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LiveAddio a Sandro Mazzola: le reazioni del mondo del calcio
Addio a Sandro Mazzola: le reazioni del mondo del calcio
Addio a Sandro Mazzola. La leggenda della Grande Inter aveva 83 anni e si è spento nella giornata di oggi. Una notizia che ha scosso l'intero mondo del calcio, che ora tramite messaggi sta dimostrando la propria vicinanza alla famiglia. Di seguito i messaggi di cordoglio dei protagonisti, ex compagni di squadra e club.  10.20 - L'Udinese si aggiunge ai saluti: "Udinese Calcio esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, straordinario protagonista del calcio degli anni '60 e '70 con la maglia dell'Inter e della Nazionale italiana, vincendo anche un Europeo. Il club è vicino ai suoi cari in questo momento difficile". 10.04 - "Ciao Sandro, cuore azzurro": la Nazionale saluta Sandro Mazzola. Ciao Sandro, cuore azzurro 🇮🇹 pic.twitter.com/sUSRqN5QvZ — Nazionale Italiana ⭐️⭐️⭐️⭐️ (@Azzurri) September 19, 2026 09.53 - "Atalanta BC si unisce al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, campione di straordinario valore e protagonista indiscusso della storia del calcio italiano. La società esprime le più sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari" scrive l'Atalanta. Atalanta BC si unisce al cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, campione di straordinario valore e protagonista indiscusso della storia del calcio italiano. La società esprime le più sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari. — Atalanta B.C. (@Atalanta_BC) September 19, 2026 09.49 - La Lazio si unisce al saluto: "La S.S. Lazio esprime il suo profondo cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano, dell’Inter e della Nazionale Azzurra. Il Club si stringe al dolore dei familiari". 09.39 - Il presidente della FIGC Giovanni Malagò ricorda il grande attaccante: "La scomparsa di Sandro Mazzola è un dolore profondo per me e per tutto il calcio italiano. Se ne va una leggenda, una delle figure che hanno contribuito a rendere grande il nostro calcio nel mondo. Sandro è stato una bandiera, un capitano, un campione capace di attraversare un’epoca e di diventare memoria collettiva. Il figlio di Valentino che ha saputo trasformare un cognome immenso in una storia altrettanto grande, costruita con talento, personalità, coraggio e una straordinaria umanità. Mi piace pensare che abbia finalmente ritrovato suo padre e quei campioni con cui ha condiviso una delle pagine più belle del calcio italiano". 09.37 - "Ci ha lasciato all’età di 83 anni Sandro Mazzola. Avversario leale sul campo, bandiera dell’Inter e pilastro della Nazionale, Mazzola era legato anche ai colori rossoblù per un’esperienza da General Manager nella stagione 1985/1986. Il Club si unisce al cordoglio di tutto il mondo sportivo e si stringe al dolore dei familiari per la scomparsa di una leggenda del calcio" scrive il Genoa. Ci ha lasciato all’età di 83 anni Sandro Mazzola. Avversario leale sul campo, bandiera dell’Inter e pilastro della Nazionale, Mazzola era legato anche ai colori rossoblù per un’esperienza da General Manager nella stagione 1985/1986. Il Club si unisce al cordoglio di… pic.twitter.com/MF0nDGGAJ4 — Genoa CFC (@GenoaCFC) September 19, 2026 09.32 - Rivali in campo, ma non nella vita. Il cordoglio del Milan: "Il Milan esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, rivale storico e leale, leggenda dell’Inter e della Nazionale, protagonista della storia del calcio italiano. Un grande campione, una bandiera, un uomo che ha rappresentato un’epoca indimenticabile del nostro calcio. AC Milan si stringe alla famiglia Mazzola e a quella nerazzurra in questo momento di dolore. Ciao, Sandro". 