Ultime notizie di calciomercato
Juventus, Spalletti: "Abbiamo le stesse idee da inizio mercato"
"Mercato? Abbiamo le stesse idee fin dall'inizio": Luciano Spalletti commenta così il mercato dei bianconeri fin qui, alla vigilia dell'amichevole tra la sua Juventus e il Palermo.
Intervistato da Sky Sport, l'allenatore ha parlato dei rosanero, concentrandosi in particolare su Pippo Inzaghi e il suo percorso in panchina: "Diventerà un allenatore top, perché è stato un campione da calciatore, e poi è una persona molto umile. Il Palermo ha giocatori che sono stati in Serie A, quindi conoscono bene il loro mestiere e sarà una partita difficile".
Proseguendo, Spalletti ha chiuso commentando le condizioni di alcuni singoli, in particolare Gatti e Perin: "Gatti non partirà dall’inizio perché ha un affaticamento e poi si vedrà se ne avremo bisogno. Prevediamo 20/30’ di partita. Domani gioca Perin, era già previsto così".
Lecce, Trinchera sul caso Banda: "È inconcepibile non rispetti le regole"
"Il caso Banda farà giurisprudenza, un po' come successo con la Legge Bosman. È una cosa molto anomala e il presidente se ne sta occupando in prima persona, ha già parlato con Malagò, la FIFA, la Federazione Libica e dello Zambia.. Banda è sotto contratto con il Lecce, ed è inconcepibile non rispetti le regole", ha dichiarato Stefano Trinchera, direttore dell'area tecnica del Lecce, alla conferenza stampa di presentazione di Willem Geubbels.
Il dirigente giallorosso ha poi parlato delle dimissioni di Corvino e Mencucci: "Non condizionano la mia attività. È chiaro che quando figure del genere vanno via, fa molto effetto, ma io sono in un club solido e unito. Rispetto all'anno scorso, questa volta abbiamo pensato di mantenere i protagonisti della stagione passata e rinforzare subito la squadra in attacco. Krstovic era andato via a fine mercato, il Lecce non può aspettare di vendere giocatori prima di comprarli":
LE PAROLE DI TRINCHERA - "Tiago Gabriel ha dimostrato il suo valore e abbiamo ricevuto diverse manifestazioni d'interesse. Siamo preparati se dovesse rimanere, ma non gli vogliamo precludere nulla nel caso in cui arrivino offerte", ha poi dichiarato Trinchera su Tiago Gabriel, tra i migliori del Lecce nella passata stagione.
Su Gallo e Maleh ha poi aggiunto: "Gallo è molto tranquillo qua. Abbiamo parlato di rinnovo qualche giorno fa, e lo faremo a breve. C'è disponibilità da entrambe le parti. Maleh ha disputato un ottimo ritiro. È un professionista che si rende sempre disponibile, ma è un suo diritto manifestrare la propria posizione".
Ultim'oraRoma-Porto, convergenza sull'offerta per Mora: 25 milioni più 50% nel 2026, gli altri 25 nel 2027
Roma e Porto continuano a lavorare per Rodrigo Mora. Come raccontato nelle ultime ore (QUI gli aggiornamenti), i giallorossi hanno presentato tre proposte, e il club portoghese sta mostrando gradimento in particolare per la seconda: la Roma offre 25 milioni lasciando al Porto il 50% sulla futura rivendita, e nel 2027 i giallorossi - con questo impegno tra club - pagheranno altri 25 milioni per acquistare proprio l'opzione sulla futura rivendita.
Quest'offerta, come anticipato, sta ottenendo il gradimento del Porto e dunque le parti stanno lavorando con ottimismo per chiudere nelle prossime ore.
Roma-Porto, si lavora con fiducia per Mora. I giallorossi hanno proposto tre formule: tutti i dettagli
Proseguono i contatti tra Roma e Porto per Rodrigo Mora. Come vi abbiamo raccontato, nella giornata di ieri i giallorossi hanno presentato un'offerta da 5 milioni per il prestito e altri 45 per il riscatto. In alternativa, la società capitolina aveva pensato a una soluzione basata su 25 milioni più il 50% della futura rivendita che resterebbe ai portoghesi (LEGGI LA NEWS).
La Roma non vuole superare i 50 milioni e ha messo sul tavolo 3 proposte. Una si basa su un prestito tra i 7 e gli 8 milioni più un diritto di riscatto fissato a 42/43 milioni di euro. In alternativa, i giallorossi propongono un'offerta da 25 milioni per l'acquisto a titolo definitivo e altri 25 versati nelle casse del Porto il prossimo anno. Infine, la terza e ultima formula, si basa sull'acquisto del calciatore a 25 milioni e il 50% della futura rivendita che resterebbe al club portoghese.
