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Grifo: "Europa League? Ci avevamo creduto. Ora vacanze in Italia per riprendermi"
Grifo: "Europa League? Ci avevamo creduto. Ora vacanze in Italia per riprendermi"
"Per vincere ci voleva una serata perfetta". E così non è stato. Il Friburgo di Vincenzo Grifo si arrende in finale di Europa League contro un Aston Villa sontuoso. Se da una parte Unai Emery alza per la quinta volta il trofeo (con tre squadre diverse), c'è chi deve accontantersi di esserci andato vicino. Il capitano del club tedesco, sconfitto per 3-0 al Besiktas Stadium dopo una cavalcata incredibile fino alla finale, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di gianlucadimarzio.com L'INTERVISTA - Qual è il sentimento più forte? Amarezza o orgoglio per esserci andati così vicini? "Sono sicuramente deluso perché ci abbiamo creduto. In questa Europa League abbiamo fatto una stagione bellissima. Sono molto orgoglioso, però l'Aston Villa è stata la squadra più brava. Per vincere ci voleva una serata perfetta". In quel di Istanbul, infatti, è stato tutto facile per i Villains, che hanno trovato la via del gol con Tielemans, Buendia e Rogers. Sfuma, quindi, la possibilità di partecipare alla prossima edizione della massima competizione europea, con il Friburgo che si dovrà accontentare di partecipare alla Conference League 2026/2027, visto il settimo piazzamento in Bundesliga. Ma c'è più rammarico per non aver sollevato la coppa o per non partecipare in Champions League? "Tutte e due le cose... era una grande possibilità, ma potevamo anche vincere il primo trofeo di questa società", ha raccontati Grifo. ASTON VILLA TROPPO FORTE - L'Aston Villa, però, è risultato essere troppo forte. "Hanno una squadra incredibile con tanti giocatori che sono anche Campioni del Mondo". Il riferimento, ovviamente, è al Dibu Martinez, autore di una grande prestazione. "Questo lo sapevamo già prima, ma quando arrivi in finale poi inizi a crederci", ha ammesso Grifo. A chiudere, infine, l'azzurro ci ha anche svelato come proverà a voltare pagina dopo la fine del campionato e la finale persa. Come? Semplice: "Ora vado in vacanza in Italia per rilassare".
Palermo, l'amarezza di Pippo Inzaghi: "Mi dispiace, guardiamo avanti"
Palermo, l'amarezza di Pippo Inzaghi: "Mi dispiace, guardiamo avanti"
"Il calcio è anche questo, sono molto triste dentro". Inizia così il messaggio che Pippo Inzaghi ha affidato ai propri canali social all'indomani della semifinale playoff contro il Catanzaro. Non è bastata la vittoria per 2-0 al 'Barbera' con gol di Pohjanpalo e Modesto, ad accedere alla finale contro il Monza è stato il club calabrese, che all'andata aveva vinto 3-0. "Mi dispiace per la gente di Palermo, mi dispiace per i miei ragazzi", si legge tra le righe. Neanche i 33.286 spettatori presenti al 'Renzo Barbera', dunque, sono bastati. I rosaneri si arrendono e iniziano già a preparare una nuova stagione in Serie B, la quarta consecutiva. A partire proprio da Inzaghi, che si dice già pronto alla prossima battaglia: "Non vedo l’ora di scendere nuovamente in campo per portare Palermo dove merita, questo stadio è magico, questa gente è magica". FUTURO - "Dobbiamo guardare avanti e pensare già alla prossima stagione, accettiamo il verdetto del campo e ci prepariamo per il prossimo campionato. Voglio ringraziarvi TUTTI per l’affetto che mi state dando. FORZA PALERMO", ha concluso poi l'allenatore. Il suo futuro, quindi, è confermato in rosanero. Già caldo, subito dopo il mancato passaggio del turno, lo stesso Inzaghi aveva dichiarato: "Non lascio Palermo neanche per il Real Madrid". Inizia quindi il conto alla rovescia per un nuovo campionato di Serie B, sempre con la stessa ambizione e il ritorno tra i grandi.
