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Germania, i primi convocati di Klopp: 44 giocatori divisi in due liste
Si avvicina sempre di più la prima sosta nazionali della stagione 2026/2027. Dopo le gare in programma nel weekend 19/20 settembre, inizierà la pausa che durerà fino appunto dal 21 settembre fino al 6 ottobre, per un massimo di quattro impegni. E questo sarà proprio il caso della Germania, pronta a iniziare ufficialmente la Jurgen Klopp era, tornato in panchina solo per svolgere il ruolo di commissario tecnico.
L'ex allenatore di Liverpool e Borussia Dortmund, quindi, ha diramato le sue prime convocazioni per i quattro impegni che Die Mannschaft dovrà affrontare, contro Olanda, Serbia e un doppio incontro con la Grecia. La particolarità? Klopp ha diviso i 44 convocati in due gruppi differenti: il primo (24 giocatori) per Olanda-Germania e Germania-Grecia, i primi due incontri in ordine cronologico. Poi altri 21 convocati per Germania-Serbia e Grecia-Germania. Un solo giocatore figura sia nella prima che nella seconda lista e si tratta del portiere Finn Dahmen, mentre sono presenti diversi volti noti al campionato italiano come Yann Bisseck e Nick Woltemade.
I CONVOCATI PER OLANDA-GERMANIA E GERMANIA-GRECIA:
- PORTIERI: Finn Dahmen, Alexander Nübel, Marc-André ter Stegen;
- DIFENSORI: Hennes Behrens, Yann Aurel Bisseck, Nathaniel Brown, Max Rosenfelder, Nico Schlotterbeck, Jonathan Tah, Philipp Treu, Josha Vagnoman;
- CENTROCAMPISTI: Nadiem Amiri, Bambaśe Conté, Yannik Engelhardt, Chris Führich, Serge Gnabry, Lennart Karl, Joshua Kimmich, Jamal Musiala, Felix Nmecha, Kevin Schade, Anton Stach;
- ATTACCANTI: Younes Ebnoutalib, Kai Havertz.
I CONVOCATI PER GERMANIA-SERBIA E GRECIA-GERMANIA:
- PORTIERI: Noah Atubolu, Finn Dahmen, Jonas Urbig;
- DIFENSORI: Waldemar Anton, Ridle Baku, Finn Jeltsch, Maximilian Mittelstädt, David Raum, Malick Thiaw;
- CENTROCAMPISTI: Karim Adeyemi, Mika Baur, Tom Bischof, Saïd El Mala, Brajan Gruda, Vitaly Janelt, Felix Keidel, Aleksandar Pavlović, Derry Scherhant, Florian Wirtz;
- ATTACCANTI: Jonathan Burkardt, Nick Woltemade.
Juventus, la probabile formazione contro il NEC
Archiviata la sconfitta nel finale contro il Sassuolo nella quarta giornata di Serie A, la Juventus di Luciano Spalletti ora si concentra sul debutto nella nuova stagione di UEFA Europa League. I bianconeri faranno il loro esordio nella competizione alle ore 21.00 di giovedì 17 settembre 2026 all'Allianz Stadium di Torino.
Di fronte c'è il NEC di Dick Schreuder, che ha concluso l'Eredivisie 2025/2026 al terzo posto, il migliore della propria storia, conquistato all'ultima giornata grazie alla vittoria per 2-1 sul Go Ahead Eagles. Tra dubbi ancora da sciogliere e possibili novità, andiamo a scoprire la probabile formazione della Juventus.
LA PROBABILE FORMAZIONE CONTRO IL NEC
JUVENTUS (3-4-2-1): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumi; Kalulu, Douglas Luiz, Sarr, Celik; McKennie, Kolo Muani; Woltemade. All. Spalletti
DOVE VEDERLA IN TV - Il match tra Juventus e NEC, valido per la prima partita della League Phase di Europa League, è in programma alle ore 21.00 di giovedì 17 settembre 2026 all'Allianz Stadium di Torino. La partita sarà visibile in diretta su Sky Sport 252, Sky Sport 4K e Sky Sport Uno. Lo streaming sarà disponibile su Sky GO e NOW TV.