LA CONCORRENZA - Il Porto continua a cambiare le proprie richieste. La squadra lusitana - come molte altre del campionato portoghese - è abituata a cedere i propri talenti a prezzi elevati, specialmente in Premier League. Oltre alla Roma, sul giocatore c'è solamente il Galatasaray. Nelle prossime ore arriveranno nuovi aggiornamenti.
POSITIVITÀ - I due club lavorano con fiducia. Il Porto sta apprezzando la disponibilità della Roma a trovare soluzioni diverse e quindi si sta trattando per trovare quella giusta con spirito più positivo. Jorge Mendes, intanto, è andato a Oporto oggi da Villas Boas. Un segnale di come una decisione finale potrebbe arrivare in giornata.
Jeff Bezos a un passo dall'acquisto di un terzo delle quote del Liverpool
Il Liverpool è pronto ad accogliere Jeff Bezos. No, il miliardario non si unirà alla squadra di Andoni Iraola, ma acquisterà circa un terzo delle quote del club inglese. Secondo quanto appreso da Sky News, il Fenway Sports Group - azionista di maggioranza del Liverpool dal 2010 - sta preparando l'annuncio ufficiale, che dovrebbe arrivare in settimana.
Il consorzio è guidato da Amith Bhatia, genero di Lakshmi Mittal, proprietario della più grande azienda siderurgica del mondo. Bezos non sarà l'unico "paperone" ad acquistare quote del Liverpool. Con lui, infatti, ci sarà anche Eduardo Saverin, uno dei co-fondatori di Facebook. Oltre a guidare la Fenway Sports Group (multinazionale americana operante nel settore dello sport), Amith Bhatia è stato azionista anche del Queens Park Rangers, oggi in Championship.
La Juve Stabia vuole trattenere Giorgini, Mosti e Correia: proposto il rinnovo
La Juve Stabia continua a lavorare in vista dell'imminente esordio 2026/2027. Archiviata quindi la scorsa stagione molto complicata soprattutto extra campo, ma conclusa al 7° posto (secondo miglior piazzamento di sempre in Serie B) e con la semifinale playoff, il club riparte sotto la guida di Pietro De Giorgio, arrivato dopo l'addio di Ignazio Abate.
La dirigenza sta lavorando per mettere a disposizione del nuovo allenatore una rosa competitiva. A partire dalla forte volontà di trattenere tre pedine fondamentali della rosa come Andrea Giorgini, Nicola Mosti e Omar Correia, che ben hanno figurato nel 2025/2026. Tra questi profili, in particolare il difensore classe 2002 Giorgini ha una clausola da 1.2 milioni che scadrà il 15 agosto.
LA SITUAZIONE - Proprio per quanto riguarda Giorgini, quindi, la Juve Stabia è in una posizione da spettatrice e non potrebbe fare nulla qualora si dovesse presentare una società disposta a pagare questa clausola. In attesa di questa scadenza, però, la dirigenza si è già mossa con largo anticipo. Il presidente Guerri, il Direttore Generale De Vito e il Direttore Sportivo Stefanelli hanno già proposto un rinnovo triennale a Giorgini stesso, ma anche a Mosti e Correia. Il tutto con un aumento dei rispettivi ingaggi del 60%.
RINNOVO - La volontà della società è quella di convincerli a restare. I tre giocatori, intanto, hanno tutti preso tempo per riflettere e valutare, in quanto il mercato è aperto e sono arrivati vari corteggiamenti. Il segnale della Juve Stabia però è forte e c'è la chiara intenzione di tenerli, rinnovare e sicuramente di non svendere se dovesse arrivare la richiesta dei giocatori di partire. Per Correia, infatti, era già arrivata un'offerta molto onerosa del Pisa che però è stata respinta in quanto non ritenuta congrua.
UEFA, AFC e CONCACAF contro Infantino e la FIFA: "Il calcio non è suo, ha tradito la fiducia con l'inganno"
UEFA, CONCACAF e AFC, ovvero le confederazioni rispettivamente di Europa, Nordamerica e Asia, hanno pubblicato una nota congiunta tramite i propri canali ufficiali. Un comunicato contro il numero uno della FIFA, Gianni Infantino, per criticare la proposta, poi ritirata, di privatizzare il Mondiale. Riportiamo dunque di seguito la lunga lettera firmata da Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, Salman Bin Ibrahim Al Khalifa, presidente dell'Afc e Victor Montagliani, presidente della Concacaf, insieme ai segretari generali di ogni confederazione. "Il calcio non appartiene a nessuno", si legge tra le righe.
