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Il Milan ripartirà senza Tare. E Allegri? Gli scenari e i nomi per il futuro
Ha parlato Cardinale (QUI LE PAROLE) ed è già qualcosa. Almeno leggere, se non sentire dalla sua voce le parole del proprietario, almeno così pare, del Milan è già un segnale di come evidentemente voglia prendere in mano la situazione e forse, per la prima volta, cercare di costruire nella prossima stagione il suo Milan.
Sono ore decisive per capire quale fazione vincerà e risulterà più forte all'interno del pianeta rossoneroe che potrà poi decidere su quali personaggi puntare.
IGLI TARE - Il primo sacrificato è Igli Tare: è vero che continuare a cambiare non è sicuramente un segno di programmazione, di continuità e che non permette di dare il tempo a determinati professionisti di lavorare, ma la proprietà ha deciso di sacrificarlo, sull'altare di alcune operazioni che non hanno convinto, vedi Nkunku o Jashari.
MODRIC AL MILAN - È vero anche che Tare è stato l'uomo che ha convinto Luka Modric a scegliere il Milan, giocatore determinante per portare i rossoneri a questo livello e a essere ancora in corsa per la Champions League fino a due giornate dalla fine.
L'AUTONOMIA DI TARE - Igli Tare ha sempre avuto bisogno di tempo per costruire e soprattutto di autonomia: gli è stata data questa autonomia? Dubito, alcune operazioni se le ritrovate già chiuse, come Ricci. Altre a gennaio non le ha potute fare: aveva un budget zero per l'attaccante, quindi è riuscito a prendere Fullkrug, perché era l'unica operazione che poteva realizzare in quel momento praticamente senza spendere un euro. Negli ultimi giorni di mercato, invece, la proprietà, ha trovato i 30 milioni da spendere per Mateta, un'operazione di cui Allegri e Tare erano in quel momento all'oscuro.
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UfficialeBorussia Dortmund, Inacio rinnova fino al 2029: il comunicato
Il futuro in casa Borussia Dortmund continuerà a parlare italiano. È ufficiale il rinnovo di Samuele Inacio con il club giallonero, come comunicato dalla stessa società tedesca: "ll Borussia Dortmund ha anticipato il contratto di Iñacio! Il giovane attaccante diciottenne ha firmato questa settimana un nuovo accordo valido fino al 30 giugno 2029".
Il classe 2008, originario di Bergamo, ha debuttato in questa stagione tra i professionisti, raccogliendo 6 presenze e segnando un gol nel match contro l'Eintracht Francoforte.
"CONVINTI CHE POSSA DIVENTARE UN GIOCATORE ECCEZIONALE" - Lars Ricken, amministratore sport del Borussia Dortmund, ha parlato di tutte le qualità di Inacio: "Con le sue capacità e il suo potenziale, Samu è uno dei più grandi talenti della sua fascia d'età a livello mondiale. Siamo convinti che con la sua dedizione e la sua qualità possa diventare un giocatore eccezionale. È una parte importante della crescita della nostra squadra, ed è per questo che siamo lieti di esserci assicurati le sue prestazioni a lungo termine".
Dell'importanza di Inacio nel futuro del club giallonero ha parlato anche Ole Book, direttore sportivo del Borussia Dortmund: "Samu ha molto da offrire: è intelligente in campo, sicuro con la palla tra i piedi e bravo nel gioco di combinazione. Ha anche un ottimo senso dello spazio, il che lo rende pericoloso in zona gol. Queste qualità, unite alla sua dedizione e alla sua voglia di migliorarsi, lo rendono un giocatore davvero valido che è già cresciuto bene con noi e ha ancora grandi progressi da fare".
Milan, Cardinale: "In estate rivaluterò tutti. Se non andiamo in Champions è un fallimento"
"Non aver vinto lo Scudetto è una delusione". Parole chiare, che raccontano tutta l'ambizione di Gerry Cardinale. Il proprietario del Milan si è raccontato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, dove non ha nascosto tutto l'orgoglio per il lavoro della squadra: "Max e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per quasi tutto il campionato. Siamo stati in testa alla classifica, in corsa per lo scudetto fino alla partita contro la Lazio". Anche se l'ultimo periodo difficile rischia di condizionare l'andamento della stagione: "Nelle ultime cinque partite, stiamo rischiando di gettare al vento la stagione. Sono nel mondo dello sport da tre decenni, so che queste cose succedono, ma questo non ti fa sentire meglio. Ora siamo concentrati nel vincere le ultime due partite. Ma, devo dire, agiamo dentro un contesto non facile: tante polemiche e tante falsità. Francamente sono un po’ deluso".
