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Udinese, oggi l'esonero di Runjaić: entro la serata la firma di Zanetti
È finita l’avventura di Kosta Runjaić sulla panchina dell’Udinese. Dopo il pesante 2-5 incassato sabato al Bluenergy Stadium contro la Roma di Gasperini, oggi il club friulano ufficializzerà l’esonero del tecnico tedesco, arrivato nell’estate del 2024. A pesare è stato un avvio di stagione difficile: sette sconfitte nelle ultime otto partite e appena 5 punti in dieci giornate, frutto della vittoria contro il Monza e dei pareggi con Como e Parma.
Come raccontato, la scelta è caduta su Paolo Zanetti. La firma è attesa entro stasera, con un contratto fino a giugno. L’ex allenatore di Venezia, Empoli e Verona era fermo da febbraio, quando l’Hellas lo aveva esonerato. Domani dirigerà il suo primo allenamento, visto che oggi la squadra era a riposo.
Pioli: "Nazionale? L'ho sfiorata, non da moltissimo"
Stefano Pioli è tornato a parlare della sua esperienza alla Fiorentina della scorsa stagione a Sky Calcio Club: "Credo di aver sbagliato ad alzare troppo l'asticella. Non c'era bisogno con quell'ambiente così caloroso e passionale. Ho messo sotto pressione la squadra e non serviva. Qualche risultato poteva essere diverso ma le pressioni non ci hanno permesso di esprimerci".
L'allenatore ha commentato anche il momento che sta vivendo, raccontando la voglia di tornare ad allenare e le offerte ricevute negli ultimi mesi: "Sto bene ma mi manca allenare. Ho avuto bisogno di staccare. Tenevo all'esperienza di Firenze, ma è andata così male che ho avuto bisogno di staccare. Ho avuto qualche offerta dall'estero ma non l'ho presa in considerazione. Adesso mi manca".
LA PAURA - "Se la paura ti porta a essere preoccupato è un bene perché ti prepari. Ma se diventa ansia e timore è diverso. Credo che l'anno prima la squadra abbia overperformato, ma non era nemmeno una squadra da 4 punti in 10 partite", ha continuato Pioli sulla difficile stagione con la Fiorentina.
LA FIORENTINA ATTUALE - Pioli si è soffermato anche sulla Fiorentina di questa stagione: "Quest'anno la campagna acquisti è stata di livello. Ci vuole un po' di tempo e pazienza. Non sempre in Italia e a Firenze c'è questa pazienza".
LA NAZIONALE - Stefano Pioli ha rivelato anche la possibilità di diventare commissario tecnico della Nazionale: "L'ho sfiorata, non da moltissimo. Nella nostra carriera siamo figli di tutte le scelte che facciamo. Alcune vanno bene, altre no".
LO SCUDETTO CON IL MILAN - "La bravura di un allenatore è adattarsi alle caratteristiche di un giocatore", ha raccontato Pioli tornando sullo scudetto vinto con il Milan nella stagione 2021-22. "Nel Milan avevo giocatori che si perdevano a difendere bassi. A me piace quel modo di giocare ma era il migliore per quei calciatori. Kalulu e Tomori ci permettevano anche di prenderci dei rischi. Se vuoi stare alto devi avere un'intensità importante, le vie di mezzo non funzionano".
LEAO - L'ex allenatore del Milan si è espresso anche su Rafa Leao: "L'anno dello scudetto è stato devastante. Con lui abbiamo fatto un lavoro importante, non siamo stati bravi a fargli alzare ancora di più l'asticella. L'allenatore deve capire i ragazzi, Rafa è un ragazzo che va stimolato".
LA ROMA - Ha parlato anche dell'interesse della Roma nei suoi confronti: "Ci sono stati momenti in cui mi hanno chiamato tutti. Anche la Roma, ma mi era appena arrivato il contratto dell'Al Nassr e non potevo non rispettare la parola data".
L'ARABIA - "Non mi sono pentito di andare in Arabia", ha aggiunto Pioli. "Volevo fare un'esperienza fuori dopo gli anni con il Milan. Hanno inciso anche l'aspetto economico e la possibilità di allenare Cristiano Ronaldo. Se non lo alleni non capisci quanto è grande. È un campione, ha l'ossessione per prepararsi per fare gol. È molto rispettoso".
