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LiveFIGC, il 22 giugno si vota il nuovo presidente: tutti gli aggiornamenti LIVE
FIGC, il 22 giugno si vota il nuovo presidente: tutti gli aggiornamenti LIVE
Gabriele Gravina si è dimesso da presidente della FIGC. Nel pomeriggio di oggi, 2 aprile, il numero uno della Federcalcio ha rassegnato le proprie dimissioni. Gravina era stato eletto alla presidenza nel 2018. A ottobre 2025 aveva nuovamente vinto le elezioni con il 98% dei voti a favore.  Il presidente, contestato negli scorsi giorni, ha deciso di rassegnare le dimissioni a seguito della mancata qualificazione della Nazionale al prossimo Mondiale. Lo scorso 31 marzo, la squadra di Gennaro Gattuso ha perso la finale playoff contro la Bosnia. Secondo quanto reso noto dalla FIGC, il presidente Gravina si è reso disponibile a intervenire in audizione il prossimo 8 aprile fare il punto stato di salute del calcio italiano. Nel comunicato si legge: "Il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento". Il racconto LIVE della giornata: di seguito tutti gli aggiornamenti 19:00 - La data scelta per la votazione del nuovo presidente è il 22 giugno, ma come funzionano le elezioni? Gli aventi al voto saranno 274, provenienti dalle sei componenti del calcio italiano. I delegati per le società delle Leghe professionistiche sono i Presidenti dei club (20 LNP Serie A, 20 LNP Serie B e 57 Lega Pro) o i loro rappresentanti. Differente, invece, il discorso che riguarda la LND (con 99 delegati), i calciatori (52) e gli allenatori (26), i quali sono eletti secondo i rispettivi regolamenti. Leggi qui la spiegazione completa.            Visualizza questo post su Instagram                       Un post condiviso da @_gianlucadimarzio.com_ 17:55 - Ultimo ad uscire dalla sede della Federcalcio, Gabriele Gravina dichiara: "Dopo tanti anni il sentimento è di grande amarezza ma di grande serenità. Devo ringraziare tutte le componenti che ancora oggi mi hanno dimostrato grande sostegno, stima e insistenza nel continuare. La mia scelta è convinta e meditata". 16:40 - Anche Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, è intervenuto dopo le dimissioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, commentando la sua possibile candidatura: "Un problema che non mi pongo". In merito alle elezioni del 22 giugno, che cadranno in pieno periodo Mondiale dice: “È naturale, perché c’è un limite massimo entro il quale indire le elezioni, quindi non poteva che capitare in in quel periodo, non c’era un’alternativa. Il procedimento elettorale è piuttosto complesso: la candidatura va presentata con 40 giorni di anticipo”. Il numero uno della Lega Dilettanti ha aggiunto: “Per quanto riguarda i dilettanti, questi devono svolgere tutte le assemblee necessarie per indicare i consiglieri federali, perché normalmente coincide anche con il rinnovo del Consiglio federale. Ci sono dei tempi tecnici previsti dallo Statuto”. Abete ha fatto chiarezza anche sulle relazioni con il governo e le istituzioni: “Questo lo deve chiedere alla Federazione. I nostri rapporti sono basati sui problemi aperti e, come Lega Dilettanti, in questo momento ne abbiamo ancora molti”. Il presidente ha poi parlato delle priorità e dei punti su cui lavorare per il calcio dilettantistico italiano: “Al di là delle questioni relative al professionismo o al dilettantismo, dobbiamo migliorare in maniera significativa il decreto 36 del 2023. Ci sono oltre un milione e centomila tesserati tra Lega Dilettanti e settore giovanile scolastico. Il patrimonio di una disciplina sportiva consiste nel tutelare e rafforzare la dimensione di comunità all’interno di un paese che ha sempre visto nel calcio un punto di riferimento fondamentale”. E conclude: "Se Gattuso resta? Non è un problema di mia competenza". 