In particolare, il dirigente statunitense ha parlato della necessità di ottenere la qualificazione alla prossima Champions League: "Vincere resta la priorità e vi posso assicurare che tutti vogliono vincere. Se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento. Abbiamo avuti molti infortuni, adesso per esempio Luka è fuori: è lo sport. Non si può sempre vincere, anche se il Milan dovrebbe, quando non lo fa è un fallimento". Fondamentali saranno i prossimi due impegni, contro Genoa e Cagliari: "Provengo da una cultura in cui, quando qualcuno inciampa, lo aiutiamo a rialzarsi, non cerchiamo di cancellarlo. Ora la squadra sta inciampando, perciò vorrei dire a tutti coloro che hanno a cuore la squadra di sostenerla e non demoralizzarla. Ci sono due partite da vincere, restiamo concentrati".
LA CONTESTAZIONE DEI TIFOSI - Il finale di stagione del Milan è condizionato anche dal clima di contestazione dei tifosi, a cui Cardinale ha risposto così: "Non li biasimo per essere arrabbiati, sono arrabbiato anch’io. Sono appassionati quanto me. Ma proviamo a sostenere i nostri ragazzi, invece di buttarli giù. Io provo un senso di responsabilità enorme, quando non siamo all’altezza e vedo la reazione dei tifosi la prendo molto sul personale, sono sconvolto. Mi entra sottopelle e sento un enorme obbligo di sistemare le cose con un’urgenza che nessuno dovrebbe mettere in discussione. Mi sveglio ogni mattina con il desiderio di vincere e con un profondo senso di delusione e frustrazione quando non ci riusciamo".
Il proprietario del club rossonero ha parlato anche del rapporto tra bilancio economico e risultati sportivi, tema su cui spesso si è dibattuto: "Da quando possiedo il Milan abbiamo ottenuto risultati finanziari superiori alle aspettative, abbiamo registrato un flusso di cassa positivo per la prima volta nella storia. a narrazione per cui disciplina finanziaria significhi non voler vincere non ha alcun senso. Nelle ultime tre stagioni, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra della Serie A sul mercato. Ora, magari non abbiamo speso al meglio. Mi do un voto più alto per i soldi che ho messo che per come li abbiamo spesi. Dobbiamo fare un lavoro migliore in modo che ci sia una correlazione diretta tra la spesa e le vittorie. Non ci siamo ancora riusciti. Non abbiamo fatto un buon lavoro e lo sistemeremo. Dobbiamo esaminare la struttura e la parte calcistica e collaborare con lo staff tecnico e il direttore sportivo per capire come possiamo lavorare meglio insieme".
"RIVALUTERÒ TUTTI" - In vista dell'estate, Cardinale ha annunciato di essere pronto ad alcuni cambiamenti: "Cerchiamo sempre di far evolvere la nostra organizzazione. Tutti dovrebbero aspettarsi che ogni stagione, ma in particolare in quelle in cui le prestazioni sono inferiori alle aspettative, tutto venga rivalutato e io rivaluterò tutti e tutto quest’estate. Dedicherò tutta la mia estate a questo, dovreste dare per scontato che ci sto già riflettendo, sennò non farei il mio lavoro. Vediamo come finiremo, poi mi siederò. Mi sono già seduto con Allegri, abbiamo parlato di molte cose. Ci metteremo al lavoro una volta che la stagione sarà finita; ora non è il momento di parlarne".
