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Darmian: "Bologna? Chiamata un po’ inaspettata, ma ho colto al volo un’opportunità importante"
Dopo sei stagioni all'Inter, a 36 anni Matteo Darmian è ripartito dal Bologna dopo un'estate da svincolato. Un periodo particolare, che il terzino ha raccontato ai microfoni di SportMediaset: "Quando si inizia una nuova sfida si è sempre molto emozionati, con quella carica e con quella voglia di fare sempre bene. È stata una chiamata un po’inaspettata, ed è stata un’estate particolare perché era la prima volta che mi succedeva di rimanere svincolato. La mia volontà era quella di continuare, la chiamata del Bologna è stata un’opportunità importante che ho colto al volo".
E così ecco una nuova avventura: "Ho avuto sensazioni estremamente positive quando sono arrivato qua a Bologna. I compagni mi hanno subito fatto sentire parte del gruppo, quindi non è stato difficile inserirmi. È normale che quando passi un’estate ad allenarti da solo è più difficile: mi mancava proprio lo spogliatoio, il gruppo, allenarmi. Quando è arrivata questa opportunità ero felice".
L'ADDIO ALL'INTER - Sull'addio all'Inter, invece, ha raccontato: "Ero consapevole di avere un anno di contratto e che quindi poteva anche finire il mio percorso, ma si è anche concluso in maniera molto positiva con uno scudetto e una Coppa Italia. Sono stati sei anni stupendi, ho un legame incredibile con tutti. Con la società e i tifosi si è creato qualcosa di bellissimo che porterò sempre dentro".
Ironia della sorte, la sua prima partita al Dall'Ara è stata proprio contro i nerazzurri: "È stato un mix di tante emozioni. Durante la partita, quando l’arbitro ha fischiato, ho cercato di fare il massimo per la mia squadra. Poi è normale che ci sia un legame che si è creato nei sei anni che ho fatto all’Inter. Alcuni ragazzi li sento ogni giorno, come gli italiani Barella e Bastoni, ma anche Thuram, e non vorrei dimenticarmi qualcuno. Il gruppo è stato il segreto dell’Inter degli ultimi anni. Penso che siano ancora i favoriti per lo Scudetto, lo stanno dimostrando anche quest’anno".
GLI OBIETTIVI - Dopo un avvio difficile, il Bologna con Palladino è in ripresa: "Io posso parlare per quanto riguarda la mia esperienza. Sono qua da non tantissimo ma ho trovato un bel gruppo e una squadra con qualità. È normale che dopo un avvio così così la squadra si stia riprendendo, dobbiamo continuare su questa strada. Come ho sempre fatto cerco di essere me stesso e dare il mio contributo sia dentro che fuori dal campo".
Sugli obiettivi, infine, è sicuro: "Bologna è una piazza importante che negli ultimi anni ha dimostrato di poter fare cose importanti, l’obiettivo è quello di continuare su questa strada".
IntervistaNonno Aldo, l'Inter e l'abbraccio di San Siro, Lavelli senior racconta: “Matteo, è solo l'inizio”
L’Inter nelle vene e l’emozione di un padre orgoglioso che vede San Siro applaudire per suo figlio. Lombardo, nerazzurro da sempre, Diego Lavelli conosce bene il calcio. Prima da giocatore in C, poi da osservatore. Ma domenica, in mezzo a 70 mila persone, lo ha vissuto soprattutto da papà: suo figlio Matteo, attaccante classe 2006 dell’Inter, è entrato nel finale contro la Fiorentina e ha avuto un impatto importante, lottando su palloni decisivi per la rimonta. Un pomeriggio speciale che Lavelli senior ha raccontato a GianlucaDiMarzio.com, con il sorriso stampato in volto e la consapevolezza che questo sia solo l’inizio.
