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Coppa Italia, Genoa-Südtirol e Fiorentina-Pisa chiudono i sedicesimi: il tabellone completo
La nuova edizione della Coppa Italia continua ad emettere i propri verdetti. I trentaduesimi hanno regalato qualche sorpresa, tra cui sicuramente il ko della Lazio di Gattuso contro il Mantova. Sono invece già qualificate agli ottavi Inter, Napoli, Roma, Como, Milan, Juventus, Atalanta e Bologna. Intanto si prosegue con i sedicesimi di finale: sorpresa Cremonese che, dopo due sconfitte in campionato, ha vinto contro il Parma (ma non basta per salvare la panchina di Giampaolo).
Anche il Torino ha salutato la competizione: il Monza di Ivan Juric passa il turno. Fuori anche il Frosinone, eliminato dal Sassuolo ai calci di rigore, mentre l'Udinese ha eliminato il Venezia. Dopo le qualificazioni di Palermo e Verona, oggi - 15 settembre - Genoa-Südtirol e Fiorentina-Pisa chiuderanno il quadro dei sedicesimi.
IL TABELLONE DELLA COPPA ITALIA - Di seguito il tabellone della Coppa Italia 2026/27.
TURNO PRELIMINARE
- Vicenza-Catania: 1-1 [4-5 d.c.r] (25' Moncini; 40' Cicerelli)
- Ascoli-Potenza: 3-1 (1' Selleri, 45' Milanese, 68' Gori, 90' Corradini)
- Arezzo-Union Brescia: 2-0 (24’ Arena, 86’ Tavernelli)
- Benevento-Ravenna: 5-3 (3’ Vinicius, 14’ Maggio, 15’ Prisco, 39’ Salvemini, 53’ Vinicius, 61’ Romano, 71’ Scognamillo, 90+1’ Salvemini)
TRENTADUESIMI DI FINALE
- Parma-Catania: 2-0 (19', 35' Lontani)
- Cagliari-Arezzo: 1-0 (23' Deiola)
- Monza-Avellino: 3-0 ( 22', 45' Gustavo Varela; 51' Forson)
- Fiorentina-Benevento: 4-1 (2' Gudmundsson, 35' Kean, 48' Ranieri, 50' Ndour; 54' Lamesta)
- Catanzaro-Südtirol: 2-2 (5-6 d.c.r) (17' Pyythia, 27' Pafundi, 53' Iemmello, 85' Mixtur)
- Udinese-Padova: 1-0 (35' Davis)
- Venezia-Modena: 3-2 (17' Ambrosino, 26' Adams, 39' Ambrosino, 83' Yeboah, 85' Adams)
- Torino-Carrarese: 1-0 (9' Simeone)
- Frosinone-Juve Stabia: 4-1 (20' Kvernadze, 29' Cichella, 38' Raimondo, 48' Candellone, 71' Kvernadze)
- Genoa-Ascoli: 4-1 (25' Silipo, 42' Marcandalli, 45' Baldanzi, 61' Colombo, 80' Havel)
- Hellas Verona-Virtus Entella: 2 (3) - 2 (2) (16' Bernat, 20' Compagnon, 36' Sarr, 85' Franzoni)
- Lazio-Mantova: 0-2 (75' Ruocco, 97' Cajazzo)
- Pisa-Empoli: 1-1 (4-3 d.c.r) (44' Marras, 61' Saporiti)
- Sassuolo-Cesena: 3-0 (12' Volpato, 45'+2' Adzic, 75' Lipani)
- Cremonese-Sampdoria: 2-0 (23' Stuckler, 93' Berti)
- Palermo-Lecce: 2-0 (14' Vavassori, 42' Pohjanpalo)
SEDICESIMI
- Parma-Cremonese: 0-2 (5' Lottici Tessadri, 41' Licina)
- Torino-Monza 0-1 (45'+3' Dany Mota)
- Sassuolo-Frosinone: 1-1 (4-3 d.c.r) (36' Dominguez, 45+2' Terzic)
- Udinese-Venezia: 2-1 (9' Sagrado, 34' Bayo, 53' Bayo)
- Palermo-Mantova: giovedì, (9' Strefezza, 45+6' Palumbo, 52' Ruocco, 55' Kouda, 70', 90+5' Pohjanpalo, 89' Johnsen)
- Cagliari-Verona: 1-2 (23' Harroui, 57' Mendy, 87' Mulattieri)
- Genoa-Sudtirol: martedì, 15 settembre, alle 18:00
- Fiorentina-Pisa: martedì, 15 settembre, alle 21:00
- OTTAVI DI FINALE: mercoledì 2 dicembre 2026, mercoledì 16 dicembre 2026 mercoledì 13 gennaio 2026
- QUARTI DI FINALE: mercoledì 3 febbraio 2027 e mercoledì 10 febbraio 2027
