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Roma prima nella classifica CIES per passaggi corti in attacco: i giallorossi meglio di City e PSG
Roma prima nella classifica CIES per passaggi corti in attacco: i giallorossi meglio di City e PSG
C'è un dato che incorona la Roma nei top 5 campionati europei. Secondo il CIES, i giallorossi sono la squadra che entra nell'ultimo terzo di campo con i passaggi più corti, ossia 19.73 metri. L'osservatorio calcistico ha sottolineato come il gioco di Gian Piero Gasperini preveda passaggi brevi e veloci. Una sorta di tiki-taka, in cui il lancio lungo è vietato o quasi.  Per comprenderne il motivo basta osservare la stazza degli attaccanti. Le due punte più alte, ossia Artem Dovbyk con 1.89 metri ed Evan Ferguson che ne misura 1.88, sono entrambe ko per infortunio. I giocatori di maggiore qualità dell'attacco giallorosso - Malen, Dybala e Soulé - non superano il metro e 85. Gasperini ha adattato il gioco, optando per un possesso palla breve e rapido al posto del lancio lungo per l'attaccante boa. LA CLASSIFICA - L'Italia domina la top 10 della speciale classifica. Oltre alla Roma, infatti, sale sul podio anche la Lazio in terza posizione (con 20.61 metri). Tra le due romane c'è il Manchester City di Pep Guardiola, l'allenatore che ha fatto del tiki taka il suo marchio di fabbrica. Appena giù dal podio troviamo il Barcellona, che precede la Juventus in quinta posizione. Poi il Bayer Leverkusen, il Milan al settimo posto e il Napoli all'ottavo. Chiudono la classifica due delle squadre più forti del calcio mondiale: il Paris Saint-Germain e il Bayern Monaco, entrambe con 21.60 metri. IL LANCIO LUNGO È UN FLOP? - Un dato interessante riguarda i lanci lunghi. La top 10 delle squadre che entrano nell'ultimo terzo di campo con i passaggi più lunghi è composta da club di media-bassa classifica. Tra queste troviamo il Pisa, retrocesso in Serie B. La squadra che occupa la posizione più alta in campionato è il Brighton, ottavo in Premier League e nella stessa posizione nella classifica del CIES, con una lunghezza media di passaggi che raggiunge i 25.78 metri. 
Arsenal, la probabile formazione contro l'Atlético Madrid: Eze in vantaggio su Odegaard
Arsenal, la probabile formazione contro l'Atlético Madrid: Eze in vantaggio su Odegaard
Dopo l'equilibrato 1-1 maturato nel match d'andata, l'Arsenal si prepara ad accogliere l'Atlético Madrid all'Emirates Stadium per gli ultimi, decisivi 90 minuti di questa semifinale di Champions League. Per i londinesi l'obiettivo è chiaro: sfruttare il fattore campo per sfatare un tabù e tornare a disputare la finale della massima competizione europea a vent'anni esatti di distanza dall'ultima volta. IL FORTINO DELL'EMIRATES E L'IMBATTIBILITÀ EUROPEA - I due decenni di delusioni continentali sembrano finalmente destinati a interrompersi. L'Arsenal si presenta a questo snodo cruciale con una forma smagliante e numeri impressionanti: i Gunners non hanno ancora subito sconfitte in questa edizione della Champions League (10 vittorie e 3 pareggi) e vantano ben otto partite chiuse a porta inviolata, incluse le due sfide dei quarti di finale. La truppa di Mikel Arteta arriva all'appuntamento con il morale altissimo, forte del recente 3-0 rifilato al Fulham che ha consolidato il primato in Premier League, e farà enorme affidamento sul calore del proprio pubblico. Il rendimento casalingo dell'Arsenal in Europa è infatti una vera e propria sentenza: i londinesi hanno perso solamente una delle ultime 24 gare interne (17 vittorie e 6 pareggi) e in questa specifica campagna europea hanno collezionato cinque successi e un solo pari nel proprio stadio. LE SCELTE DI ARTETA: DUE NOVITÀ SULLA TREQUARTI - Per scardinare la retroguardia di Simeone e staccare il pass per la finale, l'allenatore spagnolo è pronto a schierare i suoi con il collaudato 4-2-3-1, apportando però due possibili modifiche rispetto all'undici