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Sarri: "Pedro è un fenomeno. Questa stagione è stata una difficoltà costante"
Sarri: "Pedro è un fenomeno. Questa stagione è stata una difficoltà costante"
"Pedro è un fenomeno. Ha fatto una carriera da fenomeno e ha vinto tutto. Fino ad oggi è stato un esempio, non solo di grande qualità tecnica, ma anche dentro lo spogliatoio. Un fenomeno sotto tutti i punti di vista", così l'allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha commentato la carriera del calciatore spagnolo nel prepartita di Lazio-Pisa. Pedro e Sarri, oltre agli anni alla Lazio, hanno condiviso anche l'esperienza al Chelsea in cui hanno vinto una Europa League nella stagione 2018-19. Per Pedro sarà l'ultima partita con la maglia della Lazio. LE PAROLE DI SARRI - Sarri ha fatto un bilancio delle sue esperienze in biancoceleste: "Abbiamo fatto un secondo posto e la finale. C'è mancata una vittoria, ma non penso che siamo stati strutturati per vincere in questi anni". "Questa partita è lo specchio della nostra stagione: anche stasera mancano 8-9 giocatori. È stata una difficoltà costante e abbiamo voglia di uscire bene dalla stagione", ha aggiunto l'allenatore della Lazio. Sarri ha infine concluso: "Il mio stato d'animo? Sereno".
Derby della Mole, interviene la Questura: "Nessun motivo per vietare l'ingresso con i colori bianconeri"
Derby della Mole, interviene la Questura: "Nessun motivo per vietare l'ingresso con i colori bianconeri"
Dopo la decisione del Torino, che aveva invitato i tifosi della Juventus a non indossare i colori bianconeri nel settore dei Distinti dello stadio Olimpico “Grande Torino” è arrivata la nota della Questura di Torino. Il discusso divieto aveva già portato la Juventus a intervenire con un comunicato (QUI IL COMUNICATO), in cui aveva espresso forte perplessità per la comunicazione diffusa dalla società granata. LA NOTA DELLA QUESTURA - La Questura di Torino è intervenuta sul caso derby della Mole e ha specificato che non ci sono ragioni per vietare l’accesso allo stadio con i simboli bianconeri: "Nell'ambito delle riunioni di Gos eseguite e in quella tecnica odierna sono state ben delineate e ribadite le disposizioni in relazione allo svolgimento della gara, si precisa che l'accesso nei settori è regolamentato dalle norme di legge e pertanto rimane invariato, in quanto non è stato individuato alcun motivo di ordine e sicurezza pubblica tale da vietare l'accesso con sciarpe, maglie e cappellini della squadra ospite". 
Lazio-Pisa, le formazioni ufficiali: la scelta su Pedro
Lazio-Pisa, le formazioni ufficiali: la scelta su Pedro
Tutto pronto allo Stadio Olimpico di Roma per la sfida tra Lazio e Pisa, match che chiuderà ufficialmente la stagione di entrambe le squadre. Le due formazioni, arrivate all’ultima giornata di Serie A senza particolari obiettivi di classifica, cercheranno comunque di salutare il campionato con una vittoria. La Lazio vuole regalare un’ultima gioia ai propri tifosi dopo un finale di stagione amaro. I biancocelesti arrivano infatti dalla sconfitta nella finale di Coppa Italia contro l’Inter e dal derby perso contro la Roma, risultato che ha rilanciato i giallorossi nella corsa Champions. Un’annata altalenante per la squadra capitolina, che proverà almeno a chiudere con un sorriso davanti al proprio pubblico. Dall’altra parte, invece, il Pisa è già consapevole della retrocessione in Serie B. I nerazzurri, ultimi a quota 18 punti, vorranno comunque lasciare una buona impressione nell’ultima apparizione stagionale nel massimo campionato, cercando una prestazione di carattere in uno stadio storico come l’Olimpico. Di seguito, scopriamo le scelte sulle formazioni ufficiali di Sarri e Hiljemark. LE FORMAZIONI UFFICIALI DI LAZIO-PISA -  LAZIO (4-3-3): Furlanetto, Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini, Belahyane, Patric, Dele-Bashiru, Cancellieri, Noslin, Pedro. Allenatore: Maurizio Sarri A disposizione: PISA (3-5-2): Semper, Calabresi, Canestrelli, Bozhinov, Léris, Akinsanmiro, Aebischer, Vural, Angori, Moreo, Stojilkovic. Allenatore: Oscar Hiljemark A disposizione: DOVE VEDERE IL MATCH IN TV E STREAMING - Il match tra Lazio e Pisa, valido per la 38esima giornata di Serie A, sarà visibile sulla piattaforma streaming DAZN, o su Sky Sport.