- SEMIFINALI: mercoledì 3 marzo 2027 e mercoledì 21 marzo 2027
- FINALE: mercoledì 19 maggio 2027
Orsato: "Arbitri? Lavoro straordinario. Bisogna avere coraggio"
"I miei ragazzi stanno facendo un lavoro straordinario per cercare di velocizzare di più il gioco". Daniele Orsato non ha dubbi ed elogia così l'operato degli arbitri dopo le prime giornate di Serie A. Intervenuto a Rai Italia, il designatore di Serie A e B ha parlato del metro arbitrale adottato in questo avvio di campionato, concentrandosi soprattutto sull'utilizzo del VAR e sulla quantità di rigori assegnati: "Seguendo le linee della Fifa e della Uefa, noi interveniamo col Var per chiaro ed evidente errore. Il numero dei rigori non dipenderà da noi ma dai falli che ci saranno, abbiamo dato il primo rigore con l'On Field Review perché c'era".
Non è poi mancato un appello diretto agli arbitri stessi, invitati da Orsato ad "avere coraggio senza paura di sbagliare". Il designatore ha sottolineato così l'importanza della figura del direttore di gara: "Serve far crescere l'autostima degli arbitri per essere più forti poi si lavora sugli errori ma bisogna avere coraggio, senza aver paura di sbagliare: lo dico sempre anche ai miei figli, non solo agli arbitri".
"ABBIAMO VISTO BELLE PARTITE" - Orsato ha poi concluso complimentandosi ancora con gli arbitri impegnati fin qui: "Non ho visto cose che non mi sono piaciute, se il buongiorno si vede dal mattino abbiamo visto delle partite molto belle, con cui esporti il calcio italiano all'estero e fai bella figura".
Fabbriche, sangue e Hooligans: Millwall-West Ham, 14 anni dopo si riaccende il Dockers Derby
Si dice spesso che un derby non è una semplice partita di calcio. Ce n'è uno, però, che va ancora oltre: è una sfida di classe, che ha radici nel XIX secolo e parte dalla brutale competizione economica. 14 anni dopo l'ultima volta, torna il "Dockers Derby": Millwall contro West Ham. Non è solo football: si tratta di una complessa stratificazione di conflitti industriali, evoluzioni sociologiche della classe operaia inglese e aspre battaglie per il predominio territoriale.
LE RADICI - L'origine dell'animosità tra le due fazioni risale alla fine del XIX secolo e affonda le proprie radici nella competizione economica dell'industria navale e manifatturiera della Londra vittoriana. La prima delle due entità a vedere la luce è il Millwall Rovers Football Club, fondato nel lontano 1885 da dei lattonieri impiegati presso la fabbrica di conserve alimentari J.T. Morton. Esattamente un decennio più tardi, nel 1895, il caposquadra Dave Taylor e il proprietario Arnold Hills decisero di formare una squadra di calcio per sollevare il morale dei lavoratori della Thames Ironworks and Shipbuilding Company, l'ultimo grande cantiere navale di Londra, situato a Canning Town (all'epoca parte dell'Essex), sulla sponda opposta del fiume Tamigi. Le due sedi, a circa 5 chilometri di distanza, avevano il Tamigi come "barriera naturale". Il primo incontro ufficiale tra le due formazioni avvenne il 9 dicembre 1899, in un turno di qualificazione della FA Cup, conclusosi con una vittoria per 2-1 del Millwall Athletic al Memorial Grounds, grazie alle reti di Hugh Goldie e Bert Banks.