"NON PENSAVAMO SAREBBE ENTRATO" - Se la domenica è stato il sogno, il sabato per Matteo era invece l’ordinaria amministrazione: titolare con l’Inter U23 in Serie C contro il Sorrento e protagonista di una buona gara. Tutto si pensava in casa Lavelli, meno che un doppio impegno nel weekend e infatti… "allo stadio c’ero solo io - racconta Diego - e non sapevo neanche se andare. Ero convinto che non sarebbe entrato e anche Matteo la pensava così. Il giorno prima aveva giocato e mi diceva di avere le gambe imballate. Gli ho risposto: ‘Teo, sono occasioni che non puoi perdere. Se ti chiedono di fare due, tre o cinque minuti, entra e gioca tranquillo, come fossi all’oratorio’. Lui è scoppiato a ridere: ‘Papà, non sai cosa significhi giocare davanti a 70mila persone’. Ma nessuno dei due pensava veramente avrebbe giocato".
La sorpresa l’ha regalata Chivu. Matteo entra in campo e qualcosa cambia anche sugli spalti: "All’inizio ero tranquillo. Poi, verso fine partita, Matteo ha portato la palla sulla fascia, l’ha protetta e ha conquistato una rimessa. Ho sentito l’ovazione del pubblico e la gente intorno a me dire: ‘Questo è forte’. Lì ho pensato: ‘Ma quello è mio figlio’. La verità? Per me non ha ancora fatto nulla di straordinario, però è un inizio. Un buon inizio".
NONNO ALDO E IL VIAGGIO - Il viaggio che porta a San Siro parte da lontano. La scuola calcio della Vibe Ronchese e gli abbracci di nonno Aldo: "Avevano un rapporto stupendo. Mio padre andava a prenderlo a scuola, gli preparava la pasta da mangiare in macchina e poi lo accompagnava agli allenamenti. Erano legatissimi. Per ricordarlo, Matteo si è tatuato una croce sul ginocchio e quando segna guarda sempre verso l’alto".
Oggi all’Inter i tifosi lo stanno imparando a conoscere come una prima punta di fisico, tecnica e buon dinamismo, ma il percorso di Lavelli parte... da terzino destro: "Ero sicuro che quello fosse il suo ruolo. Quando al Renate lo hanno provato in attacco per necessità ho pensato: ‘Adesso mi rovinano il ragazzo’". E invece... "Prima partita, doppietta contro l’Atalanta. Seconda partita, gol. Terza partita, in trasferta a Parma, tripletta. I fatti hanno chiarito ogni mio dubbio".
"L’INTER? BASTARONO POCHI SECONDI" - Gol dopo gol, il telefono in sede al Renate comincia a squillare. Prima il Milan, poi l’Inter. I nerazzurri organizzano un’amichevole con il Renate per vederlo: "Calcio d’inizio, palla al centro. Prende il pallone, guarda la porta e calcia. Segna. Passa qualche minuto e mi raggiunge il direttore dell’Inter: ‘Signor Lavelli, non abbiamo più niente da vedere. Parliamo con la sua società perché da dicembre Matteo venga con noi’. Sono rimasto a bocca aperta". Una soddisfazione ancora più grande per una famiglia interista: "Io, Matteo, suo fratello Nicolò, mia moglie: siamo tutti interisti. Pure il cane ha il collare nerazzurro", scherza Diego.
"BELLA GIORNATA? ADESSO SCORDATELA" - Da quell’amichevole sono passati dieci anni giusti. Oggi Lavelli si affaccia alla Serie A grazie anche alla stima di Chivu: "Si sono conosciuti in Primavera, segnò alla prima partita. Chivu è un allenatore moderno e ha avuto grande coraggio a mandarlo in campo per provare a rimontare. Dopo la partita molti compagni hanno scritto a Teo per complimentarsi. Lo ha chiamato anche Frattesi". Diego, però, ammonisce: "Lunedì mattina, il giorno dopo la partita, gli ho detto: ‘Bella la giornata di ieri? Bene, adesso scordatela. Non sei ancora nessuno, vai al campo e lavora’. Ma davvero non c’è bisogno che glielo dica, è un ragazzo che non ama parlare di sé o vantarsi, anzi".