09.15 - Anche la Roma si stringe intorno alla famiglia: "L’AS Roma esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda del calcio italiano. Il Club si stringe al dolore della sua famiglia e dei suoi cari" scrive il club su X. 09.00 - Il ricordo del Verona: "Hellas Verona FC esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, autentica bandiera dell'Inter e indimenticabile protagonista del calcio italiano. Con la sua classe, il suo estro cristallino e la passione dimostrata dentro e fuori dal campo, lascia un segno profondo nella storia del nostro sport. ​Il Club si stringe con affetto alla sua famiglia e a tutta l’FC Internazionale Milano". 08.53 - L'Empoli si unisce al ricordo: "Empoli Football Club esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter e indimenticabile protagonista della storia del calcio italiano.  Alla sua famiglia la vicinanza e le più sentite condoglianze del nostro Club". 08.48 - Il Monza ricorda così: "AC Monza partecipa al dolore della famiglia per la scomparsa di Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter con cui vinse tutto in Italia e nel Mondo e Campione d’Europa nel 1968 con la Nazionale, di cui resta uno dei giocatori più forti di tutti i tempi.Una leggenda del nostro calcio". 08.47 - Anche la Juventus ricorda Mazzola: "Juventus ricorda con grande rispetto Sandro Mazzola, campione e gentleman del calcio italiano, protagonista di un'epoca, simbolo di classe, stile e passione per questo sport. Il nostro profondo cordoglio per la sua scomparsa". Juventus ricorda con grande rispetto Sandro Mazzola, campione e gentleman del calcio italiano, protagonista di un'epoca, simbolo di classe, stile e passione per questo sport. Il nostro profondo cordoglio per la sua scomparsa. — JuventusFC (@juventusfc) September 19, 2026 08.45 - "Il Presidente Commisso, la Vice Presidente Catherine Commisso e tutta la Fiorentina ai stringono con sincera partecipazione e cordoglio al mondo del calcio e alla Famiglia Mazzola per la scomparsa di Sandro, leggenda nerazzurra e campione della Nazionale Italiana" scrive la Fiorentina su X. Il Presidente Commisso, la Vice Presidente Catherine Commisso e tutta la Fiorentina ai stringono con sincera partecipazione e cordoglio al mondo del calcio e alla Famiglia Mazzola per la scomparsa di Sandro, leggenda nerazzurra e campione della Nazionale Italiana. pic.twitter.com/tiqFIDTBf0 — ACF Fiorentina (@acffiorentina) September 19, 2026 08.30 - Il Napoli esprime il cordoglio per lo storico attaccante: "Il Presidente Aurelio De Laurentiis, mister Allegri, i dirigenti e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, leggenda dell'Inter e simbolo indimenticabile del calcio italiano. Alla sua famiglia la più sincera vicinanza da parte di tutto il club azzurro".
Una vita in nerazzurro: Sandro Mazzola, l'erede di Valentino che fece grande l'Inter
Una vita in nerazzurro: Sandro Mazzola, l'erede di Valentino che fece grande l'Inter
