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Safi: "Leao al Fenerbahce? L'ho incontrato ma ho deciso che non sarà il nostro bomber"
Safi: "Leao al Fenerbahce? L'ho incontrato ma ho deciso che non sarà il nostro bomber"
Il candidato alla presidenza del Fenerbahce, Hakan Safi, dopo aver assistito alla finale di Champions League in compagnia di Paolo Maldini, ha rivelato di aver incontrato il numero 10 dei rossoneri, Rafael Leao. Le dichiarazioni di Safi sono state riportate dai media turchi poco il giorno dopo le parole del portoghese che ha annunciato il suo addio al Milan. Di seguito le sue parole. LE PAROLE DI SAFI SU LEAO - Leao al Fenerbahce? Safi ha risposto così sul portoghese: "L'ho incontrato nei giorni scorsi, ma dopo 10 minuti ho capito che non sarà il nostro nuovo bomber. Abbiamo chiesto e abbiamo indagato e così siamo arrivati a questa conclusione". 
Uruguay, i convocati di Bielsa per il Mondiale: assente Suarez
Uruguay, i convocati di Bielsa per il Mondiale: assente Suarez
Continuano ad arrivare le convocazioni ufficiali delle Nazionali che parteciperanno al Mondiale. Mancano ormai solo 11 giorni alla partita inaugurale e in questi giorni le varie squadre stanno per raggiungere gli Stati Uniti e il Messico. In queste ore ha rilasciato la lista dei 26 convocati Marcelo Bielsa, CT dell'Uruguay. La notizia è l'assenza di Luis Suarez che, dopo alcune dichiarazioni nei mesi scorsi, sembrava potesse tornare a far parte della spedizione della "Celeste". I CONVOCATI DELL'URUGUAY - Di seguito i 26 convocati di Marcelo Bielsa:  - Portieri: Rochet; Muslera, Mele; - Difensori: Varela, Araujo, J.M Gimenez, Bueno, Caceres, Olivera, Piquerez, Vina; - Centrocampisti: Ugarte, Martinez, Bentancur, Valverde, Canobbio, J.M. Sanabria, De Arrascaeta, De La Cruz, Zalazar, Pellistri, Araujo, Rodriguez; - Attaccanti: Aguirre, Vinas, Nunez.
Mondiali, partenza rinviata per il Sudafrica: la Nazionale non ha ricevuto i visti
Mondiali, partenza rinviata per il Sudafrica: la Nazionale non ha ricevuto i visti
Ancora un caso legato al Mondiale che inizierà il prossimo 11 giugno. Come riporta l'agenzia britannica "Reuters", la Nazionale sudafricana non ha ancora ricevuto i visti per entrare negli Stati Uniti e ha dovuto rinviare la partenza. I "bafana bafana"  sarebbero dovuti partire oggi per Pachuca, in Messico, a 11 giorni dalla partita inaugurale proprio contro "el tricolor". Anche il ministro dello sport sudafricano ha commentato l'accaduto non risparmiando parole forti: "La situazione è imbarazzante. Ci stanno facendo passare per idioti". IL CALENDARIO DEL SUDAFRICA - La Nazionale sudafricana, giocherà appunto la partita di inaugurazione del Mondiale contro il Messico, padroni di casa, l'11 giugno alle ore 21:00. Il 18 giugno sarà la volta di Sudafrica-Repubblica Ceca, alle ore 18:00 e il 25 giugno ci sarà l'ultima partita del girone, contro la Corea del Sud, alle 03:00. 