A causa di alcune dispute interne sulla gestione, il Thames Ironworks fu sciolto nel giugno del 1900 e immediatamente rifondato il mese successivo con il nome di West Ham United, adottando il soprannome The Hammers proprio per onorare le proprie radici siderurgiche. Il rancore tra West Ham e Millwall affonda le sue radici anche nel mito dello Sciopero Generale del 1926, quando i lavoratori britannici si mobilitarono in solidarietà con i minatori. Secondo la tradizione delle curve, i portuali vicini al Millwall avrebbero continuato a lavorare, tradendo la solidarietà operaia e alimentando così l'odio dei sostenitori del West Ham. La storiografia, però, ridimensiona questa versione: i portuali di entrambe le sponde del Tamigi aderirono in massa allo sciopero e, nei Surrey Docks, roccaforte del Millwall, appena sette lavoratori su oltre 2.000 si presentarono al lavoro. Un episodio, dunque, più vicino al mito che alla realtà, ma che nel tempo è diventato uno dei pilastri della feroce rivalità tra i due club.
LE LOTTE (ANCHE DI SANGUE) - Tra gli anni '70 e gli anni '80, il calcio britannico fu colpito dalla violenza organizzata, quella degli "Hooligans". Millwall e West Ham emersero come epicentri assoluti di questa deriva, dando vita a due delle firm (bande di hooligan) più strutturate, violente e famigerate del Regno Unito: i Millwall Bushwackers (o F-Troop) e l'Inter City Firm (ICF) del West Ham. Il caso del Millwall ha un'analisi psicologica più profonda: la base del tifo ha coltivato una mentalità d'assedio: il celebre coro "No one likes us, we don't care" è l'espressione di un complesso di persecuzione collettivo. L'antagonismo ha generato una catena ininterrotta di violenze che ha valicato i confini degli stadi, causando perdite di vite umane.
La rivalità ha registrato il suo capitolo più oscuro nel 1976, quando un sostenitore del Millwall, Ian Pratt, morì cadendo (o venendo spinto, in circostanze mai del tutto chiarite a livello processuale) sotto un treno in transito alla stazione di New Cross a seguito di disordini con i tifosi del West Ham. La rivalità è stata segnata anche da episodi di violenza dentro e fuori dagli stadi. Tra i più gravi c’è il derby del 21 marzo 2004, quando, dopo il 4-1 del Millwall al New Den, circa 250 tifosi del West Ham tentarono di superare i cordoni di sicurezza, costringendo la polizia a intervenire con agenti in assetto antisommossa e unità a cavallo. Ancora più drammatici furono i disordini di Upton Park del 25 agosto 2009: prima della sfida di Coppa di Lega un tifoso del Millwall venne accoltellato e, durante la partita, i sostenitori del West Ham invasero più volte il campo, costringendo l'arbitro a interrompere temporaneamente il gioco. Episodi che hanno trasformato uno dei derby più sentiti d'Inghilterra in un appuntamento ad altissimo rischio per l'ordine pubblico.
I TRASFERIMENTI PROIBITI - Il passaggio di un giocatore tra un club e l'altro è considerato un atto di grave insubordinazione. Eppure, per contingenze storiche e pragmatismo ci sono alcuni giocatori che hanno vestito entrambe le maglie. Durante la Seconda Guerra Mondiale, per esempio, la carenza di calciatori professionisti portò all'introduzione del sistema dei guest players (tesseramenti temporanei d'emergenza). Questo sistema permise a calciatori come Sailor Brown, Louis Cardwell e Jimmy Jinks di giocare per entrambe le formazioni.
Ci sono anche dei grandi protagonisti del calcio inglese che hanno vestito entrambe le maglie per trasferimenti effettivi. Il più eclatante è sicuramente Teddy Sheringam: la leggenda della nazionale inglese e del Manchester United è tifoso del West Ham fin dall'infanzia, eppure ha mosso i primi passi nel professionismo proprio con il Millwall. Prima di appendere gli scarpini, ha coronato il suo sogno vestendo la maglia degli Hammers, portandoli alla promozione in Premier League nel 2005 con 20 gol stagionali. Come lui, anche Clive Allen vestì la maglia del West Ham nel 1992, prima di passare al Millwall la stagione successiva.
