in prima squadra all'estero, e qui succede molto meno. Inoltre molti dei nostri giocatori provengono da contesti, come quello spagnolo, con un'identità tecnica simile alla nostra".
1-1 e difesa "all'italiana", Max Allegri aveva previsto il risultato di Bayern Monaco-PSG
1-1 e difesa "all'italiana", Max Allegri aveva previsto il risultato di Bayern Monaco-PSG
"Se mi è piaciuta PSG-Bayern Monaco?". Questa la domanda posta in conferenza stampa il 2 maggio 2026 a Max Allegri, alla vigilia di Sassuolo-Milan. La risposta? "Sotto il punto di vista tecnico ci sono stati gesti meravigliosi. Poi la prossima magari finisce 1-1". E così è stato. All'Allianz Arena ci hanno pensato Dembélé al 5' e Kane al 94'. Parità al termine di una partita combattuta, che vede i francese qualificarsi per la finale di Budapest, la seconda in due anni. Secondo i dati Opta, sono stati solo due i gol segnati, su 33 tiri totali. Una percentuale di conversione del 6%. Un dato nettamente diverso, se paragonato a quello del match di andata. Al Parc des Princes, infatti, erano stati messi a segno ben 9 gol, su un totale di 22 tiri. Una percentuale di conversione del 41%. Anche così il PSG di Luis Enrique, proprio nello stadio dove poco più di un anno fa annientava l'Inter di Simone Inzaghi, si è qualificato per un'altra finale. MAX LO SAPEVA - Un po' scherzando e un po' no, Max Allegri aveva previsto anche questa. "Più alzi il livello tecnico all'interno della squadra più è facile vedere gesti tecnici all'interno delle partite. Poi la prossima magari finisce 1-1, ma è stata una partita piacevole con occasioni da entrambe le parti", aveva commentato l'allenatore rossonero, interrogato sul match d'andata. E così è stato. Meno spettacolo, meno ribaltamenti di fronte. Dopo il vantaggio di Dembélé, il baricentro dei parigini si è abbassato sempre di più, per cercare di contrastare l'avanzare del Bayern. MARQUINHOS AMMETTE - E anche Marquinhos, instancabile capitano del PSG nonché ex Roma a inizio carriera, ha ammesso di aver vissuto una partita diversa, dettata dalle circostanze. "A volte la partita ti chiede cose a cui non sei abituato. Oggi abbiamo difeso come una squadra italiana", ha dichiarato a Sky Sport. Anche così, i francesi sono nuovamente in finale (i primi a disputarne due consecutive dopo il Liverpool 2017/18 e 2018/19). Ad attenderli, l'Arsenal di Mikel Arteta. 
Seconde squadre, l'obiettivo non è vincere: perché sono il futuro del nostro calcio
Seconde squadre, l'obiettivo non è vincere: perché sono il futuro del nostro calcio
Con la sconfitta delle Juventus Next Gen contro la Pianese, anche l'ultima seconda squadra del nostro 'pianeta calcistico' non ha vinto il suo campionato. La Juventus ha perso 2-0, l'Inter non si era nemmeno qualificata per i playoff, l'Atalanta aveva perso contro la Casertana al primo turno, il Milan non ha vinto il uso campionato di Serie D. Meglio così. Le seconde squadre non sono state create (e non devono esserlo) per vincere il campionato. O meglio, se vincono ben venga, ma non servono per quello. Non è quello l'obiettivo. Sono nate per far giocare i giovani, valorizzarli. Per preparare i nostri ragazzi (se possibile italiani) a un futuro in prima squadra. L'Atalanta oggi ha un gioiello come Bernasconi che è diventato subito un titolare in Serie A e sta dimostrando di poterlo essere, Bartesaghi è un giocatore che nel Milan ha giocato una stagione di altissima qualità. Ma non solo, il pensiero va anche a tutti quei talenti che la Juventus ha venduto nel corso del tempo, come Soulé, o lo stesso Yildiz che in Next Gen ha vissuto parte del suo percorso. Se ci sono questi talenti, è perché ci sono le seconde squadre. Che non devono essere un antidoto o uno stop ai sogni delle piccole-grandi città di provincia. E ieri sera abbiamo visto altri esempi di questi virtuosi club che hanno creato squadre che possano sognare la promozione in Serie B. Dal Casarano di Filograna che ha stravinto a Cosenza, alla stessa Pianese che ha vinto contro la Juve, o al percorso bellissimo che ha fatto il Pineto con il suo allenatore Ivan Tisci, che ha sfiorato il colpaccio a Campobasso. Ci sono tante realtà di provincia che non devono essere ostacolate dalla seconde squadra. Ma le seconde squadre sono in questo momento una delle possibilità per il nostro calcio per cercare di tornare grande. Continua ad ascoltare su Caffè Di Marzio. 