VITTORIA O SCONFITTA - Stefano Pioli ha parlato anche di come vive le vittorie e le sconfitte: "Noi allenatori non ci godiamo le vittorie perché il pensiero va subito alla prossima partita. Mentre la sconfitta ti rimane dentro. Però quello che mi è successo al Milan è stato un'emozione grandissima. Gli esoneri invece sono difficili, ti senti in difetto. Quello di Firenze è stato ancora più pesante, ero tornato con tanta volontà e tante energie. Ero tornato con tanta fiducia ed è stata una brutta botta".
JUVENTUS-NAPOLI - Intervenuto nel post partita di Juventus-Napoli, l'allenatore ha commentato anche la sfida appena terminata tra i due club: "La Juventus ha tanti esterni e penso che la coppia Kolo Muani e Woltemade abbia un senso. Ha tanti giocatori e Spalletti è stato bravo con i cambi e a interpretare la partita. La Juve tira tanto da fuori e oggi è stata premiata".
IL COMO - Pioli ha visitato negli scorsi giorni il centro sportivo del Como: "Mi ha fatto un'ottima impressione. Ha messo al centro la figura dell'allenatore. Fabregas è un ragazzo intelligente e un allenatore moderno e attento e si vede da come gioca la squadra. Ha scelto giocatori funzionali al suo modo di giocare: sono calciatori tecnici e rapidi. È un modello che sta funzionando. Stanno continuando sulla loro strada con grande convinzione".
IL MODO DI GIOCARE - "Ogni allenatore ha il suo modo di giocare. Tra Gasperini e Fabregas c'è distanza, ma entrambi propongono un calcio spettacolare e offensivo. Ci sono diverse mentalità e diversi modi di approcciare la partita. Ci sono tanti modi per arrivare a un risultato positivo", ha concluso Pioli sull'evoluzione del gioco.
Un cuore rossoblù ha fatto la storia: la favola di Kimi Antonelli
A volte bastano pochi dettagli per raccontare un campione anche lontano dai circuiti. Kimi Antonelli, giovanissimo talento della Mercedes, è ormai una delle stelle della Formula 1 e sta vivendo il momento più importante della sua carriera. Velocità, talento e ambizione lo hanno portato a giocarsi il traguardo più prestigioso dell'automobilismo, ma dietro il pilota c'è un ragazzo che non ha mai dimenticato le proprie origini e le passioni di sempre.
Una di queste ha un nome ben preciso: Bologna. Perché Antonelli, prima ancora di diventare uno dei protagonisti del Circus, è un tifoso rossoblù. E anche se la sua vita lo porta continuamente in giro per il mondo, tra Gran Premi e impegni internazionali, il legame con la sua città e con la squadra del cuore rimane fortissimo.
UN CUORE ROSSOBLU' - Quella di Kimi Antonelli per i colori rossoblù è una fede autentica, che il pilota della Mercedes non ha mai nascosto. Nonostante una carriera che lo porta continuamente lontano dall'Italia, il legame con la squadra della sua città resta forte. Nel febbraio 2025 era presente al Dall'Ara per assistere alla partita contro il Como, vinta 2-0 dal Bologna. Ma è soprattutto in occasione della conquista della Coppa Italia che Antonelli ha avuto modo di manifestare tutto il suo attaccamento alla squadra. Alla vigilia della finale contro il Milan, aveva raccontato di aver preso in considerazione l'idea di raggiungere Roma per sostenere i rossoblù, prima di rinunciare per ragioni organizzative. Aveva comunque promesso di seguire la partita insieme agli amici, con la speranza di poter festeggiare. Una promessa mantenuta: dopo il successo del Bologna, che il 14 maggio 2025 ha riportato la Coppa Italia in città dopo 51 anni, Kimi ha partecipato ai festeggiamenti, condividendo la gioia di un'intera tifoseria. "Che serata, forza Bologna", aveva scritto sui social. Due giorni più tardi, in occasione del Gran Premio di Imola, è arrivato anche un incontro speciale: alcuni rappresentanti della squadra rossoblù, tra cui l'allenatore Vincenzo Italiano e il capitano Lorenzo De Silvestri, hanno fatto visita ad Antonelli nel paddock. Per l'occasione c'è stato uno scambio di maglie: Kimi ha ricevuto quella del Bologna autografata dai giocatori, ricambiando con una divisa Mercedes. Un incontro che ha suggellato simbolicamente il legame tra il giovane pilota e la sua città, unendo due mondi sportivi diversi sotto gli stessi colori. Perché, nonostante i successi internazionali e una carriera sempre più lontana da casa, Antonelli non ha mai perso il legame con le proprie radici. E il Bologna, per lui, resta molto più di una squadra: è un pezzo della sua storia personale, da portare con sé anche nei circuiti di tutto il mondo.