LA NOTA CONGIUNTA - Il comunicato inizia così. "Cara famiglia del calcio... Il calcio è la più grande passione condivisa del mondo. Non appartiene a nessun individuo né a nessuna istituzione. Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, ai membri e a ogni istituzione incaricata di proteggerne il futuro. È con questo spirito che oggi prendiamo la parola collettivamente. La crescita nell’ultimo decennio è stata reale. Ma quel progresso non è mai stato opera di un solo individuo. È stato il frutto della Fifa, delle Confederazioni, delle Associazioni Membro e delle migliaia di persone che dedicano la loro vita a questo sport. L’ampliamento dei tornei, l’assegnazione delle Coppe del Mondo FIFA 2030 e 2034, la distribuzione delle risorse alle associazioni. Questi sono stati successi condivisi, concordati e realizzati insieme".
INTEGRITÀ - "Questa non è una questione di denaro. Le Confederazioni hanno già chiesto una distribuzione responsabile delle ingenti riserve esistenti della FIFA per rafforzare ulteriormente gli investimenti nello sviluppo dei Membri. Non si tratta del fatto che qualche Associazione Membro perda il sostegno che si è guadagnata, nonostante le campagne allarmistiche rivolte alle nostre federazioni per far credere il contrario. Né si tratta di rivedere l’espansione delle competizioni, l’assegnazione dei posti per la Coppa del Mondo o qualsiasi altra decisione raggiunta. Quelle decisioni sono state prese congiuntamente e devono essere mantenute. Qui è in gioco qualcosa di più fondamentale: l’integrità del gioco e l’integrità di coloro che sono stati eletti per guidarlo. La leadership nel calcio non è una proprietà. Non si tratta di detenere — o pretendere — il potere. È un dovere di servizio verso la famiglia che gli affida questa responsabilità. Quando la fiducia viene spezzata attraverso l’inganno, quando un individuo si pone al di sopra del collettivo che gli ha affidato l’autorità, quel dovere è stato abbandonato".
VIOLAZIONE FONDAMENTALE DELLA FIDUCIA - Il comunicato, poi, continua: "La recente lettera della FIFA ai suoi vicepresidenti e alle 211 Associazioni riconosce degli errori. La tratta come una falla nella comunicazione, quando ciò a cui il calcio ha assistito è stato un errore di giudizio. Una proposta presentata in tempi compressi, senza una consultazione significativa e spinta verso una scadenza prima che le Associazioni Membro potessero esaminarne adeguatamente i termini, non è il frutto di una svista: è il prodotto di un disegno concepito per limitare il controllo. Non ha riconosciuto che la proposta in sé era intrinsecamente sbagliata. Continua a non esserci alcun riconoscimento del fatto che tentare di vendere una quota della Coppa del Mondo sia stato un profondo errore di giudizio, non solo un inciampo procedurale, ma una violazione fondamentale della fiducia con le stesse istituzioni che la FIFA esiste per servire. La FIFA si è inoltre impegnata a presentare un rapporto completo su questi fatti al Consiglio, senza ancora riconoscere che una governance adeguata di fronte a una mancanza di giudizio così profonda richiederebbe che tale revisione fosse condotta da una terza parte completamente indipendente, e non dalla FIFA stessa, dal suo personale o da qualsiasi soggetto interno al calcio. L’amministrazione della FIFA non dovrebbe avere alcun ruolo nello svolgimento di questa revisione. I documenti rilevanti devono essere conservati in conformità con la comunicazione della UEFA sulla conservazione dei suddetti documenti".
CONTRO INFANTINO - Infine, il comunicato congiunto di UEFA, AFC e CONCACAF si conclude con l'ennesima forte presa di posizione contro l'operato di Gianni Infantino. "La stessa lettera della conferma che solo un dirigente eletto era presente alla riunione di leadership in Marocco. Nessun membro del Consiglio né delle Associazioni Membro è stato invitato a partecipare. Era presente soltanto il comitato direttivo, composto da alti dirigenti dipendenti della FIFA. Questa recente riunione, in cui un numero selezionato di membri del Comitato Direttivo - non il Comitato nella sua interezza - è stato convocato all’estero, invece di far sì che la dirigenza si recasse a Zurigo non fa che rafforzare queste preoccupazioni e rappresenta la prosecuzione dello stesso modello di condotta che ci ha portati fino a questo momento. Non è il comportamento di un custode del gioco, ma di qualcuno che crede che il gioco debba rispondere a lui. C’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza. Queste non sono le qualità che il calcio merita nella sua leadership. Per questo abbiamo preso questa posizione: non con leggerezza né da soli, ma insieme, e per dovere verso lo sport che serviamo. La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che questa unità venga onorata ora, da una leadership che serva il calcio e non cerchi di comandarlo".