Il prossimo sogno è inevitabile, un gol a San Siro. E anche in quel caso il pensiero tornerebbe a nonno Aldo: "Prima delle partite dei miei figli vado al cimitero a salutare mio padre e mia madre. A papà dico sempre: ‘Soffia e fagli buttare dentro quella palla’". Chissà che, un giorno, quel desiderio possa avverarsi. Uno sguardo al cielo, il cuore a mille. Intanto, il viaggio di Matteo continua: con un pomeriggio speciale alle spalle e ancora molti sogni in sospeso.
A cura di Luca Bendoni e Mattia Cordì
Caso Mbappé-Cina, arrivano anche le scuse del Real Madrid
Ha assunto proporzioni enormi quello che negli scorsi mesi era diventato un meme, che ora però fa infuriare il Governo cinese. Al centro della bufera c'è Kylian Mbappé, che era stato ritratto con le fattezze di Mao Zedong, con lo stesso calciatore che si era detto divertito da quell'immagine. Ora, però, la Liga si è ritrovata a doversi scusare col popolo cinese, che ritiene quella del francese un'offesa nei propri confronti. La stessa cosa, nella giornata di oggi, mercoledì 28 ottobre, si è ritrovato a farla il Real Madrid.
IL COMUNICATO - Di seguito la nota ufficiale del Real Madrid: "Real Madrid C. F. desidera esprimere le proprie scuse al popolo cinese per qualsiasi disagio potrebbe essere stato causato dalle recenti parole del nostro giocatore Kylian Mbappé. Il nostro club tiene un profondo rispetto per la Cina, la sua storia, la sua cultura e i suoi cittadini, così come per i milioni di tifosi cinesi che provano affetto e ammirazione per il Real Madrid. Il club si unisce alle scuse pubbliche espressate da Kylian Mbappé, in cui il giocatore stesso ha espresso il suo arrependimento per le sue parole e ha riterato il suo rispetto per il popolo cinese. Il Real Madrid riafferma il suo impegno con i valori di rispetto, convivenza e comprensione tra le culture, e esprime il suo desiderio di continuare a rafforzare i legami di amicizia e affetto che uniscono a lui e ai suoi cittadini".
La pesca, Highbury, Vardy: tre curiosità sul Fleetwood Town, "The Cod Army" che ha battuto l'Arsenal
Chi lo avrebbe mai detto che nel 2026 l'Arsenal sarebbe tornato a giocare ad Highbury, peraltro perdendo da campione d'Inghilterra in carica contro una squadra di quarta divisione? E invece anche questo nel calcio è possibile, perché lo stadio in questione non è lo storico impianto dei Gunners, abbandonato nel 2006, ma quello del Fleetwood Town, che prende il nome dalla vicina Highbury Avenue.
Davanti a circa 5000 persone, la squadra di Arteta è inciampata in uno dei classici affascinanti match di coppa inglese, perdendo ai rigori e venendo eliminata dalla EFL Cup. Una serata incredibile, conclusa con l'invasione di campo dei tifosi locali, al termine di uno dei punti più alti della storia del club.
THE COD ARMY - Il Fleetwood Town è la squadra di una cittadina di meno di 30mila abitanti, che sorge nel Lancashire e si affaccia sul mare d'Irlanda. È famosa per la pesca, in particolare quella dei merluzzi, e a questo il club deve il suo soprannome. "The Cod Army", ovvero "l'armata dei merluzzi" è il modo con cui vengono chiamati la squadra e i suoi tifosi. Un'identità che viene affermata anche dal club stesso, che presenta un'ancora nel suo stemma. Identità forte anche di più di un secolo di storia: fondata nel 1908, la squadra nel suo stadio addirittura dal 1939.
