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Juventus, McKennie sa fare tutto (e anche bene)

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Weston McKennie, calciatore Juventus

Da scommessa a esubero, da pedina di scambio a calciatore essenziale (e versatile): l’evoluzione e la crescita del calciatore texano 

Com’era quel detto? “Chi fa troppe cose, non è bravo a far nulla”. Weston McKennie alla Juventus è riuscito a cambiare la narrativa e a far ricredere chi non puntava su di lui, fin dall’infanzia: “Durante la mia carriera, anche da bambino, tanta gente non credeva in me. Anche quando ho iniziato la mia carriera qui alla Juventus, mi dicevano che la Juve era troppo grande per me e non avrei mai giocato. Mi piace questo, perché io faccio tutto il possibile per far cambiare idea. Oggi, il texano fa tante cose diverse. E le fa anche bene.

Da quanto veste i colori bianconeri, ogni estate è destinato a partire. Valigie in mano e offerte pronte da mezza Europa: McKennie, però, ha sempre rifiutato ogni proposta (esclusa la breve parentesi in Premier League con il Leeds).

Considerata una pedina di scambio e messo ai margini del progetto, ora il centrocampista – o meglio, il tuttofare – si sta rilevando l’uomo in più per Thiago Motta.

Mediano, trequartista, mezz’ala, ala destra, seconda punta o addirittura terzino (che già aveva provato ai tempi dello Schalke 04). Cambia il ruolo, ma non la sostanza. Spostato per necessità e in una situazione d’emergenza, oggi è dappertutto e insostituibile. Dove lo metti, McKennie si adatta e non sbaglia.

McKennie l’eclettico, al servizio di Motta

Tolti Perin e Pinsoglio (e con ormai Danilo fuori dai giochi) McKennie è il calciatore che da più anni gioca in bianconero. Arrivato come oggetto misterioso e scommessa su richiesta di Andrea Pirlo, il texano segna e convince, lasciando spazio anche a un po’ di stravaganza e goffaggine che il più delle volte si rivela efficace.

Poi torna Allegri: quando è stato chiamato in causa ha sempre fatto bene ed è risultato sempre uno dei migliori, fino all’infortunio subito in Champions League contro il Villarreal. L’anno successivo, in quella che sarebbe dovuta essere la Juventus di Pogba e Di Maria, Mckennie non trova spazio e viene girato in Premier League dove vive il periodo peggiore della sua carriera. Tornato a Torino dal prestito, il texano – anche grazie a un centrocampo dimezzato dai casi Fagioli e Pogba – McKennie mette a segno 10 assist in 38 presenze. Quest’anno, sono già 4 gol e 3 assist. Leader e uomo spogliatoio, mai come in questa stagione. Anche quando le cose non vanno bene: “Dobbiamo fare di più per vincere perché la Juventus deve essere sempre al top e per arrivare in quella posizione dobbiamo vincere queste partite” (al termine di Atalanta-Juventus terminata 1-1).

Thiago Motta, allenatore della Juventus
Thiago Motta, allenatore Juventus

“Voglio restare alla Juventus il più possibile”

“Io mi trovo bene qui alla Juve, mi piace anche la città. Mi trovo bene con la squadra e lo staff, sono qua da 4 anni e voglio restare qua il più possibile”. Amora per la maglia e per l’Italia, anche se molti italiani ancora non gli perdonano la ricetta casereccia della pasta al pesto con pollo svelata nel podcast “19F” di Moise Kean. Ma forse, il segreto del suo successo sta (anche) in questa bizzarra combinazione.

Duttile, versatile e poliedrico. La Juventus e Thiago Motta riscoprono una nuova, anzi l’ennesima versione efficiente del texano. “Per la Juve farei anche il portiere. Ecco, forse manca solo quello a Weston “tuttofare” McKennie.