Sulle orme di Zlatan: Maximilian all’Ajax e le altre dinastie nel calcio

Ibrahimović all’Ajax è diventato Zlatan. Tre stagioni, dal 2001 al 2004, sufficienti a trasformare una promessa, a tratti irrequieta, in uno degli attaccanti più prolifici del panorama europeo dei primi anni Duemila. Da lì la Juventus, poi l’Inter e infine tutto il resto.
Oggi tocca a Maximilian, figlio di Zlatan, classe 2006, che in un certo senso ha già seguito le orme del padre trasferendosi nella seconda squadra del Milan.
Quest’anno, infatti, alla corte di Massimo Oddo, Ibra jr si è messo in mostra con la maglia rossonera in Serie D: 17 presenze, 5 gol e 4 assist sono il biglietto da visita di questa prima parte di stagione.
Ma questa è solo una delle tante storie di figli calciatori che hanno indossato la stessa maglia del padre, o addirittura del nonno. Diamo quindi un’occhiata ad alcuni dei casi più celebri.
La storia continua
Come detto, quello tra papà e figlio Ibrahimović è solo l’ultimo dei tantissimi esempi che negli ultimi anni si sono verificati nel mondo del calcio.

Basti pensare a Timothy Weah, che ha mosso i primi passi da professionista nel Paris Saint-Germain, club in cui suo padre George Weah ha scritto uno dei capitoli più importanti della propria carriera. Pur ricoprendo un ruolo più defilato rispetto al padre, anche Timothy non ha sfigurato in fase realizzativa, chiudendo la sua esperienza parigina con 11 gol complessivi.

Discorso ancora più delicato all’Atletico Madrid, dove oggi gioca Giuliano Simeone, figlio di Diego “El Cholo”, attuale allenatore dei colchoneros. Vestire quella maglia, con quel cognome sulle spalle, significa convivere quotidianamente con il confronto. Non è mai semplice, ma è una scuola durissima che Giuliano ha dimostrato di saper reggere.

A Torino, sponda Juventus, il cognome Thuram è tornato in auge con l’arrivo di Khéphren nel 2024. Figlio di Lilian, che dopo l’esperienza al Parma aveva vissuto in bianconero una delle fasi più importanti della propria carriera.

Tra le storie più affascinanti degli ultimi anni c’è poi quella di Erling Haaland al Manchester City, che segue idealmente le orme del padre Alf-Inge Haaland, passato anch’egli dai Citizens nei primi anni Duemila. Poche presenze per papà Alf-Inge, anche a causa di un grave infortunio; la storia di Erling con la maglia del City, invece, non ha bisogno di presentazioni.

E infine c’è la saga dei Maldini al Milan, una delle famiglie più iconiche della storia del calcio italiano: da Cesare a Paolo, fino ai figli di quest’ultimo, Daniel e Christian. Tre generazioni legate allo stesso club, tre modi diversi di vivere e interpretare la maglia rossonera.
A cura di Mattia De Pascalis