Da disoccupato alla chiamata di Cech, fino alla seconda Coppa d’Africa: la scalata di Édouard Mendy

Dall’ufficio di collocazione al lusso in Arabia: la scalata di Édouard Mendy sul tetto d’Europa, e non solo
Ha parato il – discusso – rigore a Brahim Díaz e ha permesso al Senegal di vincere la seconda Coppa d’Africa della sua storia: Édouard Mendy si conferma eroe in patria. E pensare che ha una storia particolare. Oggi è uno degli uomini copertina della Nazionale di Pape Thiaw, ma nel 2015 era addirittura disoccupato.
Appena 2 gol subiti in 7 partite, esattamente come accaduto nel 2021, quando Mane e compagni vinsero la prima Coppa d’Africa della storia del Senegal.
Dopo il trasferimento del portiere senegalese all’Al-Ahli nel 2023, il pensiero che la sua carriera avesse già vissuto il suo apice era presente. Una scelta sorprendente, soprattutto dopo che, nel 2022 raggiunse i quarti di Champions League e la terza posizione in Premier.
Tuttavia, non sono solo le statistiche di Edouard a far parlare di lui. Nonostante oggi sia considerato un eroe nel suo paese, ha dovuto superare ostacoli notevoli. Dai sussidi di disoccupazione allo scambio d’identità nel 2021, quando alcuni tabloid inglesi e giornali francesi pubblicarono il nome di Édouard Mendy accanto alla foto dell’omonimo Benjamin Mendy. Niente che gli abbia impedito di tagliare un traguardo dopo l’altro, sia a livello collettivo che personale.
Da disoccupato a vincitore della AFCON: la storia di Mendy
La storia di Édouard Mendy nel calcio inizia in Francia, quando nel 2013 disputa la terza divisione francese con il Cherbourg. L’anno dopo si ritrova senza contratto e costretto a lunghe code all’ufficio di collocazione. Passano i mesi, ma la storia non cambia. Ancora senza squadra, per aiutare economicamente la sua famiglia, Edouard considera di diventare socio nel negozio di abbigliamento di un suo amico, soprattutto dopo essersi separato dal suo vecchio procuratore (gli aveva fatto credere di aver trovato un accordo con un club inglese, promessa mai mantenuta). Mendy, però, sapeva che un sogno così non si abbandona senza lottare. “Prima di chiedere aiuto a Dio, coltiva il tuo campo” recita un proverbio senegalese. E così è stato. Nel 2015 accetta di diventare il terzo portiere del Marsiglia B, esperienza seguita da quella al Reims nel 2016, con cui conquista la promozione in Ligue 1 nel 2018, e al Rennes nel 2019, culminata con la qualificazione in Champions. In mezzo, un episodio tutt’altro che secondario. Nel 2018 Mendy riceve la prima chiamata dalla nazionale del Senegal.
Nell’estate 2020, dopo 5 anni d’attesa, arriva la chiamata dall’Inghilterra. Il Chelsea cerca un secondo portiere da affiancare a Kepa, ma questa volta Mendy rimane con i piedi per terra, almeno inizialmente. “Mi sono detto che il Chelsea avrebbe potuto prendere un altro portiere rispetto a me, ma poi mi è arrivata la chiamata di Petr Cech che mi ha detto: ‘Ascolta, solo un portiere firmerà col club, e sarai tu. Io voglio solo te!’. Quando un portiere come lui, con la carriera che ha avuto, ti chiama, puoi decisamente stare più tranquillo“. Nelle prime 7 partite a Londra, ha realizzato 6 clean-sheet e appena un gol subito: fiducia ripagata e gerarchie definitivamente invertite con lo spagnolo. Dopo un rendimento al di sopra di ogni aspettativa tra Premier e Champions, nell’estate 2023 passa al Al-Ahli. Parallelamente al percorso nei club, in Nazionale si conferma il portiere titolare dopo le prime uscite – complice una concorrenza quasi inesistente -, diventando uno dei principali artefici delle recenti imprese con la Nazionale.

Una bacheca “da sogno”
L’ultima vittoria con il Senegal aumenta il volume di una bacheca personale già ricca di trofei. Dal trasferimento al Chelsea nel 2021, Édouard Mendy ha messo le mani su una Champions League e una Supercoppa Europea al primo anno in Blues, oltre a un Mondiale per Club nel 2022. Nello stesso anno, ha vinto la sua prima Coppa d’Africa. Prima di ripetere l’impresa pochi giorni fa, conquista con l’Al-Ahli la Champions League Asiatica.
Per sottolineare il suo ruolo centrale in tutti questi successi, non sono mancati i riconoscimenti individuali. Nel 2022, ha vinto i premi di ‘Miglior portiere dell’anno FIFA‘, ‘Miglior portiere dell’anno UEFA‘ e ‘Miglior portiere della Coppa d’Africa‘. E anche se oggi gioca lontano dai riflettori, la sua storia resta la prova che, con pazienza e perseveranza, i sogni possono diventare realtà.
A cura di Pietro Selvi