di partenza visto all'andata. Sulla trequarti si preparano infatti due cambi importanti: Eze è il candidato principale per prendere il posto di Odegaard, mentre Trossard viaggia verso una maglia da titolare a discapito di Martinelli. A completare l'attacco saranno l'intoccabile Saka e Gyokeres come terminale offensivo. Intanto arrivano rassicurazioni importanti dall'allenamento della vigilia: Havertz e Odegaard, che non erano presenti nei primi 15 minuti di seduta aperti alla stampa, hanno regolarmente svolto la restante parte del lavoro con il resto del gruppo e saranno regolarmente a disposizione del tecnico per la panchina. ARSENAL (4-2-3-1): Raya; White, Saliba, Gabriel, Hincapié; Rice, Zubimendi; Saka, Eze, Trossard; Gyokeres. Allenatore: Mikel Arteta DOVE VEDERE LA PARTITA IN TV E STREAMING - La partita tra Arsenal e Atlético Madrid, in programma martedì 5 maggio alle 21:00, si giocherà a Emirates. La partita potrà essere seguita in tv su Sky Sport e in streaming su Sky Go e NOW.
Atlético Madrid, la probabile formazione contro l'Arsenal: Simeone verso la conferma dell'undici dell'andata
Atlético Madrid, la probabile formazione contro l'Arsenal: Simeone verso la conferma dell'undici dell'andata
Dopo il pareggio per 1-1 maturato nella gara di andata, l'Atlético Madrid si prepara a sbarcare a Londra per il decisivo round di ritorno della semifinale di Champions League contro l'Arsenal. In palio c'è il biglietto per un atto conclusivo che i Colchoneros non raggiungono dalla stagione 2015/16. Simeone punta sul suo miglior undici per strappare il pass per Budapest. L'OSTACOLO ARSENAL E IL TABÙ INGLESE - Per passare il turno all'Emirates Stadium, all'Atlético servirà necessariamente un colpo corsaro. Un'impresa tutt'altro che semplice, considerando lo stato di forma straripante dell'Arsenal: i Gunners inseguono una finale che manca da ben vent'anni e in questa edizione della Champions League sono l'unica squadra ancora imbattuta (10 vittorie e 3 pareggi), avendo collezionato la bellezza di otto clean sheet. Di contro, l'Atlético dovrà invertire un trend esterno decisamente poco incoraggiante. Nelle ultime dieci trasferte complessive i madrileni hanno registrato un rendimento altalenante (3 vittorie, 1 pareggio e ben 6 sconfitte) e, dato ancora più allarmante per Simeone, le tre disfatte esterne incassate in questa stagione di UCL sono arrivate tutte contro formazioni inglesi. A far sorridere Diego Simeone c'è però la consapevolezza di poter concentrare la totalità delle energie fisiche e mentali sull'impegno europeo. Il recente 2-0 sul Valencia, ottenuto facendo ricorso a un massiccio turnover, ha di fatto blindato la presenza dei madrileni tra le prime quattro forze della Liga.  LE SCELTE DI SIMEONE: CONFERMATO L'UNDICI DELL'ANDATA - Per l'assalto a Londra, il "Cholo" sembra orientato a non stravolgere minimamente le proprie carte. L'idea dell'allenatore argentino è infatti quella di confermare in blocco lo stesso undici titolare sceso in campo nella gara d'andata. Nel collaudato 4-4-2 biancorosso, a protezione della porta di Oblak agirà la linea a quattro composta da Llorente, Pubill, Hancko e Ruggeri, con quest'ultimo che viaggia verso la piena conferma sull'out di sinistra. A centrocampo, sulle corsie esterne agiranno Giuliano Simeone e Ademola Lookman, mentre le chiavi della mediana saranno affidate a Cardoso e capitan Koke. In avanti nessun dubbio: i gol per sognare la finale passeranno dai piedi della super coppia d'attacco formata da Julian Álvarez e Antoine Griezmann. ATLÉTICO MADRID (4-4-2): Oblak; Llorente, Pubill, Hancko, Ruggeri; Giuliano Simeone, Cardoso, Koke, Lookman; Álvarez, Griezmann. Allenatore: Diego Simeone DOVE VEDERE LA PARTITA IN TV E STREAMING - La partita tra Arsenal e Atlético Madrid, in programma martedì 5 maggio alle 21:00, si giocherà a Emirates. La partita potrà essere seguita in tv su Sky Sport e in streaming su Sky Go e NOW.