Niklas Süle annuncia il ritiro dal calcio a soli 30 anni
Niklas Süle annuncia il ritiro dal calcio a soli 30 anni
A soli 30 anni Niklas Süle lascerà il calcio giocato. Ad annunciarlo è stato il giocatore stesso durante il podcast "Spielmacher", dove ha raccontato di aver preso questa decisione dopo l'ultimo infortunio al ginocchio, subito contro l'Hoffenheim: "Quando ho fatto la risonanza magnetica e ho ricevuto la notizia che non si trattava della rottura dl crociato, per me è stato chiaro al mille per cento che era finita". "Non riuscivo a immaginare nulla di peggio che aspettare con gioia la vita dopo il calcio - essere indipendente, andare in vacanza, passare tempo con i miei figli - e poi dover affrontare un terzo infortunio al crociato", ha ammesso il giocatore del Borussia Dortmund motivando la scelta di ritirarsi al termine di questa stagione. LA CARRIERA DI NIKLAS SÜLE - Da Hoffenheim a Hoffenheim. Proprio nella squadra del Baden-Württemberg è iniziata la carriera ad alti livelli del difensore centrale tedesco ad alti livelli, tanto da guadagnarsi la chiamata della Nazionale tedesca nel 2016 e del Bayern Monaco un anno dopo. In Baviera gioca per cinque stagioni, prima di passare al Borussia Dortmund dove chiuderà la carriera.
PSG, Luis Enrique: "Vogliamo fare un altro bel regalo ai nostri tifosi"
PSG, Luis Enrique: "Vogliamo fare un altro bel regalo ai nostri tifosi"
Dodici mesi dopo il PSG di Luis Enrique giocherà nuovamente la finale di Champions League. I campioni in carica, infatti, hanno superato il Bayern Monaco di Vincent Kompany in semifinale e affronteranno l'Arsenal di Arteta in finale.  I pargini hanno pareggiato all'Allianz Arena 1-1 e, grazie al 5-4 dell'andata, si sono conquistati la finale di Budapest. Nel post partita Luis Enrique ha commentato la prova dei suoi.  "SIAMO FELICI DI AVER RAGGIUNTO LA SECONDA FINALE" - Nell'intervista l'allenatore spagnolo ha cominciato soffermandosi sulla soddisfazione della finale raggiunta: "Abbiamo giocato la partita con grande intensità. Oggi le difese sono state migliori dell'attacco. Ma il carattere mostrato contro una squadra vera come il Bayern Monaco penso sia molto positivo. Siamo felici di aver raggiunto la seconda finale consecutiva di Champions".  Luis Enrique ha anche parlato delle similitudini tra le due squadre: "Entrambe le squadre sono simili: amiamo avere la palla, difendere pressando alti. Abbiamo visto una gran bella partita e siamo molto felici perché è difficile giocare contro di loro".  "VOGLIAMO FARE UN BEL REGALO AI TIFOSI" - Per concludere l'allenatore del PSG ha voluto dedicare il successo ai tifosi: "Tra due giorni è il mio compleanno e sono molto felice. Raggiungiamo la fase successiva e vogliamo regalare ai tifosi un altro bel regalo".
Al-Khelaïfi dopo la vittoria col Bayern: "Stiamo scrivendo la storia del PSG"
Al-Khelaïfi dopo la vittoria col Bayern: "Stiamo scrivendo la storia del PSG"
"Stiamo scrivendo la storia del PSG. Abbiamo una squadra davvero incredibile. Sapevamo di giocare contro il Bayern Monaco che è una grande squadra, davvero fortissima. Siamo orgogliosi per quello che stiamo facendo", così Nasser Al-Khelaïfi ha commentato il passaggio del turno del Paris Saint-Germain contro il Bayern Monaco. I francesi, grazie al 6-5 complessivo nel doppio confronto, hanno superato i baveresi conquistando la finale di Champions League, la seconda consecutiva dopo quella della scorsa stagione, poi vinta contro l'Inter. A Budapest, il PSG affronterà l'Arsenal di Mikel Arteta. LE PAROLE DI AL-KHELAIFI - Il Presidente del club parigino ha poi concluso: "Dobbiamo pensare alla finale, sono esausto per tutto lo stress di questa serata ma vado a casa felice". 