L'obiettivo è chiaro: "Migliorare l’organizzazione e portarla a un livello di eccellenza mondiale.Vogliamo vincere il più possibile ogni anno, ma anche assicurarci che, mentre lo facciamo, stiamo gettando le basi per vincere costantemente. Potremmo spendere una fortuna, ingaggiando giocatori affermati e puntando a vincere nell’immediato. Ma poi? Bisogna fare entrambe le cose".- prosegue il proprietario del Milan - "Quest’estate esamineremo l’organizzazione e vedremo cosa possiamo fare per colmare le lacune, perché non siamo stati all’altezza. Non si tratta solo di sostituire le persone, ma di esaminare la struttura organizzativa e assicurarci di avere tutto, dallo staff tecnico alla selezione dei giocatori al direttore sportivo alle academy: si tratta di un ecosistema olistico che deve essere migliorato. Quando ho preso in mano la squadra, non c’era. Lo sport, come molti settori, riguarda le persone. Bisogna avere le persone migliori, bisogna attrarre le persone migliori in tutte le aree. Non ci siamo ancora".
GLI ERRORI - Cardinale non nasconde di aver commesso qualche errore in questi anni: "È probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto Ma sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò. Una delle lezioni più grandi è stata capire quanto il contesto sia diverso. Se non lo vivi, da americano non capisci il ruolo che il calcio e il Milan hanno nella comunità".
Il classe '67 ha parlato anche dell'importanza della crescita del calcio italiano a livello generale: "Vorrei che ci si concentrasse di più sui temi cruciali: l’importanza delle infrastrutture sportive; come modernizzare il calcio italiano; perché l’Italia ha mancato un altro Mondiale, il terzo di fila. Invece si fa polemica. Non si tratta solo di Serie A. Si tratta di non presentarsi alle finali di Champions e perdere 5-0; si tratta di giocare in modo competitivo in Europa. Si tratta del divario di 4 a 1 nei diritti tv tra la Premier League e tutti gli altri. Il gap del calcio italiano è aumentato. Solo che, per come va il mondo oggi, non lo risolverete senza soldi. E io ho esperienza in materia di soldi, ma ho anche trascorso 30 anni nello sport. Non voglio trasferire in modo diretto come facciamo le cose in America. Sono pienamente consapevole del fatto che in Italia le cose sono diverse e che devo adattarmi a questo, e ho bisogno di circondarmi di grandi italiani che mi aiutino in questo; fa parte del percorso di apprendimento”.
NBA EUROPE - Gerry Cardinale ha parlato anche del progetto NBA Europe, che potrebbe coinvolgere anche il Milan: "L'Nba è probabilmente l'unico sport veramente internazionale che proviene dagli Stati Uniti. E come si è visto, i tempi del Dream Team con Michael Jordan, Magic e Larry Bird sono ormai finiti. Lo avete visto alle Olimpiadi, lo avete visto anche nel fatto che molti degli ultimi Mvp dell’Nba provenivano dall’Europa. Quindi l'Europa è davvero diventata una potenza quando si tratta di basket, e c'è un'enorme opportunità di collaborazione tra America ed Europa, che è musica per le mie orecchie".
Sul progetto, il proprietario del club rossonero ha proseguito così: "L'Eurolega esiste da 26 anni, la maggior parte delle squadre non è redditizia. Non è sostenibile. Quindi penso che siano i club di calcio europei a dover collaborare con l'Nba e portare il basket dell'Nba in Europa. Ed è quello che cercherò di fare a Milano. L'obiettivo è continuare a elevare il marchio Milan, offrire opportunità alla tifoseria, continuare a migliorare il nostro profilo finanziario. Quindi fa tutto parte di un ecosistema in cui tutti dovrebbero trarre beneficio gli uni dagli altri".
Road to Champions 2026/27, le squadre già qualificate: c'è anche il Lens
Le squadre partecipanti alla prossima Champions League stanno iniziando a delinearsi. Con il successo contro il Rayo Vallecano, il Barcellona si è garantito aritmeticamente l'accesso alla Phase League 2026/2027 con largo anticipo: ben nove giornate prima del termine del campionato. Un dominio che ha reso la squadra di Hansi Flick la prima a essersi qualificata alla prossima massima competizione europea per club.
Inter, Bayern Monaco, Porto e PSV hanno invece conquistato il titolo nazionale e quindi anche loro si sono iscritte alla edizione 2026/27 della Champions League. Resta anche da stabilire quale campionato qualificherà una squadra in più in base al ranking (la classifica): l'Inghilterra è già certa del primo posto e quindi di una squadra in più.
