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UfficialeDopo il Chievo Verona, Douglas Costa passa all'Al-Ittifaq
Tutto confermato: Douglas Costa ha firmato con l'Al-Ittifaq, club degli Emirati Arabi Uniti allenato da Paolo Montero e in cui gioca anche Mario Balotelli. Come previsto, dopo l'esperienza in Serie D al Chievo Verona, l'esterno brasiliano sarebbe passato all'Al Ittifaq per la prossima stagione.
"Balotelli? Lui e Andrea Fulco hanno fatto un bel lavoro, adesso aspetto solo di tornare in campo per rispondere al meglio" disse Douglas Costa dopo essere atterrato a Malpensa a fine gennaio. Ormai manca poco per vedere l'ex Juve e Super Mario giocare con la stessa maglia.
MESSAGGIO - Per annunciare l'arrivo di Douglas Costa, l'Al Ittifaq ha pubblicato un messaggio sul proprio profilo Instagram: "Un nuovo capitolo inizia. Dai palcoscenici più importanti del calcio mondiale all'Al-Ittifaq FC. Benvenuto, Douglas Costa! La tua velocità. La tua creatività. La tua esperienza. Ora è il momento di scrivere una nuova storia. Siamo insieme. Diamo tutto. Benvenuto in famiglia, Douglas".
Nell'ultima stagione, l'Al-Ittifaq ha concluso al dodicesimo posto la First Divisione degli Emirati Arabai Uniti. Dalla prossima stagione, la squadra di Montero potrà contare anche sulla qualità di Douglas per migliorare il proprio piazzamento in classifica.
Como-Chalobah, prevista a inizio settimana un'offerta al Chelsea da 30 milioni più 5 di bonus
Il Como prepara una nuova offerta al Chelsea per Trevoh Chalobah. Secondo le informazioni di Valentina Mariani di Sky Sport, tra lunedì 6 e martedì 7 luglio i biancoblù offriranno agli inglesi 30 milioni più 5 di bonus. Come vi abbiamo raccontato, la squadra di Fabregas si è già mossa per il difensore, proponendo ai Blues 28 milioni più 2 di bonus (LEGGI LA NEWS).
Il Chelsea ha rifiutato l'offerta, restando fermo sulla propria richiesta di 35 milioni. L'Inter resta un fattore per quanto riguarda il futuro di Chalobah. I nerazzurri, interessati al classe '99, valutano se avanzare o meno una prima offerta al Chelsea.
LA STAGIONE DI CHALOBAH - Trevoh Chalobah è un titolarissimo del Chelsea. Tra campionato e coppe, il centrale inglese ha raccolto 3 gol in 47 partite. Le ottime prestazioni con la maglia dei Blues gli sono valse la convocazione con l'Inghilterra al Mondiale. Finora, Chalobah non ha ancora fatto il suo debutto nella competizione, ma Tuchel lo tiene in stretta consideazione perché sa di poter contare su un difensore solido e pericoloso sui calci piazzati.
La nazionale inglese sogna la vittoria del Mondiale. Dopo due finali europee perse consecutivamente (nel 2021 contro l'Italia e nel 2024 con la Spagna), Kane e compagni vogliono scrollarsi di dosso il peso dell'etichetta degli "eterni secondi". Il cammino dell'Inghilterra non è stato liscio. Dopo la vittoria con la Croazia per 4-2, i britannici hanno pareggiato con il Ghana e chiuso la fase a gironi con un successo per 2-0 contro Panama. Nei sedicesimi di finale, Kane ha ribaltato la situazione di svantaggio contro il Congo con una doppietta e ha regalato ai suoi il pass per gli ottavi. Nel prossimo turno, l'Inghilterra sfiderà il Messico all'Estadio Azteca.
Canada-Marocco, le formazioni ufficiali: David titolare
Canada e Marocco scendono in campo per il primo ottavo di finale del Mondiale. La squadra guidata da Marsch arriva al match dopo la vittoria di misura contro il Sudafrica. Dall'altra parte, la selezione marocchina è reduce dalla vittoria ai rigori contro l'Olanda.
