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G Factor: Simone Scuffet, il gioiello più pregiato della scuola friulana dei portieri

| Rubriche | Autore: Ciro Troise

1942-1996, non stiamo dando i numeri, sono le date di nascita di due portieri friulani. Un grande del passato e una promessa per il futuro: Dino Zoff e Simone Scuffet. Uno di Mariano del Friuli e l'altro di Remanzacco, due cittadine, la prima in provincia di Gorizia e la seconda di Udine. Terre dove regnano serenità e cultura del lavoro, quelle con cui l’Udinese ha formato una scuola di portieri invidiabile. Anche Zoff fu infatti un prodotto del vivaio bianconero, debuttando in serie A con l’Udinese, abile a prelevarlo dalla Marianese. Non c’erano ancora i Pozzo, che hanno poi costruito un club all’avanguardia per organizzazione societaria, scouting, gestione economica e attenzione al vivaio. Tra Zoff e Scuffet ci sono circa cinquant’anni ma il Friuli resta una terra fertile per la crescita dei numeri uno. Ma chi è Simone Scuffet? Un ragazzo umile, non ancora diciottenne, determinato e con grande personalità, quella che ha convinto Guidolin a puntare su di lui senza preoccupazioni dopo gli infortuni di Brkic e Kelava. Un portiere che ha mosso i primi passi nell’Aurora e nel Donatello, prima di entrare nei radar di Andrea Carnevale (a quei tempi responsabile del vivaio), storia del 2007. Il talento è evidente, di Simone colpisce la reattività tra i pali, dimostrata anche con le splendide parate compiute soprattutto nelle due sfide contro la Fiorentina. L’eccessiva umiltà e il carattere riservato hanno, però, rischiato di metterlo in difficoltà. All’Udinese c’era abbondanza di portieri e il responsabile del settore giovanile Angelo Trevisan fu chiamato a scegliere tra due ragazzi del ’96: Simone Scuffet e Alessandro Facchin, adesso al Pordenone in Serie D. La scelta premiò Scuffet, intravedendo delle qualità importanti, le stesse che gli consentirono di conquistare il premio di miglior portiere in parecchi tornei e facendo parlare molto di lui. Un percorso di crescita importante che lo porta a guadagnarsi la porta della Nazionale. E’ proprio la maglia azzurra a consacrare il valore di questo ragazzo che abbina alle qualità calcistiche anche quelle umane e scolastiche, visto il suo ottimo rendimento all’Istituto Tecnico Economico “Cecilia Deganutti”. Le vetrine si chiamano Europeo e Mondiale Under 17, il suo nome finisce sul taccuino di tanti osservatori. La società che rimane più impressionata dalle sue qualità è il Milan che allaccia i contatti con l’Udinese subito dopo l’Europeo di maggio, perso dall’Italia in finale ai rigori contro la Russia. La risposta della società friulana è netta: “Non se ne parla nemmeno, Scuffet è un nostro patrimonio”. Ma non c’è solo Scuffet nel vivaio friulano: la porta dell’Under 17 è infatti rimasta nelle mani dell’Udinese con Andrea Meret, portiere classe ’97 che gioca già in Primavera. Alle spalle di Meret c’è Simone Perisan, estremo difensore classe ’98 degli Allievi Nazionali che ha accumulato delle convocazioni sia in Under 16 che 17. Si tratta di una tradizione consolidata, una fabbrica di numeri uno. Ci sono anche quelli mandati a fare le ossa altrove o che sono “fuggiti” all’estero: è il caso di Ivan Provedel, in comproprietà con il Chievo, e ora al Pisa, dove difende i pali della formazione nerazzurra che punta alla promozione in Serie B. C’è un po’ di Friuli anche in Scozia, con Leonardo Fasan, portiere classe ’94 che ha voluto tentare l’avventura all’estero e difende i pali dell’Under 20 del Celtic Glasgow. Dalla Scozia con l’Udinese nel cuore, perché da Dino Zoff in poi il Friuli è la terra dei numeri uno. Come Simone Scuffet. Staff: Ciro Troise
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