Menu CalciomercatoNews CalcioInterviste e StorieConsapevolezzeCaffè Di Marzio
Contatti Mobile
Inter, quanta probabilità c'è di rientrare nelle prime 8 in Champions? Tutti i calcoli
Inter, quanta probabilità c'è di rientrare nelle prime 8 in Champions? Tutti i calcoli
L'Inter di Cristian Chivu si rialza dopo il derby e, con una prova convincente, si impone sul Feyenoord in trasferta. A decidere il match sono state le reti di Bisseck e Pio Esposito nel primo tempo, poi il gran tiro di mancino di Zielinski da 25 metri nella ripresa. Sul difficile campo della De Kuip Arena finisce 3-0, così come sono tre i punti che i nerazzurri portano a casa, raggiungendo quota 6 in classifica nel Super Girone. E proprio quattro giornate, quali sono le possibilità di rientrare tra le prime 8 e accedere direttamente alla fase a eliminazione diretta? Quante invece quella di rientrare nelle 24 e dover affrontare i playoff? Analizzando le risposte di Football Meets Data, è possibile fare una proiezione a quattro giornate dal termine del girone. LA PROIEZIONE - Football Meets Data ha effettuato una simulazione al termine della prima metà di gare della quarta giornata dfi League Phase di Champions League 2026/2027. Un totale di 100 mila tentativi per provare a prevedere la posizione media finale dell'Inter e di tutte le 36 squadre. Qual è la risposta per l'Inter? La media di tutte queste simulazioni, in classifica vede i nerazzurri occupare la posizione 13.2 TOP 8 O TOP 24? - Il PSG sembra essere la favorita a chiudere la fase a gironi al primo posto. Per i parigini, la simulazione parla chiaro: 100% di possibilità di rientrare nelle prime 24, 98.5% di essere nelle prime 8. A seguire, sul podio, Real Madrid e Barcellona. Ma i nerazzurri? L'Inter di Cristian Chivu avrebbe un 95.2% di possibilità di rientrare nelle 24. Per accedere alle prime 8 posizioni e passare direttamente alla fase a eliminazione diretta, invece, un 25.0% QUANTI PUNTI SERVONO - È possibile anche provare a fare un calcolo per capire quanti punti siano necessari per riuscire effettivamente a passare il turno. Le possibilità che bastino 15 punti per essere nelle prime 8 sono calate ulteriormente, crollando al 35.5%. Ottenendo 16 punti, invece, le proiezioni vedono le squadre qualificate all'85%. Per la Top 24, invece, discorso diverso: 9 punti rappresentano ancora un'incognita, mentre 10 punti garantirebbero il passaggio del turno al 95%.   
IntervistaAlle origini di Alvini: "Al Tuttocuoio faceva cose uniche, l'umiltà il suo segreto"
Alle origini di Alvini: "Al Tuttocuoio faceva cose uniche, l'umiltà il suo segreto"
Oggi il suo Frosinone è la squadra rivelazione della Serie A, ma chi lo conosce da tempo non è sorpreso da ciò che sta facendo Massimiliano Alvini. Tra i sostenitori della prima ora c’è Andrea Bagnoli, agente FIFA che lo incontra nel 2010 e ne segue tutta la scalata dall’Eccellenza fino alla massima serie: “Era l’anno del “triplete” col Tuttocuoio: campionato, coppa toscana e Coppa Italia – ha raccontato a Gianlucadimarzio.com -. Quando lo guardo adesso nelle interviste rivedo la stessa fame, gli stessi occhi che aveva a quel tempo”. Fame che lo ha portato in alto, categoria dopo categoria: “Io ci avrei scommesso già allora, era un allenatore che sapeva il fatto suo e che voleva arrivare. È chiaro che se non hai giocato a calcio ci metti un po’ di più, ma la stoffa si vedeva già”. IL TUTTOCUIO - Tra il 2008 e il 2015, sui campi di provincia toscani, Alvini scrive la storia del Tuttocuoio, portandolo dalla Promozione fino alla Lega Pro. E nel frattempo diventa professionista a tutti gli effetti, lasciando il precedente lavoro: "Vendeva suole per le scarpe, quella è una zona con molte concerie. Insieme al fratello e al padre faceva il rappresentante. Salendo prima in Serie D e poi in C si è dedicato solo al calcio, l'allenatore era ciò che voleva fare nella vita". La storica promozione in