Phil Foden e il Manchester City avanti insieme: accordo totale per il rinnovo fino al 2030
Phil Foden e il Manchester City avanti insieme: accordo totale per il rinnovo fino al 2030
Il legame indissolubile tra Phil Foden e il Manchester City è destinato a rafforzarsi ulteriormente. Come riportato da Sky Sport UK, il talento inglese e il club hanno raggiunto un accordo di massima per la firma di un nuovo, importantissimo contratto. Una mossa strategica fondamentale per i Citizens, che blindano così a lungo termine il gioiello cresciuto in casa. I DETTAGLI DELL'ACCORDO: UN LEGAME A VITA - Il venticinquenne si apprestava a entrare nell'ultimo anno del suo attuale accordo, la cui scadenza era fissata per l'estate del 2027. La dirigenza del City, consapevole dell'importanza del giocatore, ha deciso di muoversi d'anticipo per evitare qualsiasi rischio. Con questa nuova intesa quadriennale, Foden legherà il proprio futuro alla squadra di cui è tifoso fin da bambino almeno fino al 2030. Ma non è tutto: il nuovo contratto prevede anche l'inserimento di un'opzione che permetterà di estendere il vincolo per un'ulteriore stagione sportiva, allontanando di fatto in modo definitivo qualsiasi sirena di mercato. UN PALMARÈS GIÀ DA LEGGENDA - Cresciuto nel vivaio dell'Academy del City e lanciato in prima squadra nel 2017 ad appena 17 anni, Foden rappresenta il fiore all'occhiello del progetto tecnico del club. In questi anni si è consacrato come una delle stelle più brillanti, duttili e determinanti dell'intero panorama calcistico europeo. Foden vanta infatti un bottino impressionante: ben sei vittorie in Premier League, una Champions League, due FA Cup e cinque Carabao Cup. Oltre ai trofei di squadra, a parlare per il nazionale inglese è il rendimento costante sul terreno di gioco. Anche in questa annata sportiva, l'impatto di Foden è stato di rilievo, confermandosi una pedina centrale nello scacchiere tattico di Pep Guardiola. Sceso in campo ben 46 volte considerando tutte le competizioni, il talento britannico ha fornito un contributo solido e di qualità, collezionando finora 10 reti e 5 assist. 