Ci sono cognomi che nel calcio diventano un'eredità. Quello di Mazzola lo è stato in modo particolare. Nato a Torino l'8 novembre 1942, Alessandro Mazzola è stato per oltre un decennio uno dei volti più rappresentativi dell'Inter e del calcio italiano. Figlio di Valentino Mazzola, capitano e simbolo del Grande Torino, Sandro ha dovuto convivere fin da bambino con il peso di un nome destinato a entrare nella storia del calcio. Ma la sua storia non è stata quella del figlio di una leggenda. È stata quella di un campione capace di costruirsi una propria identità, fino a diventare a sua volta tale. DALL'OMBRA DEL PADRE ALL'INTER - Sandro aveva meno di sette anni quando il Grande Torino scomparve nella tragedia di Superga. Il padre Valentino morì il 4 maggio 1949 insieme ai compagni di squadra, lasciando un vuoto enorme nella famiglia e nel calcio italiano. Il pallone, però, rimase nella vita di Sandro. L'Inter lo accolse nelle proprie giovanili e fu proprio in nerazzurro che iniziò il percorso che lo avrebbe portato ai vertici del calcio mondiale. A seguirne la crescita furono anche due figure importanti della storia interista come Giuseppe Meazza e Benito Lorenzi. Il debutto in Serie A arrivò il 10 giugno 1961, in una delle partite più particolari della storia del club. L'Inter, per protesta dopo una decisione federale, schierò una formazione giovanile contro la Juventus. I bianconeri vinsero 9-1, ma l'unico gol interista fu firmato proprio dal giovane Mazzola, su rigore. Aveva appena 18 anni. Fu l'inizio di una storia destinata a durare 17 anni. HELENIO HERRERA E LA NASCITA DELLA GRANDE INTER - La svolta arrivò con Helenio Herrera. L'allenatore argentino trasformò Mazzola, inizialmente centrocampista, in un giocatore offensivo. Velocità, tecnica, capacità di inserimento e soprattutto un'incredibile facilità nel trovare la porta ne fecero uno degli elementi fondamentali della Grande Inter. Attorno a lui Herrera costruì una squadra destinata a dominare l'Italia e l'Europa. Luis Suárez, Facchetti, Burgnich, Picchi, Corso, Jair, Milani e gli altri protagonisti di quella formazione diventarono i compagni di viaggio di Mazzola negli anni più gloriosi della storia nerazzurra. Il primo grande successo arrivò con lo Scudetto del 1962-63. Ma era soltanto l'inizio. LA NOTTE DI VIENNA: MAZZOLA ENTRA NELLA LEGGENDA - Il momento destinato a consacrarlo definitivamente arrivò il 27 maggio 1964. Al Prater di Vienna, l'Inter affrontò il Real Madrid di Alfredo Di Stéfano e Ferenc Puskás nella finale di Coppa dei Campioni. Mazzola segnò due volte. Prima portò avanti l'Inter con una conclusione poco prima dell'intervallo. Poi, dopo il gol di Milani e quello del Real Madrid, chiuse definitivamente la partita firmando il 3-1. Una doppietta nella finale contro il Real Madrid: fu la notte in cui Sandro Mazzola diventò definitivamente uno dei grandi protagonisti del calcio europeo. Quella Coppa dei Campioni fu la prima nella storia dell'Inter. Pochi mesi dopo arrivò anche la Coppa Intercontinentale contro l'Independiente. IL BIS EUROPEO E IL DOMINIO MONDIALE - L'Inter non si fermò. Nel 1965 arrivò la seconda Coppa dei Campioni consecutiva. Ancora una volta Mazzola fu protagonista assoluto del percorso nerazzurro e della successiva conquista della Coppa Intercontinentale. In quegli anni l'Inter di Herrera era diventata una delle squadre più forti del pianeta. Il calcio difensivo, il contropiede e l'organizzazione tattica si fondevano con il talento di giocatori come Mazzola. Il numero 10 nerazzurro rappresentava la parte più offensiva e imprevedibile di quella macchina quasi perfetta. Nel 1965 fu anche il capocannoniere della Serie A, con 17 reti. Nel 1964 era stato capocannoniere della Coppa dei Campioni con sette gol. IL DUELLO CON RIVERA - Se la carriera di Mazzola è stata indissolubilmente legata all'Inter, quella in Nazionale è stata segnata soprattutto dal confronto con Gianni Rivera. Mazzola e Rivera rappresentavano due modi diversi di interpretare il