C arriva al termine della stagione 2012/13 ed è tutt'altro che casuale: "In Serie D gli ho visto fare cose che in quelle categorie facevano in pochissimi. Il giovedì partiva e faceva due o tre ore di macchina per andare a vedere il campo su cui avrebbero giocato alla domenica, per spiegare ai giocatori cosa avrebbero trovato e come avrebbero dovuto comportarsi. È uno molto meticoloso". Di tempo da allora ne è passato, ma il metodo rimane lo stesso: "Quando leggo che appende i giornali negli spogliatoi so che sono cose che succedevano già nel 2010. È uno maniacale, con lui i giocatori sudano, ma poi alla domenica sanno tutti cosa fare, anche gli infortunati (ride, ndr). Ha sempre fatto rendere tutti: anche chi faceva solo poche presenze le faceva al top, perché lui ha un rapporto con i giocatori spettacolare. Il bello del suo gioco è sempre stato che arrivano tutti al gol, come succede oggi al Frosinone". Una gestione dello spogliatoio che passa anche dalle piccole cose: "Ai ragazzi non diceva '14:30 al campo', ma 14:29. Perché? '14:30 è normale, 14:29 ti rimane in mente'". VERSO LA SERIE A - Nel 2015 lascia il Tuttocuoio e inizia il percorso che lo porta fino alla Serie A. Anche se le cose non vanno sempre bene: "Gli esoneri gli hanno fatto male e un carattere come il suo li soffre ancora di più. Ma, al tempo stesso, gli hanno dato la forza per arrivare dov'è adesso. Ha sempre adattato il suo gioco ai calciatori, non ha un modulo fisso. Gli basta andare a fare la partita come dice lui, ma servono le condizioni che a Frosinone ha trovato". Dopo una prima avventura alla Pistoiese non finita bene, una chiamata arriva durante un ritiro estivo (non il suo): "Quell'estate il direttore Giacchetta, con cui avevo già parlato delle sue potenzialità, andò all'AlbinoLeffe e mi disse che Alvini avrebbe potuto essere lui il suo allenatore. Io lo chiamai per dirgli che doveva urgentemente andare, ma lui inizialmente mi rispose che non poteva, perché era a Roccaraso a seguire gli allenamenti del Pescara di Oddo. Alla fine all'AlbinoLeffe ci è andato e ha lavorato molto bene". Proprio il confronto con i colleghi è sempre stato un suo punto di forza: "Si è migliorato ogni anno. Non si è mai fermato alle sue idee, è uno che ascolta. Già prima andava spesso a vedere il Pisa di Ventura e l'Empoli di Sarri". Nella stagione 2022/23 la Cremonese gli affida per la prima volta una panchina di Serie A, esperienza che dura 18 giornate: "Quella squadra esprimeva un buon calcio, poi non sono arrivati i risultati. Ma si poteva immaginare che con una neopromossa alla prima esperienza in A qualcosa potesse pagare". Sta andando diversamente quest'anno col Frosinone: "Con un direttore che gli è stato vicino come Castagnini ha trovato la sua dimensione. Ha vinto la Serie B e ha creato empatia con l'ambiente, senza grandi ambizioni è tornato in A con una squadra già solida". LE PROSPETTIVE - Per un uomo di calcio come Alvini, il confine tra vita dentro e fuori dal campo è molto sottile: "È uno innamorato del suo lavoro. Quando ci si rivede o ci si risente, parlare di calcio è sempre bello, perché lo mastica 365 giorni all'anno per 24 ore al giorno. Con lui nelle cene tra amici si finisce sempre a parlare di pallone, fa gli schemi anche a tavola con i bicchieri". E riguardo le prospettive future, Bagnoli è convinto: "Credo che possa fare anche qualcosa di più importante, ma ora spero che continui a fare bene col Frosinone. In ogni caso, è uno che nella sua carriera ha sempre scelto il progetto prima della squadra e della categoria". Ciò che conta ora è che il suo Frosinone dopo dieci giornate sia in zona Europa, già un'impresa per una società alla quarta partecipazione in massima serie. Una squadra a immagine e somiglianza del suo allenatore, con cui condivide lo stesso segreto: "Umiltà. Sapeva che con il lavoro sarebbe arrivato in Serie A. La sua fame ha fatto la differenza".