Como, Fabregas: "Champions? Non sapevo gli altri risultati. Volevo godermi il momento"
Como, Fabregas: "Champions? Non sapevo gli altri risultati. Volevo godermi il momento"
"Ero da solo, non sapevo nulla di com'erano i risultati nelle altre partite. Volevo stare tranquillo, non sentire gente parlare di palo o di gol", queste le parole di Cesc Fabregas a Sky Sport su come ha vissuto il momento della qualificazione in Champions League. Non si può dire lo stesso, invece, dei ragazzi dell'allenatore spagnolo: "Stavo parlando con Da Cunha e sento un urlo dalla panchina "No ha sbagliato l'uno contro uno" (riferito all'occasione di Mendy contro Maignan), ma io volevo stare tranquillo e godermi questo momento da solo", ha affermato Fabregas. Poi un'analisi su cosa significhi per l'allenatore il proprio ruolo: "Essere allenatore significa essere solo in tanti momenti, prendere decisioni. L'allenatore sta poco in casa e quando è a casa pensa a tante cose. Col corpo sei a casa, con la testa no". SULL'ULTIMO CERCHIO CON LA SQUADRA - L'allenatore spagnolo ha poi proseguito commentando una foto dell'ultimo cerchio con la propria squadra: "Immaginate questa come una riunione di famiglia, per ringraziare tutti per la grandissima stagione. Una stagione storica per i ragazzi: li abbiamo spinti fino a limiti incredibili e loro hanno sempre risposto con volontà, coraggio, mentalità e con una qualità importante. È un pensiero mio personale nei loro confronti, perché in tanti momenti della stagione mi hanno fatto veramente emozionare e pensavo fosse importante, in quel momento, aprirmi con loro". Subito dopo Fabregas ha fatto un passo indietro, rivivendo i momenti del suo arrivo a Como: "Questo è stato il mio primo giorno qua al Sinigaglia, quando sono venuto a firmare il contratto, ed è stata una bella sorpresa perché non mi aspettavo così tanta gente. L'ho ripetuto tante volte: io venivo qua a Como in vacanza, ci sono stato anche per un matrimonio, insomma, l'ho frequentata spesso, ma non sapevo assolutamente che ci fosse una squadra di calcio, non ne avevo mai sentito parlare. Per questo, quando sono arrivato e ho visto tutte quelle persone (non ricordo il numero esatto, ma erano tante) mi ha fatto tantissimo piacere. Mi ha fatto capire che: 'Ok, qui c'è cuore, i tifosi lo sentono e c'è grande passione per il calcio'. Ne sono stato felice perché io sono fatto allo stesso modo: sono una persona molto passionale che tante volte si lascia trasportare dalle emozioni, ed è stato bellissimo. Mi ha dato la certezza di essere nel posto giusto". E sul numero sempre maggiore di tifosi ha concluso: "Sì, la gente si sta moltiplicando ed è giusto così. È giusto perché c'è chi c'era sempre, in Serie D e in Serie C, e seguiva sempre la squadra ovunque: quelli sono i tifosi più fedeli del mondo. Adesso, piano piano, stiamo facendo crescere questa famiglia, ed è una cosa bellissima da vedere". L'ESORDIO CONTRO LA JUVENTUS - Continuando a rivivere le diverse tappe vissute dal suo arrivo a Como, Fabregas ha poi commentato la sua prima panchina in Serie A: "La mia prima partita in Serie A come allenatore, all'Allianz contro la Juventus. Abbiamo perso 3 a 0 ed è stata tosta, davvero tosta, perché è stato un bagno di realtà. Penso che in quel momento la nostra fosse ancora, a tutti gli effetti, una squadra di Serie B. Però ci ha fatto riflettere e ci ha fatto capire che quello che pensavo durante l'estate era corretto: o alziamo il livello, oppure in Serie A possiamo fare ben poco. Credo che in quel momento lo abbia capito anche il presidente; abbiamo provato a spingere un po' sul mercato e abbiamo trovato soluzioni con ragazzi giovani come Nico Paz e Perrone, aggiungendo poi l'esperienza di Kempf e la velocità di Fadera. Credo che in questo modo abbiamo alzato il livello per poterci giocare la salvezza fino a gennaio, quando poi, come ho detto ieri, abbiamo spinto ancora di più". IL LEGAME CON NICO PAZ - L'allenatore del Como si è poi soffermato sul suo legame con Nico Paz, partendo proprio dal loro abbraccio dopo la vittoria contro la Juventus al Senigaglia: "Quella partita in casa contro la Juventus è stata una vittoria fantastica. È un'immagine bellissima con un giocatore che ci ha fatto crescere più velocemente, un ragazzo che ha fatto emozionare tante volte il Sinigaglia e anche me come allenatore. È cresciuto tantissimo. È stata davvero