calcio e, negli anni Sessanta, divennero i simboli di una delle più celebri rivalità del calcio italiano. Entrambi centrocampisti offensivi, entrambi talentuosissimi, ma con caratteristiche differenti. La rivalità arrivò al suo punto più alto ai Mondiali del 1970 in Messico, quando il commissario tecnico Ferruccio Valcareggi adottò la celebre "staffetta": Mazzola titolare nel primo tempo, Rivera nella ripresa. Una scelta destinata a diventare uno degli episodi più discussi della storia della Nazionale italiana. CAMPIONE D'EUROPA CON L'ITALIA - Prima del Mondiale messicano, Mazzola aveva già conquistato un trofeo importantissimo con la maglia azzurra. Nel 1968 l'Italia vinse il Campionato Europeo. Mazzola faceva parte della squadra che conquistò il titolo davanti al pubblico di casa. Con la Nazionale avrebbe totalizzato 70 presenze e 22 gol, partecipando anche alla spedizione mondiale del 1970 che avrebbe portato gli Azzurri fino alla finale contro il Brasile di Pelé. GLI ULTIMI ANNI ALL'INTER - Dopo l'epoca d'oro della Grande Inter, Mazzola rimase comunque uno dei punti di riferimento del club. Nel 1971 conquistò il suo quarto Scudetto, l'ultimo della sua carriera. La sua evoluzione tattica lo portò progressivamente ad arretrare il proprio raggio d'azione, tornando verso il centrocampo. Era cambiato il giocatore, ma non era cambiata la sua centralità nell'universo nerazzurro. Nel 1971 arrivò anche il momento più alto della sua carriera individuale: Mazzola concluse al secondo posto nella classifica del Pallone d'Oro, alle spalle di Johan Cruyff. IL RITIRO E L'EREDITÀ - Nel 1977, dopo 17 stagioni con la maglia dell'Inter, Sandro Mazzola chiuse la carriera da calciatore. Il suo palmarès racconta già da solo la grandezza del giocatore: quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, un titolo europeo con la Nazionale e il secondo posto al Pallone d'Oro del 1971. Ma i numeri spiegano soltanto una parte della sua storia. Mazzola è stato soprattutto il volto di un'epoca. È stato il figlio di Valentino che ha trasformato un cognome pesantissimo in una propria leggenda. È stato uno dei simboli della Grande Inter di Helenio Herrera. È stato l'uomo della doppietta al Real Madrid nella notte di Vienna. È stato il protagonista di una delle rivalità più celebri della storia del calcio italiano. E, soprattutto, è stato un calciatore capace di attraversare un'epoca intera rimanendo fedele a una sola maglia. Quella dell'Inter. Dopo il ritiro, Mazzola ha proseguito la propria attività nel mondo del calcio, ricoprendo anche incarichi dirigenziali e intraprendendo successivamente la carriera di opinionista e commentatore televisivo. Sandro Mazzola non è stato semplicemente il figlio di Valentino. È stato Sandro Mazzola. E nella storia dell'Inter e del calcio italiano, quel nome basta.
Sebastiano e Pio Esposito in Nazionale: tutti i fratelli in azzurro
Sebastiano e Pio Esposito in Nazionale: tutti i fratelli in azzurro
Nelle prime convocazioni del Mancini-bis c’è spazio anche per diversi esordienti (QUI tutti i convocati). Tra questi c’è Sebastiano Esposito, alla sua prima convocazione con l’Italia. L’attaccante del Sassuolo ha ottenuto la Nazionale maggiore dopo aver vestito la maglia azzurra in tutte le selezioni giovanili, dall’Under 16 in poi. Sebastiano ritrova anche il fratello minore Pio Esposito, che ha già collezionato 9 presenze e 5 reti con la Nazionale. Le ultime sono arrivate sotto la guida del ct ad interim Silvio Baldini. I FRATELLI CON L’ITALIA - Pio e Sebastiano Esposito potrebbero essere