Davide Massa dirigerà Friburgo-Braga: le designazioni di Europa League
Davide Massa dirigerà Friburgo-Braga: le designazioni di Europa League
Le notti europee entrano nella loro fase più calda ed elettrizzante. In palio ci sono i biglietti per le attesissime finali e la UEFA ha reso note le designazioni arbitrali per le sfide di ritorno delle semifinali. In questo crocevia fondamentale per la stagione continentale, l'AIA e l'Italia saranno protagoniste assolute: Davide Massa è stato infatti scelto per dirigere uno dei match più delicati del tabellone. MASSA E LA SQUADRA AZZURRA PER FRIBURGO-BRAGA - Il fischietto della sezione di Imperia avrà il compito di dirigere Friburgo-Braga, un match che si preannuncia tesissimo. Per questa trasferta in Germania, Massa sarà coadiuvato da una squadra quasi interamente italiana: Filippo Meli e Stefano Alassio agiranno come assistenti di linea, mentre in sala VAR siederanno Daniele Chiffi e Luca Pairetto. Unico elemento straniero della sestina sarà il belga Erik Lambrechts, nelle vesti di quarto ufficiale. La terna azzurra dovrà gestire una partita ad alto coefficiente di difficoltà. I tedeschi, pur venendo da un periodo opaco in patria, proveranno a ribaltare il 2-1 subito all'andata affidandosi al loro catino casalingo (dove inseguono il record storico di vittorie consecutive in Europa League). Dall'altra parte, il Braga cercherà di difendere il prezioso margine per tornare a disputare una finale europea a tredici anni di distanza dall'ultima volta. NYBERG PER IL DERBY INGLESE - L'altra affascinante semifinale è un derby tutto britannico dal sapore squisitamente vintage, che riporta alla mente i fasti della Coppa dei Campioni degli anni '80: Aston Villa-Nottingham Forest. La direzione di questa delicata sfida è stata affidata allo svedese Glenn Nyberg. Il Forest riparte dal preziosissimo vantaggio di 1-0 maturato all'andata e cavalca l'onda dell'entusiasmo dopo una striscia di vittorie che ha di fatto blindato la salvezza in Premier League. Per staccare il pass per la finale, però, i Tricky Trees dovranno espugnare il Villa Park, un vero e proprio fortino dove l'Aston Villa di Unai Emery - seppur in flessione nelle ultime uscite stagionali - in questa campagna europea ha finora conosciuto solamente la vittoria. LE DESIGNAZIONI PER LE SEMIFINALI DI RITORNO - Di seguito le scelte per le semifinali di ritorno di Europa League. FRIBURGO - BRAGA - Arbitro: Davide MASSA (ITA) - Assistenti: Filippo Meli (ITA), Stefano Alassio (ITA) - VAR: Daniele Chiffi (ITA) - AVAR: Luca Pairetto (ITA) - Quarto Uomo: Erik Lambrechts (BEL) ASTON VILLA - NOTTINGHAM FOREST - Arbitro: Glenn Nyberg (SWE) - Assistenti: Mahbod Beigi (SWE), Andreas Söderkvist (SWE) - VAR: Jérôme Brisard (FRA) - AVAR: Willy Delajod (FRA) - Quarto Uomo: Rade Obrenovič (SVN)
Under 21, test finale con l'Albania a Fontanafredda: in panchina c'è Nunziata al posto di Baldini
Under 21, test finale con l'Albania a Fontanafredda: in panchina c'è Nunziata al posto di Baldini
L'Italia Under 21 si prepara a chiudere la propria annata sportiva con un ultimo impegno amichevole. Lunedì 8 giugno alle ore 18:15, gli Azzurrini scenderanno in campo allo stadio comunale "Omero Tognon" di Fontanafredda per sfidare i pari età dell'Albania. La vera particolarità di questo test di fine stagione riguarda la guida tecnica. Sulla panchina dell'Under 21, infatti, non siederà l'attuale CT Silvio Baldini, precettato in questi giorni per gli impegni della Nazionale maggiore dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso. A fare le sue veci e a guidare i ragazzi ci sarà Carmine Nunziata: l'attuale selezionatore dell'Under 20 è un volto più che noto per il gruppo, avendo già accumulato grande esperienza alla guida dell'Under 21 con ben 23 panchine nel corso del biennio 2023-2025. I PRECEDENTI E IL RITORNO - Le statistiche sorridono ampiamente ai colori azzurri: quello di lunedì sarà il settimo incrocio totale tra l'Italia U21 e l'Albania. Nei sei precedenti, gli Azzurrini hanno collezionato cinque vittorie e un solo pareggio. La gara avrà inoltre un sapore amarcord per la città di Fontanafredda, che torna a ospitare la massima selezione giovanile azzurra a distanza di quarant'anni esatti dall'unica volta. L'unico precedente risale infatti al novembre del 1986: in quell'occasione l'Italia pareggiò 0-0 contro l'Austria, mettendo in mostra la coppia di difensori centrali formata da Billy Costacurta e Paolo Maldini.