un'emozione forte, ma è un'emozione che ho sempre provato con lui, abbiamo un rapporto importante. Lui si fida di me, io mi fido di lui e alla fine lottiamo sempre insieme. Per questo è stato un abbraccio di cuore a un ragazzo che aveva fatto una grandissima partita e che deve continuare a crescere". SUI VIP ALLO STADIO E L'INCONTRO CON IL PAPA - Tra le altre cose analizzate, Fabregas ha parlato della presenza dei molti personaggi famosi allo stadio: "È bello da vedere, perché si nota l'emozione che provano e ho avuto modo di conoscere alcuni di loro. All'inizio Mirwan mi diceva sempre chi sarebbe venuto allo stadio, ma alla fine gli ho detto: 'Dai, per me non è importante saperlo prima, io mi focalizzo sulla partita; poi, se vinciamo, vengo a salutarli e lo faccio con grande piacere'. Però sì, è bello che persone così importanti in tanti ambiti possano venire qui a godersi una bellissima giornata festeggiando una vittoria del Como. Nelle foto vedo anche Osh e Robert dietro, con un'espressione come se qualcuno avesse appena sbagliato un'occasione importante, e poi c'è Francesco. Insomma, è bellissimo poter vedere tutto questo da noi al Sinigaglia". Ma non solo, lo spagnolo ha parlato anche di un altro momento veramente speciale: l'incontro con il Papa: "Sono molto, molto felice per me e per la mia famiglia, perché avevamo provato per anni ad andare in Vaticano a vedere il Papa, e io e mia moglie non eravamo mai riusciti a farlo. Finalmente, il giorno in cui siamo andati a Roma a giocare contro la Lazio, il presidente ci ha detto che c'era questa possibilità, che si poteva organizzare con tutto lo staff e la dirigenza del Como. È stato veramente uno dei giorni più belli della mia vita. Parlo per me e per la mia famiglia, perché noi crediamo tanto in Dio, siamo molto credenti, e per noi conoscere il Papa, potergli parlare e stringergli la mano è stato davvero speciale. Ce lo ricorderemo per sempre. Abbiamo questa foto – la tengo a casa, l'ho già incorniciata e sistemata – in cui ci siamo io, mia moglie, Mirwan e il Papa. Davvero bellissima". IL GOL DI BATURINA AL 90' E L'EPISODIO IN MILAN-COMO - Durante la stagione sono state molte le emozioni per la squadra lombarda. Tra queste anche il gol di Baturina al 90' contro il Bologna: "Quello all'ultimo minuto penso sia stato un momento bellissimo, perché Martin è ovviamente un giocatore forte, uno che abbiamo portato qua per avere un impatto. Fino a quel momento, per colpa mia ovviamente, non gli avevamo dato tantissime opportunità; era un giocatore che stava attraversando un momento di calo, la sua fiducia non era altissima. Quel gol ha fatto svoltare la stagione, un po' per tutti noi e anche per lui a livello individuale. Mi ricordo tutti che correvano in campo per festeggiare, me compreso. Penso sia stato un momento bellissimo, e ce ne sono tanti altri così". Non solo successi, ma anche qualche errore, come in occasione dell'episodio accaduto in Milan-Como: "L'ho detto pubblicamente, sono stato io il primo a dirlo in conferenza stampa, o meglio, in un'intervista... non hanno neanche dovuto chiedermelo. Noi sappiamo sempre quando sbagliamo o quando facciamo le cose bene. Poi, c'è chi vuole giustificarsi e chi vuole accettare l'errore: io l'ho accettato con totale naturalezza, perché quando si sbaglia non si deve per forza essere sempre giudicati o attaccati. Si può ammettere di aver sbagliato, si può imparare e si può migliorare. Se invece stiamo sempre ad aspettare il momento in cui una persona sbaglia, perde o fa una cosa inesatta solo per attaccarla e massacrarla... purtroppo viviamo in questo tipo di società, ma io non sono fatto così. Ho sbagliato, l'ho accettato e andiamo avanti. Spero di non commettere più lo stesso errore e di continuare a crescere". IL RETROSCENA SUL VIAGGIO A LONDRA - Infine Fabregas ha concluso parlando delle voci durante il mercato estivo dell'anno scorso: "Mi ricordo il momento. Penso che sia una cosa successa l'anno scorso, se ne è parlato tanto: io non ho mai detto nulla, credo che anche loro non abbiano mai detto nulla e non c'è bisogno di aggiungere altro. Siamo adulti, a volte certe cose non c'è neanche bisogno di dirle, perché io sono al Como, sono felice, e non c'è nient'altro da aggiungere. Penso che la vita vada come deve andare, bisogna sempre prendere la decisione che si ritiene migliore per tutti, e basta. Io sono andato avanti".
