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20 anni e il cuore... senza paura: Isaac Donkor, da Kumasi a Bari sulle orme Samuel

| News calcio | Autore: Redazione

Il telefono è diventato bollente nelle ore successive alla vittoria del Bari a Vercelli, nella serata di martedì. Prima da titolare per Isaac Donkor, ritorno al successo per i biancorossi dopo gli stop contro Virtus Entella e Ternana. Sono fioccati i 7 in pagella e i plebisciti sui forum all’ombra di San Nicola, con Donkor eletto già a nuovo beniamino e la sua conferma caldeggiata a furor di popolo in vista della sfida interna al Novara: “I primi a chiamarmi sono stati i miei familiari e gli amici: ho ancora tanti contatti con l’Inter, ho sentito qualcuno da Milano anche dopo l’esordio di martedì” assicura lui, 20 anni e il cuore…senza paura, e non ce ne voglia De Gregori. La storia di Isaac Donkor è di drammatica contemporaneità: in tanti tra i suoi conterranei inseguono quel sogno che oggi lui vive, una vita normale lottando per i loro obiettivi. Suo padre John è arrivato in Italia dal Ghana 15 anni fa, trovando lavoro come operaio in una ditta di Pieve di Soligo (Treviso), e con tanti sacrifici ha permesso a sua moglie Diana e ai suoi due figli, Doris e appunto Isaac, di raggiungerlo. Il piccolo Donkor gioca in attacco e mette in mostra subito grinta, dinamismo e forza, un mix che gli permette di farsi notare da Giancarlo Barizza, che ne prende in carico qualità calcistiche e sorti familiari.
“I miei genitori mi hanno insegnato che sei te stesso l’unico a poterti dare una mano quando sei giù di morale: a loro devo tutto e i miei primi guadagni sono stati per loro, in particolare per mia madre che si è sacrificata per anni, lavorando al freddo e di notte in un’azienda di congelamento dei polli” spiega dopo l’esordio in B, quasi a riproporre un mantra che lo accompagna dal 1995. Barizza gli ha evitato salti nel vuoto, portandolo prima a Padova, dove sotto la guida di Alberto Piva ha imparato il duro mestiere del difensore. Nel 2010 il grande salto, nel settore giovanile dell’Inter, dove ha trovato in Beppe Bergomi un ferreo sostenitore: “L’Inter ha problemi nel reparto difensivo, ma con Donkor in campo sarà tutta un’altra musica” ha ripetuto in tempi non sospetti lo 'Zio', uno che a 18 anni ha vinto un Mondiale, e che Mondiale. Le investiture non gli han fatto paura, gli esordi difficili nemmeno: 1 febbraio 2015, Sassuolo-Inter 3-1, unica presenza in serie A. Mancini crede in lui e lo lancia nella mischia dal 1'. Non gioca male, ma al 90’ causa il rigore che di fatto chiude la partita in favore dei neroverdi e si "becca" un'espulsione. Idee chiare in campo, ma anche fuori: “In difesa posso stare ovunque, l’importante è giocare. Nella prima parte di stagione sono stato frenato da un infortunio, ma grazie al lavoro dello staff medico ne sono venuto fuori”. Gioca all’attacco, e non potrebbe essere altrimenti per chi nelle giovanili dell’Ogliano, una frazione di Conegliano, agiva da seconda punta: “Il mio idolo è Samuel: l’ho conosciuto  e studiato sin da quando ero piccolo, ha dato tanto nella sua carriera e spero di diventare un fenomeno come lui”. A Bari è arrivato in prestito con il gemellino Camara, un anno più piccolo di lui. Il sogno di una vita è comprare una casa per i suoi genitori nella sua Kumasi, il prossimo obiettivo fuori dal rettangolo verde è invece più vicino: “Imparare il dialetto barese, è molto musicale: mi piace tanto. Attendo che qualcuno mi dia lezioni”.
LUCA GUERRA
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