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"Ho lavorato part time per un commercialista". Andrea Brighenti si racconta: "Capocannoniere con la Cremonese e poi..."

| News calcio | Autore: Matteo Moretto

Un ‘Click’ e parte l'app. Categoria: 'Lega Pro, girone A'. Risultati? No, marcatori. Il cognome in cima alla lista è familiare: ‘Brighenti’. “Ma sei parente di…”. Supposizione che si sarà sentito dire mille altre volte. Andrea va in anticipo secco. “… sì. Del difensore del Vicenza, Nicolò”. Tempismo, zampata e… gol! Un grande classico. “Nel dubbio la mette sempre” mi conferma l’altro cugino, Marco. Cognome: Brighenti. Calciatore pure lui? Ovvio che sì: quando un pallone è di casa c’è poco da fare. Malattia sana e nemmeno così rara. “Io e Marco abbiamo giocato insieme in promozione. Ah se ne è passato di tempo… avevo 16/17 anni. Con Nico non è mai successo, al massimo qualche calcetto, calciotto tra noi” mi racconta Andrea Brighenti in esclusiva per gianlucadimarzio.com. Oggi? “Attaccante - e capitano - della Cremonese". Ieri? “Quando ero in D lavoravo part-time tutte le mattine da un commercialista”. Ci resto di sasso, sorpreso. “Meglio che sia andata così! Stare in ufficio era abbastanza un incubo” mi confida sorridente e sincero. Gavetta, sacrifici, il sudore della provincia. “10/12 anni fa ero in promozione…” a Sona. E pur di allenarsi con costanza e regolarità si faceva il giro dei due mondi: autobus, un passaggio in macchina dal cugino Marco e pure il taxi, al ritorno. “Poi sono passato in serie D alla Virtus e macinavo chilometri in macchina… mia! Avevo la patente, finalmente. Fino al salto in Lega Pro: Pavia, Sambonifacese, Renate e Cremonese”. Lo hanno persino chiamato Sant’Andrea perché “capitava che vincessimo di misura proprio alla fine con un mio gol”. “Un tuo gol? No dai, strano!” ironizzo io. E grasse risate che volano. Anche se le difese avversarie hanno sempre avuto poco da ridere, basterebbe controllare il suo rullino di reti nelle ultime cinque stagioni: 13, 21, 13, 15 e 14 in questa stagione, ancora da completare. “Non ho mai vinto la classifica marcatori! Ci sono andato vicino vicino ma niente. Potrebbe essere davvero una bella soddisfazione personale” ammette Andrea, ora in testa. Geni da goleador, un’ispirazione rossonera. Visione, meglio. “Ho visto un’infinità di videocassette di Marco Van Basten! Il mio idolo indiscusso da sempre. Sono cresciuto con quel grande Milan davanti agli occhi, tutti parlavano di quella super squadra. Qualche maglietta ce l’avrò anche avuta ma ricordo come studiassi e vedessi Van Basten in tv”. Rec, pausa. Quindi, ricapitolando: capocannoniere, capitano e? Tasto play azionato. “Papà!”. Tre bambini ancora troppo piccoli per vederli nel professionismo con un pallone tra i piedi ma tempo al tempo, crescono velocemente e bene. “Due maschi, una femmina. Il più grande ne ha sei, il più piccoli sei… mesi. Mamma è chiamata a fare gli straordinari! E poi vengono sempre a vedermi giocare, a loro piace, vengono volentieri”. Stranamente quando si tratta di calcio. "Ma l'anno prossimo verranno sempre a Cremona oppure ti seguiranno in qualche altro stadio?" è la domanda di mercato prevedibile. Risposta interessante. Andrea Brighenti parla del suo futuro. "Mi piacerebbe misurarmi con la Serie B. In questi anni penso di aver fatto abbastanza bene, vorrei solo capire se posso starci o meno, mettermi alla prova. Rimanere a Cremona per un altro anno sarebbe la scelta più facile perché qui sto benissimo però salire di categoria sarebbe stimolante, lo ammetto. Magari tra dieci anni poi mi pento…”. 

'Click', riavvio l'app. Marcatori? Prima la categoria questa volta. Sezione 'in aggiornamento'. "Prima voglio finire bene questo campionato e fare più reti possibili". Giusto, per il bene della sua Cremonese. Brighenti insaziabile e ambizioso, un pazzo innamorato di calcio. Ma d'altronde, è tutta una questione di famiglia.

 

 

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