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Dalla rinascita di Endrick alla linea verde: i segreti del “nuovo” Lione di Fonseca

Lione, Fonseca (imago)
Lione, Fonseca (imago)

Il Lione sembra essere rinato grazie a un mix di gioventù ed esperienza, la guida di un ex Milan e i gol di un talento del Real Madrid.

La stagione 2025/2026 dell’Olympique Lione segna un momento di svolta dopo alcune stagioni di grande difficoltà. In un contesto sportivo ed economico complesso (la scorsa estate la dirigenza ha vinto l’appello per evitare la retrocessione), la dirigenza ha scelto di avviare un progetto fondato su programmazione, sostenibilità e valorizzazione del capitale umano, puntando su un equilibrio chiaro tra giocatori affermati e nuove promesse. Non a caso la squadra di Fonseca è quarta in Ligue 1 e ha concluso al primo posto la League Phase di Europa League.

Quest’anno l’OL ha mostrato fin dalle prime settimane una fisionomia diversa rispetto al passato: una squadra più giovane, ma non inesperta, capace di esprimere un calcio organizzato e coerente. L’obiettivo non è il successo immediato a ogni costo, bensì la costruzione graduale di una rosa competitiva e stabile nel tempo.

La presenza di elementi di esperienza resta centrale all’interno dello spogliatoio. Giocatori come l’ex Bayern Monaco Corentin Tolisso rappresentano un punto di riferimento tecnico e mentale, guidando il gruppo nei momenti più delicati e favorendo l’inserimento dei giovani in un contesto protetto ma competitivo.

Questo mix tra veterani e nuove energie ha permesso all’Olympique Lione di ritrovare identità. Intensità, voglia di pressare e qualità nelle transizioni sono frutto di una rosa pensata per crescere stagione dopo stagione, senza strappi o rivoluzioni improvvise.

La rinascita di Endrick

E a proposito di ritrovare la propria identità, a Lione sembra essere rinato anche Endrick. Il talento brasiliano non riusciva a trovare spazio al Real Madrid e per questo si è trasferito in Ligue 1 nel corso del mercato invernale. Prestito secco per il classe 2006, che a 19 anni aveva bisogno di trovare minuti e fiducia. E questa con Fonseca non manca.

Endrick, Lione (Imago)
Endrick, Lione (Imago)

Il risultato? Numeri da fuoriclasse, con 5 gol e 1 assist in 5 presenze tra tutte le competizioni. Perchè il Lione ha un’identità chiara, gioca un calcio proposito e permette a talenti come Endrick di esprimere al meglio le loro potenzialità. Non a caso l’ex allenatore del Milan si è detto felice dei nuovi innesti arrivati a gennaio: “Sono molto soddisfatto di questo mercato. Il club ha fatto tutto il possibile per rinforzare la squadra”.

Himbert, Merah e De Carvalho: largo ai giovani

Il vero cuore della stagione 2025/2026 è però il rilancio dell’academy. Il club ha aumentato in modo significativo l’impiego dei talenti cresciuti in casa, confermando la volontà di tornare alle proprie radici e di investire sullo sviluppo interno come asse portante del progetto sportivo. La storia simbolo è quella di Rémi Himbert, ala destra classe 2008, che ha trovato pochi minuti in Ligue 1 ma nel frattempo ha già segnato in Europa League, diventando il più giovane marcatore dell’OL nelle competizioni UEFA. Un segnale forte della fiducia concessa ai giovani e della qualità del vivaio francese.

Accanto a Himbert, altri profili stanno emergendo con continuità. Khalis Merah, centrocampista classe 2007, ha mostrato maturità tattica e personalità dopo la firma del primo contratto professionistico, mentre Mathys De Carvalho ha iniziato a ritagliarsi minuti importanti in mediana, ruolo chiave per l’equilibrio della squadra. L’Europa League si è così trasformata in una palestra di crescita fondamentale. Paulo Fonseca ha alternato giovani ed esperti con intelligenza, sfruttando anche il lavoro parallelo con la Lyon B e le formazioni giovanili. Il risultato è una base solida su cui costruire il futuro, con il Lione pronto a tornare protagonista nel medio-lungo periodo.

A cura di Daniele Biondi