Inter, Chivu: "Parleremo con la società del rinnovo di Mkhitaryan"
Inter, Chivu: "Parleremo con la società del rinnovo di Mkhitaryan"
Prima di entrare nel vivo del calciomercato, continua a tenere banco il discorso conferme in casa Inter. In particolare, è da decidere il futuro di Mkhitaryan, il cui contratto è in scadenza a fine giugno. Prima dell'ultima di campionato contro il Bologna, Cristian Chivu ha parlato della sua situazione, confermando che nei prossimi giorni inizieranno i discorsi con la società per il suo rinnovo. Queste le sue parole: "Un giocatore come lui è tanta roba, per tutto quello che è dentro lo spogliatoio, ma vale anche per gli altri che sono in scadenza. Non è mai semplice, ma hanno dato tutto per dare il loro contributo. Non abbiamo ancora parlato con lui e la società, ci sarà tempo di farlo nei prossimi giorni". LE PAROLE DI CHIVU - Nonostante una partita ancora da giocare, l'allenatore nerazzurro è già proiettato al futuro: "Dobbiamo pensare già alla prossima stagione, anche se abbiamo bisogno di staccare un po' perché è stata una stagione lunga nella quale abbiamo consumato energie. Abbiamo già parlato e pianificato il futuro, vogliamo che sia all'altezza di questa società". A propostio di futuro, questo passa anche dai tanti giovani dell'Under 23 coinvolti in prima squadra: "È sempre stato così, il settore giovanile dell'Inter è all'avanguardia. C'è tanta roba là dentro, ci siamo già stati e sappiamo come funzionano le cose. I giovani di valore sono stati spesso in prima squadra. Un po' per necessità e un po' per premio è giusto che siano qua". Infine, un commento anche su Lautaro Martinez, che ha voluto giocare nonostante sia imminente per lui l'impegno ai Mondiali con l'Argentina: "È il capitano, il suo è l'atteggiamento giusto verso quello che rappresenta: ha bisogno di riprendere la condizione visto che è stato fuori due mesi e lo aspetta un Mondiale nel quale vuole essere protagonista". 
Juventus, Spalletti: "Non mi è mai passato per la testa di dare le dimissioni"
Juventus, Spalletti: "Non mi è mai passato per la testa di dare le dimissioni"
"Mi aspetto una prestazione degna di quello che è successo questa settimana e degna di quella che è l'importanza di questa partita perché è un derby. Mi aspetto questa reazione corretta. Non mi è mai passato per la testa di dare le dimissioni. Anche questo fatto di firma, firma, firma. Poi dimissioni, dimissioni, dimissioni,...Al massimo con un risultato così passa per la testa di mettersi a disposizione", ha spiegato in conferenza stampa Luciano Spalletti.  Solo 90 minuti separano la Juventus da quello che sarà il proprio destino nella prossima stagione. La vittoria nel derby contro il Torino sarà necessaria per credere fino alla fine alla qualificazione in Champions League, ma non sufficiente. Dopo la sconfitta contro la Fiorentina dell'ultima giornata, infatti, la Juventus è sesta e deve sperare in buone notizie dagli altri campi (qui le possibili combinazioni). "Io non ho chieso di parlare con nessuno, è tutto programmato con la società, succede tutte le settimane. Ora succederà di più per andare a ottimizzare una programmazione corretta per il futuro. Il percorso che dobbiamo fare rimarrà invariato in un modo o nell'altro. Bisogna usare la testa e casomai essere ancora più motivati a ribaltare quello che ci è successo, perché è una cosa che può succedere e noi dovremo essere bravi a ripartire. Non c'è più tanto tempo per sistemare le cose. Dobbiamo avere l'intelligenza di vedere le cose in maniera equilibrata e mettere in atto il piano più corretto per il futuro. Questo è fondamentale", ha proseguito soffermandosi sulle ultime prestazioni.  