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Effetto Lisci: l’Osasuna abbatte il tabù Real e ora punta dritto all’Europa

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Alessio Lisci, allenatore Osasuna (credits: C.A. Osasuna)

L’Osasuna di Lisci non si nasconde più: dopo la vittoria contro il Real, l’Europa non è più un sogno, ma un obiettivo concreto.

Quella del 21 febbraio contro il Real Madrid non è stata una semplice vittoria, ma un impulso decisivo, una scossa. Dopo 25 giornate di campionato, l’Osasuna si trova al nono posto con 33 punti. La zona Europa? È lì, a soli due passi. Un risultato che all’inizio della stagione sarebbe sembrato utopia, ma che oggi testimonia un percorso credibile, caratterizzato da equilibrio, continuità e crescita mentale.

Battere il Real ha significato molto più dei tre punti: è crollato un tabù che durava da circa quindici anni. Al Sadar si è respirata un’aria diversa, l’Osasuna non è più solo un avversario scomodo, ma una squadra che può anche influenzare l’equilibrio nella parte alta della classifica.

La stagione sta procedendo su due binari opposti. In casa, i Rojillos hanno consolidato la loro forza e raccolto 24 punti in 12 partite. In trasferta, invece, il rendimento rimane il vero problema: solo 9 punti in 13 gare giocate. È proprio questo squilibrio che deciderà il rush finale per la zona Europa.  Il solo “effetto Sadar” potrebbe non essere sufficiente per tenere il passo delle grandi. Per poter sognare l’Europa, è necessaria anche continuità in trasferta.

Nelle ultime settimane la squadra ha aumentato il ritmo. Undici punti nelle cinque giornate precedenti alla vittoria contro il Real hanno riportato l’Osasuna stabilmente nella parte sinistra della classifica. Il distacco dal sesto posto è minimo e una serie di risultati consecutivi sarebbe sufficiente per ribaltare definitivamente la gerarchia.

Lisci, Osasuna: “La squadra vuole di più”

L’uomo del momento è lui, Alessio Lisci. Unico allenatore italiano in questa Liga, è riuscito a dare un’identità precisa al gruppo. Quando ha assunto la guida della squadra, l’obiettivo iniziale era semplice ma ambizioso: rendere l’Osasuna una squadra stabile e riconoscibile. Il resto sarebbe venuto dopo. Oggi, alla fine di febbraio, la situazione è cambiata. 

Dopo la vittoria contro il Real, Lisci ha dichiarato: “La squadra vuole di più, e questo mi piace”. Una frase che racconta il momento: è il riassunto di un gruppo che non si accontenta di ciò che ha raggiunto, ma che ha capito di poter ottenere di più. La gestione emotiva a seguito del pareggio di Vinícius ha dimostrato la maturità acquisita dai suoi ragazzi: nessun panico, nessuna resa, ma la lucidità di chi sa di poter ancora colpire. Lisci non ha mai parlato pubblicamente di obiettivo Europa, ha spesso parlato di “ambizione” come parola chiave, ma ha sottolineato più volte che la squadra deve migliorare in trasferta per compiere il salto di qualità. Oggi a Pamplona si ha la sensazione di aver trovato stabilità.

Budrim, Osasuna INTERNA (IMAGO)
Budrim, Osasuna (IMAGO)

L’effetto Sadar e la fame di Budimir: così l’Europa è diventata realtà

Il volto della stagione rimane Ante Budimir. Con 12 gol in campionato dopo 25 giornate, l’attaccante croato è il punto di riferimento tecnico ed emotivo. Non solo per i suoi gol, ma anche per la sua costanza. Al suo fianco è cresciuto Raúl García, decisivo proprio contro il Real. Il calciomercato invernale ha portato ulteriore qualità con l’acquisto di Raúl Moro, che ha subito contribuito in modo decisivo alla vittoria per 2-1 contro i Blancos. Non è un nome da prima pagina, ma un rinforzo per una squadra che punta sull’equilibrio e sulla concretezza. Dopo la partita contro il Real, Raúl García ha parlato di “immensa gioia” e di una giornata che rimarrà nella memoria: “È una gioia immensa. Sono passati molti anni dall’ultima volta che il Real Madrid è stato sconfitto. Credo che questa giornata a Pamplona rimarrà per sempre nella memoria”. Parole che riflettono lo stato d’animo di una squadra affiatata e consapevole dei propri limiti ma anche del proprio potenziale ancora inespresso. 

La classifica mostra che l’Osasuna è a due punti dall’Europa. Il calendario dei prossimi mesi prevede scontri diretti che potrebbero cambiare le carte nel giro di poche settimane. Ma per la prima volta dopo anni, Pamplona guarda in alto senza paura. La vittoria contro il Real Madrid non è stata solo un’impresa romantica fine a sé stessa, ma la conferma di un progetto che ha raggiunto la maturità. Se Lisci e la sua squadra riusciranno a ridurre il divario tra le prestazioni in casa e quelle in trasferta, l’Europa non sarà più solo un’ipotesi allettante, ma diventerà un obiettivo concreto. E allora il 21 febbraio sarà ricordato come il giorno della svolta definitiva. 

A cura di Mariapaola Trombetta.