IntervistaRuben Kluivert: "Papà Patrick, il mio più grande tifoso e critico. Sogno di incontrare il Milan in Europa League"
Ruben Kluivert, difensore classe 2001 del Lione e figlio della leggenda olandese Patrick Kluivert, si è raccontato a Gianlucadimarzio.com. Dopo essere passato dal calcio olandese al Casa Pia, in Portogallo, Ruben ha conquistato la sua occasione in Francia, al Lione, dove oggi è allenato da Paulo Fonseca. In questa intervista racconta il peso e l’orgoglio di portare un cognome così importante, il rapporto con il padre e i fratelli, la scelta di diventare difensore, il percorso che lo ha portato fino al Lione e i suoi sogni per il futuro.
Essere figlio di una leggenda come Patrick Kluivert all'arrivo al Lione: "È un onore avere questo cognome e tutto ciò per cui mio padre ha lavorato duramente. Noi fratelli cerchiamo di onorare la sua eredità e penso che lo stiamo facendo alla grande. Ovviamente è difficile, ma devi continuare ad andare avanti a prescindere, metterti in mostra e poi la tua occasione arriverà. Papà conosce tutto, conosce il calcio. Quindi è il mio più grande critico e il mio più grande tifoso.”
Sul suo ruolo da difensore centrale, Kluivert dice: “Sono il più giovane dei tre fratelli. Quindi, quando ero più giovane, in testa avevo solo ed esclusivamente sempre difendere! E penso che questa cosa sia rimasta dentro di me e ora sono un difensore.”
Non molto tempo fa era ancora al Dordrecht e al Casa Pia. “Ero nella seconda divisione olandese e avevo bisogno di minuti (nella stagione 2023/2024 ndr). Avevo bisogno di mettermi in mostra, era un piccolo club. E poi è arrivato il Casa Pia, anche questo un piccolo club in Portogallo, ma affronti squadre importanti come Benfica e Sporting ed è molto bello mettersi in mostra contro questi avversari. Poi è arrivata questa occasione e l’ho colta! Qui al Lione sto facendo bene e spero di poter giocare sempre più minuti per mostrare ancora di più quello che so fare.”
Se il Lione è tra le favorite per vincere l'Europa League: "Penso che il Lione faccia parte delle favorite. La scorsa stagione abbiamo buttato via un po’ tutto, non avevamo perso una partita e avevamo chiuso primi prima di rovinare tutto. Penso che con questa squadra possiamo ottenere grandi risultati."
Se c'è una squadra che vorrebbe affrontare più avanti, magari il Milan, ex club di papà nella stagione 1997/98: “È sempre bello giocare contro il Milan perché è un club storico con una storia incredibile! E non nego che mi piacerebbe molto affrontarlo. Ma mi piacerebbe anche giocare contro mio fratello Justin (al Bournemouth, ndr) se andassimo avanti. In famiglia guardiamo le partite di tutti e ci sentiamo. Il rapporto è molto bello.”
Il fratello Justin fece bene, ma non benissimo, alla Roma tra il 2018 e il 2020. Era troppo giovane? “Ha fatto bene, ma non ha avuto nemmeno tante occasioni per dimostrare quello che sapeva fare, altrimenti le cose sarebbero andate diversamente. Non voglio dire troppo perché Paulo Fonseca era il suo allenatore lì (sorride, ndr) e ora è il mio allenatore al Lione. Paulo è fantastico dal punto di vista tattico e puoi anche scherzare con lui, ed è importante avere un allenatore con cui puoi ridere. Ma tatticamente è davvero molto forte.”
E sul futuro dice: “Sono felice qui, ma la Premier League e la Nazionale sono in cima alla mia lista. È quello a cui punto e vedremo cosa succederà. Sogno molto di essere nella prossima lista di Koeman.”
Chelsea, svolta societaria: Todd Boehly cede il club a Clearlake
Il Chelsea cambia proprietà. Come si può leggere in un comunicato sul sito ufficiale del club, il fondo di investimento Clearlake Capital ha raggiunto un accordo per acquisire tutte le quote degli ormai ex comproprietari Todd Boehly e Mark Walter, garantendo anche un aumento di capitale. Un cambiamento profondo, quindi, per il club londinese, tra i protagonisti assoluti dell'ultima sessione di calciomercato.
Con questa acquisizione, infatti, Clearlake Capital passa dal possedere il 61,5% all'86,5% delle quote del club, sempre come si può leggere tra le righe del comunicato. Inoltre, Todd Boehly si è anche dimesso dalla carica di presidente del club, mentre non è ancora stato annunciato chi sarà il suo sostituto. In seguito a questo accordo per la cessione, il club viene ora valutato 5 miliardi di sterline (circa 5,83 miliardi di euro).
