Quattro allenatori e rischio Championship: Nottingham Forest, anatomia di una crisi
Terzo esonero in sei mesi, dai sogni europei alla lotta salvezza: il Nottingham Forest 2025/26 è il volto dell’instabilità in Premier League
Il Nottingham Forest ha sollevato dall’incarico Sean Dyche, ufficializzando il terzo esonero stagionale. Il comunicato del club, diffuso poche ore dopo lo 0-0 casalingo contro il Wolverhampton ultimo della classe, ha post fine a un’esperienza durata 114 giorni e 25 partite, con una media di 1,40 punti a gara. Dopo Nuno Espirito Santo e Ange Postecoglou, Dyche è il terzo allenatore a pagare una stagione che sta assumendo contorni sempre più turbolenti.
La partita contro i Wolves è stata la fotografia più crudele del momento del Forest. Dominio territoriale, oltre trenta conclusioni verso la porta, dieci tiri nello specchio, ma nessun gol. Si tratta del numero più alto di tiri senza segnare in una gara di Premier nell’ultimo decennio. Al fischio finale, City Ground ha espresso tutta la sua frustrazione, con fischi indirizzati alla squadra e all’allenatore.
Dyche era stato scelto a ottobre per ristabilire l’ordine dopo il fallimento dell’esperienza Postecoglou, durata appena otto partite senza vittorie. Il suo compito era chiaro: riportare solidità e punti. Alcuni risultati di prestigio, come il 3-0 ad Anfield contro il Liverpool, avevano illuso tifosi e dirigenza. Ma una sola vittoria nelle ultime dieci gare tra campionato e coppe ha spento l’entusiasmo iniziale.
La classifica oggi racconta una realtà severa: 17° posto e appena tre punti di margine dalla zona retrocessione. Un divario minimo per un club che solo dodici mesi fa festeggiava il settimo posto e il ritorno in Europa dopo trent’anni. La distanza tra ambizione e realtà è diventata il terreno fertile dell’ennesima svolta.
La stagione dei cambi continui: dal caso Nuno al terzo esonero
L’instabilità è iniziata prima ancora dell’autunno. A settembre era stato esonerato Nuno, nonostante un rinnovo firmato pochi mesi prima. Le tensioni sul mercato estivo e divergenze con la dirigenza hanno accelerato la rottura. A ottobre, dopo otto partite senza successi, è toccato a Postecoglou. Tre allenatori in cinque mesi, una girandola che ha finito per trasmettere insicurezza anche alla squadra.
Il proprietario Evangelos Marinakis non ha mai nascosto la sua ambizione. Tuttavia, la continua ricerca di una soluzione immediata rischia di produrre l’effetto opposto: smarrimento e perdita di identità. Dopo lo 0-0 con il Wolves, il club si è limitato a ringraziare Dyche per l’impegno, senza ulteriori spiegazioni pubbliche.
Nottingham Forest, il quarto uomo: Pereira in pole e il record che incombe
Il prescelto per la successione è Vitor Pereira. L’allenatore portoghese, già legato a Evangelos Marinakis per l’esperienza vincente all’Olympiacos nel 2014/15 (double campionato-coppa), è considerato il profilo ideale per affrontare l’emergenza salvezza. Pereira porta con sé esperienza in Premier – ha salvato il Wolverhampton nel 2024/25 prima dell’esonero nel novembre successivo. Ed è qui che la cronaca diventa ironia: il Forest affida il proprio destino all’uomo salutato solo tre mesi fa da quei Wolves che, mercoledì scorso, hanno rappresentato il capolinea di Dyche. Un cortocircuito del destino che vede Pereira chiamato a guarire un Forest ancora sotto shock.
La sua nomina renderebbe il Forest la prima squadra nella storia della Premier League ad avere quattro allenatori nella stessa stagione (Espirito Santo, Postecoglou, Dyche e Pereira). Il calendario non concede tempo: in arrivo il playoff di UEFA Europa League contro il Fenerbahçe e poi il Liverpool in campionato. Intanto l’ambiente resta diviso tra frustrazione e speranza, con una squadra 17ª e a tre punti dalla zona retrocessione. Ora il tempo delle scelte è finito: servono risultati.
A cura di Mariapaola Trombetta