Bayern Monaco, Kompany: "Abbiamo lottato il più possibile, alcune decisioni non ci fanno contenti"
Bayern Monaco, Kompany: "Abbiamo lottato il più possibile, alcune decisioni non ci fanno contenti"
"Abbiamo tenuto bene il possesso e abbiamo avuto delle possibilità di essere pericolosi, ma il PSG è stato estremamente attivo a difendere ogni tipo di cross che abbiamo effettuato in area": Vincent Kompany non si nasconde e sottolinea i meriti del PSG dopo il pareggio all'Allianz Arena col suo Bayern Monaco, che ha sancito l'uscita dei bavaresi dalla Champions League. Un risultato che l'allenatore ha definito come il frutto di una gara molto equilibrata, ma nel post partita non sono mancati i commenti su alcune decisioni arbitrali, in particolare sugli episodi che nel primo tempo hanno portato alle proteste della sua squadra: "Ci sono decisioni arbitrali che non ci rendono contenti, ma faccio i complimenti al PSG per questa finale. Nel primo tempo l’arbitro pensava che Laimer avesse toccato la palla con la mano, ma non ho visto nemmeno un’immagine che lo mostrasse. Ho visto due squadre dai valori molto equilibrati che hanno lottato il più possibile per vincere la Champions League ed è chiaro che questo tipo di decisioni arbitrali non può che essere decisivo". LE PAROLE SUL FUTURO - Dopo aver analizzato il pareggio tra il suo Bayern Monaco e il PSG, Kompany ha concluso parlando delle aspettative verso la prossima stagione, concentrandosi proprio sull'obiettivo finale di Champions League: "Se penso che la raggiungeremo nella prossima stagione? Lo penso sempre, me lo sentivo anche quest’anno, ma sono una persona razionale: il Bayern ha vinto 6 volte questo trofeo, e al di là del Real Madrid, per tutti gli altri grandi club d’Europa si vince circa una volta ogni 10 anni. Non voglio mettermi sulle spalle una responsabilità troppo pesante. Ci riproveremo e sarà mia responsabilità far raggiungere questo obiettivo alla mia squadra".
Champions League, il PSG batte il Bayern nel doppio confronto: affronterà l'Arsenal in finale
Champions League, il PSG batte il Bayern nel doppio confronto: affronterà l'Arsenal in finale
Sarà Arsenal-PSG la finale della Champions League 2025/2026. I parigini pareggiano 1-1 col Bayern Monaco: alla rete di Dembélé dopo tre minuti risponde Kane nel recupero del secondo tempo, ma non basta per i bavaresi. La squadra di Luis Enrique, dunque, parteciperà alla seconda finale consecutiva dopo quella vinta l'anno scorso contro l'Inter, che aveva segnato la prima storica vittoria nella storia del club.  Dopo l'Atletico Madrid, dunque, cade anche il Bayern Monaco di Kompany: i bavaresi non sono riusciti a rimontare lo svantaggio dell'andata, fermandosi sul punteggio totale di 6-5 per i parigini. IL TABELLONE DELLE SEMIFINALI - Questa la situazione per quanto riguarda le semifinali:   PSG - Bayern Monaco: 5-4 (17' Kane; 24' Kvaratskhelia; 33' Joao Neves; 41' Olise; 45'+5 Dembélé; 56' Kvaratskhelia; 58' Dembélé; 65' Upamecano; 68' Luiz Diaz) Atletico Madrid - Arsenal: 1-1 (44' rig. Gyokeres; 56' rig. Julian Alvarez) Arsenal - Atletico Madrid: 1-0 (44' Saka) Bayern Monaco - PSG: 1-1 (3' Dembélé; 94' Kane) LA FINALE - Arsenal e Paris Saint-Germain si affronteranno nella finale di Champions League 2025/2026 sabato 30 maggio alla Puskas Arena di Budapest, con calcio d'inizio alle 18.
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