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Una finale di Europa League persa e un feeling mai del tutto sbocciato: i 14 mesi di Amorim allo United

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Ruben Amorim, allenatore Manchester United (Imago)

Dopo un anno e poco più di un mese termina l’avventura di Ruben Amorim alla guida del Manchester United: il percorso dell’ex Sporting.

Sembrava poter essere un matrimonio destinato durare a lungo, ma invece si è interrotto con largo anticipo. Altro passo falso per il Manchester United, questa volta contro il Leeds. Un pari che ha portato all’esonero di Ruben Amorim dopo quello ancora più deludente contro il Wolverhampton. Pronto a partire, dunque, l’ennesimo toto allenatore per la panchina: la squadra verrà momentaneamente affidata a Darren Fletcher, icona del club attualmente alla guida dell’U18 che ritroverà i suoi due figli in prima squadra, Jack e Tyler.

Ma torniamo ad Amorim, un profilo portoghese arrivato a Manchester con entusiasmo dopo gli ottimi risultati ottenuti con lo Sporting Club. Nel novembre 2024, gli inglesi versano nelle casse dei portoghesi 10 milioni di euro più un ulteriore milione per ingaggiare alcuni membri dello staff tecnico per farlo accomodare su una panchina ereditata da Ruud van Nistelrooij.

Dopo soli 14 mesi, però, Amorim non è riuscito a lasciare il segno. Il Manchester United, nella passata stagione, ha chiuso al 15° posto in classifica ma ha raggiunto (e perso) la finale di Europa League contro il Tottenham. Quest’anno, invece, nessuna partecipazione alle coppe europee, fuori ai trentaduesimi della Carabao Cup contro il Grimsby e un percorso altalenante in Premier League. Meno vittorie di tutti nel post Ferguson e una media gol subiti a partita che è la peggiore nella storia dello United. Serve e servirà una svolta, ma non solo in panchina.

“Non sono solo l’allenatore del Manchester United, sono il manager. E lo farò per i prossimi 18 mesi o fin quando non mi cacceranno”. Questo lo sfogo di Amorim in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Leeds. Risultati non di certo eccezionali, ma probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio questa dichiarazione rivolta alla proprietà. Perché Amorim è diventato “famoso” anche per i suoi sfoghi davanti ai microfoni. Da ricordare anche la dichiarazione rilasciata alla vigilia della sfida contro il Burnley: “A volte voglio andarmene e a volte odio i miei giocatori”. Insomma, l’aria era diventata pesante.

Sesko, Cunha e il passaggio al 3-4-2-1: il percorso di Amorim

Ruben Amorim è arrivato dal Portogallo con l’entusiasmo di colui che ha tra le mani l’occasione di scrivere la storia con un grande club come il Manchester United. Il passaggio al 3-4-2-1 che tante soddisfazioni gli aveva dato allo Sporting è stato, però, sin da subito abbandonato. “Se comprassimo i giocatori che mi servono per giocare in quel modo dovremmo spendere molti soldi”. Così Amorim nonostante i grandi investimenti del club sul mercato che però, ad oggi, non hanno ripagato gli sforzi.

Una campagna acquisti che ha portato Sesko, Mbeumo, Cunha e il portiere Lammens. Risultati? Non del tutto soddisfacenti, come ad esempio il rendimento dello sloveno pagato oltre 70 milioni che ha totalizzato solamente 2 gol in campionato. Amorim voleva costruire una squadra con un’idea di calcio ben definita, due esterni molto alti pronti a creare ampiezza e un attacco capace d sfruttare al meglio spazio e profondità. Idee quasi mai del tutto messe in pratica.

L'allenatore del Manchester United Ruben Amorim
Manchester United, Amorim (IMAGO)

Tra esoneri e mancate riconferme: il post Ferguson è una polveriera

Dopo gli anni d’oro targati Sir Alex Ferguson, in casa Manchester United ha regnato la confusione sia sul mercato che soprattutto per quanto riguarda la scelta dell’allenatore. David Moyes doveva rappresentare il profilo ideale per ripartire, ma nonostante un Community Shield vinto lo scozzese venne esonerato e sostituito da Ryan Giggs. Il triennio Van Gaal portò una FA Cup, mentre Mourinho regalò allo United la sua prima Europa League della storia.

Dopo la separazione col portoghese sono arrivati numerosi cambi in panchina: da Ole Gunnar Solskjær a Ralf Rangnick, fino a Michael Carrick, Ruud van Nistelrooij e Erik ten Hag che dal 2022 al 2024 allena il Manchester Utd vincendo Carabao Cup e FA Cup. Adesso l’ennesimo ribaltone in panchina con Amorim: riusciranno i Red Devils a risorgere?

A cura di Gerardo Guariglia