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Emergenza in ospedale, i calciatori del Brindisi donano il loro fantacalcio

| Storie | Autore: Redazione

Rafforziamo terapia intensiva ed emergenze di Brindisi il nome dell'iniziativa alla quale stanno partecipando anche giocatori di Serie B e Serie C.

Facciamo che per quest’anno il fantacalcio lo abbiamo vinto tutti”. Un annuncio sul giornale, la notizia che il reparto di terapia intensiva dell’ospedale è in difficoltà per l’emergenza Coronavirus: “Ragazzi, niente premi stavolta, facciamo beneficenza”. Due minuti per trasformare un gioco in qualcosa di molto più serio

L’esempio parte da dieci calciatori attuali ed ex del Brindisi Calcio, club di Serie D, che hanno deciso di devolvere il montepremi del loro fantacalcio a chi lotta contro il Coronavirus: “Siamo contenti perché l’iniziativa ha convinto molti tifosi e cittadini a fare lo stesso - racconta a gianlucadimarzio.com il difensore Alessandro CaponeSiamo stati tutti immediatamente d’accordo, io ero il cassiere della fantalega, appena ricevuto l’ok ho fatto partire il bonifico. L’idea è nata dal mio compagno Granado”. Poi con un sorriso rivela: “Ha chiesto a me per primo perché ero in volata verso la vittoria".

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CALCIATORI, FANTALLENATORI E DONATORI…IN DIRETTA SKYPE

Protagonisti dell’iniziativa sono Leon Merito, Niccolò Dario, Antonio Boccadamo, Salvatore D'Ancora, Giorgio Pizzolato, Alessandro Capone, Giacomo Zappacosta, Antonio Mosca, Semiao Granado e Gennaro Sorrentino, questi ultimi tre passati rispettivamente alla Nocerina, al Gravina e al Gladiator. “Mosca, Granado e Sorrentino hanno lasciato Brindisi nel mercato di riparazione - prosegue Alessandro -, Ma hanno continuato a fare il fantacalcio con noi, ci aggiorniamo grazie ad un gruppo whatsapp, l’ultima asta l’abbiamo fatta nello spogliatoio dello stadio ‘Fanuzzi’ con loro tre collegati tramite Skype”. 
 

OLTRE 50 CALCIATORI PRONTI AD ADERIRE ALLA RACCOLTA

L’iniziativa si chiama ‘Rafforziamo Terapia Intensiva ed Emergenze di Brindisi’ e sembra destinata ad allargarsi nel mondo del calcio. Gli organizzatori hanno già coinvolto altri cinquanta calciatori tra Serie B, C e D: “Abbiamo saputo che la raccolta fondi sta andando bene - conclude Capone -  Mi hanno chiamato tanti colleghi, tutti legati direttamente o indirettamente alla città di Brindisi”. 

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SENZA CALCIO, TRA SOLIDARIETA’ E ALLENAMENTI A CASA…

Solidarietà vera. Anche perché la situazione societaria in casa Brindisi non è delle migliori, ma almeno per ora questo non conta: “Speriamo passi presto questo momento, senza calcio non possiamo vivere. Il preparatore atletico ci ha dato un programma da svolgere a casa ma non è lo stesso, abbiamo voglia di tornare in campo, sentire il profumo dell’erba…e riprendere il fantacalcio: “I premi? Ne faremo a meno. E comunque finirà, per una volta, avremo vinto tutti”. 

Fabrizio Caianiello

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