PROTAGONISTA DELLA STORIA - Oggi Antonelli è diventato campione del mondo di Formula 1 a soli 20 anni, entrando in una dimensione riservata a pochissimi fuoriclasse. Una stagione da protagonista, cher ha trasformato il talento in leggenda e ha riportato l'Italia, sul tetto del mondo. E allora oggi Bologna ha un motivo in più per festeggiare. Perché Kimi Antonelli non è soltanto il giovanissimo campione capace di conquistare il mondo della Formula 1, ma anche quel ragazzo cresciuto sotto le Due Torri che non ha mai smesso di tifare per i suoi colori. Dal Dall'Ara ai circuiti più prestigiosi del pianeta, il viaggio è stato straordinario. E sul tetto del mondo, insieme a lui, c'è anche un pezzo di Bologna.
Napoli, Landucci: "Bisogna lavorare. Quando si perde si sta zitti e si va a casa"
Il Napoli cade contro la Juventus e non riesce a trovare la seconda vittoria consecutiva in campionato, un traguardo mai realizzato in questa stagione. A decidere il match dell'Allianz Stadium sono state le reti di Alajbegovic e Boga, che hanno permesso ai bianconeri di vincere 2-0.
Nel post partita il vice allenatore del Napoli, Marco Landucci, è intervenuto a DAZN e ha parlato della gara: "Abbiamo fatto un brutto secondo tempo, la Juve ha meritato di vincere. Quando si perde si sta zitti e si va a casa. Abbiamo fatto un buon primo tempo col tiro di Lucca parato da Vicario ma la situazione è questa".
LE PAROLE - Landucci ha poi proseguito: "Non siamo preoccupati ma dispiaciuti perché era una partita importante. Come ho detto ora dobbiamo stare zitti e lavorare per mercoledì. Abbiamo tanti infortuni come tutti quando giochi tanto. Bisogna lavorare".
DE BRUYNE E DI LORENZO - Il vice di Allegri ha parlato anche di De Bruyne e Di Lorenzo, usciti per infortunio: "De Bruyne ha avuto problema alla caviglia. Di Lorenzo non lo so, abbiamo dovuto cambiarlo perché stava male".
LA PARTITA - "Dobbiamo fare meglio. Poi tutta la differenza sta nel prendere o non prendere gol. Quando si perdono giocatori, perdiamo tutti. Tutti potevano fare meglio in campo. L’analisi è chiara e c’è posto da parlare. Loro hanno fatto meglio di noi e hanno vinto", ha concluso Landucci.
LA CONFERENZA STAMPA - In conferenza stampa poi Landucci ha rivelato: "Domani vedremo chi sarà disponibile per mercoledì. Cercheremo di correggere in questi giorni gli errori. Staremo qui, poi partiremo direttamente da qua per Oporto".
La giostra di Alajbegović fa ripartire la Juventus: magia al Napoli nel giorno del compleanno
Sulla giostra di Kerim Alajbegović: la Juventus torna a sorridere nel giorno del suo compleanno e vede la luce in fondo al tunnel, grazie a una perla del suo numero 17. Dopo il ritiro in seguito alla sconfitta contro il Genoa nel turno infrasettimanale, la squadra di Luciano Spalletti batte il Napoli, riuscendo a creare più occasioni degli azzurri di Massimiliano Allegri, assente per il suo grande ritorno a Torino a causa della squalifica.
