Palermo, Gardini: “Arriveremo in Serie A. Stadio? Obiettivo 2032”

Le parole di Giovanni Gardini, amministratore delegato del Palermo, a Radio Serie A.
“Siamo consapevoli che oggi siamo in difficoltà dal punto di visto sportivo, però, siamo altrettanto convinti che noi arriveremo in Serie A“. Parola di Giovanni Gardini, amministratore delegato del Palermo, in una lunga intervista a Radio Serie A. Tanti i temi toccati dal dirigente rosanero a partire dall’attualità, quella del campo che vede la squadra di Alessio Dionisi nona in classifica, lontana dalle posizioni di vertice.
“Ovviamente i risultati della squadra oggi sono sotto le aspettative, ne siamo tutti consapevoli – ha spiegato Gardini – Però abbiamo la determinazione e riteniamo di avere la competenza e la capacità per raggiungere questo obiettivo. Un viaggio dove sono stati fatti degli errori, ma chi lavora e chi lavora tanto può sbagliare tanto. Noi dobbiamo ridurre questa possibilità di sbagliare”.
Società e tifosi hanno un obiettivo comune: la Serie A che a Palermo manca dal 2017. In mezzo un fallimento, la ripartenza dalla Serie D e il passaggio nel 2022 al City Football Group. “Tutti vogliamo andarci il prima possibile – ha aggiunto Gardini – soprattutto chi ci mette tanti soldi come quelli che ci ha messo il CFG fino ad oggi e ogni anno di Serie B ne deve mettere ancora di più. È un obiettivo che va raggiunto senza ombra di dubbio nel più breve tempo possibile“.
Gardini ha lanciato anche un messaggio ai tifosi: “Loro devono capire che abbiamo un obiettivo comune e quindi devono starci al fianco perché noi gli daremo le soddisfazioni che loro in primis meritano per quello che rappresentano, per quello che sono e per quello che hanno dimostrato negli oltre 120 anni di storia”.
“Palermo ha un potenziale al di fuori del normale”
Il risultato sportivo, però, è solo una parte dell’ampio progetto del City Football Group. Un “calcio diverso, con al centro le infrastrutture” ha ammesso Gardini, spiegando la metamorfosi del Palermo dall’arrivo della nuova proprietà.
“La piazza ha valori e potenzialità al di fuori del normale, di cui neanche si rende conto. Noi siamo arrivati nel 2022 dopo un lavoro straordinario fatto dal presidente Mirri che arrivò a portare la squadra in Serie B in tre anni. È stato un risultato meraviglioso, ma quando siamo arrivati c’erano 5 dipendenti. Oggi siamo a 50“.

“Centro sportivo ‘milestone’ della società. Sullo stadio…”
Il focus del CFG è sulle infrastrutture. Una è già attiva, il centro sportivo di Torretta: il Palermo CFA. “Il centro sportivo è stato anche uno degli asset che hanno convinto il City Football Group a comprare il Palermo – ha proseguito Gardini – Il centro sportivo è uno di quei “milestone” fondamentali per un’azienda di calcio che ha una visione per il proprio futuro. Ci lavorano oltre 50 persone e qui c’è tutto il necessario per mettere la squadra nelle migliori condizioni possibili”.
Il prossimo step, però, è lo stadio. Il Palermo sta lavorando da mesi con il Comune per una nuova convenzione a lungo termine, che possa consentire alla società di ristrutturare lo stadio Renzo Barbera. “L’obiettivo per lo stadio è il 2032 – ha spiegato Gardini – Noi oggi abbiamo una convenzione per lo stadio che scade nel 2026. Abbiamo dovuto investire molti soldi per rendere lo stadio utilizzabile, ma oggi non possiamo più aspettare. Oggi noi abbiamo bisogno di firmare e di sottoscrivere una convenzione di lungo periodo che ci metta nella condizione di entrare nel novero delle potenziali città per ospitare Euro 2032″.
Per il Palermo c’è una chiara deadline per la nuova convenzione: “Entro il 31 marzo dobbiamo avere la convenzione firmata perché abbiamo un certificato statico di agibilità che scade a metà marzo e quindi, per forza di cose, tutti devono correre contro il tempo e lavorare in fretta per metterci nella condizione di dare alla città di Palermo ciò che la città e i tifosi meritano e che merita una Società che ha fatto un insieme di investimenti necessari per poter mettere i tifosi nella condizione di andare allo stadio e viverlo in una maniera consona. Abbiamo necessità di avere questa convenzione in mano altrimenti dovremmo fermarci e fare delle altre valutazioni. Non possiamo più aspettare perché non possiamo più investire soldi a fondo perduto”.