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Atalanta, Sarri: "Temevamo questa partita. Abbiamo comunque reagito"
Atalanta, Sarri: "Temevamo questa partita. Abbiamo comunque reagito"
Un match dalle mille emozioni quello tra Atalanta e Frosinone: finisce 4-4 Bergamo. Un botta e risposta continuo a suon di gol ma alla fine si rimane sul pareggio. Proprio su questo si è concentrato Maurizio Sarri a DAZN nel post gara: "Stiamo attraversando un momento difficile per tanti motivi. Abbiamo regalato due gol. Nonostante questo siamo tornati in partita, abbiamo rischiato di vincerla. Potevamo gestire meglio le ripartenze nel secondo tempo. C'è da considerare che gli avversari hanno fatto l'ultima partita 10 giorni fa e noi in 10 giorni ne abbiamo giocate parecchie. Quindi che si potesse fare un finale meno brillante era evidente ma la squadra ha retto botta. La squadra è rimasta nella partita. Poi ci dispiace per il risultato ma visto il momento è una prestazione da accettare". Un solo punto conquistato ma una buona prestazione: "Oggi abbiamo giocato con avversari particolari. Contro avversari di questo tipo può venire fuori una partita diretta e con tanti spazi. Temevamo questa partita perché loro erano molto più freschi di noi e poteva essere un grande problema. Abbiamo comunque reagito e siamo rimasti in partita anche abbastanza bene, anche se con una certa fragilità difensiva", ha spiegato.
Ultim'oraLecce-Juventus, le formazioni ufficiali: confermata la coppia Woltemade-Kolo Muani
Lecce-Juventus, le formazioni ufficiali: confermata la coppia Woltemade-Kolo Muani
È tutto pronto al Via del Mare per Lecce-Juventus, sfida valida per l’ottava giornata di Serie A. Le due squadre arrivano all’appuntamento con sensazioni diverse: i giallorossi vogliono dare continuità al successo di Udine, mentre i bianconeri cercano una vittoria per rilanciarsi in campionato. Il Lecce di Eusebio Di Francesco riparte dal netto 3-0 ottenuto contro la squadra di Runjaic, un risultato che ha dato fiducia al gruppo soprattutto sul piano mentale. I salentini occupano attualmente il dodicesimo posto con nove punti e puntano a sfruttare la spinta del proprio pubblico per mettere in difficoltà la Juventus. In casa bianconera, invece, il successo in campionato manca dal 20 settembre, giorno del 2-0 casalingo contro l’Atalanta. Sono poi arrivati il pareggio per 1-1 a Cagliari e la pesante sconfitta interna per 3-0 contro la Lazio. Dopo il pari di Rennes in Europa League, la squadra di Luciano Spalletti si presenta in Salento a caccia di tre punti importanti per ritrovare slancio. LE FORMAZIONI UFFICIALI - Di seguito le formazioni ufficiali. LECCE (4-3-3): Falcone; Danilo Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Dramé, Ngom, Maleh; N’Dri, Guebbels, Fatah. Allenatore: Eusebio Di Francesco A disposizione: Bleve, Borbei, Dembélé, Ndaba, Siebert, Fofana, Stulic, Gandelman, Jean, Estebam. Gorter, Scott, Monteiro JUVENTUS (3-4-1-2): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumi; Kalulu, Douglas Luiz, Koopmeiners, Cambiaso; McKennie; Woltemade, Kolo Muani. Allenatore: Luciano Spalletti A disposizione: Pinsoglio, Neto, Kelly, Zhegrova, Boga, Alajbegovic, Rugani, Sarr, Cabal.  DOVE VEDERE LA PARTITA - Il match tra Lecce e Juventus, valida per l'8a giornata di Serie A, e in programma alle 18:00 allo stadio Via del Mare, sarà visibile su Dazn, Sky e NOW.