LIGA - Oltre al Barça, in Spagna, anche il il Real Madrid e il Villarreal sono certi della qualificazione alla Champions League 26/27. Il Rayo Vallecano ha conquistato la finale di Conference League e questo permetterà alla LaLiga di avere il quinto posto per la prossima edizione. Sono quindi aritmetici anche gli ultimi due posti: quello dell'Atletico Madrid e del Real Betis, che torna dopo 21 anni dall'ultima volta.
PREMIER LEAGUE - In Inghilterra, invece, ci sono già tre qualificate alla prossima Champions League: l'Arsenal di Mikel Arteta, il Man City di Guardiola e il Manchester United, con l'ultima partecipazione nella stagione 2023/24. Liverpool, Aston Villa, Bournemouth, Brighton e Brentford sono racchiuse in 8 punti. Le Bees sono tagliate fuori dai primi cinque posti, ma in caso di vittoria dell'Europa League da parte della squadra di Emery, ecco che l'Inghilterra avrebbe un piazzamento extra in Champions League, e per la sesta posizione è ancora tutto aperto.
BUNDESLIGA - Il Bayern Monaco di Vincent Kompany ha ottenuto la qualificazione grazie alla vittoria in rimonta sul Friburgo, con sei giornate di anticipo. Dopo i bavaresi anche il Borussia Dortmund e il Lipsia hanno staccato il pass per la Champions League. Per il quarto, e ultimo, posto disponibile, si deciderà tutto all'ultima giornata, con Stoccarda e Hoffenheim a quota 61 e Bayer Leverkusen a 58. La differenza reti (primo criterio in Germania) è molto simile tra le tre squadre, e quindi è ancora tutto possibile.
SERIE A - È l'Inter la prima squadra a essersi qualificata aritmeticamente alla prossima edizione della Champions League. Decisiva è stata la sconfitta del Como a Reggio Emilia, contro il Sassuolo della 33esima giornata. Per i nerazzurri è la nona qualificazione consecutiva. Restano invece ancora da assegnare gli altri quattro posti, con Napoli, Juventus, Milan, Roma e Como tutte in lotta a due giornate dal termine.
LIGUE 1 - In Francia, il Paris Saint-Germain si è assicurato la qualificazione. Anche il Lens è aritmeticamente qualificato alla prossima Champions League. Restano pienamente in corsa piazze storiche come Lille, Lione e Rennes.
GLI ALTRI CAMPIONATI - Arriva la prima qualificata anche dalla Liga Portugal. Si tratta del Porto di Francesco Farioli che si è laurerato campione di Portogallo grazie al successo contro l'Alverca. Discorso analogo per il PSV, campione nell'Eredivise in Olanda.
LE SQUADRE QUALIFICATE - A oggi le squadre qualificate alla prossima Champions League sono diciotto e sono le seguenti:
1) Barcellona (Spagna)
2) Bayern Monaco (Germania)
3) Arsenal (Inghilterra)
4) PSV Eindhoven (Olanda)
5) Inter (Italia)
6) Real Madrid (Spagna)
7) Manchester City (Inghilterra)
8) PSG (Francia)
9) Borussia Dortmund (Germania)
10) Manchester United (Inghilterra)
11) Villarreal (Spagna)
12) Porto (Portogallo)
13) Atletico Madrid (Spagna)
14) Lipsia (Germania)
15) Real Betis (Spagna)
16) Feyenoord (Olanda)
17) Galatasaray (Turchia)
18) Shakhtar Donetsk (Ucraina)
19) Lens (Francia)
20) Feyenoord (Olanda)
Botta e risposta durissimo tra Mbappé e Arbeloa: le dichiarazioni
Rapporto ai minimi storici tra il popolo madridista e il suo giocatore di punta, Kylian Mbappé. Il francese nelle ultime settimane è stato al centro delle critiche per la stagione considerata fallimantare dei blancos, specie dopo il Clasico perso col titolo vinto "in faccia" dal Barcellona.
Nel posticipo di campionato dei suoi contro il Real Oviedo, Mbappé è tornato in campo dopo l'infortunio che lo teneva fuori da tre settimane, ma non ha trovato la migliore delle accoglienze, Al 69', quando ha preso il posto di Gonzalo Garcia, il Bernabeu è passato in pochi secondi dall'applaudire il giovane centravanti al fischiare il francese, che si è trovato catapultato in un ambiente a dir poco ostile.