Manchester United, è di nuovo Champions League: i segreti di Carrick
Manchester United, è di nuovo Champions League: i segreti di Carrick
La semplicità paga. Michael Carrick è sbarcato sulla panchina del Manchester United in piena bufera. L'inglese, senza scomporsi, ci ha soffiato sopra e l'ha calmata. Dopo l'esonero di Amorim ha preso in mano una squadra smarrita, senza una chiara identità e lontana dalle posizioni di vertice. In qualche mese però è riuscito a cambiare l'universo del club e a riportarlo in Champions League a due anni di distanza dall'ultima volta. Decisiva per l'aritmetica la vittoria per 3-2 contro il Liverpool.  14 partite: 10 vittorie, 2 pareggi e due sconfitte. Un bilancio praticamente perfetto che rende lo United la miglior squadra della Premier League dal suo arrivo: 32 punti ottenuti, cinque in più di Arsenal e Manchester City. I Red Devils hanno battuto nel girone di ritorno i five "Super League" clubs, più l'Aston Villa. Un qualcosa che non accadeva dal 2012/2013, l'ultimo anno di Sir Alex Ferguson. In più, con 4 punti Carrick e i suoi potrebbero assicurarsi la top 3 per la quinta volta negli ultimi dodici anni. Ma quali sono i segreti di un impatto da protagonista?  MICHAEL CARRICK: IL MANCHESTER UNITED NEL DNA - La storia recente del Manchester United è nota. Una squadra gloriosa che nel post Ferguson, escluse alcune eccezioni, ha smarrito la strada del successo. In questa stagione, con Amorim al comando, i risultati sembravano portare a un'altra stagione anonima. Michael Carrick è stato chiamato in causa per risollevare la situazione. Ex leggenda del club da giocatore, lo aveva già allenato come traghettatore per 3 partite nel 2021/2022. Poi la crescita al Middlesbrough con 136 panchine, l'attesa e il richiamo della squadra a cui non poteva dire di no. Doveva essere nuovamente una soluzione temporanea, ma le prime due partite hanno fatto capire che il copione, questa volta, poteva essere diverso: 2-0 al Manchester City e 3-2 all'Emirates Stadium contro l'Arsenal. Carrick si prende così la panchina del "suo" Manchester United: "Ci sta insegnando tanto. Ci sta facendo capire com'erano quei tempi, com'è essere parte di un tutto", ha spiegato Matheus Cunha ai microfoni di BBC Sport dopo la vittoria contro il Liverpool. Il riferimento è chiaramente all'era Ferguson, che Carrick ha vissuto da protagonista e che porta con sé nel DNA. Lo confermano le sue parole: "Abbiamo fatto una buona corsa, battendo squadre molto forti. Ma non tutto, ci aspettiamo di più". Un lavoro appena iniziato, che, salvo colpi di scena, l'inglese porterà avanti nella prossima stagione con l'obiettivo di tornare a vincere. Voleva una squadra di cui essere orgogliosi, aveva dichiarato nella conferenza stampa di presentazione. I Red Devils lo stanno diventando. Intanto la prima trasformazione è avvenuta: da fragili e discontinui a gruppo unito e di successo, in pieno stile Manchester United.  THE COMMON SENSE: LA SEMPLICITÀ AL POSTO DEL CAOS - La stampa inglese ha descritto il lavoro di Carrick con un’espressione chiara, quella del common sense. Per rispondere alla confusione del post Amorim, l'inglese ha infatti agito con praticità e appunto buonsenso. Niente rivoluzioni, un 4-2-3-1 con pochi concetti essenziali e il gruppo al centro, "spirit and togetherness". Quest'ultimo punto è il più importante: il classe 1981 è sempre stato pacato nelle dichiarazioni, ha sempre messo davanti a sé stesso i suoi giocatori, rifiutando le luci dei riflettori. Nel suo United la persona è tornata al centro: "It's all about people, connecting is the key". E un lavoro, prima mentale che tattico, Carrick lo ha fatto in particolare su Kobbie Mainoo. Prodotto dell'Acacemy, il 2005 sembrava essere fuori dal progetto tecnico del club. Mai impiegato dal primo minuto da Amorim nei primi 5 mesi della stagione, a gennaio si era parlato di addio. Poi con Carrick arriva la svolta. Il centrocampista gioca 13 partite su 14 (ne salta solo