LA SCELTA RECENTE DEL WEST HAM - La visceralità di queste due tifoserie si riflette anche in aneddoti ed episodi recenti che ne raccontano l'identità più estrema, sia dentro che fuori dagli stadi. Da una parte, in vista della nuova stagione, la dirigenza del West Ham ha deciso di vietare definitivamente l'ingresso al City of London Stadium delle "sciarpe bicolore", avvertendo che verranno confiscate. Si tratta di un gadget popolare tra i turisti, ma profondamente detestato dai puristi e considerato un rischio per la sicurezza, poiché mostrare i colori ospiti nel settore di casa è visto come un affronto inaccettabile.
IL LEONE DEL LONDON BRIDGE - Completamente slegata dalle dinamiche dello stadio, ma profondamente radicata in questo senso di appartenenza, è invece la storia che arriva dall'altra sponda del Tamigi. Qui l'identità del Millwall si è spinta fino alla cronaca internazionale con la vicenda di Roy Larner, ribattezzato il "Leone del London Bridge". Il 3 giugno 2017, durante un attacco dell'Isis a Londra, il 49enne affrontò a mani nude i terroristi armati di coltelli urlando "F*****o, io sono del Millwall". Sopravvissuto con gravi ferite e stress post-traumatico, Larner si è però visto incredibilmente negare lo status di vittima del terrorismo (e il relativo risarcimento danni) a causa di alcuni precedenti penali, tra cui un'aggressione e la violazione di un divieto di avvicinamento alla madre ottantenne.
IL NUOVO DERBY - Quattordici anni dopo l’ultimo confronto ufficiale, West Ham e Millwall tornano ad affrontarsi con due storie profondamente diverse alle spalle. Gli Hammers arrivano al centesimo Dockers Derby dopo la clamorosa retrocessione dalla Premier League, al termine di una stagione segnata da difficoltà tecniche, cambi in panchina e pesanti problemi economici, ma hanno iniziato la nuova stagione di Championship con ambizioni immediate, raccogliendo 11 punti nelle prime cinque giornate. Il Millwall, invece, si presenta al grande appuntamento all’ottavo posto con 9 punti. Forte della semifinale play-off conquistata nella passata stagione, traguardo che ha consacrato i Lions come una delle vere big della Championship, la squadra è nel pieno di una ricostruzione affidata ad Alex Neil e sostenuta da una solida identità ambientale. Non sarà quindi soltanto il ritorno di una rivalità storica: sarà il primo derby in 14 anni tra due club che si ritrovano nella stessa categoria dopo percorsi opposti, con il West Ham costretto a ripartire dalle proprie macerie e il Millwall pronto a difendere, ancora una volta, il proprio territorio.
Inter, un'altra rimonta: agganciata la Roma in testa alla classifica
Un'altra rimonta per l'Inter. A distanza di poco più di una settimana dal 3-2 contro il Napoli i nerazzurri vincono un'altra gara partendo sotto per 2-0 nel risultato. Punteggio pieno in campionato a quota 12 punti, gli stessi della Roma. Proprio i giallorossi saranno i prossimi avversari della squadra di Chivu. Un match che si preannuncia emozionante.
LA PARTITA - Nervosismo in casa Inter in avvio. I nerazzurri sono stati nuovamente sotto di due gol (come accaduto anche contro il Napoli), firmate da Abankwah ed Ekkelenkamp, e Chivu è rimasto anche senza il suo vice. Espulso, infatti, Aleksandar Kolarov dopo il raddoppio bianconero. Pairetto ha estratto il cartellino rosso nei confronti del serbo.
Al 25', poi, l'Inter ha accorciato con Carlos Augusto e nove minuti più tardi è arrivato anche il pareggio di Barella. Nella ripresa il gol del sorpasso nerazzurro con Marcus Thuram, su assist di Diouf, e quello della sicurezza di Pio Esposito, premiato da Zieliski con un grande assist in area di rigore. Gioia personale anche per Bonny, entrato in campo al posto di Thuram. Inutile il gol nel finale Gueye, che chiude la partita sul 5-3.