Roma, perché il Man United ha ribattuto il rigore? La spiegazione dell'UEFA
Roma, perché il Man United ha ribattuto il rigore? La spiegazione dell'UEFA
La Roma è uscita sconfitta dal match di Champions League contro il Manchester United, che ha rimontato i giallorossi fissando il risultato finale sul 3-2. Il gol che ha dato il via al recupero dei Red Devils è stato segnato da un episodio importante: il rigore battuto due volte da Bruno Fernandes. Dopo aver inizialmente sbagliato il penalty, infatti, il portoghese ha dovuto calciare una seconda volta, come indicato dall'arbitro Gil Manzano. Al secondo tentativo il centrocampista non ha fallito, e ha dato così il via alla rimonta. All'indomani del match, anche la UEFA ha spiegato sul proprio sito ufficiale il motivo della ripetizione del calcio di rigore. LA SPIEGAZIONE DELL'UEFA - Come si legge sul sito UEFA, infatti, il rigore è stato ribattuto a causa dell'ingresso anticipato in area di Bryan Cristante, che è entrato prima che il pallone fosse effettivamente calciato da Bruno Fernandes, che perciò ha dovuto calciare una seconda volta.
Man Utd, Bruno Fernandes: "La qualità non manca, non può essere sparito tutto"
Man Utd, Bruno Fernandes: "La qualità non manca, non può essere sparito tutto"
Un rigore sbagliato, poi ribattuto, e la rimonta che ha consegnato a Carrick la seconda vittoria in questa League Phase di Champions League. La rete di Bruno Fernandes ha dato il via alla risalita del Manchester United: "Sapevo che era una gran responsabilità perché poteva cambiare la partita" ha dichiarato il portoghese a Sky Sport. "Ci serviva un gol per portare i tifosi dalla nostra parte. Tirare un rigore per me è sempre uguale, sono stato fortunato che Cristante è entrato in area troppo presto e ho potuto tirare di nuovo. Poi non ci ho pensato di nuovo e ho tirato più forte che potevo". Una vittoria, però, che vale molto di più dei semplici tre punti per i Red Devils: "Importante per noi, siamo in un periodo in cui le cose non vanno come vogliamo. È un momento davvero difficile da cui dobbiamo riuscire a venire fuori, spero che questa vittoria che aiuti. La qualità c’è, non è possibile che sia sparito tutto. Ci sono gli stessi giocatori con altri buoni valori. Ci servono risultati per prendere fiducia" PRIMA VITTORIA DOPO DUE MESI - Per trovare l'ultima vittoria del Manchester United bisogna tornare a quasi due mesi fa, più precisamente al 10 settembre, giorno della vittoria rotonda contro il Sabah per 4-0. Successivamente, soltanto 3 pareggi e ben 6 sconfitte tra competizioni nazionali e internazionale. Un digiuno troppo lungo per una squadra come quella guidata da Carrick, reduce da tre sconfitte consecutive. Tra cui quella con il Como nell'ultima giornata di League Phase.
