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Novità sul futuro di Maldini: le ultimeNovità sul futuro di Maldini: le ultime
Psg-Arsenal 0-1, Havertz sblocca la finale di Champions League dopo 300 secondi
Psg-Arsenal 0-1, Havertz sblocca la finale di Champions League dopo 300 secondi
L'Arsenal passa in vantaggio contro il Psg dopo appena 5 minuti con il gol di Kai Havertz. Il tedesco ha sfruttato un rimpallo a centrocampo per raccogliere palla sulla sinistra e involarsi verso l'area di rigore. A pochi metri dalla porta, l'attaccante ha calciato con violenza di sinistro e ha sbloccato il match. Incolpevole Safonov, che non è riuscito a deviare il pallone sul tiro ravvicinato.  Havertz ritocca i suoi numeri in Champions League. Il tedesco è il 3° giocatore a segnare in una finale di Champions League con due maglie diverse (Arsenal e Chelsea). Il classe '99 ha deciso la finale del 2021 contro il Manchester City, quando i Blues vinsero la Champions allo Stadio do Dragão di Porto.  Gli altri giocatori ad aver segnato in finale con due maglie diverse sono Mario Mandzukic (con Bayern Monaco e Juventus, rispettivamente contro Borussia Dortmund e Real Madrid nel 2013 e 2017) e Cristiano Ronaldo. Il portoghese ha segnato in ben 3 finali: nel 2008 con la maglia del Manchester United contro il Chelsea e per due volte con il Real, nelle sfide contro l'Atletico Madrid nel 2014 e la Juventus nel 2017.
PSG-Arsenal, le formazioni ufficiali della finale di Champions League: Calafiori in panchina
PSG-Arsenal, le formazioni ufficiali della finale di Champions League: Calafiori in panchina
Alla Puskás Aréna di Budapest scintilla la coppa della Champions League. Oggi, 30 maggio alle ore 18:00, va in scena l'ultimo atto del torneo, con Paris Saint-Germain e Arsenal che si contenderanno la vittoria. La squadra di Luis Enrique vuole centrare il back-to-back e vincere la coppa per la seconda volta consecutiva, dopo il successo per 5-0 contro l'Inter della scorsa stagione. Dall'altra parte ci sarà l'Arsenal di Arteta, che arriva a Budapest da campione d'Inghilterra. Dopo aver alzato al cielo il trofeo della Premier League, i Gunners vogliono mettere in bacheca la prima Champions League della propria storia. In attesa del fischio d'inizio, ecco le formazioni ufficiali.  LE FORMAZIONI UFFICIALI - Di seguito le scelte di Luis Enrique e Mikel Arteta per la finale: PSG (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; João Nevers, Vitinha, Fabian Ruiz; Doué, Dembélé, Kvaratskhelia. Allenatore: Luis Enrique. A disposizione: Chevalier, Marin, Lucas Beraldo, Zabarnyi, Gonçalo Ramos, Kang-in Lee, L.Hernández, Mayulu, Dro Fernández, Barcola, Zaïre-Emery, Mbaye. ARSENAL (4-2-3-1): Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Hincapié; Rice, Lewis-Kelly; Ødegaard, Saka, Trossard; Havertz. Allenatore: Mikel Arteta. A disposizione: Kepa, Gabriel Jesus, Eze, Martinelli, J.Timber, Gyökeres, Nørgaard, Madueke, Merino, Calafiori, Zubimendi, Dowman DOVE VEDERE LA PARTITA - La finale di Champions League tra Paris Saint Germain e Arsenal, in programma oggi 30 maggio alle ore 18:00, sarà trasmessa in diretta esclusiva su Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 251, Sky Sport 4K. Sarà possibile seguire la partita in streaming anche su NOW TV, previa abbonamento alla piattaforma. 