una per infortunio) per 90 minuti, senza venire mai sostituito. La chiusura del cerchio è il gol decisivo nel 3-2 contro il Liverpool, nel match che vale la Champions League aritmetica: "You want to follow him. You want to fight for him. You want to die for him on the pitch", racconta il giovane su Carrick a BBC Sport. Seguire la propria guida, combattere per lui fino a "morire" sul campo. Un messaggio che vale più di mille parole. Con l'allenatore inglese torna centrale anche Bruno Fernandes, a un passo dal record di 20 assist in Premier League di Henry e De Bruyne. Il portoghese gioca con maggiore libertà offensiva e ripaga la fiducia con numeri da protagonista: 15 contributi al gol in 14 partite. Cresce anche Šeško, che incrementa il suo bottino. Dalle 4 reti nelle prime 20 alle 7 nelle ultime 14. Ma il vero leader dei Red Devils è il gruppo. L'abbraccio finale dopo l'ultima partita contro il Liverpool è lo specchio di quanto è stato costruito: unità di intenti, appartenenza e voglia di far tornare grande il Manchester United. Da insieme di talenti a squadra, nel giro di pochi mesi: questa è la più grande conquista di Michael Carrick.
La Roma insegue la Champions League: gli incastri per superare la Juventus e il calendario
La Roma insegue la Champions League: gli incastri per superare la Juventus e il calendario
"Chi ha parlato di Champions sono stato io. La Champions l'ho lasciata e mi manca molto non poterla giocare, è il mio obiettivo": a febbraio, Gian Piero Gasperini si esprimeva così sull'obiettivo stagionale della sua Roma. L'allenatore, alla vigilia della sfida contro la Cremonese - poi vinta 3-0 - aveva evidenziato in giallo la parola "Champions". Gasp è arrivato in estate con la voglia di portare il popolo dell'Olimpico, di sponda giallorossa, a riascoltare l'inno della massima competizione europea per club.  Ma quanto manca alla Roma per centrare l'obiettivo? Tanto, se non tutto, dipende dalla Juventus. I bianconeri, infatti, si trovano a più 1 in classifica rispetto alla squadra capitolina. I ragazzi di Spalletti sono 4°, con 65 punti, mentre la squadra di Gasperini insegue con una lunghezza di distanza in quinta posizione. La vittoria della Roma contro la Fiorentina nel 35° turno è stata preziosissima, visto il passo falso della Juve contro l'Hellas Verona (1-1 in casa). Ma il successo dell'Olimpico - e le 3 gare rimanenti - potrebbero non bastare per l'atteso ritorno in Champions. LA BAGARRE CON LA JUVE - La Roma si prepara per le ultime 3 partite della Serie A. I giallorossi affronteranno, in ordine, Parma, Lazio ed Hellas Verona e dovranno vincere tutte le sfide e sperare in almeno una sconfitta della Juventus. Qualora le due formazioni arrivassero a pari punti, data la regola degli scontri diretti, sarebbero i bianconeri a qualificarsi alla Champions League.  I ragazzi di Gasperini hanno perso 2-1 il 20 dicembre all'Allianz Stadium di Torino e si sono fatti rimontare le 2 reti di vantaggio nella gara dell'1 marzo, in cui la Roma ha sprecato il vantaggio per 3-1 fino al 65', subendo la rete del 3-3 di Gatti rispettivamente in pieno recupero. La rimonta è costata cara alla Roma, che si trova a inseguire la Juve proprio per quel punto dell'Olimpico.  LA REMUNTADA SUL MILAN E LO SPAURACCHIO COMO - La Roma va a caccia della Juventus e si proietta un po' più in su. I giallorossi, oltre al meno uno dai bianconeri, hanno solo 3 punti di distanza dal Milan. I rossoneri sono 3° in classifica e reduci da un periodo complicato, culminato con la sconfitta per 2-0 contro il Sassuolo. Una vera e propria bagarre Champions, in cui è incluso anche il Como.  La squadra di Fabregas, infatti, si trova a soli 2 punti dalla Roma e spera nell'aggancio alla Juventus. A differenza dei giallorossi, Nico Paz e compagni hanno entrambi gli scontri diretti a favore contro i bianconeri. Un elemento importantissimo in una corsa Champions che, con ogni probabilità, si deciderà all'ultima giornata di campionato. 