Nazionale, Inacio: "Voglio riportare in alto questa maglia e vincere un Mondiale"
Nazionale, Inacio: "Voglio riportare in alto questa maglia e vincere un Mondiale"
La Nazionale italiana tornerà in campo per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia il 3 e il 7 giugno. Molti i volti nuovi chiamati dal CT Silvio Baldini che faranno il loro esordio assoluto in maglia azzurra. Tra loro c'è Samuele Inacio, attaccante classe 2008 del Borussia Dortmund. Di seguito le sue parole in un'intervista per Vivo Azzurro. LE PAROLE DI INACIO - Di seguito l'intervista al giocatore azzurro: "Mi ricordo che ero a casa quando è uscita la convocazione, appena ho visto il mio nome è stato un momento incredibile. Ho detto ce l'ho fatta. Che atmosfera si respira? Siamo tutti giovani, abbiamo lo stesso modo di vivere il calcio. Giocare per la Nazionale a livello giovanile mi ha aiutato molto, se sono qua è anche grazie a quel percorso. Indossare la maglia azzurra è un grande motivo di orgoglio, tutti i bambini lo sognano. Borussia? Il progetto mi ha incuriosito e conoscendo la storia del club so di aver fatto la scelta giusta. Difficoltà? Sicuramente la lingua, mi hanno aiutato molto Luca e Filippo che mi hanno aiutato anche ad ambientarmi. Segnare davanti al muro giallo è stata un'emozione incredibile, rivedo spesso il video del gol. Cosa direi al Samuele bambino? Di giocare col sorriso e di divertirsi giocando a calcio. Vorrei portare in alto questa maglia e vincere un Mondiale". 
Pulisic: "Sono dispiaciuto perché avrei potuto fare di più. Ora guardo avanti a testa alta"
Pulisic: "Sono dispiaciuto perché avrei potuto fare di più. Ora guardo avanti a testa alta"
"Non è mia intenzione dare colpe o indagare sulle cause delle nostre difficoltà. Ammetto che ci sono state occasioni in cui il mio contributo avrebbe potuto essere migliore, durante una fase critica per tutto il team e per me stesso. Il mio sguardo ora è rivolto esclusivamente alle sfide che mi attendono". Queste le parole di Christian Pulisic direttamente dal ritiro della propria nazionale a Espn sulla propria stagione e su quella del Milan. Il numero 11 rossonero ha poi proseguito: "Il mio approccio all'allenamento e alla preparazione non è mai cambiato, così come la mia spinta a migliorare giorno dopo giorno. Continuo a metterci lo stesso impegno di sempre, ed è proprio questa costanza che mi permette di camminare a testa alta". I NUMERI DI PULISIC - 34 presenze, 10 gol e 4 assist in tutte le competizioni. Questio i numeri di Christian Pulisic in questa stagione con la maglia rossonera. A compromettere il rendimento dell'attaccante statunitense sono stati i numerosi infortuni che lo hanno tenuto lontano dal campo per parecchio tempo.
I principali giocatori in scadenza a giugno 2026: da Lewandowski a Salah
I principali giocatori in scadenza a giugno 2026: da Lewandowski a Salah
La stagione 2025-26 è ormai giunta al termine e il 30 giugno è sempre più vicino, data che coincide con la scadenza di numerosi contratti. Senza un accordo per il rinnovo, i giocatori coinvolti saranno liberi di firmare un contratto con un nuovo club a parametro zero. I BIG - Alla fine di questa stagione si libereranno diversi top player di alcuni dei club più prestigiosi d’Europa. Tra i nomi illustri c’è quello di Robert Lewandowski che, dopo quattro stagioni e 120 gol con il Barcellona, potrebbe approdare in Saudi Pro League o in MLS. Mohamed Salah e Bernardo Silva hanno salutato i rispettivi club, Liverpool e Manchester City, dopo nove stagioni ricche di successi e trofei. L'egiziano viene spesso accostato all'Arabia Saudita.  