16.20 - Gianluigi Buffon rassegna le dimissioni: “Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l'obiettivo principale era riportare l'Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo”. 15:41 - Sulle dimissioni di Gravina è intervenuto anche Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC). Il numero uno dell'organo si è detto dispiaciuto e ha dichiarato che la Nazionale è in difficoltà dal 2006. "Siamo molto tristi. Con Gravina avevamo un rapporto personale e di condivisione di idee politiche. Non siamo in difficoltà da ora ma dal 2006" ha detto Ulivieri. Sul successore di Gravina ha dichiarato: "Nuovo Presidente? Non va chiesto a noi cosa deve fare. Chi si candida presenterà un programma e noi sceglieremo in base a quello".           Visualizza questo post su Instagram                       Un post condiviso da @_gianlucadimarzio.com_ 15:36 - Umberto Calcagno, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori (AIC), ha commentato le dimissioni di Gravina. Il numero uno dell'associazione ha invitato a trasformare le difficoltà in opportunità. "Dobbiamo cercare di trasformare questo momento di difficoltà in opportunità. Gli italiani giocano poco, speriamo che si riesca a condividere un progetto sportivo che possa rilanciare il nostro mondo" ha detto. Calcagno ha aggiunto: "Sappiamo che dobbiamo rimboccarci le maniche ma il fatto che oggi finalmente si parla di tante cose è una notizia positiva". Il presidente dell'Associazione italiana calciatori ha fatto chiarezza sulla questione dei giocatori stranieri nel campionato italiano: "La cosa che mi ha dato più dispiacere è che si sia creata una distinzione tra italiani, selezionabili, convocabili. La nostra non è una lotta allo straniero". E infine, Calcagno ha parlato delle fondamenta su cui ricostruire il calcio italiano: "L'idea su cui siamo tutti d'accordo è di mettere il calcio al primo piano. È un lavoro che va fatto dalla base". 15:10 - Gabriele Gravina si è dimesso: non è più il presidente della FIGC. Il 22 giugno ci saranno le votazioni per il nuovo presidente           Visualizza questo post su Instagram                       Un post condiviso da @_gianlucadimarzio.com_ 14:40 - Arrivati in FIGC anche il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, e il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin. 13:01 - Appena arrivati in FIGC anche Umberto Calcagno, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori e Renzo Ulivieri, numero 1 dell'Assoallenatori. Sono i primi dopo Gravina 11:44 - Il presidente della FIGC Gabriele Gravina è arrivato nella sede della Federcalcio in via Allegri a Roma. Arrivato da solo, non ha rilasciato nessun commento ai giornalisti in attesa. Solo un "buon lavoro" prima di varcare la soglia del palazzo 11:00 - Il presidente UEFA Aleksander Ceferin è intervenuto alla Gazzetta dello Sport difendendo Gabriele Gravina: “Non è lui il colpevole. I politici italiani dovrebbero farsi delle domande…” (CLICCA QUI PER LE SUE PAROLE COMPLETE) 10:30 - Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha aperto esplicitamente alla possibilità di un commissariamento come fase di transizione per riformare il sistema calcio. Le sue parole a RTL 102.5: "In questa fase c'è bisogno di un tempo operoso nel quale si mettano in campo quelle soluzioni per affrontare le problematiche che il sistema non è riuscito a risolvere. Mi auguro ci siano le condizioni per..." (CLICCA QUI PER LE SUE PAROLE COMPLETE) 9:30- La riunione con le componenti federali è in programma a partire dalle 14:30 presso la sede FIGC di Roma
De Zerbi: “Il Tottenham in questo momento è la sfida più grande della mia carriera”
De Zerbi: “Il Tottenham in questo momento è la sfida più grande della mia carriera”