la seconda coppia di fratelli ad indossare insieme la maglia della azzurra. Prima di loro ci sono stati, infatti, Simone e Filippo Inzaghi. I due ex attaccanti, oggi rispettivamente allenatori di Al Hilal e Palermo, hanno giocato insieme in una sola occasione: l’amichevole del novembre 2000 contro l’Inghilterra, quando il ct Giovanni Trapattoni li schierò insieme dal 61’ al 72’. Franco e Giuseppe Baresi, invece, non hanno mai giocato insieme con la Nazionale maggiore. I due fratelli hanno soltanto condiviso due partite con l’Under 21, entrambe contro l’Unione Sovietica nel 1980. In Nazionale maggiore le loro esperienze si sono invece alternate. Il primo a essere convocato fu Giuseppe Baresi, dal 1979 al 1981. Nel 1982 toccò invece a Franco, convocato da Enzo Bearzot anche per i Mondiali di Spagna senza giocare nemmeno un minuto: trovò la sua prima presenza soltanto nel dicembre dello stesso anno. Dopo un litigio con il ct nel 1984, Franco Baresi non fu più convocato fino all’ottobre 1986, quando sulla panchina azzurra arrivò Azeglio Vicini. Tra il 1985 e il giugno 1986, invece, Giuseppe Baresi tornò a indossare la maglia azzurra, collezionando anche l’ultima presenza agli ottavi di finale dei Mondiali del 1986 contro la Francia CON LE ALTRE NAZIONALI - Non solo l’Italia: nella storia del calcio sono diverse le coppie di fratelli che hanno vestito insieme la maglia della propria Nazionale. È il caso di Theo e Lucas Hernandez con la Francia, entrambi presenti ai Mondiali del 2022 e del 2026. Yaya e Kolo Touré hanno invece giocato con la Costa d’Avorio, con cui hanno vinto anche una Coppa d’Africa e anche nel Manchester City.Ci sono poi Brian e Michael Laudrup con la Danimarca, Jordan e André Ayew con il Ghana, Thorgan ed Eden Hazard e Romelu e Jordan Lukaku con il Belgio. FRATELLI CON MAGLIE DIVERSE - Non sempre, però, i fratelli hanno scelto la stessa Nazionale. Jérôme e Kevin-Prince Boateng si sono affrontati con Germania e Ghana: stesso situazione di Granit e Taulant Xhaka, avversari con Svizzera e Albania. Non si sono invece mai affrontati con le rispettive Nazionali Thiago Alcântara e Rafinha, figli del campione brasiliano Mazinho: il primo ha scelto la Spagna, mentre il secondo ha vestito la maglia del Brasile. I due si sono però sfidati in Champions League, nel Barcellona-Bayern Monaco del 2015. Ai Mondiali del 2026 c'erano diverse coppie di fratelli con maglie diverse: Iñaki e Nico Williams, rispettivamente con Ghana e Spagna, Guéla e Désiré Doué che hanno rappresentato Costa d’Avorio e Francia, mentre John e Harry Souttar hanno scelto due Australia e Scozia. Anche Derrick Luckassen e Brian Brobbey hanno vestito maglie diverse, quelle di Ghana e Paesi Bassi.
È morto Sandro Mazzola, leggenda della Grande Inter: aveva 83 anni
È morto Sandro Mazzola, leggenda della Grande Inter: aveva 83 anni
È morto all'età di 83 anni Sandro Mazzola, uno dei più grandi simboli della storia dell'Inter e del calcio italiano. Figlio dell'indimenticabile Valentino, storico capitano del Grande Torino, caduto nella Tragedia di Superga, è stato protagonista della Grande Inter di Helenio Herrera e di un'epoca irripetibile del calcio nerazzurro. Sandro Mazzola è stato una bandiera assoluta dell'Inter. Nato nel 1942, è cresciuto calcisticamente in nerazzurro, dove ha esordito appena diciottenne e dove ha trascorso l'intera carriera da giocatore, fino al ritiro nel 1977, a 35 anni. Diciassette stagioni, 565 presenze complessive e 160 gol, con 417 apparizioni in Serie A. Velocissimo, abile nel dribbling e lucido sotto