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Roma, Petrachi e il futuro: "Vi spiego la nostra programmazione"

| Interviste | Autore: Redazione

Un mercato da reinventare, una sessione estiva che di estivo avrà ben poco. Dal primo settembre al cinque ottobre, si deciderà in questi 34 giorni il destino di diversi giocatori. Ma ci sono alcuni giocatori per i quali bisogna prendere una decisione subito, quelli in prestito con scadenza il trenta giugno. Lo spiega Gianluca Petrachi, direttore sportivo della Roma, intervistato a Il calciomercato che verrà su Sky Sport (la puntata andrà in replica alle 17.30 e alle 21.00).

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Si parte proprio da questi ultimi, con l’auspicio che possano rimanere fino al termine della stagione in corso. “I calciatori che abbiamo in prestito, si trovano molto bene qui da noi. Mkhitaryan, Smalling e Kalinic sono stati dei titolari fatta eccezione per quest’ultimo che ha trovato meno spazio. Adesso dobbiamo aspettare, capire come si evolve la situazione e di conseguenza gestire il tutto. Con i miei ragazzi ho un rapporto quotidiano, sono abbastanza fiducioso che vogliano terminare la stagione con noi e non rientrare alla base a fine prestito”.

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Mkhitaryan e Smalling

Il pensiero di Petrachi, però, non è solo trattenerli fino al 31 agosto, ma magari anche per la prossima stagione sportiva. “Loro, i numeri lo testimoniano, sono stati due prestiti vincenti. Purtroppo Mkhitaryan lo abbiamo perso per un po’ di tempo per dei problemi fisici, però si trova molto bene, così come Smalling. Noi faremo di tutto per trattenere i due ragazzi, soprattutto per la loro volontà che è quella di rimanere qui. Poi ci riusciremo o meno, questo lo vedremo più avanti, però sento di avere i due ragazzi accanto”.

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Crisi economica

Il mercato che verrà è difficile da stabilire. I prezzi caleranno, quindi andrà rivisto tutto il piano del mercato. Credo che la Roma, qualora quest’anno dovesse vendere qualcosa, dovrà essere quantomeno brava a saper investire bene i soldi che eventualmente avrà incassato”.

Zaniolo e Pellegrini

I due nomi più richiesti della società giallorossa sono Pellegrini e Zaniolo. “Pellegrini ha una clausola rescissoria. Lui però è molto legato alla Roma e anche se qualcuno dovesse sborsare tutti i soldi previsti dalla clausola, se il giocatore decide di non partire è libero di poterlo fare. Su Lorenzo ho pochi dubbi che possa pensare di lasciarci qualora dovesse arrivare un’offerta, perché ha visto la credibilità di questo club e quanto la Roma sia cambiata nell’ultimo. Zaniolo credo che rappresenti il giocatore che oggi emoziona i tifosi della Roma, quindi faremo di tutto per trattenerlo. Poi il calciomercato ti mette davanti a tante situazioni contingenti, però la volontà è quella di tenere i nostri big”.

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Su Schick, Zappacosta, Florenzi, Defrel e Gonalons

“Tutti aspettano, nessuno fa la prima mossa anche se il giocatore ha fatto bene. Faccio un esempio: Schick, un giocatore su cui il Lipsia ha un diritto di riscatto datato metà giugno e i tedeschi ancora tergiversano per capire cosa devono fare con il ragazzo. Proveranno ad avere uno sconto, ma non siamo qui a elemosinare qualcosa.

Schick, qualora il Lipsia non lo dovesse riscattare, è uno di quei giocatori che mi hanno già chiesto. Ci può stare che i tedeschi prendano ancora del tempo, però è uno di quei casi in cui se non dovessero riscattarlo, può darsi che prenderemmo più soldi da una cessione a un altro club rispetto a quanti ne riceveresti dal diritto di riscatto del Lipsia.

Gonalons, che è in prestito in Spagna, verrà riscattato in caso di salvezza del Granada. Abbiamo Defrel al Sassuolo con l’obbligo di riscatto in caso di salvezza degli emiliani. Su Florenzi, da quello che mi diceva il suo agente Lucci, ha attirato l’interesse di due squadre, quindi valutiamo anche l’ipotesi di valutare una sua cessione.

Zappacosta è stato molto sfortunato perché a Roma non l’ha visto nessuno. Il ragazzo ha recuperato, ora è a pieno regime con la squadra. Io, il mister e la società ci siamo presi del tempo per valutarlo in questi due mesi, nei quali credo che troverà il suo spazio”.

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Cessione societaria

Negli ultimi mesi rimbalzano anche le voci di una possibile cessione da parte di Pallotta. “Sinceramente non ho accusato questo tipo di problematiche, così come non le ha accusate la squadra. A noi non è mai mancato nulla, anzi ho chiesto che fossero rifatti i campi e mi hanno accontentato. Le vicende societarie entranno in scena quando ci saranno da fare valutazioni su quello che sarà il futuro della Roma, del prossimo mercato. Oggi è inutile parlare di budget da avere a disposizione se non si riesce a capire quanti giocatori possono essere ceduti”.