Il Ct canadese cambia tre uomini rispetto all'undici che ha battuto il Sudafrica. Tra gli assenti anche Alphonso Davis, che partirà ancora dalla panchina dopo i 15' nell'ultima sfida. Il Marocco, invece, conferma la formazione schierata contro l'Olanda, tranne l'infortunato Riad: al suo posto giocherà Halhal.
UFFICIALI - Di seguito, le formazioni ufficiali di Canada-Marocco.
CANADA (4-4-2): Crepeau; Johnston, Bombito, Fougerollos, Laryea; Buchanan, Sigur, Eustaquio, Ahmed; David, Oluwaseyi. Ct: Marsch
MAROCCO (4-2-3-1): Bono; Hakimi, Diop, Halhal, Mazraoui; El Aynaoui, Bouaddi; Diaz, Ounahi, El Khannouss; Saibari. Ct: Ouahbi
DOVE VEDERE - Canada e Marocco si contenderanno un posto ai quarti di finale del Mondiale: calcio d'inizio alle 19:00 italiane all'NRG Stadium di Houston, USA. La gara sarà visibile in streaming su DAZN.
Georgi Donkov: "Un giorno la Bulgaria tornerà a un Mondiale. Stoichkov? Era pazzo, ma nel mondo ci riconoscono grazie a lui"
Sono passati quasi 32 anni da quell'indimenticabile estate americana del 1994, quando la Bulgaria stupì il mondo raggiungendo le semifinali del Mondiale. La nazionale guidata da Hristo Stoichkov vinse contro l'Argentina di Diego Armando Maradona nella fase a gironi, prima di eliminare il Messico e la Germania campione del mondo in carica nei quarti di finale, prima di arrendersi soltanto all'Italia di Roberto Baggio in una combattutissima semifinale. Da allora, però, il calcio bulgaro non è più riuscito a tornare a quei livelli.
Ex attaccante di Colonia, Bochum e CSKA Mosca, Georgi Donkov ha fatto parte di quella generazione, disputando con la Bulgaria l'Europeo del 1996 e vivendo da vicino gli ultimi anni della squadra che aveva incantato il mondo. In questa intervista esclusiva a GianlucaDiMarzio.com, Donkov ripercorre quei ricordi, analizza il momento difficile del calcio bulgaro e racconta il mito di Hristo Stoichkov.
EURO 1996 - Donkov ha ripercorso il cammino della nazionale nell'Europeo del 1996: "Purtroppo non siamo riusciti a superare la fase a gironi a Euro '96. Eravamo inseriti in un gruppo molto difficile con Spagna, Romania e Francia. Avevamo ancora gran parte della squadra che aveva brillato ai Mondiali del 1994: Stoichkov, Kostadinov, Balakov, Lechkov, Mihailov…"
E ancora: "Il nostro obiettivo era passare il turno, ma non ci siamo riusciti. Rimane comunque una delle migliori nazionali della storia della Bulgaria. Poi ci siamo qualificati anche per il Mondiale del 1998 in Francia. Da allora, purtroppo, non è stato più lo stesso."
Dal 1998 la Bulgaria non torna ai Mondiali, dal 2004 manca anche l'Europeo. L'ultima partita proprio contro l'Italia il giorno del famoso biscotto tra Danimarca e Svezia: "Speriamo che quei tempi possano tornare. Ci stiamo lavorando, ma non è facile. Le generazioni sono cambiate e purtroppo il nostro calcio è cresciuto meno rispetto ad altri Paesi. Il nostro obiettivo è tornare a qualificarci per un Europeo o un Mondiale. Prima o poi dovremo riuscirci".
I TALENTI - In Bulgaria mancano i grandi talenti? Donkov ha risposto così: "In passato era diverso. I nostri migliori giocatori militavano nei più grandi club d'Europa: Barcellona, Atlético Madrid, Porto, Bayern Monaco... Oggi non abbiamo più calciatori di quel livello. I giovani di talento ci sono, ma spesso si accontentano troppo presto. Non lavorano abbastanza su se stessi per raggiungere il massimo livello".