LE PAROLE DI MBAPPÉ - A fine partita, Mbappé ha comentato così i fischi ricevuti: "È la vita. Non possiamo cambiare l'opinione della gente. È il loro modo di essere e non lo prendo sul personale. Ho avuto momenti nella mia carriera in cui mi hanno fischiato. Fa parte del mestiere e della vita. A volte non sono contenti, ma sono sempre qui". Poi ha spiegato la sua partenza dalla panchina: "Sto benissimo. Non ho giocato perché per l'allenatore sono la quarta scelta in attacco, dietro Mastantuono, Vini e Gonzalo. Ero pronto a partire titolare, è una sua decisione e bisogna sempre rispettarla. Non sono arrabbiato".
Ha poi spiegato anche il suo viaggio in Italia: "Quando non ero a Madrid, avevo il permesso del club. Non ero l'unico, ma bisogna accettarlo e andare avanti. Posso facilmente cambiare questa situazione". E poi è tornato su Arbeloa: "Non ho problemi con lui. Bisogna rispettarlo. Bisogna accettare la filosofia dell'allenatore e io devo fare del mio meglio per giocare davanti a Vini, Gonzalo e Mastantuono. Non guardo le conferenze stampa dell'allenatore. A casa ho la televisione francese, non quella spagnola".
LA REPLICA DI ARBELOA - Anche l'allenatore poi ha parlato a fine partita, rispondendo così alle parole di Mbappé: "Lui quarta scelta? Non ho detto questo, deve avermi frainteso. Decido io chi gioca mentre sono seduto su questa panchina, non mi interessa se non sei d'accordo, chiunque tu sia. E se non ti piace, puoi aspettare il prossimo. Vorrei averli quattro attaccanti, non so cosa dirvi perché non ho quattro attaccanti e non gli ho detto una cosa del genere. Probabilmente non ha capito".
E ancora sempre su questo tema: "Se non lo faccio giocare, non può giocare, è chiaro. Sono l'allenatore e decido io chi gioca e chi no. Quattro giorni fa non poteva nemmeno andare in panchina, e oggi non era una finale. Sarà l'attaccante titolare, come gli ho detto. Non ho problemi con nessuno. Capisco che chi non gioca non sia contento, e lo capisco, ma è una decisione basata sulle circostanze. Era la cosa più logica, naturale e di buon senso non rischiare un'altra partita tra tre giorni. Sono molto tranquillo e ho la coscienza pulita. Non mi importa se i giocatori non sono d'accordo con le mie decisioni".
COS'È SUCCESSO NELLE ULTIME SETTIMANE - Ma cosa c'è dietro la rottura tra i tifosi madridisti e il loro fuoriclasse? Al di là della stagione al di sotto le aspettative della squadra, non sembra essere una questione di rendimento. Anche perché Mbappé, frenato da diversi infortuni, ha comunque segnato 24 gol in stagione sommati a 5 assist in 29 partite. Anche contro l'Oviedo ha risposto ai fischi servendo l'assist del 2-0 definitivo a Bellingham. Nelle ultime settimane però era finito al centro delle critiche per alcuni comportamenti extra campo. In particolare, non era piaciuta ai tifosi la vacanza in Sardegna fatta durante il suo periodo di convalescenza, con la squdra impegnata in campo. Addirittura ha raggiunto milioni di firme la petizione "Mbappé Fuera", lanciata per far mandare via Mbappé.
EFL, il Southampton rischia l'esclusione dai playoff. Possible slittamento: cosa sta succedendo
"La EFL può oggi fornire un aggiornamento provvisorio sui procedimenti disciplinari in corso che coinvolgono il Southampton dopo la gara di ritorno della semifinale dei playoff di Championship disputata martedì". Inizia il così il comunicato della English Football League, seconda lega professionistica inglese, che riguarda i Saints, che hanno chiuso la regular season al quarto posto. Il comunicato poi prosegue: "L’udienza davanti alla Commissione Disciplinare Indipendente si terrà entro martedì 19 maggio".
La English Football League, dunque, lascia intendere che proprio il Southampton potrebbe essere escluso dai playoff e che la data della finale potrebbe essere rinviata nel caso in cui il club venisse riconosciuto colpevole di aver violato il regolamento. Il Southampton, infatti, è stato deferito dalla EFL con l’accusa di aver spiato l’allenamento del Middlesbrough entro le 72 ore precedenti alla gara d’andata della semifinale playoff e di non aver agito “con la massima buona fede”.