Pedro e Bonaventura

Il mio lavoro mi porta a valutare sia i giocatori a parametro zero che quelli che sono sul mercato. Però bisogna stare molto attenti, perché questo è stato un campionato monco che non ha dato le sue risposte definitive. Quando a gennaio dicevo che Kalinic stava entrando in forma e che si sarebbe visto di lì a breve di che pasta era fatto, dopo poco tempo Nikola ha iniziato a giocare bene e a segnare anche dei gol.

Oggi Kalinic è in prestito dall’Atletico Madrid, e se dovesse fare in questi due mesi sette, otto gol, è evidente che le valutazioni su ragazzo cambierebbero. Quindi eviterei di andare a prendere un attaccante dal momento che me lo trovo in casa e che si è guadagnato la riconferma. Poi se arriva il colpo che serve a prescindere, sicuramente non ci faremo trovare impreparati”.

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“Vorrei vedere i frutti della mia semina”

Sono arrivati dei giocatori giovani, ho cercato di svecchiare la squadra puntando su dei giocatori di prospettiva, sui quali la Roma può contare. Mi piacerebbe costruire una squadra ancora più solida e più forte, perché c’è l’intelaiatura giusta con un gruppo importante.

Lo stesso Dzeko è contento della scelta fatta quest’estate di rimanere a Roma. A me piacerebbe continuare il lavoro iniziato quest’estate. Credo che sia stata fatta una grandissima semina, e ovviamente nella semina devi aspettare che tutto ciò fiorisca”.

Futuro di Petrachi                                                                                             

Ma le voci a Petrachi non danno fastidio? Quale sarà il suo futuro? “Sono una persona scomoda in questo ambiente calcio. Sono riservato, svolgo il mio lavoro con la massima onestà e trasparenza. In un ambiente come Roma non è semplice, perché ci sono tante insidie e se non ti prendi un caffè con un giornalista o non rispondi al telefono, vieni immediatamente attaccato.

Oggi, purtroppo, se un direttore sportivo non scende a compromessi, viene bacchettato. Il fatto che mi abbiano attaccato dopo una conferenza stampa, mi ha permesso di essere ancora più intransigente con me stesso. Io vado avanti per la mia strada. Al momento ho la fiducia di Pallotta e Fienga.

Come voi sapete a Roma ne hanno spappolate tante di persone, di allenatori e di direttori sportivi, e se per vent’anni la Roma non ha vinto niente di importante lo si deva anche a questo tipo di problemi che non sono legati alla tifoseria. I tifosi sono passionali, sentimentali, possono essere davvero il valore aggiunto. Le sfide mi piacciono, per cui vado avanti per la mia strada”.

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Il rapporto con la squadra e l’allenatore

Sono uscite delle voci riguardo un mio cattivo rapporto con i ragazzi e l’allenatore perché dopo un Sassuolo Roma, in cui perdevamo 3-0 dopo pochi minuti, mi sono permesso di dire qualcosa alla squadra. Sono abituato a parlare in faccia, da ex calciatore delle dinamiche le capisco: a volte servono.

Credo che Fonseca sia un allenatore preparato, è una persona di spessore con un’intelligenza fuori dal normale. Però è entrato nel campionato italiano e io devo aiutarlo per fargli capire determinate caratteristiche della Serie A. Quindi se penso che il confronto serva, lo uso”.

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La ripresa degli allenamenti

Nei primi giorni ho visto grande voglia, cattiveria e concentrazione. Questa ultima settimana li ho visti un po’ più spenti e devo fargli capire che ci stiamo avvicinando al campionato. All’inizio è stato tutto molto bello, rivedersi dopo tanto tempo. Siamo una famiglia, e c’è sempre qualcuno che scappa, che esce. Quindi cerco di dare dei consigli, anche in funzione degli errori che ho commesso quando ero calciatore. Difficilmente mi perdo un allenamento, per cui se c’è da riprendere qualche ragazzo sono il primo a intervenire”.

Cengiz Under e Moise Kean

Sul futuro di Under e sulle voci di Kean. "Il secondo non è un giocatore su cui abbiamo mai puntato. Credo sia un ottimo giocatore, ma non è mai entrato nelle mire della Roma. Su Under è un talento di cui parlavo anche prima. Vediamo che accadrà: fa la differenza, rompe gli equilibri.

Volevo già prenderlo al Torino prima che andasse alla Roma. Su di lui ci sono squadre interessate perché è un giocatore molto appetitoso, vedremo. È prematuro parlare del suo futuro: dobbiamo vedere come si sviluppa tutta la situazione".

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Il settore giovanile

E in conclusione, si parla del settore giovanile. "Seconda squadra? Non è che io non sia d'accordo, ogni formula può essere importante. Credo però che serva relativamente: noi siamo cresciuti facendoci le ossa in C e D. Erano campionati competitivi, ti formavano e forgiavano. Il giocatore deve prendere qualche schiaffone, per crescere. E lo può fare in campi difficili come quelli".

Il calciomercato che verrà

Che tipo di calciomercato sarà? "Ci saranno tante operazioni, ma di scambio. Il cosiddetto scambio di figurine" ride. "Credo che la nostra grande capacità di direttori sportivi sarà pensare agli scambi intelligenti. Magari avendo quella sana attesa, per capire quali scambi migliori portare avanti. Scambi con Mandragora e Rugani? Posso dirlo, non rientreranno nel progetto tecnico della Roma: sono voci infondate". E il mercato che verrà? "Sarà creativo".

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