Dopo aver giocato quasi esclusivamente a livello regionale e in seguito a due fallimenti per problemi finanziari, dalla rifondazione nel 1997 arrivò la svolta. Infatti, dal 2004 iniziò un decennio d'oro caratterizzato da ben sei promozioni, dalla nona alla terza divisione inglese. Nel 2014 arrivò l'ultimo gradino di questa incredibile scalata, in uno scenario da sogno come Wembley. Nella finale playoff di League Two, l'armata dei merluzzi sconfisse per 1-0 il Burton, regalandosi quelli che sarebbero stati 10 anni in terza serie inglese.
LA STAGIONE DI VARDY - Da questo decennio d'oro uscì anche un giocatore poi capace di arrivare fin sul tetto d'Inghilterra. Era la stagione 2011/12 quando un giovane ma non giovanissimo Jamie Vardy trascinava il Fleetwood verso la promozione in quarta serie inglese, con un campionato da 31 gol. Per lui fu l'ultimo step prima di diventare leggenda del Leicester, che investì un milione di sterline per l'allora venticinquenne attaccante, che salì in un colpo solo di tre categorie.
Fu la cessione più onerosa di sempre per un club di Non League, quindi fuori dalle prime quattro divisioni del calcio inglese. Record rimasto imbattuto fino alla scorsa estate e introiti che permisero al club di attrezzarsi per centrare una nuova promozione due stagioni più tardi.
UNA NOTTE STORICA - Nel 2024, il Fleetwood Town è tornato in quarta serie, retrocedendo dopo ben 10 anni. La magia di quei tempi sembrava svanita, con la squadra che al momento fatica in League Two, trovandosi fin qui al diciottesimo posto con 14 punti in 13 partite. Magia che invece non se n'è mai andata da Highbury, nel frattempo anche ristrutturato nel 2007. Contro l'Arsenal l'iniziale vantaggio di Loupalo-Bi ha acceso una speranza, il pareggio di Gyökeres sembrava rimettere le cose a posto per i Gunners, ma così non è stato. Ai calci di rigore, poi, la squadra di casa è stata impeccabile e l'errore di Guimarães è risultato decisivo. Un'altra impresa per un club abituato a sorprendere.
Milan, la probabile formazione contro il Bologna: Cisse può tornare dal 1'
Milan e Bologna scenderanno in campo mercoledì 28 ottobre alle ore 18:30 a San Siro. I rossoneri proveranno a confermarsi dopo le due vittorie in campionato contro Atalanta e Udinese, sfidando i rossoblù che vengono dal successo a Cagliari. Amorim dovrà però fare i conti con gli infortuni: sono ben 8 gli indisponibili e di questi probabilmente nessuno riuscirà a recuperare. Di seguito la probabile formazione del Milan.
LE POSSIBILI SCELTE DI AMORIM - Gran parte delle scelte di formazione saranno quindi forzate e diversi giocatori vanno verso la conferma della titolarità. In porta ci sarà Maignan, davanti a lui pronti De Winter e Pavlovic come coppia centrale, anche se il serbo potrebbe anche riposare: in quel caso sarebbe pronto Diawara, che ha esordito in Serie A proprio contro l'Udinese. Per completare la linea difensiva sono pronti Tomori sulla destra ed Estupiñán a sinistra.
A centrocampo va verso la conferma Hutchinson sulla destra, con Musah e Jashari candidati per una maglia da titolare mezzo al campo. A sinistra, invece, spazio per Bartesaghi. In attacco Amorim potrebbe invece cambiare: Cisse è favorito su Pulisic mentre Ramos al momento va verso la titolarità, ma potrebbe anche rifiatare: in quel caso è pronto Francesco Camarda.
PROBABILE FORMAZIONE MILAN (4-4-1-1): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic, Estupiñán; Hutchinson, Musah, Jashari, Bartesaghi; Cisse; Gonçalo Ramos. Allenatore: Ruben Amorim.
DOVE VEDERE LA PARTITA - Milan e Bologna si affrontano a San Siro mercoledì 28 ottobre, fischio d'inizio alle 18:30. La partita sarà visibile in diretta tv e streaming su DAZN.