Il Palermo non si ferma: quattro vittorie di fila, non accadeva dal 2014
Il Palermo non si ferma: quattro vittorie di fila, non accadeva dal 2014
L’insolita pioggia che aveva accolto Palermo e Carrarese allo stadio Barbera lo aveva fatto presagire: per i rosanero si prospettava un pomeriggio tutt’altro che sereno. E infatti Pohjanpalo&co hanno dovuto faticare e non poco contro l’agguerrita formazione allenata da Guido Pagliuca (oggi in tribuna per squalifica), riuscendo a trovare sì il vantaggio nel primo tempo, ma senza mai chiudere la pratica e trovandosi pericolosamente sull’1-1 a un quarto d’ora dalla fine.  Alla fine, ancora una volta dopo la sfida contro il Padova di un mese fa, i rosanero si sono aggrappati all’uomo del momento: Dominic Vavassori. Il classe 2005, arrivato in prestito dall’Atalanta, è stato protagonista di una partita poco appariscente prima dell’episodio chiave dell’80’, che lo ha visto trovarsi nel posto giusto al momento giusto all’interno dell’area di rigore – caratteristica che ha reso grande l’Inzaghi giocatore – riuscendo a spiazzare Pizzignacco e mettendo in porta il pallone del 2-1. 90 minuti tutt’altro che semplici, a cui Inzaghi aveva preparato i suoi nella conferenza stampa di vigilia (“Domani abbiamo la peggior partita che ci potesse capitare, se non entriamo con il coltello tra i denti diventa complicato”) e che dimostrano come in Serie B nessuna partita sia scontata. Il risultato, però, è lo stesso delle ultime tre uscite: tre punti pesantissimi per i siciliani, sempre più primi in classifica con cinque punti di vantaggio sul Mantova secondo, usciti dal campo sulle note del “La capolista se ne va” intonato dai 31mila del Barbera. 4 SUCCESSI DI FILA: NON SUCCEDEVA DAL 2014 - Quarto successo consecutivo dunque per Johnsen – anche lui sempre più decisivo – e compagni: un filotto che i rosanero non registravano addirittura dalla stagione 2013/2014, quando in panchina sedeva Beppe Iachini. Ma non solo, perché il 2-1 contro la Carrarese rafforza ulteriormente il dato che vede il Barbera come un vero e proprio fortino per la squadra di Inzaghi: l’ultima sconfitta interna risale addirittura al 28 ottobre 2025, quasi un anno fa, quando il Monza si impose per 0-3. Da lì 19 vittorie e un pareggio per i siciliani, diventati imbattibili davanti ai propri tifosi. CARRARESE A VISO APERTO - Bicchiere mezzo pieno, invece, per la Carrarese: dall’arrivo di Guido Pagliuca i toscani hanno ottenuto due successi utili per uscire dalla zona retrocessione, mentre oggi tornano a casa con il bottino vuoto ma con una grande consapevolezza: i giallazzurri possono giocarsela a viso aperto contro tutti, come dimostrato dall’ottima prestazione di contro la formazione più attrezzata del campionato.
Inter, Chivu: "Le ingiustizie non ci hanno abbattuto. Thuram? Non so se è merito mio o di Zidane"
Inter, Chivu: "Le ingiustizie non ci hanno abbattuto. Thuram? Non so se è merito mio o di Zidane"
L'Inter di Cristian Chivu trova una nuova vittoria in campionato e, grazie al 2-1 sulla Fiorentina, si mantiene al primo posto in Serie A a pari punti con la Lazio. A deciderla è stato Piotr Zielinski al 97' dagli 11 metri, dopo che qualche minuto prima era stato Thuram a subire fallo in area di rigore. "Abbiamo fatto una buona gara, poi siamo andati sotto col tiro della domenica. Ma mi è piaciuto l'atteggiamento. Avrei detto la stessa cosa anche se oggi finiva 0-1 ma per quello che abbiamo fatto io sono felicissimo. La parte mentale conta tanto e oggi non ci siamo fatti prendere dal panico o dalle ingiustizie, è merito dei ragazzi e di questo gruppo. Anche oggi i subentrati hanno aggiunto qualcosa", ha esordito l'allenatore nerazzurro ai microfoni del post partita. E poi ancora, provando a dare una spiegazione alla trasformazione di Marcus Thuram. "Non so se è merito mio o di Zidane. Tira fuori la sua leadership, in un momento dove manca Lautaro si prende le sue responsabilità. Durante la sosta ha avuto la possibilità di stare con me tre settimane. Anche con 90 minuti alle spalle oggi al 100esimo entrava in area con una forza devastante. Quando entra e ti punta con