COS'È SUCCESSO - Prima che i Saints battessero il 'Boro' nel ritorno disputato martedì, il club aveva confermato di aver avviato un’indagine interna sulle accuse di cattiva condotta. La commissione disciplinare indipendente esaminerà il caso entro martedì 19 maggio, quattro giorni prima della finale playoff prevista a Wembley. Ma "la data esatta è ancora in fase di definizione e dovrebbe essere confermata a breve", si legge sempre dal comunicato. Che prosegue: "La Commissione emetterà la propria decisione il prima possibile dopo aver esaminato le memorie e le prove rilevanti. Poiché il procedimento è gestito da una Commissione Disciplinare Indipendente, la EFL non ha il controllo diretto sulle tempistiche previste".
GLI SCENARI - La lega ha inoltre comunicato che Hull e Southampton avrebbero condiviso le informazioni sulla vendita dei biglietti nella giornata di giovedì e che “i tifosi dovrebbero tenere conto della situazione prima di prenotare eventuali viaggi e alloggi collegati all’evento”. L’Hull, già certo di un posto nella finale di Wembley, sarebbe frustrato per la situazione di incertezza, con dubbi sempre più concreti sull’identità dell’avversaria e sulla possibilità che la gara venga rinviata. Se il Middlesbrough venisse riammesso ai playoff, infatti, l’Hull dovrebbe modificare la preparazione in tempi molto stretti.
IL REGOLAMENTO - "La EFL dispone inoltre di diversi piani alternativi nel caso in cui si rendessero necessari, compresa l’eventuale gestione di un processo di appello", si legge ancora. Non esiste una finestra temporale definitiva per l’udienza, ma c’è la consapevolezza che un eventuale ricorso da parte di uno dei club potrebbe allungare ulteriormente i tempi. In base ai regolamenti EFL, le società hanno normalmente 14 giorni per presentare appello, ma in questo caso sarà la commissione a stabilire le tempistiche. C’è anche la consapevolezza che, così come il procedimento disciplinare, anche un eventuale iter d’appello potrebbe dover essere accelerato.
IL PROBLEMA CALENDARIO - La finale di Challenge Cup di rugby league è prevista per il 30 maggio, mentre la finale di FA Cup femminile si giocherà il 31 maggio. Le finali playoff di League One e League Two sono invece in programma il 24 e 25 maggio.
Riforme, settori giovanili e più sostenibilità: il programma di Abete per la presidenza FIGC
Continua la corsa alla presidenza della FIGC. Sono stati ufficialmente depositati i programmi di Giancarlo Abete e quello di Giovanni Malagò (CLICCA QUI per i dettagli). L'attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che ha già ricoperto il ruolo più importante della FIGC tra il 2007 e il 2014. All'interno del suo programma, una questione politica prima ancora che sportiva: la Federazione deve tornare ad avere la capacità di decidere nell’interesse generale del calcio italiano.
Il candidato alla guida della Federcalcio, dunque, ha individuato nella frammentazione tra le componenti uno dei principali ostacoli alla modernizzazione del sistema. Un aspetto che lo stesso Abete ha esposto in un documento di 26 pagine a corredo della sua candidatura alla presidenza della Federcalcio. Un documento che comincia con il riconoscimento del lavoro fatto da Gabriele Gravina, dimessosi dopo la non qualificazione dell'Italia al Mondiale 2026. "tutte le Componenti del calcio italiano gli debbono gratitudine per l’impegno portato avanti nella sua qualità di Presidente della Federazione", ha dichiarato.
I PROBLEMI - Allo stesso tempo, però, Abete sottolinea anche come molte criticità siano rimaste irrisolte, dai rapporti tra Leghe alla sostenibilità del professionismo, fino al confronto con Governo e Parlamento. Uno dei punti più rilevanti, poi, riguarda la Serie A. Abete sottolinea come l’ultima assemblea statutaria abbia rafforzato il peso della Lega A, attribuendole anche la facoltà di impedire l’approvazione di norme che la coinvolgano direttamente. Una decisione che, dunque, rischia di limitare fortemente la possibilità della FIGC di intervenire.