Juventus, la probabile formazione contro il Genoa: ballottaggio Alajbegovic-Kolo Muani
Trasferta a Marassi per la Juventus che, reduce dalla vittoria per 2-0 con il Lecce, cercherà continuità di risultati per restare in scia delle zone europee. I bianconeri scenderanno in campo oggi, mercoledì 28 ottobre, alle ore 20.45 allo stadio Luigi Ferraris contro il Genoa. I rossoblù di Daniele De Rossi cercheranno di ottenere punti preziosi in ottica salvezza dopo la vittoria di misura conquistata contro il Venezia.
Luciano Spalletti dovrà continuare a fare i conti con l'emergenza infortuni: sono ben otto i giocatori assenti in casa Juventus (Yildiz, Thuram, Locatelli, Conceição, Grabara, Ekhator, Çelik e Nico González). Rispetto all'undici sceso in campo contro il Lecce, però, l'allenatore dovrebbe optare per alcuni cambiamenti: di seguito le possibili scelte.
LA PROBABILE FORMAZIONE - L'allenatore potrebbe affidarsi al 3-5-1-1, con Guglielmo Vicario a difendere i pali. In difesa vanno verso la conferma dal primo minuto Gatti, Bremer e Lucumí. Sugli esterni Kalulu a destra e Cambiaso a sinistra sembrano essere i favoriti, mentre al centro McKennie e Koopmeiners potrebbero affiancare Douglas Luiz, autore di un gol e un assist a Lecce. Dietro a Woltemade, il favorito per guidare l'attacco, sono in ballottaggio Alajbegovic e Kolo Muani, con il bosniaco al momento avanti per partire dal 1'.
JUVENTUS (3-5-1-1, PROBABILE FORMAZIONE): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumí; Kalulu, McKennie, Douglas Luiz, Koopmeiners, Cambiaso; Alajbegovic; Woltemade. Allenatore: Luciano Spalletti.
I CONVOCATI - Tra i convocati per la sfida di Marassi c'è anche una novità: Spalletti ha chiamato il giovane Arman Durmisi dalla Next Gen. Classe 2008, l'attaccante aveva preso parte alla tournée estiva con la prima squadra, ma si tratta della prima convocazione con i grandi in gare ufficiali. Questo l'elenco dei convocati: Vicario, Pinsoglio, Neto; Bremer, Gatti, Kelly, Kalulu, Cambiaso, Rugani, Lucumi, Cabal, Pagnucco; Koopmeiners, Douglas Luiz, McKennie, Sarr, Owusu; Kolo Muani, Zhegrova, Boga, Alajbegovic, Woltemade, Durmisi.
DOVE VEDERE LA PARTITA - Come anticipato, Juventus e Genoa si sfidano mercoledì 28 ottobre allo stadio Ferraris di Genova, fischio d'inizio alle 20:45. Il match sarà trasmesso in diretta tv e streaming su DAZN.
Napoli, la probabile formazione contro il Monza: De Bruyne può partire dalla panchina
Monza e Napoli scenderanno in campo mercoledì 28 ottobre alle ore 20.45 allo stadio "Brianteo" di Monza. Il Napoli è a caccia di punti per restare in scia delle zone europee e non perdere il passo con le rivali dopo il 3-3 con la Roma. Il Monza, dall'altra parte, cercherà di ritrovatre il successo dopo la sconfitta per 3-2 in casa del Torino.
Allegri - che non sarà in panchina per la squalifica ricevuta dopo la gara con la Roma - dovrà fare i conti con due nuovi infortuni: Badiashile e Spinazzola, entrambi salteranno la prossima partita e non solo (VEDI QUI I TEMPI DI RECUPERO). Di seguito la probabile formazione del Napoli.