quella velocità c'è sempre il rischio che ti segni. Gli abbiamo dato qualche giorno di riposo, non essere stato convocato con la Francia gli ha dato qualcosa in più". INGIUSTIZIE - L'allenatore nerazzurro, poi, ha commentato anche le difficoltà riscontrate e l'approccio dell'ennesima rimonta. Con questa vittoria, infatti, l'Inter raggiunge 13 punti recuperati da situazioni di svantaggio da inizio stagione. A DAZN Chivu ha commentato. "Ci abbiamo creduto fino in fondo, spesso vieni creato per quello che esprimi. Determinante ingiustizie non ci hanno abbattuto per cercare di riprenderla. Il calcio è questo, basta non abbattersi e mantenere la stessa mentalità. Da quando sono arrivato, ho sempre detto che le gare durano 90 minuti. Voglio vedere gente che ci crede fino alla fine ed è quello che stiamo facendo. Non mi sembra un problema come stanno raccontando: ci saranno partite in cui non riusciremo a rimontare, ma ance partite in cui andremo in vantaggio e subiremo. Per ora abbiamo fatto abbastanza bene, salvo la partita col Bruges".  CATTIVERIA - A seguire, Cristian Chivu ha commentato anche l'approccio dei suoi, paragonandolo a quello con lo Shakhtar. "Ho visto la stessa cattiveria, anche se le energie erano poche. Oggi non era facile nel primo tempo perché loro erano organizzati ma ho visto che c'era voglia di metterci la cattiveria. Noi giochiamo ogni 3 giorni e dobbiamo anche capire determinate cose. Abbiamo aggiunto quello che serviva, siamo andati sotto e poteva crollare il castello ma abbiamo mantenuto la lucidità e siamo andati a riprendere la partita. Non abbiamo mollato. Andare sotto per tante volte di fila può crearti qualche dubbio. Non dobbiamo accontentarci mai". LAVELLI - In assenza di Lautaro Martinez, poi, anche Lavelli ha avuto qualche minuto a disposizione. "La scelta di aggiungere un altro attaccante è arrivata perché c'era poca gente in area", ha commentato Chivu. "Nell'uno contro uno di Diouf e Bonny non avevamo gente in area. Ci andrei piano con i ragazzi, facciamo sempre l'errore di esaltarli. Devono giocare la gara, non guardo la carta d'identità. Bisogna accettare che a volte non è semplice entrare in una squadra già formata. Loro devono farsi trovare pronti quando hanno l'opporunità. Oggi Lavelli dopo il 2-1 vederlo tenere la palla è tanta roba, esprime un buon calcio. Non è semplice, lui deve lavorare e continuare la sua crescita".
Licina osservato speciale: Brighton e Lipsia lo seguono, attesa la decisione della Juventus. E la Nazionale…
Licina osservato speciale: Brighton e Lipsia lo seguono, attesa la decisione della Juventus. E la Nazionale…
Il talento di Adin Licina continua a passare tutt'altro che inosservato. Il trequartista classe 2007, attualmente in prestito secco alla Cremonese, sta vivendo una stagione da protagonista con i grigiorossi, con cui ha già segnato due reti e fornito un assist. In vista del mercato di gennaio, sul talento di proprietà della Juventus ci sono già gli occhi di alcuni club esteri, in particolare Brighton e Lipsia. Si attende perciò una decisione della Juventus sul suo futuro nei prossimi mesi: i bianconeri dovranno scegliere se puntare su di lui o cederlo per fare cassa. Nel frattempo, come anticipato, Brighton e Lipsia - due club che lavorano molto con i giovani - stanno seguendo le sue prestazioni e i suoi dati, e continuano a monitorarlo. LA SCELTA DELLA NAZIONALE - Per Licina, inoltre, c'è anche il capitolo Nazionale da definire. In occasione della gara tra Cremonese e Juve Stabia, infatti, il CT della Bosnia Barbarez era sugli spalti proprio per osservare il classe 2007. Come vi avevamo raccontato, la Bosnia sta cercando di convincerlo a vestire la maglia della Nazionale maggiore, come accaduto già in passato con Alajbegovic (che ha origini tedesche) e Bajraktarevic (nato negli USA). Ma non solo: anche il Montenegro - Licina dispone di un passaporto montenegrino - vuole cercare di portare Licina in Nazionale. Fin qui il trequartista ha sempre vestito la maglia della Germania, perciò ora è atteso un rilancio proprio da parte della Nazionale tedesca U21, mentre finora ha giocato in Under 19.
