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Castrovilli, la prima con la "10" è da sogno

| Storie | Autore: Simone Golia

"Sarebbe bellissimo poter segnare alla prima con la numero 10". Detto, fatto. Gaetano Castrovilli avrebbe voluto esultare insieme ai tifosi della Curva Fiesole. La porta battezzata era pure quella giusta, ma purtroppo il Franchi è chiuso da mesi. Da domani fino al 7 ottobre il Governo ha autorizzato l'ingresso di mille spettatori. Non sarebbe stata comunque la stessa cosa, ma almeno il nuovo numero dieci della Fiorentina avrebbe saputo dove guardare dopo aver battuto Sirigu. Invece ha abbracciato Chiesa, ringraziandolo per il pallone che ha solo dovuo buttare dentro, e forse avrà pensato: "Porta pazienza, prima o poi lo stadio tornerà pieno". 

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Che poi il tempo è suo alleato. Ha solo 23 anni, anche se non sembra. La scorsa stagione, la prima in Serie A, ha sorpreso tutti. Veniva dalla B con la Cremonese, impossibile pensare che potesse giocare con quella personalità. Alla prima giornata con il Napoli servì l'assist per il momentaneo 3-3 di Boateng. C'erano più di 30mila persone a guardarlo. Sette gol totali, una sconfitta dolorosa da accettare e dall'altra parte un Ancelotti con il sopracciglio alzato. Sembra passata una vita.

Il paragone con Antognoni

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Sulla panchina della Fiorentina c'era Montella, che lo schiererà dall'inizio ininterrottamente dalla prima alla dodicesima giornata. Dopo la partita con la Juventus ecco le parole che non ti aspetti dall'allenatore: "E' un calciatore di grandissime potenzialità. Se col tempo riuscirà a fare qualche gol avremo il degno erede di Antognoni". Parole pesanti, perché Giancarlo - oggi dirigente e presente in tribuna per vederlo alla prima con la "sua" maglia - a Firenze è chiamato L'Unico 10, soprannome che dice tutto: "Mi piacerebbe ripercorrere anche solo metà della sua carriera", dice spesso Castrovilli, con la sua faccia da bravo ragazzo e la voce timida. 

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Più gol? Ecco fatto

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"Un centrocampista come lui diventa un campione quando segna 8-10 gol in una stagione", aveva detto ieri Iachini in conferenza. Lo stesso concetto di Montella in poche parole, con Gaetano che semba aver capito: "A fine allenamento mi fermo sempre per provare inserimenti e tiri in porta", ha svelato nel post partita. Ha battuto Sirigu, solito gigante come dimostra il miracolo su Kouame a fine primo tempo, che ha fatto sgranare gli occhi perfino a Commisso: "Scherzando gli ho detto che per rimanere doveva segnare. Il pericolo che vada via ormai non c'è più", le parole di quest'ultimo

La Fiorentina non segnava il primo gol del campionato dal 1998-99. Lo marcò Rui Costa, che indossava la 10. Altra eredità pesante, anche se la maglia ultimamente non ha portato molto fortuna: L'hanno vestita i vari Boateng, Eysseric e Pjaca, senza particolare successo: "Gaetano, non fare scherzi eh", gli ha ripetuto spesso Commisso, timoroso che il suo ragazzo potesse farsi ingolosire da qualche offerta. Ne ha tante, come quella del Psg. Ma la Fiorentina lo ha blindato. A parole e con i fatti. L'obiettivo è far pare dell'Italia che partirà per l'Europeo. Non sarà facile, la concorrenza è tanta e Gaetano ad oggi ha giocato solo 4' in azzurro. Ma intanto meglio di così non poteva cominciare. E Mancini osserva tutto. 

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