SUL FUTURO - Non manca anche uno sguardo al futuro: "Non dipenderà da niente. Programmare significa avere il coraggio di guardare oltre il risultato perché c'è sempre un progetto dietro e mettere le basi per costruire un futuro che sia come quello che ci auspichiamo. Si entra nel raionamento e si va poi a dare uno sviluppo, tentare di costruire quello che abbiamo detto anche precedentemente. Non cambia nulla un punto in più o in meno. Noi vogliamo creare la possibilità di lottare per qualcosa importante sia che siamo in Champions sia che non lo siamo. Siamo dispiaciuti per quel risultato non fatto però poi il traguardo non è una speranza ma una cosa concreta che è dentro il campo di domani. Noi abbiamo solo una soluzione e possibilità di vincere la partita di domani. Tutti i discorsi sono fatti per andare a giocare una partita migliore rispetto a quella con la Fiorentina e mettere tutto in campo per portare a casa il risultato".  "Non aspettatevi nemmeno voi cambiamenti, non ce ne saranno - ha proseguito l'allenatore boanconero -. Ti dico ciò che succede, forse sbagliando mettendo sul tavolo uno stato d'animo perché quando la squadra non fa cosa vorrei ci rimango male. Da parte di rapporti con la società c'è voglia di continuare insieme. Dal mio punto di vista, se non c'è qualcodsa di diverso da quello che so, è tutto a posto. A me la società fa vedere che ha fiducia in me e io ne ho di loro. Abbiamo il dispiacere di questa partita ma allo stesos tempo siamo stimolati dal fare bene e andare avanti in maniera importante. Ci sarà da andare a creare un presupposto, una squadra di livello che possa dare la possibilità ai tifosi di sentirsi protetti e di sentire di avere a che fare con una squadra importante". SULLA SOCIETA' - Non manca un passaggio sul rapporto con la società: "Il rapporto tra me e Comolli è semplice: stiamo insieme, parliamo come abbiamo fatto oggi a pranzo o l'altro ieri mattina. Abbiamo parlato di cosa era successo e di altri momenti. Nel nostro rapporto diventa fondamentale che io voglio partecipare alla creazione della futura squadra della Juve, ognuno dirà i suoi punti di vista tutto nel tentativo di fare una squadra più forte. Poi contunua ad andare a posto, il rapporto progesue. Le cose importanti sono di avere un punto di vista obiettivo e coerente, unito su quelle che sono le visioni della squadra e future della Juventus. Può essere che qualche volta ci si scontra perché ognuno mantiene la propria opinione ma semore oer cercare di creare una squadra più forte". E ancora: "Ho trovato una società che anche questa settimana ha parlato di come migliorare le strutture. Questo è stimolante perché dobbiamo essere all'altezza del luogo in cui operiamo. Mi aspettavo una squadra che mi desse delle risposte tecniche e tatiche e le ho ricevute. C'è stato un certo punto in cui pensavo di mantenere un livello alto e poi sono dovuto venire a dire di essere sorpreso di non trovarci quello che c'era in quella partita e cosa avevamo preparato. Poi pensavo di farcela a determinare qualcosa di importante. Ancora è tutto nel campo di domani, andiamo a completare il nostro dovere. Domani sera dopo la partita si farannoa altre valutazioni ma sarà della stessa idea pertché le valutazioni vanno fatte profonde e non in base solo all'episodio che ti cambia i connotati della partita. Secondo me aver scelto la Juventus è stata la scelta giusta". SUL DERBY - Confermate le brutte notizie delle scorse ore: Spalletti dovrà fare a meno del suo numero 10. Arriva l'annuncio anche in conferenza stampa: "Yildiz non è a disposizione, Thuram sì. La formazione la dirò domani". Sarà quindi una partita particolare, perché si sa che il derby ha sempre un sapore diverso. "Rispetto D'Aversa, lo conosco e lo stimo. Gli faccio i complimenti per cosa sta facendo a Torino, da quando è venuto lui è ancora più marcato il suo stile nella squadra. Il derby di Torino è qualcosa di diverso da cosa ho vissuto a Milano e Roma. Ci sono due squadre agli antipodi. Questo è quello che si racconta da qualche anno. Poi arriva la partita, le squadre scendono in campo e c'è un premio importante. Ci sono due squadre che sono di livello top per i tifosi, la