Fiorentina, Vanoli: "Mi è dispiaciuto per i ragazzi, meritavano una vittoria importante"
Fiorentina, Vanoli: "Mi è dispiaciuto per i ragazzi, meritavano una vittoria importante"
"Mi è dispiaciuto per i ragazzi, perché si meritavano una vittoria importante". Così Paolo Vanoli subito dopo la prestazione della sua Fiorentina nel match perso in rimonta 2-1 contro l’Inter a San Siro. Il vantaggio di Jimenez non basta: nel recupero Thuram e Zielinski ribaltano la partita. L'allenatore viola però, guarda i lati positivi della giornata. LE PAROLE DI VANOLI - Vanoli ha subito esordito complimentandosi con la sua squadra: "La forza dell’Inter la conoscevamo, però dobbiamo guardare quello che abbiamo fatto. Secondo me abbiamo disputato una grandissima partita, dando seguito a quella di Como e migliorando sotto tanti punti di vista. Sull’1-0 abbiamo avuto due occasioni in ripartenza: con più lucidità potevamo fare il 2-0. Non siamo i primi a subire una rimonta dall’Inter. Dobbiamo essere lucidi nel valutare la prestazione, perché già da due o tre partite siamo in crescendo. Dobbiamo tenere alta la testa e continuare così". Vanoli torna poi sulle scelte dalla panchina: "Ho messo due persone fresche perché pensavo che da quella parte si potesse sfondare ancora di più. A volte un allenatore pensa una cosa e non gli riesce. Ho inserito Dodo e Willy, però poi abbiamo fatto fatica. Il bicchiere è assolutamente mezzo pieno: questi ragazzi hanno fatto un’ottima prestazione". Il percorso dei viola resta il punto su cui insiste l’allenatore: "Non posso paragonare questa squadra a quella dell’anno scorso e non dobbiamo guardare all’anno scorso. Questa squadra sta diventando squadra e penso che oggi lo abbia dimostrato anche qui. Stiamo cercando il vestito giusto. Purtroppo la classifica ci sta un po’ condannando e ci mette frenesia, perché cerchiamo la vittoria a tutti i costi. Il morale te lo dà il risultato e noi dobbiamo andare a cercarlo. Anche a Genova meritavamo qualcosa in più. Oggi abbiamo incontrato una squadra forte, abbiamo retto e abbiamo capito che possiamo fare bene". Infine su Pongracic e sulle sue condizioni: "Non ho ancora fatto in tempo a chiedere ai medici che cosa abbia avuto"
Clamoroso a San Siro: Zielinski segna su rigore e l’Inter vince al 98'
Clamoroso a San Siro: Zielinski segna su rigore e l’Inter vince al 98'
Clamoroso a San Siro: l’Inter ribalta la partita in due minuti, con Thuram protagonista. Il francese firma il pareggio al 91’, poi si procura il calcio di rigore decisivo per la rimonta. A provocare il penalty è una trattenuta di Valdepenas sull’attaccante nerazzurro: Mariani questa volta indica il dischetto, e assegna calcio di rigore. Dal dischetto Zielinski firma il gol del 2-1
Genoa-Venezia, le formazioni ufficiali: Osmajic ancora dal 1'
Genoa-Venezia, le formazioni ufficiali: Osmajic ancora dal 1'
Vincere per allontanarsi dalla zona più calda della classifica è l'obiettivo di Genoa e Venezia, che si affrontano a Marassi alle 15:00. I padroni di casa cercano la seconda vittoria in campionato dopo quella arrivata due settimane fa con la Fiorentina, e puntano a ritrovare il successo dopo la sconfitta rimediata contro la Roma all'Olimpico nell'ultimo turno. Dall'altra parte il Venezia vuole centrare la seconda vittoria consecutiva dopo quella importante - la prima in Serie A - contro il Napoli, all'esordio di Nicola sulla panchina arancioneroverde. Di seguito le scelte dei due allenatori per la sfida valida per l'ottava giornata di campionato. LE FORMAZIONI UFFICIALI GENOA (3-4-2-1): Bijlow; Otoa, Ostigard, Vasquez; Ellertsson, Traore, Wiafe, Mitaj; Messias, El Shaarawy; Osmajic. Allenatore: De Rossi. VENEZIA (3-5-2): Stankovic; Moreno, Juan Jesus, Halhal; Hainaut, Basic, Sohm, Perez, Haps; Yeboah, Adams. Allenatore: Nicola. DOVE VEDERE LA PARTITA - Genoa e Venezia si sfidano domenica 25 ottobre allo stadio Ferraris di Genova, calcio d'inizio alle 15:00. Il match sarà trasmesso in diretta tv e streaming su DAZN.
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