RIFORMA DEI CAMPIONATI - Altro tema centrale, poi, è quello della riforma dei campionati. Nel documento viene evidenziato come il calcio professionistico italiano sia molto più esteso rispetto a quello di altri Paesi europei, motivo per cui viene proposta una riduzione graduale e pianificata, senza penalizzare le società che hanno investito. Il nodo è strettamente collegato alla sostenibilità economica: il professionismo registra perdite per circa 730 milioni di euro, con situazioni critiche in particolare in Serie B e C.
REVISIONE DEI SETTORI TECNICI E GIOVANILI - Abete si concentra anche sulla crisi tecnica del calcio italiano. L’assenza della Nazionale dal Mondiale viene interpretata come il risultato di problematiche strutturali. Età media troppo alta, presenza elevata di stranieri non convocabili in azzurro, scarso utilizzo degli under 21 italiani e limitata valorizzazione internazionale dei giovani cresciuti nei vivai. La risposta, secondo il programma, deve passare da una profonda revisione del Settore Tecnico e del Settore Giovanile, con un’attenzione particolare ai formatori e alle fasce d’età più piccole.
LE PROPOSTE - Sono diverste le proposte operative che emergono. Le riportiamo di seguito:
- incremento dei corsi per allenatori su tutto il territorio nazionale;
- possibilità di accedere alla formazione entro sei mesi dalla richiesta;
- svolgimento online di almeno il 50% della parte teorica;
- percorsi modulari e flessibili pensati per lavoratori, studenti e volontari;-
- maggiore riconoscimento economico alle società impegnate nella formazione dei giovani.
CALCIO DILETTANSITICO - Giancarlo Abete, già presidente della LND che ha sottoscritto la sua candidatura, ha dedicato poi ampio spazio proprio anche al calcio dilettantistico. In questo passaggio si evidenziano le conseguenze del Decreto 36: aumento dei costi, crescita della burocrazia, maggiori responsabilità per dirigenti e club e impatto sempre più pesante delle spese energetiche. Per evitare una crisi del movimento di base, il documento propone semplificazioni normative, sanatorie sugli adempimenti arretrati, misure fiscali dedicate e strumenti di sostegno calibrati sulle esigenze delle società dilettantistiche.
PIRATERIA E SCOMMESSE SPORTIVE - Sul fronte economico, il programma punta a reperire nuove risorse attraverso diverse misure: recupero di una quota derivante dalle scommesse sportive, utilizzo di parte delle sanzioni contro la pirateria per impianti e settori giovanili, revisione della distribuzione dei diritti audiovisivi, sgravi fiscali, contributi agevolati e introduzione di un tetto ai compensi dei procuratori.
SECONDE SQUADRE, CALCIO FEMMINILE E AIA - Abete affronta inoltre il tema delle seconde squadre, definendo il progetto poco chiaro e privo di una programmazione a lungo termine. Secondo il presidente LND, occorre chiarire meglio numero delle squadre, obiettivi, utilizzo dei giovani italiani e conseguenze su Serie B, Serie C e Serie D. Per quanto riguarda l'Italia, invece, la posizione è precisa: la guida tecnica delle Nazionali non dovrebbe più dipendere dal presidente federale o da una figura politica collegata al Consiglio Federale. L’idea è quella di affidare l’area a una gestione manageriale, con budget stabiliti e responsabilità ben definite. Nel programma trova spazio anche il calcio femminile, per il quale Abete propone investimenti soprattutto sulla base del movimento, regole più flessibili e risorse dedicate provenienti dai diritti televisivi e da incentivi fiscali. Per l’AIA, invece, viene indicata la necessità di separare la componente associativa da quella tecnica, con l’obiettivo di rafforzare qualità e indipendenza delle decisioni arbitrali.
In sostanza, dunque, Giancarlo Abete presenta un programma che spinge verso una diminuzione dei blocchi decisionali, l'ampliamento di rsponsabilità condivise per ottenere una FIGCA con più capacità di intervento. La crisi del calcio italiano, infatti, non si risolve solo eleggendo un unovo presidente, ma ripensando il modo in cui Federazione, Leghe, istituzioni e componenti collaborano nella gestione del sistema.