PSG, Luis Enrique schiera titolari gli stessi giocatori di movimento della scorsa finale di Champions
PSG, Luis Enrique schiera titolari gli stessi giocatori di movimento della scorsa finale di Champions
Squadra che vince non si cambia: il PSG scende in campo dal primo minuto con gli stessi giocatori di movimento della scorsa finale di Champions League. Oggi, alle ore 18:00, i parigini proveranno a battere l'Arsenal e confermarsi campione con 10 su 11 calciatori che sono partiti titolari nel match del 2025 contro l'Inter, vinto da Kvaratskhelia e compagni per 5-0. L'unico cambio nell'11 di Luis Enrique è in porta, con Safonov che prende il posto di Donnarumma, trasferitosi al Manchester City dopo la vittoria della Champions League. Per il resto, l'allenatore spagnolo fa nuovamente affidamento su Marquinhos, Pacho, Hakimi e Nuno Mendes in difesa. A centrocampo, spazio a Vitinha, Joao Neves e Fabian Ruiz. Infine, il tridente d'attacco sarà composto da Kvaraskhelia, Doué e Ousmane Dembelé. COME RISPONDE L'ARSENAL - Il Paris Saint-Germain va incontro a una sfida difficile. Alla Puskas Arena, i francesi affronteranno l'Arsenal di Mikel Arteta, che si presenta a Budapest con l'obiettivo di vincere la prima Champions League della propria storia. I Gunners, freschi campioni della Premier League, proveranno a contenere i pericoli creati dal tridente d'attacco parigino (e le incursioni dei centrocampisti) con una linea di difesa a 4 formata da Mosquera, Gabriel, Saliba e Hincapie e le parate di Raya. A centrocampo, Arteta fa affidamento su Declan Rice e Myles Lewis-Skelly, con la trequarti dell'Arsenal formata da Ødegaard, Saka e Trossard. A guidare l'attacco sarà Kai Havertz, preferito a Viktor Gyokeres. Il tedesco spera di rivivere la gioia del 2021, quando con un suo gol regalò la Champions League al Chelsea contro il Manchester City.
Italia, Donnarumma: "Per la maglia azzurra farei qualsiasi cosa. Niente Mondiale? È stata una mazzata"
Italia, Donnarumma: "Per la maglia azzurra farei qualsiasi cosa. Niente Mondiale? È stata una mazzata"
"Da capitano mi sono sentito in dovere di chiamare Baldini e dare la mia disponibilità, sono stato contento che mi abbia chiamato": Gianluigi Donnarumma ha commentato così la convocazione in Nazionale in vista delle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia del 3 e 7 giugno. A guidare l'Italia ci sarà il CT a interim Silvio Baldini, che - in occasione delle due gare - ha convocato solamente tre "big": Marco Palestra, Pio Esposito e Gianluigi Donnarumma. Come riportato dall'ANSA, il portiere ha sottolineato che tutti i "big" azzurri avrebbero partecipato con piacere alle prossime amichevoli, per cancellare la disfatta di Zenica e incominciare a vincere già dalle prossime partite. "Tutti i miei compagni sarebbero venuti con piacere, hanno voglia di ripartire e riportare l'Italia dove merita, sono qui anche a nome di tutti loro" ha detto Donnarumma. "LA MANCATA QUALIFICAZIONE È STATA UNA MAZZATA" - Il capitano dell'Italia ha proseguito parlando di Silvio Baldini, al quale ha dato la sua piena disponibilità per i prossimi impegni della Nazionale: "Gli ho detto che se avesse avuto bisogno ci sarei stato, è stata poi sua la decisione di convocarmi - ha precisato- così come è sua quella di puntare sul proprio gruppo di giovani". Donnarumma ha concluso elogiando la "nuova leva" azzurra, che secondo il portiere potrà regalare grandi soddisfazioni alla Nazionale, ed è tornato brevemente sulla mancata qualificazione al Mondiale: "Io spero di essere un esempio per questi ragazzi e che alcuni di loro potranno darci una mano per la Nazionale, sono davvero forti. La mancata qualificazione a questo Mondiale è stata una mazzata incredibile" ha detto.  OLIMPIADI - Donnarumma ha proseguito aprendo alla possibilità di giocare le Olimpiadi di Los Angeles, in programma nel 2028. "Speriamo di qualificarci per le Olimpiadi e se il mister dovesse ritenere opportuno chiamarmi come capitano mi farebbe piacere" ha dichiarato in conferenza stampa. Poi, il capitano dell'Italia ha sottolineato il proprio amore per la Nazionale: "Io per la maglia azzurra farei qualunque cosa''. E ancora Donnarumma, con un sorriso, ha detto seguirà sporadicamente le partite del Mondiale: "Tiferò per tutti i miei compagni del City ma guarderò poco, penso che staccherò la spina per riaccenderla solo dal 20 luglio". CT STRANIERO - Il capitano azzurro ha commentato l'ipotesi di un CT straniero sulla panchina dell'Italia: "Non spettano a me certe decisioni, ma non avrei problemi, l'importante è chi verrà dovrà dare tutto per questa Nazionale". Tra i nomi circolati c'è anche quello di Pep Guardiola, allenatore di Donnarumma al Manchester City, che ha salutato i Citizens al termine di questa stagione.  Sull'allenatore ha dichiarato: "Non ho toccato certi argomenti con lui, posso solo dire che io sono stato bene con il mister e speravo continuasse con noi, ha fatto la storia del City però ha deciso di fermarsi e avrà avuto le sue buone ragioni".