Sempre dalla Premier League figurano anche Casemiro, Stones, Konaté e Robertson, quest’ultimo in direzione Tottenham dopo il tentativo della Juventus. Leon Goretzka e Dani Carvajal completano il gruppo dei profili di maggior rilevanza a fine contratto. GLI ESPERTI - Il 30 giugno sarà il momento dell’addio di diversi giocatori di grande esperienza che, nonostante la carta d’identità, rappresentano ancora profili affidabili. Thiago Silva, 42 anni a settembre, è nuovamente sul mercato dopo la parentesi di sei mesi al Porto. Fabinho e Brozovic, conclusa l’esperienza in Saudi Pro League, sono pronti a rientrare in Europa. Dalla Serie A, invece, dopo il 30 giugno, saranno liberi Francesco Acerbi, Matteo Darmian, Raul Albiol, Pedro e Luka Modric. IN SERIE A - Tra i casi più delicati del campionato italiano, c’è sicuramente Dusan Vlahovic: l’attaccante è in scadenza con la Juventus ma è ancora incerto sul proprio futuro. Filip Kostic, invece, lascerà certamente i bianconeri. La volontà della Roma è di rinnovare Dybala, Pellegrini e Celik, tutti e tre con il contratto fino al 30 giugno 2026. Stephan El Shaarawy, invece, ha già salutato i giallorossi con il gol contro il Verona che ha assicurato la  qualificazione alla prossima Champions League. Malinovskyi ha detto addio al Genoa dopo tre stagioni, mentre Junior Messias potrebbe restare in rossoblù nonostante il contratto in scadenza. Jamie Vardy saluterà la Cremonese dopo la retrocessione: l’inglese aveva firmato un contratto di un solo anno la scorsa estate. Situazione simile per Belotti che si era legato al Cagliari per una stagione. Sono in scadenza anche Sead Kolasinac, Berat Djimsiti e Marten De Roon dell'Atalanta. GLI ALTRI NOMI - Gli altri profili che si libereranno a parametro zero sono Raphaël Guerreiro, che ha già annunciato l’addio al Bayern Monaco, e Julian Brandt del Borussia Dortmund. In Germania sono in uscita dopo non aver rinnovato con i propri club Xaver Schlager del Lipsia e Diogo Leite dell’Union Berlino. Dalla Premier League arrivano anche altre possibili occasioni come Marcos Senesi, Harry Wilson, Yves Bissouma e Daichi Kamada. Per il reparto difensivo ci sono invece Tomiyasu, Zinchenko e Christensen. Franck Kessié, dopo tre stagioni con l’Al-Ahli, sarà libero dal 30 giugno, così come Oscar Mingueza del Celta Vigo che potrà scegliere una nuova destinazione.
Florentino Perez: "Vini e Mbappé incompatibili? Sciocchezze. Alcuni hanno creato un'atmosfera negativa"
Florentino Perez: "Vini e Mbappé incompatibili? Sciocchezze. Alcuni hanno creato un'atmosfera negativa"
Le elezioni, il rapporto Vinicius-Mbappé e Mourinho: Florentino Pérez ha rilasciato una lunga intervista a El Pais, facendo il punto sul club blanco. Il numero uno del Real Madrid ha iniziato dalle imminenti elezioni, convocate per il prossimo 7 giugno, in cui Perez sfiderà Enrique Riquelme per la corsa alla presidenza. "Nell'ultimo anno ho rilevato manovre sempre più organizzate tra questa candidatura - di Enrique Riquelme - e alcuni mezzi di comunicazione. Si stava creando un clima orribile tra i soci" ha detto l'attuale numero uno del club. "Quando ho visto la candidatura, mi sono detto: “Cavolo, sono gli stessi di Calderón, quando ha dovuto dimettersi nel 2009”. Sono passati molti anni e sono ancora lì. Allora dico: basta, elezioni, che si presenti chi vuole". IL RAPPORTO VINI-MBAPPÉ - Pérez ha commentato anche la presunta incompatibilità di Mbappé e Vinicius. "È una sciocchezza. Sono i due migliori al mondo. Vinicius ci ha fatto vincere due Champions League. L'idea che si possa vincere una Champions League ogni anno è folle: nessuno è mai riuscito a vincerne sei in dieci anni". Al brasiliano resta un anno di contratto e non ha ancora rinnovato. A riguardo, il presidente ha detto: "C'è tempo. Mi piacerebbe che restasse per sempre. Ci ha fatto vincere le ultime due Champions League ed è molto legato al club. Sai chi non lo ama? Quelli che non tifano per il Real Madrid". Pérez ha sottolineato: non è una questione di denaro. "Si dice che chieda molti soldi, ma è una bugia." Lo spagnolo ha commentato anche un ipotetico addio di Vini: "Se non vuole stare al Real Madrid e vuole firmare con un'altra squadra, sarà libero di farlo. Non lo costringerò a nulla. E nemmeno i soldi saranno la cosa più importante, non lo sono mai stati". SU MBAPPÉ - Florentino Pérez si è soffermato anche su Kylian Mbappé e sulle critiche subite in questa stagione: "Il vero tifoso del Real Madrid deve difendere i propri giocatori. E se un giorno gioca male, bisogna sostenerlo. Quest’anno alcuni hanno creato un’atmosfera molto negativa".  