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"Da San Siro alla rinascita a Spezia". Il nuovo volo di Simone Scuffet

| Interviste | Autore: Alessandro Gardella

C'è chi il cielo lo raggiunge dopo anni di sacrificio e chi invece brucia le tappe, mostrando da subito tutto il proprio talento. E' il caso di Simone Scuffet, classe 1996 arrivato a calcare i campi del grande calcio già da ragazzino. Un'ascesa forse troppo rapida per non subire nessun contraccolpo. Oggi, a 23 anni, è ripartito da Spezia, dalla Serie B. Una storia che prende la traiettoria più inaspettata l'1 febbraio 2014. Scuffet ha solo 17 anni ma è gia pronto per l'esordio in Serie A.

17 anni: l'esordio a Bologna e i miracoli a San Siro

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E' l'ultimo anno della gestione di Francesco Guidolin, sta per chiudersi un'epoca che ha portato all'Udinese qualificazioni europee e enormi successi per una realtà di quelle dimensioni. Il settore giovanile bianconero, da sempre attento ai talenti di tutto il mondo, non ha bisogno di guardare troppo lontano. Simone Scuffet è infatti nato a Udine e la maglia dell'Udinese la indossa da quando ha 9 anni. La svolta arriva però 8 anni dopo. Il portiere titolare, Zeljko Brkic, si infortuna e Guidolin capisce che è il suo momento. 17 anni, gioca a Bologna dal primo minuto, ricordi e sensazioni che Scuffet ha raccontato a Gianlucadimarzio.com: "Grandissima emozione perchè non me l'aspettavo. Era quasi impossibile pensare di giocare e invece, dopo l'infortunio di Brkic, Guidolin ha puntato su di me e per questo lo ringrazierò sempre". L'Udinese vince 2-0, gol di Di Natale e Nico Lopez. Simone convince, la scelta di Guidolin viene premiata e al ritorno di Brkic, il posto rimane comunque suo. A San Siro si prende la scena imponendo lo 0-0 all'Inter di Mazzarri e a fine stagione le presenze saranno 16 in campionato più 2 in coppa. Le grandi del calcio mettono gli occhi su di lui e Prandelli lo convoca persino in Nazionale. Sembra l'inizio di un'ascesa senza fine.

Sliding Doors: dalla Champions League alla Serie B

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Nell'estate 2014 la traiettoria di Scuffet potrebbe virare verso i grandi club europei. E' la classica storia di "Sliding Doors", lui decide di rimanere a Udine. Il treno passa e Simone non lo coglie al volo, quello stesso treno che per ora non si è più presentato: "Non ho ripensamenti, quando ho preso delle decisioni nella mia vita l'ho sempre fatto pensando di fare la cosa migliore. Vado avanti per la mia strada, dopo un primo anno in cui ho fatto alla grande si erano create tante aspettative su di me...". Non dovrebbero esserci dubbi sul suo posto da titolare e invece Stramaccioni al giovane friuliano preferisce il greco Karnezis. Si aprono per Scuffet le porte del prestito. Dal possibile approdo in Champions League alla Serie B a Como. Per tutti un balzo all'indietro, per Simone un'opportunità da sfruttare: "All'inizio ho avuto tutto e subito, non pensavo neanche al fatto di poter giocare in prima squadra. L'anno successivo tutti si aspettavano qualcosa da me e ci sono state delle difficoltà. Qualcuno può pensare che in questi anni abbia fatto dei passi indietro, ma giocarmi le mie possibilità in Serie B o all'estero è stato per me molto positivo. A Udine ho avuto poche possibilità e andando fuori ho aumentato un bagaglio di esperienze che ora mi porto dietro ogni volta che scendo in campo".

L'avventura al Kasimpasa: "Passo indietro? No, occasione per crescere"

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All'Udinese lo spazio per lui si riduce sempre di più, prima Bizzarri e poi Musso gli portano via il posto. Il girovagare di Scuffet lontano da Udine tocca anche la Turchia. 6 mesi al Kasimpasa da gennaio a giugno 2019. Anche all'estero però fatica a trovare la propria dimensione. Avventura difficile ma sempre funzionale alla crescita dell'uomo e del calciatore: "Sono due fattori che vanno sempre di pari passo e in questo senso ritengo la mia avventura turca positiva. In 6 mesi ho giocato 11 partite e mi sono potuto confrontare con nuove culture e giocatori di varie nazionalità. Sono cresciuto molto". Parla con l'esperienza di un veterano, di chi ne ha già vissute tante ma Simone non dimentica la sua età: "Comunque ho ancora 23 anni, posso essere considerato un portiere giovane...". Assolutamente sì e la sua nuova occasione si chiama Spezia.

Spezia e la rinascita: Scuffet conquista il Picco

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Quello che poteva essere e non è stato: si può riassumere con questa frase la prima parte della carriera di Simone Scuffet. Ascese, cadute e ripartenze. L'ultima si chiama Spezia. I numeri tornano a essere quelli del baby fenomeno del 2014: 6 volte porta inviolata in 13 partite, solo in un'occasione ha subito più di un gol. La squadra allenata da Italiano parte malissimo ma si riprende. 12° posto in classifica alla sosta invernale. Merito anche di Simone, rinato in Liguria. Contro la Salernitana devia sul palo un missile di Lombardi, il pubblico del Picco lo acclama: "Mi sto trovando davvero bene con società, città e squadra. Possiamo dividere in due il nostro percorso. Dopo le difficoltà iniziali siamo stati bravi a continuare a lavorare e seguire le indicazioni dell'allenatore. Sappiamo che attraverso le prestazioni i risultati arrivano e ora stiamo facendo meglio. Qualche vittoria è sfuggita un po' per sfortuna e un po' per nostri demeriti ma il percorso è quello giusto. La strada è lunga e dobbiamo continuare a lavorare".

"Penso al presente e il futuro non mi preoccupa. La Serie A? Ognuno vuole arrivarci"

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La strada di Simone Scuffet sembra essere tornata in discesa. Il futuro è lontano e non così importante. La testa ora è più libera tra i pali dello Spezia: "Il Simone del presente pensa a lavorare su se stesso e a dare il massimo ogni volta che scende in campo. Facendo così saranno le varie situazioni che si presenteranno a decidere il destino del Simone del futuro. Non mi preoccupo molto, quello che sarà sarà, l'importante è avere la coscienza a posto e sapere di aver fatto tutto il possibile". Il futuro non spaventa, ma viaggiare con la mente non costa nulla. Soprattutto per chi ha cominciato a farlo fin da ragazzino: "Ognuno vuole arrivare in Serie A, in Champions League o in Nazionale e quello deve essere l'obiettivo che ti fa andare avanti tutti i giorni". Quello che poteva essere e non è stato, sì, ma anche tutto quello che è ancora in tempo per accadere. Lontano da casa Udinese, sogni e desideri di un giovane portiere. Di chi ha accarezzato il cielo con un dito e oggi, a 23 anni, sta riaprendo le ali per tornare a volare.

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