Inter, Chivu: "Mai avuto dubbi sui valori di questa squadra. La vittoria ci dà fiducia e autostima"
Inter, Chivu: "Mai avuto dubbi sui valori di questa squadra. La vittoria ci dà fiducia e autostima"
L'Inter di Cristian Chivu si impone per 3-0 in trasferta a casa del Feyenoord nella quarta giornata del Super Girone di Champions League. Con questo successo, quindi, i nerazzurri si portano a 6 punti in classifica grazie alle reti di Bisseck, Pio Esposito e Zielinski. L'allenatore rumeno, quindi, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport e poi nella consueta conferenza stampa per analizzare la prestazione e il risultato. "Abbiamo dei valori, abbiamo capito determinate cose e le abbiamo portate in campo. Questo non vuol dire che non abbiamo provato, ogni volta proviamo ad essere la versione migliore di noi stessi", sono state le prime parole di Chivu ai microfoni di Sky Sport. LEZIONE IMPARATA - L'allenatore dell'Inter, poi, ha continuato parlando anche di "lezione" appresa dopo la sconfitta contro il Milan. "Cosa abbiamo imparato? Abbiamo sempre un confronto, sia che le cose vadano bene che quando vanno male. A volte ci riesce bene, a volte meno. Oggi ci è riuscito meglio a quanto pare", ha commentato. VALORE - I nerazzurri, quindi, ora proiettano già le attenzioni al prossimo match contro il Como, in programma domenica 8 novembre alle 18:00 a San Siro. "Il mondo Inter è consapevole del valore di questo gruppo, noi non abbiamo mai avuto dubbi", ha commentato Chivu a Sky. L'allenatore, poi, ha concluso: "La continuità porta i risultati, che dà fiducia e autostima. Ed è quello che noi cerchiamo di portare in questo momento. Questa partita ci dà tanto a livello di consapevolezza e di percorso. Il calcio a volte porta in vie strane e bisogna saper reagire per tornare sulla giusta via".
Roma, Gasperini amaro dopo la rimonta dello United: "Mancata la forza di difendere. Poca lucidità nel finale"
Roma, Gasperini amaro dopo la rimonta dello United: "Mancata la forza di difendere. Poca lucidità nel finale"
Una beffa atroce nel finale condanna la Roma in Champions League. Avanti nel punteggio, i giallorossi si sono visti ribaltare dal Manchester United negli ultimi minuti di fuoco: prima il rigore di Bruno Fernandes, poi la personale doppietta di Matheus Cunha. Il brasiliano ha prima trovato il 2-2 complice un liscio di Balerdi in rinvio, e all'86' ha firmato il gol vittoria, chiudendo poi la sua folle serata con un'espulsione al 91'. Al termine della sfida, Gian Piero Gasperini ha analizzato la dolorosa sconfitta a Sky Sport, partendo proprio dall'episodio che ha cambiato l'inerzia del match: "Penso sia stata una partita diversa da quella con il Real Madrid", ha spiegato l'allenatore giallorosso. "Non c’erano segnali così evidenti di un calo, come invece è avvenuto dopo il rigore, che ha dato loro un grande slancio". IL BLACKOUT E LA DIFESA - Nessuna scusa, però, sull'incapacità di arginare l'assalto finale dei Red Devils: "Non c’è casualità nei gol subiti in rimonta, stasera non abbiamo avuto la forza di difendere sui loro attaccanti. Ci sta che tu possa soffrire il Manchester United negli ultimi 15 minuti se attacca così. Loro hanno iniziato a pressare più avanti, noi dovevamo giocare in modo diverso, sfruttando le palle lunghe. Non siamo riusciti a tenere i loro riferimenti: dovevamo ricorrere a qualche contrasto in più, invece abbiamo subito il loro slancio che è stato amplificato dal rigore e dall’episodio del 2-2". LE SCELTE E LA TESTA - Sulla gestione della fascia destra e l'impiego di Lulli al posto dell'infortunato Rensch (con Molina rimasto fuori): "Molina poteva stare dentro, sì. È partito bene Rensch, poi si è fatto male e ho optato per Lulli. Ma non è quello il motivo della sconfitta. Penso che sia stata una partita diversa, che ci ha insegnato di più rispetto a quella col Real Madrid". Chiusura dedicata all'aspetto psicologico per smaltire il contraccolpo: "C’è stata un po’ di delusione dopo che ti si vede sfuggire la vittoria da davanti. La squadra forse si deve togliere la pressione del risultato a tutti i costi".