Calafiori campione con l'Arsenal: "Gufare il City è stato bellissimo. Guarderò la Roma domenica, è troppo importante"
Calafiori campione con l'Arsenal: "Gufare il City è stato bellissimo. Guarderò la Roma domenica, è troppo importante"
L'Arsenal torna sul tetto d'Inghilterra ventidue anni dopo l'ultima volta e tra i grandi protagonisti di questa cavalcata trionfale c'è Riccardo Calafiori. Il difensore, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha raccontato tutte le emozioni vissute in questi giorni frenetici, tra i festeggiamenti per il titolo, un compleanno indimenticabile e il mirino già puntato sulla finalissima di Champions League. IL TITOLO DAL DIVANO E IL COMPLEANNO PERFETTO - La vittoria della Premier League è arrivata in maniera inusuale, senza scendere in campo ma attendendo il passo falso del Manchester City. Uno scenario che, contrariamente a quanto si possa pensare, ha reso tutto ancora più speciale per l'ex Bologna, che ha potuto festeggiare il suo compleanno nel migliore dei modi: "Il compleanno? È andato benissimo, è stata una festa che sarà difficile eguagliare", ha confessato Calafiori ai microfoni di Sky. "Cosa ho pensato nel momento della vittoria? È stato molto emozionante, per certi versi è stato addirittura meglio averla vinta così che sul campo. Gufare il City è stato bellissimo!" commenta ridendo il difensore. "A volte, quando aspetti così tanto una cosa, nel momento in cui la realizzi non è bella come te la immaginavi. Ma vincerla in questo modo, secondo me, è stato ancora più bello". IL RAPPORTO CON ARTETA E IL SOGNO CHAMPIONS - Fondamentale per il suo inserimento e per il trionfo dei Gunners è stato il feeling con Mikel Arteta e con il resto del gruppo. Un legame solido, fatto anche di pretese altissime e metodi rigorosi. "Il mio contributo? Penso di averlo dato, mi riesce bene. Il mister lo sa, ma secondo me in questa squadra ognuno riesce a esprimersi al meglio". E proprio sull'allenatore spagnolo aggiunge con un sorriso: "Non so cosa veda in me, ma io lo ascolto. A volte lo odio, a volte gli voglio bene". Adesso, però, non c'è tempo per accontentarsi. All'orizzonte c'è l'attesissima finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain di Luis Enrique. "Sembra ancora un sogno, non me lo sarei mai immaginato. Ora che ci sono, spero di alzare anche l'altra coppa". LA FERITA AZZURRA E L'AMORE PER ROMA E BOLOGNA - Se con il club le soddisfazioni sono immense, a livello di Nazionale resta addosso l'amarezza per le recenti delusioni. Il trionfo in Inghilterra sta però aiutando a rimarginare la ferita sportiva. "Sì, questo finale di stagione la cura. Ho avuto un mese di marzo molto complesso. Un assistente di Arteta mi disse che mi sarebbe successo qualcosa di bello, e così è stato. Spero possa succedere qualcos'altro di bello ora. Però farò fatica a seguire il Mondiale dei miei compagni, non so se guarderò le partite". Nonostante la lontananza e i nuovi traguardi, il legame con la Serie A resta fortissimo, in particolare con le piazze a cui è più legato. "Roma e Bologna? Le guardo tutte. Spero di affrontarle da avversario in Champions League, ne sarei davvero contento". E sull'imminente e decisivo impegno dei giallorossi assicura: "Starò festeggiando per il titolo, ma in qualche modo la partita me la guarderò sul telefono, è troppo importante".
Roma, contatti continui per il rinnovo di Dybala: la situazione
Roma, contatti continui per il rinnovo di Dybala: la situazione
In casa Roma si continua a lavorare per il futuro. Anche e soprattutto per quanto riguarda il calciomercato in vista della stagione 2026/2027. Nella 38ª giornata di Serie A il club si giocherà la qualificazione alla prossima Champions League, a cui i giallorossi non si qualificano dal 2018/2019, quando venne eliminata in semifinale dal Porto. Punto centrale è il rinnovo di Paulo Dybala. LA SITUAZIONE - I contatti sono continui e costanti per riuscire a trovare l'intesa finale a breve, con le parti che si avvicinano a trovare una quadra. Un fattore importante rimane anche proprio la qualificazione alla massima competizione europea per la prossima stagione sportiva. La volontà comune del giocatore, di Gasperini e anche dello stesso Dan Friedkin, comunque è quella di continuare insieme il percorso. Andare avanti insieme, eventualmente, porterebbe anche a una riduzione dello stipendio del giocatore, che attualmente guadagna 8 milioni di euro all'anno. La decisione finale, però, arriverà proprio dopo la partita con l'Hellas, dopo 90 minuti di fondamentale importanza anche in ottica europea.  I NUMERI DI DYBALA - Manca sempre meno all'ultima partita della 38ª di Serie A, quando la Roma affronterà in trasferta un Hellas Verona già retrocesso ma non per questo meno ostico. Vincere per ottenere la qualificazione alla prossima Champions e centrare l'obiettivo di inizio stagione. Condizionato da diversi infortuni, in questa Serie A 2025/2026 finora la Joya ha ottenuto 21 presenze (di cui 14 da titolare), 2 gol e 4 assist. In Europa League, invece, un gol e un assist in quattro partite.