storia del calcio, quello che è successo ai due club che fa luccicare un po' gli occhi a tutti. Bisogna affrontarlo e andare a vincerlo. Non sarà una partita facile. Il sapore del derby si andrà a vivere e sentire addosso e rispettare per l'importanza della città". SULL'ASPETTO MENTALE - Sarà importante anche arrivarci al meglio sotto l'aspetto mentale a questo importante match: "Non siamo stati nervosi, abbiamo analizzato tutto. Siamo dispiaciuti, poi si decide di fare un percorso che in base alla fatica mentale e fisica fatta abbiamo deciso di farli recuperare ieri. Però senza nervosismo. Un'altra parola che ci hanno attribuito è 'spogliatoio spaccato', 'squadra allo sbando', tutto dipende da una partita. Io la vivo come qualsiasi altra persona a cui è successa una cosa del genere. Puoi dare attenuanti per creare nervosismo oppure te lo porti a casa e rifletti sulle situazioni che provi, su quelle che sono le cose che determinano la partita. Poi determina tanto una partita vinta o persa. Ho passato delle notti senza vita, quando la mia squadra non esprime bene il lavoro fatto in settimana. Sono dispiaciuto e naturalmente questo mi condiziona un po' la vita in generale".  E poi sulle critiche ha commentato: "Il calcio ora consuma tutto velocemente. Per me non è così: io non scarico le mie delusioni sui calciatori. Le mie responsabilità me le prendo. Sono il primo a criticare me stesso. Poi posso dire che è il careattere che fa la differenza. Il carattere serve per dominare te stesso dentro la confusione, il caos, la pressione. Il carattere fa vedere se sei protagonista di te stesso oppure no e non si vede in una reazione di sopravvivenza ma nella gestione dei momenti quando tutto è spento e nessuno ti guarda o ti abbia. Lì trovi il carattere che ti forgia a essere sempre lo stesso e non perdere la tua postura, identità nel contesto in cui sei chiamato a operare. Con il carattere prendi quei colori lì, non ci può essere una partita, una pressione. Sotto questo aspetto dobbiamo fare dei passi in avanti. Qualsiasi cosa succeda dopo la partita domani non verrò a criticare i miei calciatori perché rispetto loro e voglio bene a loro. Hanno anche fatto bene in questo pezzo di campionato che ho passato con loro. Poi ci sono questi momenti che ci sono costati dei risultati che ci pesano ma l'analisi viene fatta in generale. Il mio pensiero è di aver fatto buone cose e di essere cresciuti". Poi ha concluso: "Il rammarico non c'è in quelle partite in cui non siamo risuciti a vincere ma avevamo fatto la prestazione. Il rammarico è quello di non esser riusciti a essere noi stessi per quello che avevamo fatto vedere nel nostro èercorso e non aver fatto la stessa mole di gioco che ci aveva contraddistinto in tutto questo periodo. La spiegazione da un punto di vista mio è sempre la stessa: devo guardare quello che la squadra proprone e come si presenta in campo e prendere le mie responsabilità. Di fronte a loro sono sempre stato convinto di parlare a degli uomini, li ho sempre tarttati così perché non sono degli esecutori. Andare a toccare la loro testa e il cuore fa arrivare a un livello superiore. Sono queste le componeneti che ti fanno andare a toccare situazioni che non ti aspetti. Per me non conta trovare degli alibi e andare a dare responsabilità agli altri. Dobbiamo poi fare delle analisi e trarre conclusioni ma se io presento una squadra in campo in questa sfida importante l'analisi la devo fare per forza. Devo anche fare die pensieri su quelle che pososno essere difficoltà a volte caratteriali. Tutto ciò che abbiamo fatto insieme non diventa sbagliato dopo una sola partita. Ci sono analisi più profonde che mi permetotno di programmare il futuro in maniera meno emotiva o dipendente da una sola partita o un solo gol, come si fa ora nel calcio. L'episodio ora può ribaltare tutto, abbiamo pronte delle soluzioni, il kit che usiamo in base a quello che è successo nella partita".
