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#Amarcord, Juventus-Lazio 1999/2000 - Simeone-gol ed è trionfo a Torino: lo scudetto nasce qui…

| News calcio | Autore: Redazione

Per il tifoso laziale è la madre di tutte le partite. Per chi tifa Juventus è invece l’inizio della fine dei sogni tricolore di quell’anno. Due settimane prima il vantaggio sulla Lazio è di 9 punti e la squadra di Marcello Lippi ha quasi già cucito sul petto il 25° Scudetto, anche perché alla fine mancano soltanto 7 giornate e la Lazio non sembra avere nelle corde un ritmo travolgente. Ma nel calcio basta un attimo e tutte le convinzioni raggiunte durante un anno di lavoro, vacillano e svaniscono in men che non si dica. Al contrario chi insegue trova continuità di prestazioni e di risultati, ed un passo falso di chi sta avanti può dare lo slancio decisivo per la rimonta. Succede proprio questo: una settimana prima, la Juve perde a San Siro con il Milan e la Lazio vince il derby. I punti di vantaggio dei bianconeri restano 6 ma c’è lo scontro diretto da giocare in casa. Juventus-Lazio, Stadio Della Alpi di Torino, Sabato 1 aprile 2000. La Lazio costruita quell’anno è figlia di una grande delusione. Lo Scudetto perso con il Milan un anno prima brucia ancora tantissimo e nemmeno la vittoria dell’ultima edizione della Coppa delle Coppe, cosi come quella della Supercoppa Europea di inizio anno, riescono a ricucire del tutto lo smacco tricolore. Il presidente Cragnotti però non molla e, con gli introiti dalla cessione di Vieri all’Inter (90 miliardi di lire) rinforza una squadra già di per sè fortissima. Il portiere titolare è Marchegiani, che però quella sera a Torino non c'è e viene sostituito da Ballotta. I terzini sono due tra PancaroFavalli e Negro. I due centrali Nesta e Mihajlovic con Fernando Couto e Sensini pronti a sostituirli. Il centrocampo è super: Sergio Conceiçao a destra e Nedved a sinistra. In mezzo la grinta tutta argentina di Diego Pablo Simeone mescolata con la grandezza di Juan Sebastian Veron. Ci sono anche Almeyda e Stankovic. In avanti, a scelta, Simone InzaghiSalasManciniRavanelli Boksic. L’allenatore? Lo svedese Sven Goran Eriksson. A Torino è una serata bellissima. Sul terreno di gioco c’è ancora qualche piccolo spiraglio di luce quando alle 20.45 l’arbitro Farina fischia l’inizio. Lo stadio è pieno ma non c’è il tutto esaurito. Circa 55.000 gli spettatori presenti. Settore ospiti sold-out. I ko contro Milan e Verona di qualche settimana prima hanno portato la tifoseria laziale a contestare la squadra, ma la vittoria del derby, insieme alla sconfitta della Juve, hanno ricompattato l’ambiente. Stasera o si fa l’Italia o si muore. La Lazio parte forte, Negro ha una buona occasione ma la fallisce. La Juve si riorganizza e a metà tempo prende in mano il pallino del gioco. Pippo Inzaghi è in serata e sia lui che Iuliano impensieriscono Ballotta. E’ Del Piero però ad avere la palla del vantaggio. Cross dalla destra di SuperPippo che supera tutta la difesa. Del Piero sul secondo palo è ad un metro dalla porta ma spedisce alto di testa. Continua la stagione no di Alex che quell’anno segnerà 8 dei suoi 9 gol in campionato soltanto su rigore. Dall’altra parte Nedved è una furia e su di lui devono salvare prima Van der Sar e poi Iuliano in scivolata. Finisce un primo tempo bello ed intenso ma senza nessun gol. E’ poi ancora la Juventus a fare il match. Zidane spicca ma su di lui salva la baracca almeno due volte la difesa. Filippo Inzaghi spedisce alto dopo un’uscita imprecisa di Ballotta ma in un attimo cambia tutto. Minuto 65: Ferrara atterra Simone Inzaghi. Secondo giallo e Juve in 10. I  bianconeri devono riorganizzarsi ma non hanno il tempo di farlo. La Lazio batte la punizione, la palla arriva a Veron che disegna un assist perfetto per l’inserimento di Simeone: testa, vantaggio, corsa verso il settore ospite. La grinta e l’orgoglio del Cholo è quella dell’intero popolo biancoceleste. La Lazio è avanti. La Juventus è ferita e, nonostante l’inferiorità, assedia la porta avversaria. Ma c'è Ballotta, decisivo prima sulla punizione di Zidane e poi, proprio all’ultimo, su quella di Del Piero: un incredibile colpo di reni mentre i tifosi bianconeri stanno già per esultare. E’ l’ultimo pericolo perché la Juve non ne ha più. La Lazio trionfa. Da lì in poi i biancocelesti pareggeranno soltanto a Firenze, vincendo le altre 5. La Juve invece non è più la stessa ma, nonostante tutto, sembra poter portare a casa il titolo. Non sarà così. Proprio all’ultima giornata, l’incredibile ko di Perugia permette il sorpasso alla Lazio che così vince il suo secondo Scudetto della storia. Alessandro Storino
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