L'idolo Deco e l'86 sulle spalle. La Roma stregata da Rodrigo Mora
Capelli lunghi e biondi, tanta tecnica e un baricentro basso che fa tutta la differenza del mondo. Rodrigo Mora, il ragazzino del 2007 cresciuto a Oporto col mito dei Dragões, è ormai diventato grande. Il Porto lo acquistò dal Custoias FC quando aveva appena nove anni, e sin da bambino sognava di indossare la maglia della sua squadra del cuore proprio come aveva fatto il suo grande idolo, Deco, uno che da quelle parti ha strappato sorrisi e applausi a suon di grandi giocate.
Trequartista di natura, ma può ricoprire anche il ruolo di ala sinistra. Buon tiro, ottimo senso della posizione e inoltre calcia bene con entrambi i piedi. Agilità nel dribbling e ottima tecnica negli spazi stretti. Rodrigo Mora è un predestinato: è il più giovane esordiente nella storia dei campionati professionistici portoghesi, avendo disputato la sua prima partita all'età di 15 anni e 255 giorni. Già da ragazzino riusciva a essere un passo avanti rispetto ai suoi compagni: segnava a raffica, come ad esempio nel 2021-22 con l'U15 del Porto con cui realizzò 29 gol in 34 partite. Con l'U17, invece, arrivò a 16 gol e 13 assist in 33 gare.
Sulle spalle porta con grande orgoglio il numero 86. L'ha scelta semplicemente perché gli sembrava la "più bella" tra le maglie rimaste disponibili. Lo ha indossato già con il Porto B, lo ha mantenuto quando è arrivato in prima squadra e anche nella passata stagione ha deciso di mantenere il numero 86. Rodrigo Mora avrebbe voluto la 10 perché era il suo numero nelle giovanili. Dopo l'addio di Fabio Vieira avrebbe potuto ereditarla, ma nel 2025 il Porto ha assegnato quel numero a Gabri Veiga.
Nonostante la giovane età, Rodrigo Mora è ormai diventato un titolare aggiunto del Porto. Nell'ultimo campionato, vinto con merito dalla squadra di Farioli, ha collezionato 28 presenze e una rete in campionato. Buono il rendimento anche in Europa League: tre reti in nove presenze prima dell'eliminazione ai quarti di finale contro il Nottingham Forest. Farioli ha utilizzato Rodrigo Mora da mezzala in un centrocampo a tre, anziché nel suo ruolo naturale di trequartista. Aveva il compito di abbassarsi in fase di costruzione e attaccare gli spazi tra le linee. Quando la squadra aveva palla negli ultimi 30 metri, poteva agire da trequartista sfruttando dribbling e qualità. Ingredienti che potrebbero sicuramente tornare utili alla Roma di Gian Piero Gasperini.
COME GIOCHEREBBE LA ROMA CON RODRIGO MORA? - Rodrigo Mora potrebbe giocare tra le linee per offrire qualità al reparto. Nel 3-4-2-1 di Gasperini sarebbe perfetto dietro le punte, tornando nel suo ruolo ideale che è quello di trequartista. È la posizione nella quale potrebbe sfruttare appieno dribbling e accelerazione, un po' come Papu Gomez ai tempi dell'Atalanta.
Le caratteristiche sono differenti, ma nell'Atalanta di Gasperini, Gomez arrivò a giocare da trequartista libero dietro le punte, partendo spesso da sinistra e muovendosi dentro al campo per ricevere, condurre e creare superiorità. Gasp gli lasciava libertà di incidere: muovendosi in un contesto simile, Rodrigo Mora potrebbe rappresentare un tassello importante per la trequarti della Roma.
DA VITOR BAIA A VITINHA: IL VIVAIO DEL TALENTO TARGATO PORTO - Il vivaio del Porto è sicuramente tra i migliori in Europa in quanto a crescita e valorizzazione dei giovani. Lì la cultura è ben diversa: si investe sul talento e ci si lavora per offrire elementi importanti alla prima squadra e anche alla nazionale. Rodrigo Mora è solo uno degli ultimi elementi valorizzati dal Porto, una tradizione che ha visto affermarsi tanti calciatori di spessore internazionale come Vitor Baia, Ricardo Carvalho, Ruben Neves e Vitinha.
Dal sogno di indossare la 10 di Deco a quello di imporsi nel grande calcio europeo: a 19 anni, per Rodrigo Mora la sensazione è che il viaggio sia appena cominciato.
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