E ancora: "Mbappé ha giocato in una posizione diversa da quella in cui giocava al PSG. Anche questo lo ha un po' destabilizzato. Correggeremo tutte le cose che riteniamo di non aver fatto bene. Abbiamo ottimi giocatori e ne arriveranno altri. Non bisogna dare la colpa né agli allenatori né ai giocatori".  MOURINHO - Su José Mourinho, Perez ha detto: "È un grande allenatore. Lo conosco, e lui conosce il Real Madrid e i giocatori, ma ce ne sono molti altri. Ci ha dato una competitività incredibile. Ma io non ho parlato con lui". Il Presidente del Madrid ha parlato anche dello spogliatoio e delle voci che dipingono un clima non più sano con un tempo: "Ma se sono tutti sanissimi. Sono gli stessi di sempre e sono amici". Perez ha alluso anche al caso Tchouameni-Valverde: "Se durante gli allenamenti uno calpesta l'altro e si arrabbiano, non bisogna ingigantire la cosa. Qualcuno dice: “Il problema è che litigano”. No, il problema è chi lo fa trapelare. L'atmosfera è perfetta. Solo alcuni malintenzionati lo raccontano e li abbiamo individuati". E poi ha aggiunto: "Tchouameni e Valverde resteranno sicuramente". CASO NEGREIRA - Nell'intervista, Pérez ha parlato anche del "caso Negreira", lo scandalo arbitrale in cui è stato coinvolto il Barcellona. A riguardo, il presidente dei Blancos ha detto: "Quando l'istruttore della UEFA vedrà la nostra documentazione, non so quale sanzione potranno infliggere, ma non ho mai visto nulla di più grave di questo nella storia del calcio. Una corruzione sistematica. Il mondo del calcio si aspetta che la giustizia sportiva sia severa nel caso Negreira. Pagavano il vicepresidente degli arbitri, e ancora oggi continuano ad arbitrare gli stessi". Due anni fa, il Presidente dei Blancos aveva dichiarato che il Real Madrid e il Barcellona dovrebbero aiutarsi a vicenda. Alla domanda se ripeterebbe tale affermazione, lo spagnolo ha risposto: "Se il Barça fosse un club normale, perché non dovremmo aiutarci? Ma quando vieni a sapere che da vent’anni pagano il vicepresidente degli arbitri… Quel giorno ho cambiato idea e sono stato il primo a presentarmi. Non sono più tornato al Camp Nou. Non mi fermerò finché la questione non sarà chiarita. E la Federazione? E LaLiga? Che cosa hanno fatto? Niente". LA PRESIDENZA - Florentino Perez si è concentrato sul tema elezioni. Cosa cambierebbe in caso di vittoria? "Se dovessi vincere in linea di principio, non cambia nulla, ma ci saranno cose da chiarire. Come sapete, intendo cedere la proprietà economica ai 100.000 soci. Essere del Real Madrid non sarà più solo una questione sentimentale, come finora, ma significherà anche essere proprietario del club, a vita", ha dichiarato. "Diciamo che potrebbe trattarsi più di una questione di immagine, di associarsi a un marchio come il Real Madrid. Ma saranno il 95% dei soci a continuare a decidere" ha sottolineato il presidente, che ha agginuto: "Non mi darò pace finché non riuscirò a far sì che il patrimonio economico del club appartenga ai suoi soci. Non sarà di qualcuno che passa di lì, che non ha soldi e che è capace di chiedere un prestito a tassi da usura per impossessarsi del Real Madrid". LA RISPOSTA A RIQUELME - Il numero uno del Real non ha risparmiato critiche a Riquelme: "L'altra candidatura è un sindacato di interessi, di quelli che si intrufolavano nelle assemblee senza essere soci e votavano". Il rapporto tra i due candidati alla presidenza non è dei più pacifici. Come riportato da El Pais, negli scorsi giorni Riquelme ha collegato alcuni familiari di Pérez alle operazioni del Real Madrid. "Sono qui da 26 anni, meno tre. Nessuno può dubitare di me" ha risposto. "Non ho bisogno di soldi. E li ho messi a