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Sulle orme del padre con una crescita…sotto zero: Helland, a te il Bologna

Helland con la maglia del Brann (IMAGO)
Helland con la maglia del Brann (IMAGO)

“Non ho mai visto un talento del genere”. Bologna, ecco Helland

Freddo. A tratti glaciale e con l’indole del leader silenzioso. Forse troppo introverso e taciturno, anche se alle parole Helland preferisce i fatti. Classe 2005. Difensore centrale. Di quelli alti e rocciosi.

Bologna una nuova tappa della sua giovane carriera. Per ora, la più importante. Il club rossoblù ha infatti raggiunto l’intesa col Brann sulla base di un accordo di 6 milioni di euro per portarlo in Italia.

Così Vincenzo Italiano avrà un nuovo difensore a disposizione, anche alla luce dell’infortunio di Lucumi che dovrà stare fermo per quasi un mese a causa di una lesione del bicipite femorale.

Esperienza? Forse poca per ora. Sulle orme di papà Roger, bandiera e centrocampista del Brann con oltre 200 presenze in archivio collezionate negli anni 90. Lo stesso Brann in cui Eivind non ha impiegato troppo a far parlare di sé. Freyr Alexandersson, allenatore dei norvegesi, non ha mai avuto dubbi particolari: “Helland ha grande potenziale, però…”.

Brann. “Sulla mia pelle”

“… però vorrei che rimanesse qui”. La notizia del suo passaggio in Italia ha fatto il giro del Paese, per quello che alcuni media norvegesi definiscono “il trasferimento più importante della storia del Brann”. E nonostante il talento lo abbia strappato relativamente presto alla terra d’origine, Helland non dimentica le sue radici.

Sulla pelle. Come un segno indelebile, sulle orme del padre Roger. “Da bambino andavo sempre a vedere il Brann allo Stadium”. Spesso torna nei luoghi d’infanzia. Nei campetti di Bergen. L’Italia però adesso lo aspetta.

Helland con la maglia del Brann (IMAGO)
Helland con la maglia del Brann (IMAGO)

Roccioso e dinamico: Bologna, a te Helland

Molti, quasi tutti, lo dipingono come una persona particolarmente silenziosa. Introversa. Ma alle parole però, come detto, Helland preferisce i fatti sul campo. La chiamata di Bologna premia un talento in crescita. Solidità, compattezza e lettura difensiva con un buon timing tra i suoi attributi principali. Quasi due metri d’altezza (196 centimetri per la precisione). Forte nei duelli aerei, con la stazza e il fisico che diventano protagonisti nell’area di rigore di cui Helland diventa praticamente padrone.

Centrale in una difesa a 4, e quindi perfetto per il gioco del Bologna di Italiano. Ma anche braccetto in un pacchetto a 3 e terzino all’occorrenza. Versatile e duttile. Gioca pulito. Non perde quasi mai la testa: appena 7 le ammonizioni lo scorso anno tra serie A norvegese, coppa e qualificazioni alla Conference League. Il tempo è tutto dalla sua. E siamo solo all’inizio.