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Anacoura, l’italiano in Primeira Liga: “Ripresa il 4 giugno? Una forzatura, manca il calendario”

| Interviste | Autore: Riccardo Despali

Il prossimo 4 giugno la Primeira Liga portoghese riprenderà. Dieci giornate ancora da vivere, dopo lo stop dell’8 marzo. Il Maritimo è quart’ultimo con 24 punti in classifica e ha rischiato di giocare tutto il finale di stagione in trasferta, a migliaia di chilometri da Madeira. Nell’isola di Cristiano Ronaldo gioca anche il milanese Francesco Anacoura, portiere classe 1994, con un passato nella Primavera del Parma: “Ho letto che i presidenti di Porto, Benfica e Sporting si sono riuniti due settimane fa insieme alla Lega per decidere le sorti del campionato. Si era stabilito, tra le altre cose, di limitare gli spostamenti e così noi avremmo dovuto giocare sempre fuori casa, nel continente. Il nostro presidente ha la voce e ha ottenuto ciò che voleva.

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Il volo per Madeira

Niente trasferta forzata di 2 mesi dunque, anche se la Lega ha ridotto da 18 a 10 gli stadi in cui si potrà giocare. Il Benfica e altre 4 voleranno a Madeira per affrontare Francesco e compagni. Esattamente come previsto prima dello stop: “Le squadre arriveranno qui con voli charter dedicati e insieme a loro ci saranno anche gli arbitri. Un viaggio unico”, racconta Anacoura, che in Italia è stato controllato per 5 anni dalla Juventus senza mai trovare spazio nel club bianconero.

Incertezza

Il confronto tra le società è stato lungo, acceso. A tratti la chiusura definitiva del campionato era sembrata imminente: “Il Benfica non voleva giocare nello stadio del Porto con un’altra squadra, noi non volevamo fare un ritiro di 2 mesi in Portogallo”. Alla fine è prevalsa la linea di chi voleva andare avanti: “Hanno detto che con la fine anticipata del campionato molte “piccole” sarebbero fallite. Ora ci saranno partite concentrate, ma il calendario dettagliato non l’abbiamo ancora avuto. Sappiamo solo che iniziamo il 4 giugno e finiamo a fine luglio. Prima di ogni partita faremo il tampone”. Il tono di Francesco è lontano dall’entusiasmo: “Per me è tutta una forzatura”.

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La ripresa

Il virus a Madeira è arrivato in ritardo e non ha inciso più di tanto. Ma le direttive nazionali sono state nette sin da subito: allenamenti sospesi e tutti a casa dai primi di marzo. Abbiamo ripreso in gruppi da 4 solo dal 4 maggio. I primi 2-3 giorni solo qualche lavoro fisico, poi abbiamo ripreso confidenza col pallone è da lunedì siamo a pieno regime, facendo anche la partitella. Non facciamo la doccia nello spogliatoio e arriviamo già cambiati al campo. Siamo stati sottoposti a tampone e siamo tutti negativi. Ora obiettivamente è difficile mantenere le distanze tra compagni”

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Sognando l'esordio pensando all'Italia

Nell’isola i contagi da COVID 19 sono stati meno di un centinaio, il lockdown è stato abbastanza soft e per esempio è stato sempre  consentito andare in spiaggia. Ma la mente di Francesco era in Italia: Pensavo spesso ai miei genitori a Milano. Io ero bloccato qui da solo, impotente. Se fosse successo qualcosa di grave non avrei potuto fare nulla”.  Quest’anno il portiere italiano non ha ancora esordito in gare ufficiali con la prima squadra. Per lui 15 presenze nella Liga Revelaçao, il campionato riservato agli Under 23. Francesco spera di debuttare nelle prossime 10 giornate. Anche se sarebbe una prima volta amara: “Siamo in un contesto pesante. Nel mondo la situazione è grave. È difficile ad ora pensare di tornare a giocare. Bisognava prendersi più tempo”. Tempo che sta per scadere. Il 4 giugno si rialza il sipario.

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