Como, Fàbregas: "Diversi giocatori erano stanchi. Contento della prestazione"
Il Como si impone anche contro il Parma e porta a casa altri tre punti importanti. Cesc Fàbregas, a Sky Sport nel post partita, ha elogiato soprattutto la prestazione dei suoi ragazzi nonostante i tanti impegni: "Diversi giocatori erano molto stanchi, abbiamo fatto dei cambi e mi sono piaciuti come sono entrati gli altri calciatori. Questa è una risposta importante per la squadra perché vuol dire che posso puntare su tutti. Sono molto contento della prestazione".
E ancora sul gruppo, ha aggiunto: "Questa è una vittoria importante anche per me come allenatore perché inizio a capire che squadra possiamo essere. Tantissime dinamiche un po’ nuove con tante partite. Quando tiri 31 volte e fai solo un gol sai che l’avversario cambierà qualcosina rischi di subire gol. E infatti poi abbiamo preso un gol".
SU KAIKI - Infine un commento anche su Kaiki, che sul finale del match ha siglato la rete del raddoppio del Como: "Ha giocato già con la nazionale. È un giocatore che ci aiuterà tantissimo. Lui è molto difensivo, gli piace difendere e si è visto nel gol oggi. Lui va forte, è molto serio, ha qualità e piano piano si deve inserire bene per trovare quello che cerchiamo in lui".
LA CONFERENZA STAMPA - In conferenza stampa Cesc Fàbregas si è soffermato ancora sul gruppo: "La mia esultanza a fine partita era per l’importanza del gol. Per me è stato importante per capire cosa succede nella testa dei giocatori dopo una partita di Champions. Perché se oggi noi non facciamo quei 40 minuti poi diventa dura. È stata una vittoria davvero importante".
Kaiki firma la rete decisiva per il Como e l'allenatore vuole seguire un modello ben preciso: "Nel calcio moderno è molto importante avere difensori che fanno gol. L’Arsenal ha vinto la Premier con gol di difensori e su palle inattive. Se possiamo aggiungere questo al nostro gioco diventa un vantaggio".
Un commento anche sugli attaccanti: "Kean deve lavorare come tutti, conoscete Moise più voi di me. Douvikas non è lo stesso giocatore di quando è arrivato. Lo stesso sarà per Kean, è arrivato in un contesto che gli chiede cose diverse dalle squadre del passato. C’è bisogno di tempo, lavoro e crescita. Sono molto contento di avere loro due come attaccanti".
Inter, risentimento ai flessori della coscia sinistra per Stones
Dopo la vittoria per 5-3 sull'Udinese, in casa Inter arrivano anche le prime indicazioni sull'infortunio di Stones. Risentimento ai flessori della coscia sinistra per l'inglese, che ha lasciato il campo al 62' dopo essersi seduto a terra. Al suo posto era entrato Pavard. "Dovrà fare accertamenti, ha sentito qualcosa sul flessore", così Chivu ha commentato a DAZN le sue condizioni, che restano da valutare nelle prossime ore.
Roma, Gasperini: "Vedere Dybala e Malen è un piacere per tutti. Il Como si sta avvicinando all'Inter"
La Roma vince ancora, questa volta contro il Torino, e continua il suo percorso a punteggio pieno in Serie A. Nel post partita Gian Piero Gasperini ha analizzato così la gara a DAZN, iniziando dal tandem Dybala-Malen che ancora una volta ha funzionato: "È una soddisfazione da parte di tutti, è bello anche per i tifosi e a chi piace il calcio perché vedono due campioni che riescono a materializzare in ogni partita occasioni da gol. Oltre a essere forti si completano tra loro, hanno questi incastri importantissimi".
L'allenatore ha proseguito fissando un obiettivo: "Noi dobbiamo assolutamente far crescere il più possibile la rosa. Se gli attaccanti giocano sempre 90’ non sono in condizione di ripetersi in tutte le gare. Se si risparmiano minuti allora possono giocare sempre. Tutti i giocatori devono diventare importanti sulla scia di campioni come Malen e Dybala, devono prendere esempio anche sul temperamento e atteggiamento. Se riusciamo a fare questo, la squadra diventerà ancora più forte".