"Sono molto felice e orgoglioso di essere qui, considero il Tottenham uno dei club più importanti al mondo e per questo sono molto felice. Ho una grande responsabilità, ma è una grande sfida per me e non vedo l'ora di iniziare, di lavorare con i giocatori e di vincere qualche partita". Ha esordito così Roberto De Zerbi nella sua prima intervista da nuovo allenatore del Tottenham ai canali ufficiali del club. L'allenatore italiano, che ha lasciato l'Olympique Marsiglia lo scorso 11 febbraio 2026, ha preso il posto sulla panchina del club londinese di Igor Tudor, la cui avventura non è stata positiva. De Zerbi avrà ora 7 partite per salvare il Tottenham, diciassettesimo a +1 dalla zona retrocessione, e poi ripartire in vista delle stagioni successive, come spiegato da lui stesso: "Dopo questa parte della stagione penso che potremo diventare grandi in futuro". LE DICHIARAZIONI DI DE ZERBI - Sulla squadra, che sta vivendo un momento di grande difficoltà, il nuovo allenatore ha ammesso: "Conosco molto bene i giocatori. Amo il calcio e quindi guardo tantissime partite. So che è un momento difficile per il Tottenham, ma penso che abbiamo le giuste qualità per venirne fuori. Credo nei calciatori, penso che dobbiamo ricordare chi siamo e chi sono i calciatori. Devono dimostrare chi sono". Nelle ultime 7 partite il Tottenham affronterà Sunderland, Brighton, Wolverhampton, Aston Villa, Leeds, Chelsea ed Everton in quest'ordine, ma De Zerbi non vuole sentire parlare di calendario: "Dobbiamo essere focalizzati solo sulla partita contro il Sunderland, non voglio parlare delle prossime partite. Partita dopo partita dobbiamo preparare i calciatori a concentrarsi sulle singole sfide". Un ruolo importante, al fine di raggiungere l'obiettivo finale, lo avranno anche i tifosi: "Saranno cruciali, devono stare vicini ai calciatori per aiutarli e i miei giocatori devono mostrare la giusta mentalità per soddisfarli". IL CASO GREENWOOD - Su Greenwood ha poi spiegato: "Non ho mai voluto minimizzare la questione violenza sulle donne o in generale. Nella mia vita io mi sono sempre speso per i più deboli e i più fragili, mi sono sempre battuto per stare dalla loro parte. Chi mi conosce bene sa che non sono la persona che scende a compromessi per vincere una partita o un titolo in più. Mi dispiace se ho toccato la sensibilità di qualcuno con questo argomento. Io ho una figlia femmina e sono molto sensibile a queste cose e lo sono sempre stato. Spero che quando passerà del tempo la gente mi conoscerà meglio e capirà che non volevo prendere nessuna posizione in quel momento". FILOSOFIA CALCISTICA - Il nome di De Zerbi è stato spesso accomunato all'identità di gioco che hanno assunto le sue squadre, generalmente molto offensive e belle da vedere. Riguardo a questo punto l'allenatore non si è però voluto sbilanciare: "Non è il momento giusto per parlare della mia filosofia calcistica. Io sono qui ora perché dobbiamo vincere delle partite, la tattica è importante e io vorrei aiutare i calciatori a raggiungere la miglior mentalità che possano mostrare. A me piace creare occasioni da gol ma allo stesso tempo mi piace che ci siano 11 difensori in fase di non possesso. Penso che in questo momento non abbiamo tanto tempo per lavorare su tanti principi, ma dobbiamo sapere cosa dobbiamo fare in campo. Dobbiamo avere una buona organizzazione in campo e considerare le qualità dei calciatori. Sono fortunato perché ho dei calciatori con grande talento, e il mio lavoro è aiutarli a mettere in mostra le proprie qualità". Sulla scelta di andare al Tottenham in un momento complicato per la squadra, l'allenatore italiano ha ammesso: "Il calcio è il mio lavoro, rispetto il calcio perché mi ha dato tutto e per me oltre che un lavoro è una passione. Per me il Tottenham, soprattutto in questo momento, è forse la sfida più grande della mia carriera. Sono pronto a iniziare, andrò a lavorare con la mia passione e la mia visione del calcio". Addio in caso di retrocessione? No. De Zerbi ha firmato un contratto di cinque anni e spiega: "Per me è una grande sfida e sarò l'allenatore del Tottenham anche nella prossima stagione, a prescindere da tutto".