Como, la calcolatrice per la Champions: gli incastri e i calendari per superare Juventus e Milan
Como, la calcolatrice per la Champions: gli incastri e i calendari per superare Juventus e Milan
Il sogno Champions League del Como, attualmente sesto a quota 62 punti, passa inevitabilmente dalla rincorsa su chi occupa in questo momento le posizioni valide per l'Europa che conta. Nel mirino dei biancoblù ci sono la Juventus, quarta a 65 punti, e il Milan, terzo a quota 67. A tre giornate dal termine, con 9 punti totali ancora a disposizione, le combinazioni matematiche per il sorpasso si basano sul gap in classifica, sul peso cruciale degli scontri diretti e, naturalmente, sugli impegni previsti dal calendario. OBIETTIVO JUVENTUS: BASTA RECUPERARE 3 PUNTI - Il bersaglio più vicino è il quarto posto occupato dai bianconeri. La distanza tra Como e Juventus è di 3 lunghezze (62 contro 65), ma i biancoblù possono contare su un enorme vantaggio in caso di arrivo a pari punti: la doppia vittoria maturata negli scontri diretti stagionali. Questo significa che alla squadra di Fábregas basterà guadagnare esattamente 3 punti in più della Juventus da qui alla fine del campionato per operare il sorpasso. Per difendere la posizione, la Juventus sarà chiamata a fare punti nel suo trittico di sfide finali: i bianconeri affronteranno in sequenza Lecce, Fiorentina e Torino. Se il Como dovesse fare bottino pieno (9 punti su 9), alla squadra di Spalletti non basterebbe incamerarne 6, poiché a quota 71 passerebbero i lombardi in virtù della classifica avulsa. OBIETTIVO MILAN: SERVONO 6 PUNTI IN PIÙ DEI ROSSONERI - Decisamente più complessa è la rincorsa sul Milan, distante ben 5 punti (67 a 62). In questo caso, gli scontri diretti pendono a favore dei rossoneri, capaci di vincere al Sinigaglia e pareggiare a San Siro. Di conseguenza, un arrivo a pari punti premierebbe il Diavolo. Per compiere il sorpasso, quindi, il Como è costretto a fare 6 punti in più del Milan nelle ultime tre giornate. Un'impresa ardua che obbliga i biancoblù alla perfezione e li costringe a sperare in un vero e proprio crollo della squadra di Allegri: il calendario del Milan prevede gli incroci insidiosi contro Atalanta, Genoa e Cagliari. IL CAMMINO DEL COMO: OBBLIGO PERFEZIONE - In sintesi, il Como non è padrone esclusivo del proprio destino e deve necessariamente sperare in qualche passo falso di chi lo precede, ma ha una strada tracciata per tentare il miracolo: vincere. Il calendario del Como prevede le sfide contro Verona, Parma e Cremonese: in questi 270 minuti i biancoblù dovranno cercare l'en plein per mettere la massima pressione su Juventus e Milan. Recuperare 3 punti ai bianconeri o 6 ai rossoneri è un'impresa difficile, ma con gli incastri giusti la matematica tiene ancora apertissima la porta del sogno.
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