Germania, Nagelsmann svela: "Tresoldi a un passo dai Mondiali". L'Italia osserva
Germania, Nagelsmann svela: "Tresoldi a un passo dai Mondiali". L'Italia osserva
Le scelte per un Mondiale non sono mai semplici e spesso costringono a sacrificare profili interessanti per pure questioni di equilibri e di abbondanza. È il caso della Germania di Julian Nagelsmann, che in queste ore ha diramato la lista ufficiale dei convocati per l'imminente Coppa del Mondo. A far notizia, oltre ai nomi dei presenti, è anche un escluso, dal sapore un po' italiano: Nicolò Tresoldi. LA RIVELAZIONE DI NAGELSMANN SUL CENTRAVANTI - L'attaccante ha letteralmente sfiorato la grande chiamata per la spedizione iridata in Nord America. A confermarlo apertamente è stato lo stesso Commissario Tecnico tedesco, che nel corso della conferenza stampa successiva all'annuncio dei convocati ha elogiato le caratteristiche del giocatore, spiegando i motivi della dolorosa rinuncia. "Nicolò è un classico numero 9 ed è stato a un passo dalla convocazione", ha svelato Nagelsmann davanti ai giornalisti, confermando come il ragazzo fosse pienamente in lizza per un posto sull'aereo. "Ma chiamarlo avrebbe significato lasciare a casa qualcun altro. Non è facile prendere decisioni del genere".  IL PASSATO IN ITALIA, E IL FUTURO? - La storia di Tresoldi è quella di un talento dal passaporto e dal cuore divisi a metà. Nato in Italia, è cresciuto nello Stivale fino all'età di 13 anni, per poi trasferirsi in Germania, ad Hannover, seguendo la famiglia. Dopo essersi affermato nel settore giovanile e nella prima squadra del club tedesco, oggi il centravanti milita nel Club Brugge, dove sta continuando il suo percorso di crescita ad alti livelli. Sebbene l'appuntamento con i Mondiali sia sfumato proprio sul traguardo, Tresoldi rappresenta già una pedina fondamentale per il movimento calcistico tedesco: è infatti l'attuale attaccante titolare inamovibile della Nazionale Under 21 della Germania.  La parabola del giovane attaccante accende inevitabilmente i riflettori anche sulle mancate mosse della Nazionale italiana. Mentre il movimento azzurro è costantemente alla ricerca di un "numero 9" di peso e affidabilità per risolvere il cronico problema del gol, l'Italia rischia seriamente di farsi sfuggire in via definitiva un talento.