UfficialeLucescu lascia la panchina della Romania: il comunicato
Lucescu lascia la panchina della Romania: il comunicato
Finisce un'era per il calcio rumeno. Dopo un anno e mezzo Mircea Lucescu lascia la panchina della nazionale, e lo fa questa volta in maniera definitiva. Quello intrapreso nell'agosto del 2024 era infatti il secondo mandato per l'80enne come Commissario Tecnico della propria nazionale, che si conclude oggi a seguito della mancata qualificazione ai prossimi Mondiali. La scelta arriva dopo giorni complicati a livello fisico per l'allenatore, che la scorsa domenica - durante un allenamento - ha riscontrato una grave aritmia cardiaca che lo ha costretto a essere trasportato d'urgenza in ospedale. Dopo qualche ora è stato dimesso spiegando di essersi arrabbiato "dopo aver visto gli highlights della partita contro la Turchia, perdendo conoscenza e non riuscendo più a respirare".  IL COMUNICATO - La Federcalcio rumena ha annunciato la separazione dallo storico CT con un comunicato che recita: "La Federazione calcistica rumena annuncia che il signor Mircea Lucescu ha concluso il suo mandato come allenatore della nazionale rumena. Sotto la sua guida, la Romania ha disputato una campagna eccezionale nella Nations League, grazie alla quale la nostra nazionale si è assicurata un posto nei play-off di marzo, validi per l'accesso ai Mondiali di quest'estate. Il suo bilancio sulla panchina della nazionale in questo periodo è di 11 vittorie, un pareggio e sei sconfitte.  La scadenza di questo contratto segna la fine del suo secondo mandato con la nazionale. Il suo primo mandato, all'inizio degli anni '80, rimane una pietra miliare nella storia del calcio rumeno: sotto la guida di Mircea Lucescu, la Romania si qualificò per il Campionato Europeo del 1984, la prima apparizione dei tricolori in una fase finale di un torneo europeo". FUTURO - Ma potrebbe non essere finita del tutto la sua avventura con la Nazionale. Come annunciato dal presidente della Federcalcio rumena Răzvan Burleanu, infatti, non è da escludere un ritorno di Lucescu in nuove vesti: "Nei prossimi mesi, ci aspettiamo il ritorno del signor Lucescu in un nuovo ruolo a livello della FRF, affinché il calcio rumeno possa beneficiare di tutte le conoscenze accumulate nel corso della sua carriera e poter così preparare al meglio allenatori e giocatori ", ha dichiarato Răzvan Burleanu".
FIGC, come funziona l'elezione del nuovo presidente
FIGC, come funziona l'elezione del nuovo presidente
La FIGC si prepara a un cambio al vertice. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, il prossimo 22 giugno i delegati dell'assemblea elettiva voteranno per il nuovo presidente. Ma come funzionano le elezioni? Gli aventi al voto saranno 274, provenienti dalle sei componenti del calcio italiano. I delegati per le società delle Leghe professionistiche sono i Presidenti dei club (20 LNP Serie A, 20 LNP Serie B e 57 Lega Pro) o i loro rappresentanti. Differente, invece, il discorso che riguarda la LND (con 99 delegati), i calciatori (52) e gli allenatori (26), i quali sono eletti secondo i rispettivi regolamenti. Anche il peso del voto è differente tra le componenti della FIGC. Il voto di ciascuno dei 20 delegati di Serie A ne vale 4,644 - per una somma complessiva di 92,88 - e pesa per il 18% su risultato finale. Il voto dei 20 delegati di Serie B incide per il 6% sull'esito delle elezioni, quello dei 57 membri della delegazione di Lega Pro per il 12%. Il voto della Lega Nazionale Dilettanti è decisivo per l'esito delle votazioni. La preferenza dei delegati appartenenti alla LND, infatti, vale il 34% dell'esito finale. LA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE - Il discorso riguardante la presentazione delle candidature è differente. I candidati all'elezione di Presidente Federale e del Consiglio Federale devono presentare la candidatura alla Segreteria Generale almeno 40 giorni prima della data fissata per le elezioni. Inoltre, le candidature devono essere pubblicate sul sito della Federazione almeno 30 giorni prima dell'Assemblea. Nel documento della FIGC si legge quanto segue: "I candidati all'elezione di Presidente Federale e di Consigliedere Federale, diverso dai membri di diritto, devono presentare la candidatura alla Segreteria Generale almeno quaranta giorni prima della data fissata per lo svolgimento dell'Assemblea e le candidature deovono essere pubblicate sul sito federale, con link diretto dallla homepage almeno trenta giorni prima della data di svolgimento dell'Assemblea stessa".
Buffon si dimette: "È un atto di responsabilità"
Buffon si dimette: "È un atto di responsabilità"
Giornata di rivoluzione in casa Azzurri. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina di qualche ore fa, anche Gianluigi Buffon ha deciso di dimettersi dal proprio incarico di Capo Delegazione della Nazionale azzurra. In giornata dovrebbero arrivare anche le dimissioni del CT Gennaro Gattuso. L'ex portiere degli Azzurri, ha rilasciato un lungo messaggio sui propri profili social: "Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti".  LE DIMISSIONI DI GIANLUIGI BUFFON - Ecco di seguito il messaggio completo di Gianluigi Buffon sui propri account ufficiali: "Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo. Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino. Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore. Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre".