CONTINUITÀ - Nel comunicato ufficiale, si legge che "Clearlake intende proseguire sulla strada strategica intrapresa dal Club e realizzare l'ambizione che il gruppo di proprietà ha definito insieme". Un modo per chiudere il capitolo Todd Boehly e puntare dritti al futuro: tra le regine del calciomercato estivo, i Blues hanno iniziato la loro stagione con 4 vittorie in 6 partite tra tutte le competizioni.
LE PAROLE DI BOEHLY - Diventato ufficialmente presidente del Chelsea il 30 maggio 2022, l'esperienza di Todd Boehly da numero uno dei Blues si conclude con oltre un milione e mezzo di sterline spese sul mercato. Ora, è arrivato anche il suo saluto al club e ai suoi tifosi, garantendo serenità con la nuova gestione: "È stato un onore ricoprire la carica di Presidente del Chelsea Football Club. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a garantire un futuro brillante al Club, tra cui la Premier League inglese, gli allenatori e i giocatori, la talentuosa dirigenza e lo staff del Chelsea, e le legioni di tifosi appassionati. Ho apprezzato la mia collaborazione con Clearlake e con l'intero gruppo di proprietà, nonché le decisioni collettive e gli investimenti che abbiamo effettuato per sostenere il successo immediato e a lungo termine del Club. Sono fiducioso che il Chelsea sia ben posizionato per continuare a ottenere successi sotto la guida di Clearlake".
Sassuolo, Adžić: "Dopo il gol alla Juventus non ho dormito la notte"
"Il gol l’ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. In genere si dorme poco quando si gioca di sera. Stavolta mettici l’adrenalina, l’emozione, sensazioni forti: notte quasi in bianco": parola di Vasilije Adžić. Il centrocampista del Sassuolo, che lo scorso 13 settembre ha deciso la sfida contro la Juventus grazie al suo gol del 3-2, ha parlato alla Gazzetta dello Sport. "Aspettavo tanto questa partita. Non vedevo l’ora di giocarla per dimostrare le mie qualità".
Arrivato dalla Juventus con la formula del prestito, con il rientro in bianconero previsto per il 30 giugno 2027, il classe 2006 ha raccontato anche un retroscena: "Ho incrociato Spalletti prima della partita. Dopo aver salutato Aquilani, mi è venuto a cercare in panchina, gli sono andato incontro e mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione - e aggiunge - Mi ha fatto piacere, lo ringrazio".
Due gol e un assist in questa prima parte di campionato. Ma la rete contro la squadra con cui si è allenato fino a poche settimane fa ha tutto un altro peso. "Sentivo che qualcosa era nell’aria… l’idea del gol mi girava dentro la testa. Le sensazioni dopo il 3-2? Difficili da spiegare. Con loro ho giocato per due anni. Io cerco sempre di andare al massimo indipendentemente da chi ho di fronte".
LA SCELTA SASSUOLO. A credere nel talento del giovane montenegrino è stato un corteggiamento partito da lontano: "Il club mi voleva già a gennaio. Poi mi hanno seguito anche in estate. C’è un dettaglio che ha fatto la differenza: il direttore Palmieri è venuto a Torino per parlarmi e fare una video-chiamata con Aquilani che mi ha spiegato in maniera molto chiara il suo progetto e il ruolo che avrei avuto. A quel punto la scelta è stata facile. Devo dire che il gesto di Palmieri mi ha colpito, non è da tutti".
E aggiunge: "Sono rimasto colpito dalla mentalità di Aquilani. Mi piace perché lavora tanto sui giovani, li sa far crescere come dimostra la sua carriera da allenatore".
BERARDI. Seguendo i consigli di un leader: "Nei confronti di 'Dome' provo ammirazione e rispetto. Ha segnato più di 130 gol in Serie A, ha vinto un Europeo e poi ha giocato sempre e solo in questo club. Lo volevano tutti, ma è rimasto qui. Da lui c’è solo da imparare".
Ranking UEFA, la classifica dopo la sconfitta del Milan: l' Italia è undicesima
Tornano le competiizoni europee, quindi torna anche la classifica del Ranking UEFA in attesa di scoprire poi, a fine stagione, quali saranno le nazioni che potranno avere cinque squadre qualificate alla prossima edizione della Champions League. Se nel 2023/2024 era toccato all'Italia, nella passata stagione è stato il turno di Inghilterra e Spagna, grazie agli ottimi risultati ottenuti anche in Europa e Conference League. Ma come funziona questo meccanismo? E quanti punti hanno le altre partecipanti a questa speciale classifica? Di seguito tutti i dettagli.