LE POSSIBILI SCELTE DI ALLEGRI - Gli azzurri dovranno fare a meno di ben 6 giocatori per la trasferta di Monza. In porta dovrebbe tornare Milinkovic-Savic. In difesa è emergenza piena, i quattro titolari dovrebbero essere Marianucci, Rrahmani, Rafa Marin e Olivera. A centrocampo può riposare Kevin De Bruyne in favore di Stanislav Lobotka, che potrebbe riprendersi il posto in regia. Verso la conferma invece sia Anguissa che McTominay. In attacco, con ogni probabilità, si rivedranno Politano e Hojlund, la novità potrebbe essere a sinistra con Giovane che al momento è favorito su Noa Lang.
PROBABILE FORMAZIONE NAPOLI (4-3-3): Milinkovic-Savic; Marianucci, Rrahmani, Rafa Marin, Olivera; Anguissa, Lobotka, McTominay; Politano, Hojlund, Giovane. Allenatore: Massimiliano Allegri.
DOVE VEDERE LA PARTITA - Il Monza ospita il Napoli allo stadio Brianteo di Monza mercoledì 28 ottobre, calcio d'inizio alle 20:45. La partita sarà visibile in diretta tv su DAZN e Sky Sport, oppure in streaming su DAZN, Sky Go e NOW.
Ascoli, Samp battuta e terzo posto in classifica: continua il magic moment dei bianconeri
Ad Ascoli è un'altra serata di festa. I bianconeri, dopo la netta vittoria per 1-6 contro il Catanzaro, superano anche la Sampdoria, grazie alla rete di Silipo e all'autogol di Abildgaard, nel match valevole per la 9ª giornata di Serie B. Per Curado e compagni è il quinto risultato utile consecutivo, la seconda vittoria nelle quattro partite giocate dopo la sosta. Tre punti che valgono il terzo posto in classifica, a un passo dal Modena secondo.
Il successo contro i blucerchiati è arrivato al termine dell'ennesima prestazione "manifesto" del calcio di Tomei: possesso palla, dominio del gioco e ricerca degli spazi fino a trovare la via del gol. Performance definita così dallo stesso allenatore bianconero: "Importante, contro una squadra forte e con un allenatore bravissimo".
PARTENZA SPRINT PER I BIANCONERI - 18 punti in 9 partite, media di due a gara. Un rendimento molto positivo, da neopromossa e con un allenatore esordiente in categoria come Francesco Tomei, che, però, nella conferenza stampa post-partita, non si sbilancia: " I meriti vanno tutti ai ragazzi, stiamo proseguendo, mattoncino dopo mattoncino, nel nostro percorso di crescita. Ancora non abbiamo fatto nulla". E se da una parte l'Ascoli continua a esprimere un bel gioco, dall'altra concede anche poco. Con il clean sheet di oggi, infatti, il portiere Vitale sale a quota tre partite senza subire gol, mentre la difesa bianconera resta la meno battuta della Serie B: sono sole sei le reti subite nelle prime nove giornate.
ANCORA SILIPO-GOL - Quarto gol in campionato, ma anche tanti dribbling, guizzi ed esplosività. Andrea Silipo si sta prendendo l'Ascoli a suon di giocate e ottime prestazioni. L'esterno ex Palermo ha già superato il numero di gol realizzati nella scorsa stagione tra campionato e playoff di Serie C e ora punta al suo record personale di reti in un torneo: 5, segnate con la maglia della Juve Stabia nell'annata 2022/23 in Lega Pro. Siamo solo a ottobre e i presupposti sembrano esserci tutti.
UNA PIAZZA CHE CONTINUA A SOGNARE - Un entusiasmo crescente e quella voglia di sognare a occhi aperti. Ad Ascoli continua il magic moment della squadra bianconera, in particolare davanti ai propri tifosi: il "Del Duca", infatti, sta diventando sempre più un fattore determinante. Già, perché i marchigiani non perdono in casa dalla partita con l'Arezzo dello scorso 23 novembre 2025, terminata 2-0 per i toscani. Da allora, 19 risultati utili consecutivi in casa. Un dato importante, che parla da sé, indice di una magia che Ascoli e l'Ascoli non vogliono lasciar andare via.
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