FIGC, il presidente Gabriele Gravina si è dimesso: elezioni il 22 giugno
FIGC, il presidente Gabriele Gravina si è dimesso: elezioni il 22 giugno
Gabriele Gravina non è più il presidente della FIGC. Il numero uno della Federcalcio ha rassegnato le sue dimissioni oggi, 2 aprile. L'annuncio è arrivato durante la riunione tra le componenti del calcio italiano, indetta da Gravina stesso. Come riporta Sky Sport, i primi nomi per il sostituto di Gravina sono quelli dell'ex presidente del CONI Giovanni Malagò e del presidente della LND Giancarlo Abete, già numero uno della FIGC in passato. Le elezioni si terranno il prossimo 22 giugno. (CLICCA QUI PER SEGUIRE IL LIVE DELLA GIORNATA) La posizione di Gravina è vacillata a seguito della mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale, la terza consecutiva. Lo scorso 31 marzo, gli Azzurri hanno perso ai rigori contro la Bosnia. A seguito del ko è arrivato uno scossone che, oltre a Gravina, ha coinvolto anche il Ct Gennaro Gattuso. Come vi abbiamo raccontato, l'allenatore è pronto a rassegnare le dimissioni. In pole per sostituirlo ci sono Antonio Conte e Massimiliano Allegri, attualmente allenatori di Napoli e Milan.  IL COMUNICATO - La FIGC ha reso note le dimissioni di Gravina con un comunicato ufficiale. Secondo quanto si legge, l'ormai ex numero uno della Federcalcio ha informato i presidenti delle componenti calcistiche della sua decisione e di essere disponibile a intervenire in audizione il prossimo 8 aprile per fare il punto sul calcio italiano. Nel comunicato si legge: "Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma". E ancora: "Gravina ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento" IL RAMMARICO - La nota della FIGC si conclude con il rammarico di Gravina riguardante l’interpretazione delle sue parole pronunciate al termine della partita contro la Bosnia. Nella nota si legge: "Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne".
Serie A, resi noti i compensi dei club agli agenti nel 2025: la classifica
Serie A, resi noti i compensi dei club agli agenti nel 2025: la classifica
La FIGC ha reso noti i compensi dei club di Serie A agli agenti sportivi dall'1 gennaio al 31 dicembre 2025. Sommando le cifre delle 20 squadre del campionato italiano, il compenso ammonta a circa 250 milioni di euro. In cima al report annuale pubblicato dalla Federazione c'è la Juventus. I bianconeri hanno chiuso il 2025 con 32.050.249,68 euro. Al secondo posto troviamo il Napoli, con 24.608.454,53 euro. Sul gradino più basso del podio si posiziona il Milan, con 22.901.838,67 euro.  Dietro i rossoneri c'è il testa a testa tra Inter e Roma. I nerazzurri superano i giallorossi per poco più di 100 mila euro: 20.846.373,50 per la formazione di Cristian Chivu contro i 20.716.373,50 euro della società capitolina. È sfida a distanza anche tra Como e Atalanta: i biancoblù occupano la sesta posizione con circa 15.5 milioni, mentre i nerazzurri sono settimi, con 14 milioni di euro. L'ELENCO - All'ottavo posto della speciale classifica c'è la Fiorentina. La società viola ha chuso il 2025 con 12.634.478,34 euro versati agli agenti. A completare la top 10 sono Bologna e la Lazio, rispettivamente nona e decima con 12.046.212,38 e 11.357.806,66 euro. In fondo alla classifica troviamo Cagliari, Cremonese e Pisa. I nerazzurri versano appena 1.828.743,56 euro. Di seguito l'elenco dei 20 club e i rispettivi compensi versati agli agenti. - ATALANTA: 14.032.458,08 euro - BOLOGNA: 12.046.212,38 euro - CAGLIARI: 5.055.714,80 euro - COMO: 15.587.340,01 euro - CREMONESE: 4.952.763,26 euro - FIORENTINA: 12.634.478,34 euro - GENOA: 8.112.737,00 euro - HELLAS VERONA: 8.343.150,27 euro - INTER: 20.846.373,50 euro - JUVENTUS: 32.050.249,68 euro - LAZIO: 11.357.806,66 euro - LECCE: 5.525.082,07 euro - MILAN: 22.901.838,67 euro - NAPOLI: 24.608.454,53 euro - PARMA: 6.676.026,50 euro - PISA: 1.828.743,56 euro - ROMA: 20.716.373,50 euro - SASSUOLO: 5.080.097,00 euro - TORINO: 7.594.750,00 euro - UDINESE: 9.462.67,72 euro NUMERI IN CRESCITA - I numeri del calcio italiano sono in crescita. Come riporta il Corriere dello Sport, nel 2024 i compensi erano inferiori del 10% rispetto ai 250 milioni di euro registrati nel 2025. L'andamento è in crescita dal 2020, quando i milioni versati dai club agli agenti furono 138. Nel 2021 fu rilevato un aumento di 36 milioni rispetto al bilancio dell'anno precedente. Nel 2022 la cifra fu di 205 milioni, l'anno successivo 220 fino ad arrivare al 2024, quando i compensi versati agli agenti sportivi furono pari a 226 milioni di euro. Il bilancio registrato tra l'1 gennaio e il 31 dicembre 2025 segna, così, un nuovo record per la Serie A.