disposizione del Real Madrid, come nella prima fase, quando nemmeno i giocatori venivano pagati e io ho garantito per 147 milioni. Tutti sono stati pagati" Il discorso è proseguito su Riquelme, che ha promesso di costruire una Città dei Soci a Valdebebas. A riguardo, Pérez ha tuonato: "Tutto quello che dicono è di un populismo assurdo. È come se lei avesse un terreno che vale 1.000 milioni sulla Castellana e volesse metterci delle altalene... Quel patrimonio l'abbiamo acquistato 25 anni fa per fare qualcosa di grande e realizzeremo un centro tecnologico, come la Silicon Valley". Il candidato alla presidenza, inoltre, ha promesso 10.000 nuovi abbonamenti. Sul tema, il presidente ha detto: "Ci sono molti soci che vogliono l’abbonamento. Ne abbiamo recuperati 2.000 dal mercato secondario. Quella è una mafia. Ci sono abbonati che cedono l’abbonamento a queste organizzazioni e io porrò fine a tutto questo. E li darò ai soci". LA STORIA - Dal punto di vista sportivo, Pérez proseguirà sulla linea tracciata negli oltre 20 anni di presidenza: " Con me, giocheranno sempre i migliori. Sono arrivato con Figo, Zidane, Ronaldo, Beckham, Cristiano, Kaká, Benzema e così via fino agli ultimi. Chiunque abbia talento vuole venire". E infine, il discorso si è spostato sulla stagione deludente del Real. Secondo il presidente, la colpa dell'annata negativa è del Mondiale per club. "Ci ha ucciso. Non abbiamo fatto la preparazione e dopo tre mesi avevamo 28 infortunati. È un'esperienza da cui imparare. Voglio partecipare al Mondiale, ma non a costo di sacrificare una stagione. Non si possono incolpare i due allenatori", ha concluso Florentin Pérez.
Scontri a Parigi dopo la finale di Champions League: un morto e 200 feriti
Scontri a Parigi dopo la finale di Champions League: un morto e 200 feriti
Si registra anche un morto dopo i violenti scontri a Parigi. Nella notte tra il 30 e il 31 maggio oltre 200 persone sono rimaste ferite durante i festeggiamenti per la vittoria del Paris Saint-Germain in Champions League. Stando a quanto riportato da LaPresse, la procura di Parigi ha riferito che verso l'1.10 si è verificato un incidente stradale mortale: secondo due testimoni, il conducente di una moto da cross si è scontrato con dei blocchi di cemento all'altezza di uno svincolo di uscita della tangenziale esterna in direzione Porte Maillot.  Sempre secondo la procura della capitale, nelle ore successive un'altra persona è rimasta gravemente ferita nel 16° arrondissement. Come riporta LaPresse, alcune persone hanno segnalato un tentativo di omicidio volontario da parte di quattro individui armati di coltello. Come riferito da Adnkronos, tra i feriti ci sono anche 57 agenti. LA RICOSTRUZIONE - La vittoria del PSG in Champions League è stata segnata dalla notte di scontri e violenze. Secondo Adnkronos, nel corso della notte si sono registrati blocchi stradali, lancio di oggetti e tentativi di intrusione sulla tangenziale parigina.. Secondo quanto riporta Sky, sono 780 le persone fermate, di cui 457 trattenute in stato di detenzione. Sul tema è intervenuto anche il ministro dell'interno francese Laurent Nunez, che ha condannato gli atti vandalici: "La stragrande maggioranza è uscita di casa per festeggiare e tutto è andato benissimo. Qualche individuo, e non si tratta di tifosi del PSG, ma è gente che neppure guarda le partite, è uscita per creare incidenti e disordini. Noi siamo qui per impedirglielo. Non tollereremo eccessi, esercitando la massima fermezza". Nel pomeriggio di oggi, a partire dalle 14:00, i campioni d'Europa sfileranno per le vie della città a bordo di un pullman. Alle 18:00, i parigini saranno ricevuti all'Eliseo dal presidente Emmanuel Macron. Infine, alle 19:30 ci sarà una festa organizzata al Parco dei Principi. Ai festeggiamenti sono attese almeno 100.00 persone. Al fine di prevenire nuovi scontri, sono stati schierati quasi 6.000 tra poliziotti e gendarmi.
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