Canada, i convocati per il Mondiale: Marsch chiama David e Koné
Canada, i convocati per il Mondiale: Marsch chiama David e Koné
Il Canada si prepara per il primo Mondiale "casalingo" della sua storia. Il paese nordamericano ospiterà 6 partite della fase a gironi della Coppa del mondo e altre 4 nella fase a eliminazione diretta, condividendo la manifestazione con gli Stati Uniti e il Messico. Il Canada vuole vivere un Mondiale da protagonista, facendo affidamento anche su alcuni giocatori provenienti dalla Serie A.  Tra i 26 convocati dal ct Jesse Marsch spiccano le presenze di Jonathan David della Juventus e Ismael Koné del Sassuolo. L'attaccante e il centrocampista canadese sono reduci da due stagioni opposte o quasi, con il bianconero che ha faticato a Torino e il neroverde che ha impressionato al Mapei Stadium.  I CONVOCATI - Nonostante il rendimento altalenante, Jonathan David resta la stella del Canada. L'attaccante - titolarissimo nell'11 di Marsch - è il miglior marcatore della storia del Canada, con 39 reti in 75 presenze. Tra le vecchie conoscenze della Serie A convocate per il Mondiale c'è anche Tajon Buchanan, l'ex Inter che conta 7 gol in 34 presenze stagionali con il Villarreal. Di seguito la lista completa dei convocati: PORTIERI: Maxime Crépeau (Orlando), Dayne St. Clair (Inter Miami), Owen Goodman (Crystal Palace) DIFENSORI: Derek Cornelius (Marsiglia), Richie Laryea (Toronto), Niko Sigur (Hadjuk Split), Joel Waterman (Chicago), Luc de Fougerolles (Fulham), Moise Bombito (Nizza), Alistair Johnston (Celtic Glasgow), Alphonso Davies (Bayern Monaco), Alfie Jones (Middlesbrough). CENTROCAMPISTI: Stephen Eustaquio (FC Porto), Ismael Konè (Sassuolo), Tajon Buchanan (Villarreal), Mathieu Choinière (Los Angeles FC), Ali Ahmed (Norwich), Nathan Saliba (Anderlecht), Liam Millar (Hull City), Marcelo Flores (Tigres), Jacob Shaffelburg (Los Angeles FC), Jonathan Osorio (Toronto). ATTACCANTI: Jonathan David (Juventus), Cyle Larin (Southampton), Promise David (Union Saint-Gilloise), Tani Oluwaseyi (Villarreal).
Inter, Carbone non sarà più l'allenatore della Primavera
Inter, Carbone non sarà più l'allenatore della Primavera
Benito Carbone non sarà più l'allenatore della primavera dell'Inter. Carbone lascia i nerazzurri dopo una stagione alla guida della primavera e una alla guida dell'under 18. Le parti hanno deciso di non proseguire insieme. l'Inter con Fulvio Pea, direttore tecnico dell'under 20 e dell'under 23, è pronta a guardare verso altre strade.  