Talento, infrastrutture e sostenibilità: il programma di Malagò
Come previsto, saranno Giovanni Malagò e Giancarlo Abete i due candidati alla presidenza della FIGC che si prsenteranno all'assemblea elettiva del prossimo 22 giugno. Insieme alle due candidature, sono stati anche depositati i rispettivi programmi con i principali punti per la ripartenza del calcio italiano.
Il cuore del progetto di Malagò è il rilancio del talento con maggiore spazio ai giovani. Tra gli altri punti anche la ricostruzione della classe dirigente, le infrastrutture, il campionato di Serie A e il calcio femminile.
GIOVANI E TALENTO - “Il problema italiano non è l’assenza di talento. È la difficoltà di trasformarlo in minuti, responsabilità e valore patrimoniale”. Si riassume con questa frase l'obiettivo del programma di Malagò, che vuole spingere per la valorizzazione dei giovani che, a oggi, non giocano abbastanza. Il programma evidenzia come solo il 2,3% del minutaggio in Serie A sia destinato agli under 21 italiani e propone degli incentivi per l'impego di giovani e il rafforzamento delle seconde squadre. E ancora, la creazione di un percorso che colleghi scuola calcio, settore giovanile, Primavera, Lega Pro e Serie B. Infine una maggior formazione tecnica e psicologica.
LINEA POLITICA: "RIFORMARE IL SISTEMA" - “Il calcio italiano non ha bisogno di una stagione di contrapposizioni. Ha bisogno di una stagione di ricomposizione". Così Malagò introduce il tema della nuova classe politica che dovrà guidare la ripartenza. L'obiettivo del programma è quello di superare le divisioni interne al calcio italiano attraverso una federazione "autorevole ma non invasiva". Malagò parla di una FIGC meno burocratica e più orientata all'attuazione concreta.
COVERCIANO COME CENTRO STRATEGICO - “La competitività delle Nazionali non si costruisce in raduno. Si costruisce ogni settimana nei campionati”, dice Malagò, che però ha anche in mente una trasformazione del centri tecnico federale di Coverciano che gioverebbe alle nazionali. Nella sua idea, questo diventerebbe un hub metodologico dove concentrare attività di scouting, match analysis, medicina sportiva, preparazione atleticae utilizzo dei dati.
SERIE A - “La Serie A deve diventare una Lega più globale senza perdere la propria identità italiana". Linea chiara sul nostro massimo campionato, di cui Malagò sottolinea la crisi economica attuale: in 17 anni ammontano a 9,3 miliardi le perdite complessive, con 5,5 miliardi di debiti nel professionismo. Allora i temi per contrastare queste problematiche sono la lotta alla pirateria, quello dei nuovi stadi, di una governance più sostenibile e della valorizzazione del brand italia.
INFRASTRUTTURE - “Senza impianti moderni il calcio italiano perde ricavi, sicurezza, pubblico, attrattività e competitività internazionale". Si torna qua sul tema degli stadi, con un confronto con l'Europa che per l'Italia è impietoso: dal 2007 al 2024 sono stati costruiti solo 6 nuovi stadi in Italia, contro i 226 del resto d'Europa. Malagò però precisa come ci sarebbero 31 progetti che porterebbero 5,1 i miliardi di investimenti su stadi e centri sportvi, creando 80mila posti di lavoro. Per permettere un piano nazionale per l'impiantistica calcistica, però, serve coordinamento tra FIGC, governo, regioni e comuni.
DILETTANTI COME "CUORE SOCIALE DEL CALCIO ITALIANO" - “Il calcio italiano non si salva dall’alto. Si rafforza se la base torna a sentirsi parte di una Federazione che ascolta e serve”.Il piano di Malagò parte dal calcio dilettantistico, con proposte di riforma per la Lega Nazionale Dilettanti. Nello specifico, propone la creazione di uno sportello unico digitale, una semplificazione amministrativa, la riduzione dei costi federali e una maggiore tutela del volontariato sportivo.
CALCIO FEMMINILE - “Il professionismo è stato un passaggio storico. Ora serve costruire sostenibilità, profondità competitiva e continuità territoriale". Consolidare la sostenibilità del professionismo nel calcio femminile è il principale punto che porta avanti Malagò su quest'ultimo proposito. Le priorità sono la crescita della base, l'integrazione con scuole e territori, gli investimenti su vivai e staff e lo sviluppo strutturale.
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