Bologna-Inter, le formazioni ufficiali
Bologna-Inter, le formazioni ufficiali
Ultima partita della stagione per Bologna e Inter, che salutano i propri tifosi senza più nulla da giocarsi all'ultima giornata. I rossoblù sono già certi dell'ottavo posto, con l'Atalanta già settima e qualificata alla Conference League. Dall'altra parte, i nerazzurri hanno appena festeggiato il double Scudetto-Coppa Italia e chiudono con questa gara la prima stagione di Cristian Chivu in panchina. LE FORMAZIONI UFFICIALI - Di seguito le scelte dei due allenatori per la partita. BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; De Silvestri, Helland, Lucumì, Miranda; Freuler, Pobega, Ferguson; Bernardeschi, Castro, Rowe. Allenatore: Italiano A disposizione: Ravaglia, Pessina, Heggem, Lykogiannis, Zortea, Joao Mario, Moro, Sohm, Odgaard, Dallinga, Dominguez. INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, De Vrij, Carlos Augusto; Douf, Barella, Sucic, Zielinski, Dimarco; Esposito, Lautaro Martinez. Allenatore: Chivu A disposizione: Sommer, Di Gennaro, Luis Enrique, Bonny, Acerbi, Mkhitaryan, Darmian, Cocchi, Mosconi, Kaczmarski, Topalovic, Bastoni. DOVE VEDERE BOLOGNA-INTER IN TV E STREAMING - La partita del Dall'Ara dell'ultima giornata di campionato si giocherà oggi, sabato 23 maggio, con calcio d'inizio alle 18:00. Sarà possibile vederla in diretta streaming esclusiva su DAZN, oltre che sul canale 214 di Sky per gli abbonati all'offerta "Zona DAZN".
Catanzaro, Aquilani: “Finale che vale tutto. Cuore, coraggio e identità: così possiamo farcela”
Catanzaro, Aquilani: “Finale che vale tutto. Cuore, coraggio e identità: così possiamo farcela”
Il Catanzaro è a 180 minuti da una pagina di storia. Domani sera, allo stadio "Ceravolo", i giallorossi ospiteranno il Monza nella gara d’andata della finale playoff di Serie B: un doppio confronto che mette in palio la Serie A, categoria che ai calabresi manca dalla stagione 1982-83. Dall’altra parte ci sarà il Monza di Paolo Bianco, costruito per risalire immediatamente dopo la retrocessione dello scorso anno, capace di eliminare la Juve Stabia e di presentarsi all’ultimo atto con una rosa profonda e ricca di qualità. Alla vigilia, in conferenza stampa, l'allenatore del Catanzaro, Alberto Aquilani, ha raccontato emozioni, sensazioni e insidie di una sfida che può cambiare tutto. “SIAMO ARRIVATI DOVE VOLEVAMO” - “Siamo arrivati all’atto finale, qualcosa che dentro di noi credevamo possibile. Vedevamo una squadra con qualità importanti, anche se lo dicevamo poco. Questa è la partita che volevamo giocare tutti, dal valore inspiegabile”. Aquilani sottolinea il percorso fatto: “Ci siamo arrivati con la nostra forza e con le nostre idee, ed è questo che mi rende più orgoglioso. Ora dobbiamo continuare così, con coraggio e tenacia”. La preparazione è stata inevitabilmente condizionata dai tempi stretti: “Si lavora più con i video che in campo, ma vedo i ragazzi concentrati, con grande voglia di giocare una partita del genere”. ⁠IL MONZA E LA NECESSITÀ DI RESTARE UMILI - “Affrontiamo una squadra fortissima, costruita per la Serie A. Hanno qualità, esperienza e una rosa profonda. Non sono qui per caso”. Aquilani alza il livello di attenzione: “Serve massimo rispetto. Dobbiamo essere umili, ricordarci da dove veniamo e il percorso fatto. Se continuiamo così, ce la giocheremo, ma se pensiamo che sia tutto scontato, non abbiamo capito