Benitez: "Arsenal-PSG, occhio all'intensità. Io allenatore della Nazionale? Mi piacerebbe"
Benitez: "Arsenal-PSG, occhio all'intensità. Io allenatore della Nazionale? Mi piacerebbe"
Rafa Benitez ha fatto il punto sui temi più caldi del calcio internazionale e italiano ai microfoni di Sky Sport. L'allenatore spagnolo, reduce dall'esperienza nel campionato greco, ha analizzato l'imminente finale di Champions League tra Arsenal e PSG, per poi soffermarsi sulle dinamiche della Serie A, dalla nuova panchina del Napoli fino all'ascesa dei suoi ex giocatori diventati allenatori. LA FINALE DI CHAMPIONS - L'atto conclusivo della massima competizione europea vedrà di fronte due connazionali di Benitez: Mikel Arteta e Luis Enrique. Una sfida che, secondo l'ex allenatore di Liverpool e Napoli, si giocherà sul filo del ritmo e dell'atteggiamento: "È evidente che gli allenatori spagnoli stiano facendo molto bene in Europa", ha esordito Benitez. "Credo che vedremo una finale tra due squadre che fanno dell'intensità il loro punto di forza. Se l'Arsenal non cambierà atteggiamento rispetto all'ultima sfida contro i parigini, il PSG, con la sua pressione alta, potrebbe approfittare degli errori concessi in fase difensiva". A fare la differenza sarà anche la cura maniacale delle abitudini: "In sfide come questa devi infondere fiducia ai giocatori mantenendo la solita routine, senza stravolgere nulla, altrimenti subentra l'ansia". E sui singoli, Benitez non ha dubbi su dove si deciderà il match: "Kvaratskhelia ha fatto la differenza quest'anno con i suoi 10 gol nella fase a eliminazione diretta, ma il PSG ha Vitinha che sta giocando molto bene. Se Declan Rice riuscirà a controllarlo, lì si potrebbe decidere la partita. Anche se, con le squadre così alte, saranno gli attaccanti a fare davvero la differenza". FUTURO IN PANCHINA E IL NAPOLI - Uno sguardo, inevitabilmente, è andato anche al suo ex Napoli e alla scelta del presidente Aurelio De Laurentiis di affidare la panchina a Massimiliano Allegri per il nuovo corso: "De Laurentiis è molto scaltro e sa bene che Allegri ha grande esperienza. Sostituire o cercare un allenatore del livello di Conte non era facile, ma credo che lui lo abbia trovato in Allegri". Sul suo futuro personale e sulla suggestione, lanciata dal Ministro Abodi, di un approdo sulla panchina dell'Italia, Benitez non chiude le porte: "Sto imparando e migliorando il mio italiano. A parte gli scherzi, allenare una Nazionale in futuro può essere un'opzione concreta per me. Preparare un Mondiale o un Europeo rappresenta una sfida molto affascinante. Per ora aspetto un'opportunità per continuare a crescere. Io allenatore della nazionale? Lo farei volentieri". Spazio anche per una riflessione sui lavori della UEFA, dove si è discusso molto di calendari intasati: "Si giocano troppe partite, i giocatori hanno bisogno di tempo per riposare e recuperare mentalmente". CHIVU - Infine, interrogato sui profili emergenti e sui suoi ex calciatori passati dal campo alla panchina, Benitez ha speso parole di grande elogio per Cristian Chivu, da lui allenato ai tempi dell'Inter: "Quando era un mio giocatore era molto intelligente, ma onestamente all'epoca non lo immaginavo nelle vesti di allenatore. All'inizio si diceva che avrebbe fatto fatica per via della poca esperienza, ma devo dire che ha dimostrato grande intelligenza. Ha tra le mani una squadra forte e, quando le cose stanno così, il compito diventa più facile. Se cerchi di inventare cose strane ti complichi la vita, ma con una rosa competitiva e un allenatore intelligente, i campionati si vincono".
