Maturità, cuore, leadership e quella domanda ormai ribaltata: l’Udinese si gode Zaniolo

Il 10 dei friulani, a segno contro il Torino per la quinta volta in questa Serie A, ha trovato la sua isola felice dopo anni complicati e adesso può sognare il mondiale in azzurro
Quando l’Udinese decise di regalarsi, in estate, le qualità di Nicolò Zaniolo furono tante le perplessità degli appassionati. Tenuta fisica e psicologica, infatti, sono spesso tematiche al centro del dibattito relativo all’ex Roma. Specie dopo l’ultima annata vissuta tra Atalanta e Fiorentina. Così, ecco arrivare tra le altre una domanda provocatoria: “Ma come si fa ad affidare la 10, che fu di Zico e Di Natale, a Zaniolo?”
Il lavoro silenzioso sul campo, del fantasista classe 1999, rimarca però una netta differenza col passato. Tra maturità ormai raggiunta, capacità di divertire divertendosi e una fame spiccata che sa di elemento in più per fare finalmente la differenza con continuità. Risultato: 1169 minuti giocati, 5 reti, un assist (dato piuttosto ingeneroso se si considera l’1,37 alla voce assistenze attese a partita) e un’attitudine da uomo squadra anche in fase difensiva.
Lo splendido gol e l’esultanza rabbiosa contro il Torino, rappresentano così il manifesto visivo del recente magic moment intorno a Zaniolo, vero e proprio riferimento offensivo dei suoi insieme a Davis (a referto anche lui con l’assist per il meraviglioso 0-2 di Ekkelenkamp). La chiave, però, sta tutta dentro la libertà creativa concessagli da Runjaic: il 10, adesso, è così libero d’inventare, sentire la porta e giocare a suo piacimento con le nuove, piacevoli vibrazioni da idolo assoluto.
Il pensiero, vola così anche ai concetti espressi da Rino Gattuso alla presentazione da CT: le porte dell’Italia saranno sempre aperte a tutti. Con pochi requisiti fondamentali: rendimento costante col club, condizione fisica e amore per la maglia. Nicolò, dal canto suo, sembra proprio aver preso incoraggianti appunti.
Freschezza emotiva, fiducia responsabile: l’Udinese di Zaniolo
“Sono diverso, una persona matura che sa quello che vuole. Ci sto mettendo tutto me stesso con la massima umiltà. Seguendo il nostro bravissimo allenatore potremo fare bene. Voglio divertirmi giocando a calcio, ciò che mi è mancato negli ultimi anni”. L’intervista al Corriere Dello Sport, datata 16 ottobre, racconta al meglio la nuova vita di Zaniolo: il calcio, dopo anni di sgradevole gossip è di nuovo al centro del villaggio. Un villaggio che, adesso più che mai, è invaso da una freschezza emotiva frutto di fiducia responsabile, dentro e fuori dal campo.
Le immagini in compagnia del piccolo Tommaso, fiero sostenitore bianconero, sono la prova dietro le più intime motivazioni di Nicolò che, dopo una continua ricerca, ha finalmente ritrovato sé stesso. Per la gioia di tutti gli innamorati del talento…e dei suoi fantaallenatori, pronti a godersi ancora per qualche mese quel 7 alla voce fantamedia senza alcuna possibilità di scambio.

Zaniolo-Udine: un sì da dieci
Gli ultimi mesi da protagonista indiscusso raccontano una nuova, incontrovertibile certezza: Nicolò Zaniolo è ormai il faro indiscusso della sua Udinese. A prescindere dal sistema utilizzato, infatti, il ruolo dell’ex Fiorentina, schierato nei due davanti, è a dir poco determinante. Soprattutto alla luce degli scambi con Ekkelenkamp e Zanoli o quella capacità di dialogo sempre qualitativamente molto alta con Arthur Atta, pronta a riaccendersi col ritorno del gioiello francese.
Zaniolo, insomma, si è decisamente preso il Bluenergy Stadium. Ribaltando, decisamente, quella perplessità estiva: il 10, per uno come lui, specie se in fiducia, non può che essere un grande e perentorio sì.