Pedro saluta la Lazio: "È stato un onore. Per sempre uno di voi"
Pedro saluta la Lazio: "È stato un onore. Per sempre uno di voi"
Dopo cinque anni, 208 presenze, 38 gol e 19 assist, l'esperienza di Pedro alla Lazio si appresta a finire. O meglio, finirà dopo la partita con il Pisa nella 38ª giornata di Serie A, con lo spagnolo che proverà a ritoccare per un'ultima volta queste statistiche. L'attaccante, arrivato nell'estate 2021 dalla Roma, ha voluto salutare la società e tutti i tifosi biancocelesti con un lungo video messaggio sui social, che riportiamo di seguito. IL SALUTO - "Oggi è un giorno molto triste per me, perché dico addio a questo bel percorso e alla splendida famiglia laziale. Vorrei ringraziare tutti i tifosi, i calciatori, gli allenatori e tutta la società, per avermi permesso di fare parte della gloriosa storia di questo club. È vero, non ho portato nessuna soddisfazione in forma di trofeo a questa che considero essere una meravigliosa casa. Ho sempre difeso i colori di questa maglia con coraggio, umiltà, ambizione e passione insieme ai miei compagni".  Il messaggio dell'attaccante ex Barcellona e Chelsea continua così. "Sono sicuro che presto si festeggerà qualcosa di importante con questi grandi uomini. Ogni volta che entrando in campo ho alzato lo sguardo e ho ammirato fiero il nostro popolo, ogni emozione, ogni gol indimenticabile, ogni canzone cantata insieme. Sono momenti che rimarranno scolpiti nella mia mente. La partita con il Pisa sarà l’ultima con questa maglia. Vi aspetto allo stadio e spero che possiate starmi vicino. Ma comprendo anche che questo è stato un anno difficile per tutti. Rispetto al massimo la vostra decisione".  Infine, Pedro ha concluso con queste parole. "È stato un onore vestire questi colori e avere questo stemma sul mio petto. Auguro il meglio a tutta la famiglia laziale, porterò questo club in eterno nel mio cuore. Uno di voi, sempre forza Lazio". 
Napoli, grigliata d'addio per Conte prima del match contro il Pisa
Napoli, grigliata d'addio per Conte prima del match contro il Pisa
Un momento di squadra prima dell'ultimo atto. Nel centro sportivo del Napoli è andata in scena una speciale grigliata organizzata per omaggiare Antonio Conte, che si appresta a chiudere la sua avventura sulla panchina azzurra. La sfida dell'ultima giornata di campionato contro l'Udinese segnerà infatti l'addio dell'allenatore. IL SALUTO DEL GRUPPO E L'ULTIMO BALLO - Il pranzo di oggi ha rappresentato l'occasione perfetta per la squadra, lo staff e la dirigenza per stringersi attorno all'allenatore e ringraziarlo del lavoro svolto, in vista di quelli che saranno gli ultimi novanta minuti di Conte alla guida del Napoli. Il match conclusivo contro l'Udinese sarà una passerella finale, un'opportunità per ricevere l'ultimo applauso prima di separare le proprie strade. Antonio Conte lascia in dote a Napoli due stagioni ricche di soddisfazioni e, soprattutto, di trofei. Sotto la sua guida, il club ha vissuto momenti indimenticabili, mettendo in bacheca uno storico Scudetto e sollevando al cielo anche una Supercoppa Italiana. IL REGALO D'ADDIO: LA QUALIFICAZIONE IN CHAMPIONS - Prima di salutare, Conte si è assicurato di lasciare il Napoli sul palcoscenico europeo più importante. Appena la scorsa settimana, grazie al successo ottenuto contro il Pisa, la squadra ha infatti staccato l'aritmetica qualificazione alla prossima edizione della Champions League. 
Tammy Abraham nella storia: tre coppe europee in bacheca
Tammy Abraham nella storia: tre coppe europee in bacheca
Il fischio finale della finale di Europa League 2025/26 non ha solo consegnato il trofeo all'Aston Villa, ma ha anche permesso a Tammy Abraham di entrare nella storia. L'attaccante inglese entra in un club d'élite riservato a pochissimi eletti: quello di chi è riuscito a conquistare tutte le tre competizioni europee per club. IL TRIPLETE "MODERNO" DI ABRAHAM ED EMERSON - Con il trionfo in maglia Villans, il centravanti chiude il suo personale cerchio magico iniziato cinque anni fa. La collezione di Abraham è infatti partita sul palcoscenico più prestigioso, alzando al cielo la Champions League nella stagione 2020/21 con la maglia del Chelsea. L'anno successivo, trasferitosi in Italia, ha sollevato la Conference League 2021/22 da assoluto protagonista con la Roma di José Mourinho. Ora, l'atteso sigillo in Europa League con l'Aston Villa. Un'impresa che gli permette di raggiungere Emerson Palmieri, fino a questo momento l'unico giocatore nella storia del calcio capace di vincere le tre attuali competizioni europee da quando è stata istituita la Conference League. IL TRIPLETE "CLASSICO": TANTI ITALIANI - Se si guarda al passato, prima dell'introduzione della Conference League e dell'abolizione della Coppa delle Coppe (il torneo a eliminazione diretta riservato alle vincitrici delle coppe nazionali), il "Triplete europeo" consisteva nella vittoria di Coppa dei Campioni/Champions League, Coppa UEFA/Europa League e, appunto, Coppa delle Coppe. In questa cerchia ristrettissima figurano solamente nove giocatori, di cui ben sei italiani. Si tratta del blocco della Juventus composto da Gaetano Scirea, Marco Tardelli, Antonio Cabrini, Sergio Brio e Stefano Tacconi, a cui si aggiunge lo splendido traguardo tagliato da Gianluca Vialli. A completare questo gruppo storico ci sono gli olandesi Arnold Mühren e Danny Blind. Il fascino di vincere tre trofei europei diversi non si limita solo al campo, ma si estende anche alla panchina. Sono tre, infatti, gli allenatori capaci di completare questa particolarissima missione. Due di loro hanno trionfato nel formato classico delle competizioni: il tedesco Udo Lattek e l'indimenticabile Giovanni Trapattoni, vero e proprio specialista europeo. A loro si è aggiunto nel 2022 José Mourinho, che vincendo la Conference League con la Roma ha completato il "Triplete moderno" dopo i passati successi in Coppa UEFA/Europa League e Champions League.
