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Marocco, Brahim Diaz ti fa sognare. Altro gol decisivo e pass per i quarti di Coppa d’Africa

Brahim Diaz (imago)

Quattro gol, tutti decisivi, l’ultimo contro la Tanzania che è valso il pass per i quarti di Coppa d’Africa. Brahim Diaz si è preso il Marocco.

Il Marocco batte la Tanzania e vola ai quarti di finale di Coppa d’Africa. Una squadra forte, solida e che continua a non deludere le aspettative della vigilia grazie al suo talento. Tanti i protagonisti di questa nazionale, uno su tutti Brahim Diaz. Già, proprio quel piccoletto che in Serie A abbiamo avuto modo di conoscere con la maglia del Milan.

Finora il suo rendimento è stato straordinario: 4 gol nelle prime 4 gare del Marocco, tutti decisivi, come quello realizzato su rigore contro il Mali che è valso l’1-1 finale o, per ultimo, il timbro contro la Tanzania che ha portato la nazionale di Walid Regragui ai quarti di finale di Coppa d’Africa.

Numeri straordinari per il talento di Malaga con il numero 10 sulle spalle, ma non è tutto. Perché Brahim Diaz è diventato il primo calciatore del Marocco a segnare quattro gol nelle prime quattro giornate della Coppa d’Africa. E pensare che ha una presenza (e un gol) con la Spagna, ma ha deciso di indossare la maglia dei Leoni dell’Atlante per via delle origini marocchine del padre.

Una storia iniziata nel 2024 con la chiamata di Regragui in vista delle gare amichevoli da giocare contro Angola e Mauritania. Il primo gol arriva contro il Gabon per poi sfoderare una tripletta qualche gara dopo in occasione della sfida contro il Lesotho. Ci ha messo poco tempo a guadagnarsi un posto da titolare: Regragui tende a schierarlo soprattutto sulla fascia o in posizione avanzata vicino alla porta dove può sfruttare dribbling, velocità e la capacità di creare occasioni. Ma nel Marocco, grazie alla sua duttilità, può essere schierato anche da trequartista, in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1. Insomma, un jolly dal talento immenso che fa la differenza.

Il trasferimento al City e il rapporto con Guardiola

Ma torniamo indietro, a quando, dopo essersi messo in mostra nelle giovanili del Malaga, a 14 anni Brahim Diaz sbarca al Manchester City per entrare a far parte del settore giovanile. Dopo un lungo percorso, ecco l’esordio in prima squadra: è il settembre 2016 e durante la gara di Carabao Cup contro lo Swansea subentra a Iheanacho. Un esordio che qualche giorno dopo gli vale il primo contratto da professionista coi citizens.

Ma com’è stato il rapporto tra Brahim Diaz e Pep Guardiola? Quando lo spagnolo decise di trasferirsi al Real Madrid, Guardiola si espresse pubblicamente sulla situazione rivelando che il City aveva fatto di tutto per convincerlo a restare. Una scelta probabilmente dovuta al fatto che Brahim non riusciva ad avere continuità in una squadra ricca di stelle e già ben rodata.

Pep Guardiola, allenatore del Manchester City (IMAGO)
Pep Guardiola, allenatore del Manchester City (IMAGO)

Dallo scudetto col Milan al ritorno al Real: il presente di Brahim Diaz

Nel 2019, Brahim Diaz torna in Spagna. Non una chiamata banale perché si tratta del Real Madrid che investe per lui circa 15 milioni. Poche presenze, poco minutaggio. Ecco perché arriva la svolta nella sua carriera: serve solamente più continuità, perché la classe non manca. Su di lui piomba il Milan, che decide di acquistarlo con la formula del prestito. Risultati? Brahim Diaz diventa titolare dopo l’addio di Calhanoglu ed è parte integrante del 19esimo scudetto targato Stefano Pioli. Una cessione, quella del turco, che ha avuto il sapore della svolta.

Terminato il prestito, dopo due anni Brahim Diaz torna al Real Madrid per provare ad imporsi prima con Carlo Ancelotti e poi con Xabi Alonso. Come con Ancelotti, anche adesso con l’ex Leverkusen non è un titolare fisso, ma è comunque una pedina importante a disposizione di una squadra stellare. Dopo aver anche vinto una Champions League, adesso per Brahim c’è da scrivere la storia col Marocco. Regalare la Coppa d’Africa al Marocco col ruolo di attore protagonista potrebbe avere un sapore addirittura migliore.

A cura di Gerardo Guariglia