STOICHKOV - Poi, il discorso si è spostato su Hristo Stoichkov: "Non è stato un grande giocatore soltanto per la Bulgaria, ma per tutto il mondo del calcio. È stato uno dei migliori calciatori d'Europa e del mondo. Se giochi così a lungo nel Barcellona e vinci tutto, non è certo un caso. Aveva un talento straordinario e una personalità incredibile. Anche come uomo è una persona eccezionale. In Bulgaria rappresenta quello che Beckenbauer è stato per la Germania o Cruyff per i Paesi Bassi. È amatissimo e rispettato da tutti. Ancora oggi, quando dici all'estero che vieni dalla Bulgaria, la prima cosa che ti rispondono è: 'Ah, voi avevate Hristo Stoichkov!'.
E sull'ex compagno ha aggiunto: "Sì, era un po' matto, ma quella era la sua forza. Aveva una mentalità vincente, odiava perdere. Fuori dal campo, però, era davvero una persona straordinaria."
IL FUTURO DELLA BULGARIA - Infine, Donkov ha parlato del futuro della Bulgaria "Siamo realistici: sarà difficile. Ma ci proveremo e faremo tutto il possibile per tornare a disputare un Europeo o un Mondiale. Abbiamo comunque alcuni giovani interessanti. C'è Ilia Gruev, che gioca nel Leeds United, e anche nel campionato bulgaro stanno crescendo alcuni ragazzi promettenti. Vedremo cosa ci riserverà il futuro."
Hossam Hassan, il Colonello che ha costruito l'Egitto
Hossam Abdelmaguid è l'uomo della provvidenza: colui che dagli undici metri ha regalato all'Egitto il sogno di giocare gli ottavi di finale di un Mondiale contro l'Argentina e che ha contribuito a scrivere una nuova pagina di storia del calcio del suo paese. Il gol di Emam Ashour e il cucchiaio di Salah sono le altre immagini che resteranno scolpite al Cairo. Ma la chiave che spiega il trionfo meglio di ogni altra è la straordinaria capacità di fare gruppo del "Colonnello" Hossam Hassan, CT simbolo del calcio egiziano.
Hassan è considerato una leggenda del calcio africano. Ex attaccante e primatista assoluto di reti con la maglia della nazionale egiziana, con 69 gol in 177 presenze. Da calciatore ha esordito con l’Al Ahly, dove ha conquistato numerosi titoli nazionali e continentali tanto da attirare a sé le attenzioni dell'Europa con la chiamata da parte del PAOK Salonicco e del Neuchatel Xamax in Svizzera. Il momento più alto della sua carriera, però, lo ha raggiunto quando ha deciso di tornare in Egitto per indossare le maglie di Al Ahly e Zamalek. Con questi due club, Hossam Hassan ha conquistato tutti i titoli in palio, tra cui il campionato egiziano e la Champions League africana.
Anche il feeling con la nazionale è straordinario, tanto che è ancora oggi il giocatore con più reti all’attivo. Tre Coppe d'Africa in bacheca e la partecipazione ai Mondiali del '90 giocati in Italia. L'Egitto uscì alla fase a gironi classificandosi all'ultimo posto dietro Inghilterra, Irlanda e Olanda, ma Hossam Hassan era parte fondamentale di quel gruppo. Suo, infatti, il gol nel playoff contro l'Algeria che regalò la partecipazione al Mondiale dopo 56 anni di attesa.
Terminata la carriera da calciatore, per Hassan è il momento di indossare giacca e cravatta e accomodarsi in panchina. Dopo un lungo percorso iniziato nel 2008, nel febbraio 2024 l'Egitto decide di affidargli la guida della nazionale. Tanto lavoro, spirito, attaccamento alla maglia e miglioramenti tecnico-tattici che hanno portato l'Egitto alla qualificazione al Mondiale conquistata dopo aver concluso il girone senza sconfitte, un record raggiunto per la prima volta in ben 91 anni. Un percorso straordinario che ha avuto continuità anche durante questo Mondiale: 5 punti nella fase a gironi sono valsi l'accesso ai sedicesimi contro l'Australia in uno scontro equilibrato terminato solamente ai calci di rigore. Adesso la storia può proseguire. Agli ottavi ci sarà l'Argentina di Messi, un ostacolo che sembra impossibile da superare; ma l'Egitto proverà in tutti i modi a farlo grazie allo straordinario lavoro del suo allenatore e alla qualità di Momo Salah.