Pisa Training Centre, posata la prima pianta. Corrado: "Opera per la città"
Pisa Training Centre, posata la prima pianta. Corrado: "Opera per la città"
Un giorno storico per Pisa e per la città di Pisa. Il futuro è iniziato oggi, 2 aprile. Ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazioni dei lavori del nuovo centro sportivo, nominato INGFerrari Training Centre, dal nome della società indicata come General Contractor. All'evento ha preso parte il sindaco Michele Conti e il presidente del club Giuseppe Corrado. Quest'ultimo ha voluto definire il centro un'"opera per Pisa". "Questa è un'opera per la città. Chi ci ha appoggiato lo ha fatto perché ama Pisa. Diventerà un'oasi della natura, del bello, dell'organizzato, dove ci sarà chi pratica sport e chi guarderà gli amici e i nipoti. Gente che passerà le giornate in un luogo dove si svolge un'attività che porta salubrità. Un vero e proprio parco naturale dedicato allo sport ma dove cresceranno dei giovani". Così il presidente Corrado ha voluto proseguire, parlando di come il centro sportivo cambierà e migliorerà la vita della città. Non soltanto un elemento sportivo propedeutico alla squadra: "Non tutti diventeranno calciatori, ma tutti diventeranno sportivi. Cresceranno giovani sani, gioiosi, in mezzo a tanti compagni e nello sport. Sarà una cosa della città. Un progetto che porterà luce in una zona di ombra". Un'oasi di verde. Per questo motivo, invece che la posa della prima pietra, vi è stata la posa della prima pianta. Un ulivo, per la precisione, simbolo di prosperità, pace e longevità. Una cerimonia simbolica, considerando che il cantiere ha iniziato a lavorare a ottobre del 2025. Il termine è previsto, invece, per i primi mesi del 2027. Un'opera complessiva da circa 40 milioni di euro. COME SARA' IL CENTRO SPORTIVO - L'ING Ferrari Training Centre sorgerà a Gagno, a pochi kilometri di distanza da Piazza dei Miracoli, con la Torre già in vista dai campi, e coprirà un'area di 121900 metri quadri. Oltre alla nuova sede operativa del club, vi saranno gli uffici, una foresteria prevista di trenta camere, sette campi totali, campi ridotti per lavoro specifico, quattro dedicati al settore giovanile e una "mini-Arena", un impianto da 1500 posti che rispetta i parametri della Lega Pro, dove potrà giocare la futura prima squadra femminile, che al momento non esiste.
Inter, risentimento muscolare per Bisseck: salta la Roma
Inter, risentimento muscolare per Bisseck: salta la Roma
Proseguono gli allenamenti dell’Inter in vista della gara casalinga contro la Roma, in programma domenica 5 aprile alle 20:45 allo Stadio San Siro. La squadra di Cristian Chivu continua a lavorare per arrivare pronta a una sfida chiave della stagione, ma dall’infermeria arrivano segnali poco incoraggianti. Nella giornata odierna si è infatti fermato per infortunio il difensore tedesco Yann Bisseck che non sarà a disposizione per il big match contro la Roma. A forte rischio anche la partita contro il Como. IL COMUNICATO DEL CLUB NERAZZURRO - "Yann Bisseck si è sottoposto a esami clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano, che hanno evidenziato un lieve risentimento muscolare ai flessori della coscia destra. Le sue condizioni saranno monitorate nei prossimi giorni, ma la sua presenza contro la Roma appare fortemente in dubbio".
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