porta, Mazzola è stato uno dei volti più riconoscibili della squadra che, nella metà degli anni Sessanta, conquistò l'Italia e l'Europa sotto la guida di Helenio Herrera. LA GRANDE INTER E I SUCCESSI IN NERAZZURRO - Con la maglia dell'Inter, Mazzola ha attraversato uno dei cicli più straordinari della storia del calcio italiano. Nel suo palmarès figurano quattro campionati italiani, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Un percorso che lo ha trasformato in una leggenda del club e in uno dei grandi protagonisti della Grande Inter, capace di imporsi ai massimi livelli del calcio europeo e mondiale. L'AZZURRO E IL TRIONFO EUROPEO - Importante anche il suo percorso con la Nazionale italiana. Mazzola vestì per la prima volta la maglia azzurra nel 1963, raccogliendo complessivamente 70 presenze e 22 gol. Fu tra i protagonisti del trionfo dell'Italia agli Europei del 1968, disputati in casa e conquistati dopo la doppia sfida contro la Jugoslavia. Due anni più tardi partecipò anche al Mondiale in Messico, arrivando fino alla finale del 1970, poi persa contro il Brasile di Pelé. LA CARRIERA DOPO IL RITIRO - Conclusa l'attività agonistica, Mazzola ha continuato a vivere il calcio ricoprendo diversi incarichi dirigenziali. Ha lavorato prima all'Inter, poi al Genoa, tornando successivamente in nerazzurro e chiudendo la sua esperienza nel mondo dirigenziale al Torino, fino al 2003. Con la morte di Sandro Mazzola se ne va uno dei grandi simboli di un calcio che ha segnato un'epoca: figlio di Valentino, bandiera dell'Inter, campione d'Europa con l'Italia e protagonista di una delle squadre più iconiche della storia.
Monza, Juric: "È stata la partita dove abbiamo sofferto di più"
Monza, Juric: "È stata la partita dove abbiamo sofferto di più"
Ivan Juric ha commentato a Sky la vittoria del Monza per 2-1 contro il Sassuolo al termine della quinta giornata di Serie A. Un successo importante per i biancorossi, che hanno trovato la prima vittoria in campionato dopo 3 sconfitte nelle ultime 4 gare. L'allenatore ha sottolineato la capacità dei suoi giocatori di cambiare passo nella ripresa, soffermandosi anche sulla prestazione di Törnqvist e sul momento della squadra. L'allenatore del Monza ha iniziato parlando dell'importanza dei tre punti conquistati: “Sono molto contento per i ragazzi, avevano bisogno di questi 3 punti per riacquisire fiducia. È stata la partita dove abbiamo sofferto di più, soprattutto nel primo tempo”. Juric ha poi analizzato la prestazione della squadra e quella dei neroverdi: “Sono soddisfatto perché giocavamo contro una squadra importante con un’identità chiara. Nel primo tempo non ci siamo trovati, nel secondo abbiamo alzato il livello e ciò ci ha permesso di vincere la partita”. Tra i protagonisti del successo c'è stato anche Törnqvist, autore di una prestazione positiva tra i pali. Juric ha commentato così la prova del portiere: “Törnqvist ha fatto molto bene, è un portiere che para e che ha una tecnica tutta sua. L’importante è che sia efficace, oggi ha fatto una grande prestazione”. Infine, l'allenatore ha parlato del percorso della squadra e dell'imminente sosta per le Nazionali: “Fino ad ora i ragazzi sono stati bravissimi, andiamo avanti così e penso che questo gruppo recuperando gente che sta fuori può fare un bel campionato”. Sulla pausa, invece, Juric ha aggiunto: “Sicuramente questa sosta rompe un po’ gli schemi, anche se aiuterà per quanto riguarda recuperare gli infortunati, non mi fa impazzire ma ormai accettiamo tutto e ci concentriamo su quello che possiamo fare”.