IL CALCIO DI HASSAN - Hassan, col passare del tempo, ha saputo dare una vera identità alla squadra mettendo da parte un calcio di possesso e affidandosi a concetti come intensità e rapidità nel capovolgere l'azione. Tanta compattezza, con la squadra che difende spesso chiudendo gli spazi centrali e costringendo gli avversari ad attaccare sulle fasce. Una volta recuperata palla, l'obiettivo è arrivare velocemente in avanti sfruttando la velocità e la qualità degli attaccanti, soprattutto quella di Salah che è indiscutibilmente l'uomo chiave della squadra.
L'abilità dell'Egitto è quella di saper interpretare bene la partita. Nessun pressing aggressivo per tutta la partita, bensì la capacità di scegliere il momento giusto per alzare la pressione. Hassan ha già dimostrato di non essere legato solamente a un sistema di gioco, ma varia in base all'avversario. Ha utilizzato il 4-4-2, il 4-2-3-1 e, in alcune circostanze anche la difesa a cinque.
L'Egitto e Hassan sono un binomio vincente sotto tutti i punti di vista. La squadra è migliorata sotto tutti i punti di vista, già a partire dall'ultima edizione della Coppa d'Africa dove l'Egitto chiuse la propria avventura in semifinale contro il Senegal. Ora il sogno Mondiale continua.
Argentina-Capo Verde, Tagliafico non rispetta il protocollo IFAB: la ricostruzione
Argentina-Capo Verde è stato uno dei match più emozionati del Mondiale. Messi, le parate di Vozinha e... un finale al cardiopalma. La selezione capoverdiana è riuscita ad alzare il muro contro gli attacchi avversari, arrivando fino ai supplementari e mantenendo vivo il sogno di passare il turno.
Ai supplementari è successo di tutto: dal gol di Lautaro al 92' al super pareggio di Cabral (LEGGI QUI L'INTERVISTA AL SUO SCOPRITORE), fino all'autogol di Diney che ha regalato il definitivo 3-2 all'Argentina. Ma non è finita qui. Alcuni giocatori di Capo Verde si sono lamentati perchè Tagliafico, dopo essere stato soccorso dallo staff medico in seguito a uno scontro aereo, non è rimasto fuori dal campo per 1'.
LA RICOSTRUZIONE - Siamo al 115' del match. Nel corso di una mischia nell'area di rigore dell'Argentina, Tagliafico ha riportato una piccola emorragia al naso. Dopo che il difensore è stato soccorso dallo staff medico, l'arbitro Fischer gli ha chiesto di uscire dal campo e cambiarsi la maglia macchiata di sangue, come da regolamento. Con il gioco fermo in attesa di un calcio d'angolo per Capo Verde, l'arbitro ha atteso che Tagliafico potesse rientrare in campo prima di riprendere il gioco.
L’aspetto che ha acceso le polemiche da parte di Capo Verde è che, secondo protocollo IFAB, Tagliafico sarebbe dovuto restare fuori almeno 1', lasciando l’Argentina in dieci. Una procedura che, però, non è stata applicata.
Dal Mondiale con la Francia all'interesse della Premier League: brilla la stella di Robin Risser
Il futuro della porta della Francia è in mani sicure con Robin Risser. Classe 2004, il talento di Colmar si è messo in mostra nella scorsa Ligue 1 con il Lens. I Sangs et Ors hanno sfiorato la vittoria del campionato anche grazie alle parate di Risser, che ha mantenuto la porta inviolata in 11 delle 33 partite giocate. I ragazzi di Toppmöller hanno battagliato a lungo con il Paris Saint-Germain, che ha vinto la Ligue 1 per una manciata di punti in più dei giallorossi.
Tra un salvataggio e l'altro, Risser ha attirato l'attenzione della Premier League. Tra i club inglesi che pensano al giocatore c'è l'Aston Villa. I Villans hanno inserito il portiere nella lista dei possibili sostituti di Emiliano "Dibu" Martinez, obiettivo della Juventus insieme a Guglielmo Vicario (LEGGI LA NEWS).
