Celtic Park riabbraccia Martin O’Neill: dalle notti europee al ritorno in panchina

Martin O’Neill torna al Celtic. Prende il posto di Wilfried Nancy, allenatore durato poco più di trenta giorni.
Se si parla di Irlanda del Nord è inevitabile pensare alle gesta di George Best, stella del Manchester United nonché pallone d’oro nel 1968. Ma siamo sicuri che una terra così bella e ricca di storia abbia dalla sua solamente questo straordinario attaccante? Assolutamente no, perché se da un lato Best illuminava l’attacco dei Red Devils dall’altra sponda dell’Inghilterra, a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, c’era un centrocampista di nome Martin O’Neill impegnato a scrivere la storia con la maglia del Nottingham Forest.
Una vera e propria icona del calcio nord-irlandese con quasi 300 presenze con i Garibaldi Reds e due Coppe dei Campioni vinte con Brian Clough in panchina. Un profilo che nel corso della sua lunga carriera da allenatore ha cercato di mettere in pratica gli insegnamenti del suo mentore. Ne ha viste tante in giro per l’Europa: dalla prima esperienza con il Grantham Town fino alla chiamata della nazionale irlandese, per arrivare poi all’incredibile storia con il Celtic.
O’Neill aveva già vissuto l’ambiente del Celtic Park dal 2000 al 2005 per poi ritornare lo scorso anno in seguito alle dimissioni di Brendan Rodgers. E qui la storia si fa interessante: dopo 8 partite in cui ha raccolto 7 vittorie ed una sola sconfitta, lascia il posto a Wilfried Nancy. Tuttavia, però, il 5 gennaio il francese viene esonerato e di conseguenza O’Neill torna nuovamente sulla panchina del Celtic. L’esperienza di Nancy è durata poco più di un mese con otto partite e sei sconfitte, tra cui quella nel sentitissimo Old Firm contro i Rangers.
E pensare che addirittura Rod Stewart, leggendario cantante inglese, ha esultato per l’esonero di Nancy: “Finalmente se n’è andato. Andiamo al pub a festeggiare”. L’aria non era di certo tra le migliori in casa Celtic, con O’Neill che sarà il quarto allenatore stagionale. Tra le altre cose, il suo vice sarà Shaun Maloney, anche lui bandiera dei The Bhoys che in passato è stato allenato proprio da O’Neill.
Dalla finale di Coppa UEFA ai titoli di Scozia: gli anni di Martin O’Neill al Celtic
Il rapporto tra Martin O’Neill e il Celtic nasce nel 2000 quando la società decide di puntare su di lui dopo gli ottimi risultati alla guida del Leicester. Un lavoro durato per ben cinque anni e che ha portato diversi titoli nazionali e anche una finale di Coppa UEFA nel 2003 persa contro il Porto al termine di una vera e propria battaglia terminata ai tempi supplementari.
Si giocava a Siviglia, fu una gara ricca di colpi di scena e duelli soprattutto in attacco tra Henrik Larsson e Derlei, entrambi protagonisti con una doppietta. Un rosso per parte (Baldé e Nuno Valente), la qualità a centrocampo di Stilijan Petrov e due frecce di nome Agathe e Thompson che macinavano chilometri. Quello fu un percorso memorabile per il Celtic che riuscì ad eliminare anche il Liverpool agli ottavi, ma poi arrivò il Porto di José Mourinho che la stagione successiva riuscì a vincere anche la Champions League.

I 30 giorni di Nancy alla guida del Celtic
Wilfried Nancy ha lasciato il Celtic dopo circa 30 giorni, praticamente un record. Un 3-4-3 poco adatto alle caratteristiche dei calciatori in rosa che ha portato a una serie di risultati negativi a partire dalla sconfitta per 2-1 contro gli Hearts, capolista della Premiership.
Tutto qui? Purtroppo no. Nancy ha avuto la chance di vincere un trofeo, ritrovandosi con un Celtic arrivato in finale di Coppa di Lega. E invece ecco un clamoroso ko per 1-3 ad Hampden Park contro il St. Mirren. Da sommare, inoltre, allo 0-3 contro la Roma in Europa League e le sconfitte esterne contro Dundee United e Motherwell. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta in casa nell’Old Firm contro i Rangers, un risultato che aveva portato i tifosi ad abbandonare lo stadio con largo anticipo. A O’Neill, adesso, il compito di risollevare una squadra ancora in lotta per il titolo. Martin, dov’eravamo rimasti?
A cura di Gerardo Guariglia