Varela si è preso il Monza: doppietta al Sassuolo e primi tre punti
Varela si è preso il Monza: doppietta al Sassuolo e primi tre punti
Stavolta Gustavo Varela può essere felice. Il quinto e il sesto gol stagionali dell'attaccante portoghese valgono al Monza i primi tre punti in Serie A, contro il Sassuolo reduce dalla vittoria contro la Juve. Un inizio da sogno per il classe 2005, che ha quasi eguagliato il suo record in una massima serie: l'anno scorso, col Gil Vicente, i gol erano stati 7 in tutta la stagione.  Arrivato a fari spenti dal Benfica, è il vero colpo del mercato di Pedro Obiang, alla sua prima estate da DS. Un esordio con doppietta, in Coppa Italia contro l'Avellino; poi il gol del momentaneo pareggio a San Siro con l'Inter, quello nella sconfitta interna contro l'Udinese e i due di oggi. Il primo di testa, da corner (con la complicità di Muric), il secondo su rigore.  Gustavo Varela è figlio di Fernando, che ha sfidato in due occasioni in seconda serie portoghese. Uno (Gustavo) con la maglia del Benfica, l'altro (Fernando) con l'ultima della carriera, quella dell'Alverca. Uno appena maggiorenne, l'altro alla soglia dei quarant'anni. Uno attaccante, l'altro difensore centrale: una sfida tutta in famiglia. Con i parenti, in tribuna, ad assistere allo spettacolo indossando delle insolite maglie "a metà" coi colori delle due squadre.  IL MONZA SULLE SPALLE DI VARELA - "Juric mi ha chiesto di essere felice", aveva detto alla Gazzetta. Anche il Monza oggi è felice: la vittoria al Brianteo in Serie A mancava da gennaio 2025, contro la Fiorentina dell'ex Palladino, erano gli ultimi sussulti prima della retrocessione. La squadra gioca, crea, produce, vuole confermare le buone impressioni raccolte e testimoniate dal suo allenatore alla vigilia, anche dopo la pesante sconfitta di Lecce. I biancorossi, prima della quinta giornata, erano sul podio per grandi occasioni create in Serie A, dietro solo alle capoliste Inter e Monza, e addirittura primi per distanza percorsa in campo.  Nella serata del Brianteo si celebra la prima chiamata in nazionale di Kouadio, si esulta alle parate di Törnqvist, terzo portiere impiegato in 5 giornate dopo Pizzignacco e Thiam, si teme la beffa nel finale per il gol capolavoro di Adzic (già il quarto in neroverde), che la riapre. Ma il vero protagonista è Varela: arrivato in punta di piedi, con un sorriso timido nascosto dietro a un paio di occhiali, ora si sta prendendo la scena a suon di applausi.
Francia, Zidane: "Mi piace molto Diouf, voglio vederlo da terzino sinistro"
Francia, Zidane: "Mi piace molto Diouf, voglio vederlo da terzino sinistro"
Andy Diouf è tra i 23 convocati da Zinedine Zidane per i prossimi impegni della Francia in Nations League. Il centrocampista dell’Inter, arrivato in nerazzurro nell’estate del 2025 con l’idea di giocare prevalentemente in mezzo al campo, è stato utilizzato soprattutto sulla fascia destra nel 3-5-2 da Cristian Chivu, ruolo nel quale viene impiegato con continuità anche in questa stagione. Una collocazione tattica che, peraltro, non coincide pienamente con le preferenze espresse dallo stesso Diouf, che di recente ha spiegato di non considerarsi né un terzino né un’ala e di voler tornare a giocare centralmente (QUI LA NOTIZIA). Zidane, però, sembra avere in mente un'altra soluzione per il classe 2003. Il commissario tecnico della Francia, parlando in conferenza stampa in vista dei prossimi impegni della Nazionale, ha infatti indicato una possibile nuova posizione per il giocatore dell'Inter: “Diouf mi piace molto. Voglio vederlo con noi come terzino sinistro”. Un'idea che potrebbe dunque portare l'ex Lens a ricoprire un ruolo ancora diverso rispetto a quello occupato abitualmente nell'Inter. Dopo aver iniziato la sua esperienza nerazzurra da centrocampista e aver trovato spazio soprattutto come esterno destro nel sistema di Chivu, il francese potrebbe essere testato da Zidane sulla corsia opposta, questa volta con compiti da terzino sinistro.