Catanzaro, sogno sfiorato: le lacrime di Iemmello e Aquilani raccontano una stagione storica
Catanzaro, sogno sfiorato: le lacrime di Iemmello e Aquilani raccontano una stagione storica
Le lacrime raccontano più di mille parole. Quelle di Pietro Iemmello e di Alberto Aquilani, al triplice fischio di Monza-Catanzaro, sono l’immagine più potente di una stagione straordinaria. I giallorossi accarezzano un’impresa che avrebbe avuto il sapore della leggenda: ribaltare lo 0-2 dell’andata e conquistare una promozione che sembrava impossibile. Finisce 2-2, con il Monza premiato dal miglior piazzamento in classifica, ma la sensazione è che qualcosa di enorme sia stato comunque costruito. Nel boato finale dello stadio, l’abbraccio tra Bianco e Aquilani vale quanto una vittoria. L’allenatore del Monza riconosce il valore dell’avversario, mentre dalla sala stampa partono applausi spontanei per un un gruppo - quello giallorosso - che ha sfiorato la storia. Il Catanzaro esce sconfitto nel risultato, ma vincente nella percezione: una squadra capace di ribaltare le gerarchie, di giocarsela senza paura e di lasciare il segno. AQUILANI, IL CORAGGIO DELLE IDEE - C’è la firma di Alberto Aquilani su questa cavalcata. Arrivato tra dubbi e curiosità, dopo un avvio complicato fatto di sette pareggi e una sconfitta nelle prime otto giornate, ha trovato nel presidente Floriano Noto un alleato fondamentale. Fiducia totale, anche quando i risultati non arrivavano. Da lì è nato tutto. Aquilani non ha tradito la sua identità, ma l’ha resa più concreta, più pragmatica. Da ottobre in poi il Catanzaro ha cambiato marcia: gioco riconoscibile, crescita costante, fino a chiudere al quinto posto e conquistare una storica finale playoff. Un percorso che racconta la maturazione di un allenatore giovane, capace di trasformare le difficoltà in un punto di forza. GIOVANI ED ESPERIENZA: L’EQUILIBRIO PERFETTO - Il segreto del Catanzaro sta nell’alchimia. Da una parte i veterani, dall’altra una nuova generazione di talenti. Pietro Iemmello è il simbolo: catanzarese, capitano, leader emotivo. Accanto a lui uomini di esperienza come Brighenti, Pontisso e Petriccione, fondamentali per dare stabilità. Poi i giovani, tanti e valorizzati come poche altre squadre in Italia. Da Cisse, classe 2006 protagonista nella prima parte di stagione, a Liberali (2007), diventato titolare e decisivo nella seconda parte di stagione. Senza dimenticare Rispoli, Alesi e soprattutto Favasuli, calabrese di Africo, cresciuti in modo esponenziale fino ad arrivare nel giro delle nazionali. Una scelta chiara, identitaria, che ha attirato l’attenzione di tutto il calcio italiano: puntare sui giovani, soprattutto italiani, senza rinunciare alla competitività. LA VISIONE DI NOTO E IL LAVORO DI POLITO - Dietro il campo c’è una società che ha costruito con pazienza. Il presidente Floriano Noto, catanzarese, ha dato continuità e visione: dai lavori dello stadio “Ceravolo” al progetto del nuovo centro sportivo, fino alla scelta di un allenatore giovane e coerente con l’idea di calcio del club. Fondamentale anche il lavoro del direttore sportivo Ciro Polito, che ha costruito una rosa equilibrata, sostenibile e funzionale al progetto tecnico. Una struttura solida che ha permesso al Catanzaro di crescere senza stravolgersi. DAL DOLORE DI MONZA ALLE CERTEZZE CONSOLIDATE - Il Catanzaro esce da Monza con le lacrime negli occhi di ogni calciatore, ma con una consapevolezza nuova. Questa squadra ha scritto una pagina importante della propria storia e ha acceso qualcosa che va oltre una singola stagione. Tre playoff consecutivi in tre anni - due semifinali e una finale - raccontano una continuità rara. Un percorso che sta trasformando il Catanzaro in una delle realtà più interessanti del panorama calcistico italiano. La città si riconosce in questa squadra e il legame tra tifosi e gruppo è diventato sempre più forte, quasi viscerale, come dimostrato anche sugli spalti a Monza. Catanzaro porterà dentro questa stagione come un patrimonio emotivo e sportivo: una squadra che entra nella storia, che ha fatto sognare e che ha costruito qualcosa destinato a durare. Certe sconfitte non chiudono un ciclo, lo aprono.
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Direttore responsabile delle testate e amministratore per GDM Comunication Gianluca Di Marzio