L'INTERESSE DALL'ITALIA - In Italia, Risser è sempre piaciuto. In passato, infatti, ci sono stati approcci di Milan e Inter per esplorare le condizioni. Dopo la super stagione, che è valsa al portiere la convocazione con la Francia ai Mondiali, le richieste del Lens sono diventate impossibili per i club di Serie A. La squadra di Dino Toppmöller valuta il giocatore 40 milioni, soldi che potrebbero arrivare dalla Premier League.
LA SCALATA VERSO LA LIGUE 1 - Robin Risser è senza dubbio uno dei migliori talenti del calcio francese. Cresciuto nelle giovanili dello Strasburgo, il portiere è sceso in campo con l'Under 19 ad appena 16 anni. Nella stagione 2022/2023, Julien Stéphan, allora allenatore dei biancoblù e oggi al QPR, ha convocato in prima squadra Rissier.
L'exploit è arrivato pochi anni dopo. A novembre 2024, lo Strasburgo ha ceduto in prestito il portiere alla Red Star. Rissier ha avuto la possibilità di fare esperienza in Ligue 2 e acquisire fiducia. La scorsa estate, il Lens ha deciso di puntare forte sul giovane portiere, che ha ripagato la stima del club con un'ottima stagione. Tra parate e mercato, Rissier sogna la vittoria del Mondiale con la sua Francia.
Aquilani si presenta: "Il Sassuolo è stata una scelta naturale. Voglio portare entusiasmo"
"Il Sassuolo è stata una scelta naturale. Sono felice e onorato di essere qui": queste sono le parole di Alberto Aquilani, nuovo allenatore del Sassuolo. Come raccontato da Sassuolonews.net, oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell'ex Catanzaro, che torna al Mapei Stadium dopo la parentesi da calciatore. "È un posto che ho conosciuto da calciatore. Ringrazio il presidente e il direttore per l'opportunità incredibile che mi è stata data" ha detto Aquilani.
Ma che cosa porta l'allenatore all'ambiente neroverde? Aquilani ha risposto: "L' entusiasmo, il desiderio. Essere qui per me è motivo d'orgoglio. Non ho un mio calcio ma delle idee chiare che mi piacerebbe trasferire a tutti i componenti del club, alla squadra e ai tifosi".
IL RICORDO DI CATANZARO- In Italia si stanno affermando i giovani allenatori, da Grosso ad Abate fino a Fabregas e De Rossi. Aquilani si è soffermato sugli allenatori di Como e Genoa: "Sono due persone che stimo. C'è stima reciproca con Fabregas che conosco da poco, mentre con De Rossi ci sono cresciuto. Mi fa piacere trovarli davanti a me per confrontarmi con questo livello e speriamo che avremo la meglio. Ho un buon rapporto con loro e ci siamo sentiti".
Aquilani è tornato sul suo percorso al Catanzaro, conclusosi con la sconfitta nella finale playoff di Serie B contro il Monza. Sul doloroso ko ha detto: "Mi rimarrà dentro per sempre, non è stata solo una partita, si sono unite varie emozioni e va al di là del percorso sportivo". E ancora: "È stato un percorso meraviglioso. Avevo la voglia di regalare un sogno a un popolo che si merita qualcosa di più e competere con grandi squadre è stata la soddisfazione più grande".
"UNA SCELTA NATURALE": Alberto Aquilani ha affermato di non aver avuto dubbi sul Sassuolo, definita dall'allenatore come "una scelta naturale". "Ho avuto modo di parlare con altri club" ha detto "Io mi sento vicino al Sassuolo e alla famiglia Squinzi come pensiero e quando credi in determinate cose il lavoro può risultare più semplice, è stato tutto abbastanza naturale".
Poi, Aquilani ha rivelato un suo mentore: "Roberto De Zerbi, lo stimo. Nelle sue squadre ho sempre riconosciuto qualcosa di stimolante".
E infine, il nuovo allenatore del Sassuolo ha parlato di Giovanni Carnevali, nuovo amministratore delegato e direttore generale della Juventus: "È stata una novità quando lui è andato alla Juve ma questo non toglie una virgola al mio pensiero. Sappiamo tutti quello che ha fatto Carnevali, ho un rapporto con lui. Credo sia giusto guardare avanti, si apre una nuova era".
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