Inter, la probabile contro la Roma: ballottaggio Dimarco-Carlos Augusto
Inter, la probabile contro la Roma: ballottaggio Dimarco-Carlos Augusto
Aria di big match all'Olimpico. La Roma ospita l'Inter nell'incrocio tra le uniche due squadre ancora a punteggio pieno in Serie A, nel match in programma per sabato 19 settembre alle ore 18:00. I nerazzurri si presentano all'appuntamento reduci da due rimonte contro Napoli e Udinese, intervallate dalla sconfitta nell'esordio in Champions League contro il Real Madrid. Cristian Chivu conferma il conseuto 3-5-2, con tre ballottaggi aperti, di cui due sulle fasce e uno a centrocampo. Di seguito la probabile formazione dell'Inter in vista della sfida contro la Roma LA PROBABILE FORMAZIONE DELL'INTER -  Martinez, fresco di convocazione da parte della Spagna, va verso la conferma tra i pali nerazzurri. In difesa dovrebbe tornare il trio composto da Bisseck, Akanji e Bastoni. Dopo la leggera distorsione accusata contro il Napoli, anche Federico Dimarco torna a disposizione, anche su Chivu deve ancora decidere se schierare il numero 32 o Carlos Augusto. Sulla fascia destra Luis Henrique contende il posto a Diouf. A centrocampo assente Calhanoglu: in regia ci sarà Zielinski, con Barella e uno tra Curtis Jones e Sucic a completare la mediana. Davanti, per la prima volta in questa Serie A, spazio alla ThuLa: Thuram e Lautaro Martinez per cercare di regalare all'Inter il primato in solitaria. INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Zielinski, Jones, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram. All: Chivu DOVE VEDERE LA PARTITA - Il big match della quinta giornata tra Roma e Inter , in programma sabato 19 settembre alle 18:00 allo stadio Olimpico, sarà visibile in tv su DAZN. Sarà possibile seguire il match anche in streaming attraverso l'app di DAZN disponibile per cellulare, tablet e pc.
Roma, la probabile formazione contro l'Inter: Gasperini sceglie Soulé
Roma, la probabile formazione contro l'Inter: Gasperini sceglie Soulé
Uno per tutti, tutti per uno. Gasperini si prepara a sfidare l'Inter di Cristian Chivu con tutti gli uomini a disposizione: l'ultimo recuperato dall'allenatore giallorosso è stato Mario Hermoso, che ha recuperato dal trauma contusivo al piede.  In caso di successo, la Roma chiuderebbe andrebbe a +3 dall'Inter (QUI LA PROBABILE) e si lancerebbe in solitaria in vetta alla classifica. "L’Inter però è la squadra di riferimento del nostro campionato per tutti" così Gasperini parlava dei prossimi avversari dei giallorossi pochi giorni fa (LEGGI QUI). Sicuramente, dopo un avvio di campionato da quattro vittorie su quattro, hanno tutte le carte in regola per contendergli qualcosa di più di questi tre punti. PROBABILE FORMAZIONE - Gasperini dovrebbe schierare un 3-4-2-1 con Svilar tra i pali. In difesa le certezze sono Mancini e Hermoso, mentre resiste il ballotaggio tra Balerdi e N'Dicka. Sulle fasce viaggiano verso una maglia da titolare Molina e Wesley, mentre al centro potrebbe esserci la coppia Koné-Cristante. Sulla trequarti spazio a Dybala e Soulé, alle spalle del solito Malen. ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Balerdi, Hermoso; Molina, Koné, Cristante, Wesley; Dybala, Soulé; Malen. All. Gian Piero Gasperini DOVE VEDERE LA PARTITA - Roma-Inter è programmato per sabato, 19 settembre: calcio d'inizio alle 18:00 allo Stadio Olimpico. Il match sarà visibile in esclusiva in streaming sull'app di DAZN.
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