LE PAROLE DI GASPERINI - L'analisi, poi, si è spostata sulla squadra avversaria: "Anche il Toro ha fatto cambi importanti che hanno alzato il livello della gara. Noi abbiamo fatto un ottimo primo tempo anche se come qualità negli ultimi metri potevamo fare meglio. Poi bisogna dare rispetto anche all’avversario. Noi abbiamo dovuto vivere anche sul temperamento: essere meno belli ma concreti e forti. Alla fine abbiamo anche raddoppiato sul finale".
Spazio anche ai singoli, in particolare Balerdi: "Sicuramente è un difensore moderno, forte fisicamente, veloce. Non posso scomodare un difensore centrale così come Baresi, per come interpreta il ruolo di aggressività e velocità nei recuperi e partecipazione al gioco, Baresi era il numero uno e nessuno lo va a toccare".
Chi la migliore di A? Gasperini conclude dicendo la sua: "Abbiamo un po’ di giorni. L’anno scorso c’era molta differenza al ritorno e abbiamo preso una scoppola anche se di lì è nata la Roma vera. All’andata invece in casa è stata una gara più combattuta. L’Inter però è la squadra di riferimento del nostro campionato per tutti, da tutti indicata come la più forte, anche se io credo che il Como ci vada vicino".
Torino, Abate: "Arrabbiato per il secondo gol. Troppi errori individuali, ma la ripresa mi dà fiducia"
Dopo la sconfitta casalinga per 2-0 contro la Roma, l'allenatore del Torino Ignazio Abate ha analizzato in conferenza stampa la prestazione dei suoi ragazzi, sottolineando il rammarico per una gara decisa dai dettagli e da qualche sbavatura di troppo.
IL RAMMARICO E LA REAZIONE - Abate non ha nascosto il dispiacere per l'andamento del match: "C'è molta amarezza per come è andata. Nei primi quarantacinque minuti non abbiamo mostrato il nostro vero valore ed è già la quarta partita in cui ci ritroviamo a rincorrere. Dobbiamo assolutamente arginare le leggerezze dei singoli. Tuttavia, nella ripresa ho visto una squadra di altissimo livello: abbiamo affrontato una Roma che di solito schiaccia tutti, eppure le abbiamo costruito tre palle gol pulite in faccia. Ci è mancato solo il colpo del ko. Il raddoppio subìto al novantesimo mi fa infuriare, perché cambia l'immagine della nostra sconfitta. Ma mi tengo stretto l'atteggiamento della seconda frazione".
GLI ERRORI E IL CREDO TATTICO - A pesare sull'1-0 di Malen, arrivato a ridosso dell'intervallo, è stata un'ingenuità: "Non abbiamo un problema di fase difensiva - ha precisato l'allenatore - anzi, abbiamo chiuso bene le loro corsie esterne limitando le loro sortite. Il nodo sono gli errori individuali che finiscono per spaccare in due le partite, a maggior ragione se avvengono a cinque minuti dalla fine del primo tempo".
Una disattenzione che ha coinvolto anche il portiere Perri, su cui Abate fa scudo: "È un portiere di grande spessore, deve solo ritrovare la forma migliore e crescere nella rapidità delle scelte. In ogni caso, non rinunceremo mai alla nostra identità di gioco: alla lunga questo calcio ci porterà dei dividendi. Certo, se regaliamo sempre qualcosa a livello individuale si fa dura, basti pensare che finora non siamo mai riusciti ad andare in vantaggio per primi".
L'ATTACCO E I NUOVI INNESTI - Sulla prestazione offensiva, Abate ha analizzato il momento di Simeone (che non era al meglio prima del match) e l'impatto dei cambi: "Nel primo tempo l'argentino ha dovuto lottare su palloni molto sporchi, ma nella ripresa ha tirato fuori una grande prestazione. Attendo con ansia che si sblocchi. Davanti ci manca un po' di fisicità, per questo dobbiamo essere bravi a costruire occasioni pulite. Cacciamani e Bragança sono entrati benissimo portando freschezza: il portoghese ha tanta qualità, il pallone non gli brucia mai tra i piedi, lavoreremo sulla sua condizione fisica durante la pausa. Mi è piaciuto molto anche Ilkhan. Ora sfruttiamo la sosta per rimettere in sesto Adams e Casadei e per far crescere la condizione generale dei nuovi arrivati".
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