niente”. E ribadisce: “Siamo noi gli intrusi, loro partivano con l’obiettivo della promozione, ma questa leggerezza mentale può aiutarci a giocare meglio”. ⁠TRA ADRENALINA E CUORE: “QUESTE PARTITE SI PREPARANO DA SOLE” - L'allenatore romano non ha dubbi sull’approccio emotivo: “Quando giochi queste gare si azzera tutto. L’adrenalina, lo stadio pieno, il pensiero di raggiungere qualcosa di grande ti danno energie extra”. E aggiunge che da Palermo in avanti: “Abbiamo dormito poco, ma è normale. L’emozione è forte, ma già il giorno dopo eravamo pronti. Domani bisogna ascoltare più il cuore che le gambe”. Una squadra che, secondo Aquilani, arriva pronta: “Abbiamo qualità tecniche e morali. I ragazzi lo dimostrano da inizio anno”. IDENTITÀ E CONSAPEVOLEZZA: “NON CI SNATURIAMO” - Il Catanzaro non cambierà pelle neanche in finale: “Non abbiamo mai pensato di sacrificare il nostro modo di giocare per il risultato. Crediamo in quello che facciamo e lo portiamo avanti sempre”. La semifinale con il Palermo ha lasciato qualcosa: “Ci ha dato ancora più certezze, queste partite si vincono con tante componenti: gioco, mentalità, durezza nei momenti difficili. Bisogna rimanere lì, senza spostarsi di un centimetro”. Sulla gestione della doppia sfida non si sbilancia: “Pensiamo solo a domani. È una finale, ma su 180 minuti”. ⁠“QUALCOSA DI MAGICO”: IL GRUPPO E L’EMOZIONE - L’immagine delle lacrime dopo Palermo è simbolica: “Non c’è niente di costruito, è tutto naturale. Quando succedono queste cose nasce qualcosa di magico”. Il gruppo è la vera forza: “Siamo arrivati qui anche grazie a questo. Ora manca l’ultimo scalino, ma dobbiamo restare con i piedi per terra”. Un pensiero anche al pubblico: “Il Ceravolo sarà il nostro dodicesimo uomo, ci darà una spinta fondamentale”. CONDIZIONE DELLA SQUADRA - La condizione fisica sarà da monitorare: “È la quarta partita in pochi giorni, ma è una finale. L’energia arriva da dentro. Valuteremo le rotazioni, perché abbiamo anche il ritorno. Favasuli dopo il colpo al naso valuterà se indossare o meno una mascherina ma ci sarà”. Sulla filosofia di gioco: “Dobbiamo fare le nostre cose, quelle che ci hanno portato fin qui. I ragazzi devono credere di essere forti, perché lo sono”. E chiude con una convinzione: “Quando dai tutto, non perdi mai. E queste occasioni vanno vissute fino in fondo, perché non sai se ricapitano”.
Ilicali, proprietario dell'Hull City: "Se perdiamo la finale playoff, faccio causa"
 Ilicali, proprietario dell'Hull City: "Se perdiamo la finale playoff, faccio causa"
Continua lo scandalo "spygate". Il proprietario dell'Hull City, Acun Ilicali, ha promesso di intraprendere azioni legali se i Tigers non vinceranno la finale dei play-off di Championship contro il Middlesbrough. "Il nostro team legale dice che dobbiamo agire, questo è certo. Non abbiamo dubbi in merito. Tutto ciò che vogliamo è giustizia. Se la giustizia viene infranta, nessuno potrà godere del calcio", ha dichiarato a RadioHumberside prima del match.  Negli scorsi giorni infatti era arrivata la decisione della riammissione del Middlesbrough per la finale di oggi, sabato 23 maggio, dopo l'esclusione del Southampton in seguito al caso "spygate". Il presidente dell'Hull City però non ci sta e annuncia che agirà per vie legali in caso di vittoria del Middlesbrough, che era stato eliminato sul campo in semifinale. 
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