SI SBLOCCA ALAJBEGOVIĆ - "Se vede la porta, non ci pensa due volte": così diceva Miralem Pjanić a La Gazzetta dello Sport. Un vero mentore per l'ex centrocampista della Juventus, arrivato a Torino insieme all'ex Salisburgo sull'aereo che lo ha portato in città. Dopo qualche prestazione più opaca, in cui è rimasto in campo per 45' a Genova e per soli 2' nelle due partite tra Lecce e Rennes, Alajbegović si prende la scena. Sull'intuizione di Zhegrova, entrato al posto di un poco concreto (e subissato di fischi) Kolo Muani, il numero 17 dei padroni di casa porta il pallone verso l'area di rigore e, senza pensarci, lascia partire il sinistro. La sfera si appoggia al palo e finisce in rete: nulla da fare per Meret. Alajbegović trova così il primo gol con la maglia della Juventus in Serie A, dopo essersi già sbloccato in Europa League contro il NEC, diventando il marcatore straniero più giovane ad aver segnato nella sfida tra Juventus e Napoli in Serie A.
LA REAZIONE DOPO IL RITIRO - Dopo la sconfitta contro il Genoa, la Juventus ha preso una decisione forte: il ritiro in vista del big match contro il Napoli. La scelta paga, perché per tutto il primo tempo è la squadra di Spalletti a costruire le azioni offensive, pur senza impensierire veramente Meret. L'unica occasione capita proprio ad Alajbegović, con quella che si rivelerà una prova generale in vista della perla del secondo tempo.
Con il gran gol del bosniaco e quello di Jeremie Boga, arrivato all'87', la Juventus torna a vincere all'Allianz Stadium dopo un mese e mezzo. I bianconeri, infatti, non conquistavano i tre punti in casa dal 2-0 inflitto all'Atalanta il 20 settembre. Ora servirà continuare con questo atteggiamento in vista del match di Europa League in programma giovedì 5 novembre contro l'AZ Alkmaar. Intanto, la Juventus si gode i suoi esterni: prima Alajbegović, poi Boga. I bianconeri rivedono finalmente la luce in fondo al tunnel.
Espulso Marianucci: Napoli in 10 contro la Juventus
Espulso Luca Marianucci in Juventus-Napoli. Doppia beffa in pochi minuti per la squadra ospite, con il difensore che rimedia il secondo cartellino giallo per un pestone ai danni di Lucumí. L'ex giocatore del Torino aveva rimediato la prima penalità nel primo tempo, dove aveva trattenuto Woltemade in fuga verso l'area di rigore.
Magia di Alajbegović: la Juventus in vantaggio contro il Napoli
Una perla di Kerim Alajbegović porta in vantaggio la Juventus contro il Napoli: il numero 17 dei padroni di casa apre il campo con una percussione centrale, su suggerimento di Zhegrova, e lascia partire un sinistro chirurgico che dà un bacio al palo e finisce in porta. Nulla da fare per Meret. Subito dopo il gol, l'ex giocatore del Salisburgo ha lasciato il campo a Boga.
ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO
Fastidio all'adduttore per McKennie in Juventus-Napoli: il texano sostituito all'intervallo
Problema all'adduttore per Weston McKennie, che deve uscire all'intervallo nella partita tra Juventus e Napoli. Non si ferma l'emergenza infortuni per Luciano Spalletti, che perde anche il texano in attesa degli esami strumentali. Al suo posto dentro Federico Gatti, che va a occupare un'insolita posizione di mezz'ala destra.
IL RACCONTO DEL PRIMO TEMPO - Una Juventus più propositiva rispetto al Napoli ci prova in tutti i modi nella prima frazione, ma non riesce a bucare la difesa di Massimiliano Allegri. L'occasione più nitida la ha Kerim Alajbegović sul finire del tempo, con un destro in diagonale neutralizzato da Meret. Prima, un colpo di testa di Cabal colpisce l'incrocio dei pali da calcio d'angolo, mentre Vicario è provvidenziale su Lucca in apertura di gara.