COME FUNZIONA IL RANKING UEFA - I punteggi sono calcolati sommando per ogni nazione i risultati ottenuti nell'arco di una stagione dalle singole squadre qualificate alle coppe europee; i punti, ovviamente, dipendono dall'esito delle singole partite (2 per la vittoria, 1 per il pareggio, più quelli per la fase a eliminazione diretta) e vengono divisi per il numero di partecipanti (che in Italia, in totale, sono 7). Al termine della stagione europea, i campionati che occupano le prime due posizioni del ranking ottengono un posto in più a testa nell'edizione successiva della Champions League. Risultato raggiunto la scorsa stagione, come anticipato, dall'Inghilterra e dalla Spagna.
LA CLASSIFICA - Al momento, è questa la top 10 aggiornata del ranking UEFA, che subirà modifiche nel corso della stagione in base ai risultati ottenuti dalle varie squadre in Europa.
1) Azerbaigian 5.125 (1/4)
2) Portogallo 5.100 (5/5)
3) Norvegia 5.000 (4/5)
4) Germania 4.857 (7/7)
5) Inghilterra 4.833 (9/9)
6) Turchia 4.700 (4/5)
7) Spagna 4.625 (8/8)
8) Austria 4.400 (3/5)
9) Grecia 4.200 (4/5)
10) Slovacchia 4.125 (1/4)
11) Italia 4.071 (7/7)
12) Francia 4.071 (7/7)
13) Danimarca 4.000 (4/4)
14) Olanda 3.833 (6/6)
Milan, Jashari: "Dobbiamo credere nel progetto e assumerci le responsabilità"
"Dobbiamo credere in questo progetto. Così non basta: se non siamo aggressivi senza palla e giochiamo una schifezza, non facciamo il bene del club". Parla così Ardon Jashari a Sky Sport al termine della gara persa dal suo Milan contro il Benfica nella prima giornata di Europa League.
Il centrocampista svizzero, rimasto in campo per 73' prima di lasciare il posto a Rabiot, traccia un bilancio della gara: "Ci è mancato qualcosa con e senza palla. Vestiamo la maglia di una grande squadra e dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, tutti insieme. Che si vinca o si perda bisogna prenderne atto, ma la vittoria resta l'unica cosa che conta per questo club".
PROGETTO - Il messaggio del centrocampista è chiaro: "Credere nel progetto è fondamentale, ma serve un salto di qualità quotidiano. Anche oggi si è visto qualcosa di buono, però dobbiamo incidere di più nell'ultimo terzo di campo ed evitare di concedere gol così facili. Se diventiamo imprevedibili è un conto, ma se siamo leggibili per gli avversari difendersi contro di noi diventa fin troppo semplice".
SOLUZIONI TATTICHE - In chiusura, una riflessione sulle soluzioni tattiche e sullo sviluppo della manovra: "A me piace cercare la giocata verticale e servire i compagni alle spalle della linea difensiva, ma non sempre ci sono gli spazi per farlo. Servono più opzioni per creare pericoli e al momento non è il nostro forte: è un aspetto su cui dobbiamo lavorare tutti, non soltanto noi centrocampisti. Dobbiamo migliorare come squadra. Abbiamo perso la palla davanti e loro hanno creato l'opportunità".
Benfica, Silva: "Per noi è una serata storica. Futuro in Italia? Magari un giorno..."
Serata storica per il Benfica di Marco Silva, per i portoghesi si tratta della prima vittoria nella storia contro il Milan. Grazie alle reti di Lukebakio e Kaminski, "le Aquile" sono riuscite a espugnare San Siro.
Nel post partita, l'allenatore Marco Silva, ha commentato il risultato ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le sue dichiarazioni.
LE PAROLE DI MARCO SILVA - L'allenatore ha commentato così il risultato: "Non si può parlare di perfezione per la nostra prestazione ma ci siamo andati vicini. Abbiamo assunto dei rischi, abbiamo provato nuova formazione e ha anche dato suoi frutti. Abbiamo passato il test, vincere con il Milan mai facile ma sensazioni più che buone. È stato fatto un ottimo lavoro e per noi è una serata storica". Su Amorim ha poi aggiunto: "Ruben è molto bravo, c'è sempre un senso di rispetto".
SUL FUTURO IN ITALIA - Marco Silva ha poi aggiunto su un suo eventuale futuro in Italia: "Vedremo, la Serie A è un campionato bellissimo con tifosi eccezionali. Magari un giorno.."
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