Inter, Bisseck: "Risposta giusta. Non importa cosa dice la gente"
Inter, Bisseck: "Risposta giusta. Non importa cosa dice la gente"
L'Inter vince ancora in Champions League: i nerazzurri di Chivu battono 0-3 il Feyenoord, conquistando così la seconda vittoria consecutiva in League Phase dopo quella contro lo Shakhtar. Dopo la rete del vantaggio di Bisseck, Pio Esposito ha raddoppiato di testa. Poi, il gran gol da fuori di Zielinski ha chiuso i conti. Seconda vittoria in casa del Feyenoord per l'Inter dopo quella nel 2025 con Simone Inzaghi (0-2 in quel caso). Al termine del match, alcuni protagonisti hanno commentato la prestazione appena offerta al De Kuip. LE PAROLE DEI PROTAGONISTI - Il primo a parlare è stato Bisseck, autore del gol dello 0-1: "Risposta giusta. Non ero preparato al gol, dopo 8’ non ho pensato a un’esaltanza. Sempre bello segnare, aiutare la squadra e reagire dopo una sconfitta. Il calcio è così a volte. Non vogliamo mai perdere, ma a volte succede. Per noi non è importante cosa dice la gente. Restiamo uniti, e penso che siamo sulla strada giusta. Ci sono cose da migliorare, ma siamo una squadra forte. Ogni stagione dobbiamo parlare e restare uniti, la stagione è lunga. Il mio gol più bello? No. Rientra nella top-7" ha dichiarato a Sky Sport. Dopo di lui, ha parlato Pio Esposito: "Non era scontato, siamo stati bravi a reagire così su un campo non semplice. Le sconfitte si analizzano e l’abbiamo fatto. Abbiamo dato seguito alle parole che ci siamo detti. Cammino in Champions? È ancora lunghissima, pensiamo partita per partita. I conti li vogliamo fare alla fine. Per un attaccante il gol è sempre ossigeno, ma cerco di mettere il lavoro per la squadra prima di tutto”.
Man Utd-Roma, fa tutto Cunha: doppietta ed espulsione in cinque minuti
Man Utd-Roma, fa tutto Cunha: doppietta ed espulsione in cinque minuti
Il Manchester United ha ribaltato la Roma nel finale. Dopo il gol di Bruno Fernandes su rigore, ci ha pensato Matheus Cunha a pareggiare i conti, complice un errore clamoroso di Balerdi - fino a quel momento uno dei migliori dei suoi - che ha mancato il pallone tentando il rinvio. All'86', con l'inerzia del match a favore e la squadra di Gasperini chiamata a difendersi, il brasiliano ha raddoppiato su assist del neo entrato Lacey.  Un finale di gara che ha visto Matheus Cunha protogonista, anche in negativo. Infatti, l'attaccante dei Red Devils ha ricevuto la seconda ammonizione della sua partita al 91' dopo una brutta entrata su Balerdi. E la prima era arrivata in seguito alla prima rete per essersi tolto la maglia.
Fumogeni in campo e sul tetto dello stadio: gioco fermo in Feyenoord-Inter
Fumogeni in campo e sul tetto dello stadio: gioco fermo in Feyenoord-Inter
Gioco momentaneamente fermo al 70' del match tra Feyenoord e Inter, attualmente sul risultato di 3-0 in favore dei nerazzurri grazie alle reti di Bisseck, Pio Esposito e Zielinski. Alcuni tifosi del club olandese, infatti, hanno acceso e lanciato due fumogeni: uno in campo e uno sul tetto dello stadio. La situazione, però, si è rapidamente risolta, con gli addetti alla sicurezza che hanno immediatamente riportato tutto alla normalità. Il direttore di gara Glenn Nyberg, quindi, dopo essersi accertato che tutto fosse sotto controllo, ha dato nuovamente possesso al Feyenoord. L'Inter continua a dominare il possesso palla e a gestire il risultato. Pochi minuti prima dell'interruzione, invece, spazio anche per un altro gol di Pio Esposito in tap in, che però è stato annullato per fuorigioco millimetrico, a causa della spalla dell'attaccante italiano oltre la linea del pallone.
Ultime notizie di calciomercato
© gianlucadimarzio.com di proprietà di G.D.M. Comunication S.r.l. - P.IVA 08591160968
Direttore responsabile delle testate e amministratore per GDM Comunication Gianluca Di Marzio