L'anno del "Dibu" Martinez: dal (quasi) addio all'Aston Villa alla vittoria dell'Europa League
L'anno del "Dibu" Martinez: dal (quasi) addio all'Aston Villa alla vittoria dell'Europa League
"Emiliano Martinez lascia l'Aston Villa": il 16 maggio 2025, sui siti e giornali inglesi rimbalzava la notizia dell'addio del portiere ai Villains. Non c'erano comunicati ufficiali, solo il giro di campo (che spesso vale più di mille parole) dell'argentino in lacrime a Villa Park dopo la vittoria contro il Tottenham, un'immagine forte che in poche ore aveva fatto il giro dei social.  Il futuro del "Dibu" sembrava lontano da Birmingham. Dall'Arabia all'Italia, Martinez era dato per partente, ma alla fine ha deciso di rimanere. Indossati nuovamente i guanti e la maglia del Villa, il numero 23 ha disputato l'ennesima stagione monumentale, che ha permesso ai suoi di qualificarsi in Champions League. E non solo.  LA NOTTE DI ISTANBUL - Il 20 maggio 2026, a poco più di un anno di distanza dalle lacrime del Villa Park, Emiliano Martinez ha vinto l'Europa League con l'Aston Villa. Nella notte di Istanbul i Villains hanno battuto 3-0 il Friburgo, tornando a vincere un trofeo a distanza di 24 anni dall'ultimo successo (la Coppa Intertoto nella stagione 2001/2002).  Per il "Dibu" non è stata una partita semplice, visto l'infortunio rimediato durante il riscaldamento. Come riportato da Espn, il portiere ha raccontato di essersi rotto un dito poco prima del fischio d'inizio e di avere avuto difficoltà con la palla. "Ogni volta che cercavo di prendera la palla il dito scivolava dall'altra parte" ha rivelato il campione del mondo argentino. Come farà in vista dei Mondiali? Il portiere ha rassicurato: "Non sono preoccupato, ora è il momento di festeggiare. Poi mi concentrerò sulla Coppa del mondo".  LA LEGGE DEL DIBU - La notte di Istanbul sarà ricordata anche per i record stabiliti da alcuni dei protagonisti dell'Aston Villa. Dalle 5 vittorie di Emery - che ha eguagliato Trapattoni, Mourinho e Ancelotti per titoli continentali conquistati - all'en-plain di Tammy Abraham, che ha vinto tutte le competizioni europee per club, fino alla "Legge del Dibu". In che cosa consiste? Martinez ha vinto tutte le finali giocate in carriera (7) tra club e nazionale. Nel 2020 l'FA Cup e la Community Shield con l'Arsenal, nel 2021 la Copa America con l'Argentina, poi la Finalissima contro l'Italia e il Mondiale in Qatar (con la parata miracolosa all'ultimo secondo su Kolo Muani), la seconda Copa America e, infine, l'Europa League.  In 365 giorni, Emiliano Martinez è passato dall'addio alla prima vittoria dell'Aston Villa in Europa League. Dopo essersi affermato a livello mondiale con l'Argentina, il "Dibu" ha conquistato anche l'Europa, trasformando le lacrime di tristezza in quelle di gioia. 
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