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Cremonese, Giacchetta sul rigore non dato: “Ci sentiamo danneggiati, episodio penalizzante”

Simone Giacchetta, direttore sportivo della Cremonese (Imago)
Simone Giacchetta, direttore sportivo della Cremonese (Imago)

Lo sfogo del d.s. della Cremonese dopo gli episodi dubbi nello scontro diretto contro il Lecce

Ci sentiamo danneggiati e mancati di rispetto“. Sono parole forti quelle di Simone Giacchetta, d.s. della Cremonese dopo lo scontro salvezza perso per 2-1 contro il Lecce al “Via del Mare”.

Ciò a cui si riferisce il dirigente grigiorosso è il mancato rigore sul contatto da dietro di Jean su Sanabria al 95′ (qui la ricostruzione), commentato così ai microfoni di DAZN: “Non sono qui a commentare la partita dal punto di vista tattico perché non mi compete, mi compete invece chiarire la nostra posizione in merito all’episodio che ha compromesso la nostra partita. Per chi, come noi, lotta per la salvezza, ogni episodio può essere determinante e questo lo è“.

Cremonese che quindi non si nasconde, dicendosi penalizzata: “È già la seconda volta che mi ritrovo a intervenire, dopo un fallo di mano evidente al 95’ contro il Torino di Simeone che ci è costato un punto importante. Anche oggi al 95’ Sanabria è stato toccato sul piede destro in maniera decisiva“.

E Giacchetta ha anche aggiunto: “Sono cose che rovinano a tutti lo spettacolo, tant’è che è calato subito un silenzio tombale. È un episodio penalizzante“.

Cremonese, Giacchetta: “Mancato l’intervento del Var, queste partite lasciano ferite”

In particolare, il direttore sportivo ha reclamato per il mancato intervento del Var dopo la decisione di campo: “Non mi si venga a dire che l’arbitro non ha visto. Ma qui reclamiamo anche il mancato intervento del Var, che interviene su dettagli minimi per far vedere quanto ne sanno e non in queste occasioni. Noi ci sentiamo danneggiati e privati di rispetto“.

Nessuna spiegazione, a fine partita, dall’arbitro Sozza. Mentre per proteste è stato espulso dalla panchina Pezzella: “L’arbitro non ci ha detto niente, c’è stata un po’ di confusione nel finale. Noi ci siamo sentiti privati di giustizia in un episodio che è da rigore già di base e in più ci voleva almeno l’intervento del Var. Queste partite lasciano ferite e oggi ci ha procurato anche un’espulsione a partita terminata. L’intervento del Var ci avrebbe evitato questo finale, mentre invece era intervenuto sul nostro gol annullato a Payero“.

Davide Nicola, allenatore Cremonese (Imago)
Davide Nicola, allenatore Cremonese (Imago)

Nicola: “Questa squadra ha i mezzi per raggiungere la salvezza”

Nel post partita ha parlato anche Nicola, che però si è soffermato solo sulla prestazione dei suoi: “Abbiamo fatto un grande secondo tempo, condito da qualche errore. Il primo tempo non so se sia un discorso legato al fatto che iniziano le partite più importanti dal punto di vista della classifica. Ma questo lo capiremo, sono convinto di arrivarci. Nel secondo tempo abbiamo fatto una partita nella loro metà campo, prima qualcuno forse ha sentito un po’ troppo la partita. Il risultato migliore non era sicuramente il pareggio, anche se ce lo eravamo guadagnati. Se noi abbiamo questa forza e ‘ignoranza’ agonistica noi ce la facciamo, altrimenti facciamo fatica“.

L’allenatore ha poi concluso: “Il primo tempo non mi ha soddisfatto, il calcio è, oltre che mentalità e organizzazione, soprattutto coraggio nell’andarsi a giocare la partita. Venivamo da una partita ben giocata contro il Milan, ma stiamo subendo gol con troppa facilità. Dobbiamo essere consapevoli che, a prescindere dal risultato, va messa in campo questa intensità. Per me se oggi fossimo andati via con un pareggio sarebbe stato un punto su un campo non facile, adesso deve essere lo spunto per andare avanti su qualcosa che ci manca ancora. Io sono convinto che questa squadra abbia i mezzi per arrivare alla salvezza, ma questa non passa solo da campo e palestra. Te la devi sentire dentro. Sono 32 anni che la Cremonese non fa due anni consecutivi in questa categoria, questa per me è una sfida pazzesca. Adesso si va avanti con la voglia di vedere chi ci crede ciecamente“.