Napoli: Vergara accende il Maradona, primo gol in Serie A contro la Fiorentina

Nel momento delle scelte forzate, il Napoli ha trovato in Antonio Vergara una risorsa pronta a incidere subito.
Il calcio italiano vive di serate in cui il risultato diventa racconto. Allo stadio Diego Armando Maradona, il 2-1 contro la Fiorentina ha superato il valore dei tre punti, diventando l’immagine di un momento di svolta. In una squadra costretta a reinventarsi, Antonio Vergara ha risposto presente, prendendo responsabilità e incidendo direttamente sul tabellino.
In un Napoli ridotto all’osso da un’infermeria affollata e da assenze pesanti, Vergara non si è limitato a riempire uno spazio. Si è imposto come soluzione credibile e immediatamente funzionale nel sistema di Antonio Conte, trovando continuità di impiego e anche la via del gol.
Il classe 2004 di Frattaminore ha mostrato una completezza che va oltre l’estro: applicazione difensiva, intensità senza palla e qualità tecnica nei momenti decisivi. Soprattutto, ha evidenziato una freddezza sotto porta non comune per chi era rimasto a lungo ai margini, trasformando occasioni pulite in gol pesanti, capaci di spostare inerzia e fiducia.
Dietro l’exploit non c’è improvvisazione. Dopo la crescita nel settore giovanile del Napoli, Vergara ha costruito il proprio percorso attraverso esperienze decisive lontano dai riflettori. Il primo vero banco di prova arriva alla Pro Vercelli, dove in Serie C trova continuità e responsabilità, accumulando presenze e minuti utili alla sua maturazione. Il passaggio successivo alla Reggiana in Serie B rappresenta un salto di livello importante, interrotto però dall’infortunio al legamento crociato che ne rallenta la crescita. Una battuta d’arresto che ne ha rafforzato il profilo mentale. Tornato in campo nella stagione seguente, Vergara ha risposto con continuità, gol e assist, completando un percorso che rende oggi ancora più significativo il suo impatto nelle gare che contano.
Due gol, stessa idea: la settimana di Vergara
La prima firma è europea, contro il Chelsea: un’azione costruita nello stretto, con una giocata rapida per liberarsi del diretto avversario e il mancino incrociato a sorprendere Robert Sánchez. Non un gol casuale, ma la sintesi del suo calcio: ritmo, coraggio e una lettura immediata dell’angolo da attaccare.
Poi contro la Fiorentina: stavolta la giocata nasce dallo spazio attaccato in verticale, con un taglio profondo e una conclusione secca sul secondo passo. David De Gea resta fermo, non perché manchi la reattività, ma perché il tempo dell’esecuzione è perfetto. Due gol diversi, stessa idea: colpire in fretta, colpire bene.

Vergara, da alternativa a risorsa: cosa sta diventando nel Napoli di Conte
Nel sistema di Antonio Conte, Vergara sta trovando una dimensione credibile da trequartista moderno: muove la posizione per dare linee di passaggio, si accende tra le linee e non si tira indietro quando c’è da “sporcarsi” la partita. È questa combinazione — qualità e affidabilità — a renderlo utile anche oltre l’entusiasmo del momento.
La prova vera comincia adesso: confermare ritmo e incisività quando l’emergenza rientrerà e la competizione interna tornerà alta. Ma la settimana dei primi gol ha già lasciato un messaggio netto: Vergara non è una comparsa di passaggio. È una risorsa che può spostare l’inerzia, e il Napoli, in questa fase, aveva bisogno esattamente di questo.
A cura di Mariapaola Trombetta.