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Zaniolo: "L'idolo Kakà, l'emozione del Bernabeu. Non indosserei la 10"

| News calcio | Autore: Redazione

Quattro gol segnati nelle ultime quattro partite, una qualità fuori dal comune ed appena 20 anni. Nicolò Zaniolo è uno dei migliori talenti del panorama calcistico italiano: appena un anno fa l'esordio in Champions League - e, allo stesso tempo, con la maglia della Roma - per volere di Di Francesco, negli ottavi di finale la doppietta contro il Porto. Adesso, una nuova avventura con la squadra rivoluzionata da Fonseca, piacevole sorpresa delle prime giornate di Serie A. Ai microfoni del sito ufficiale della UEFA, il numero 22 giallorosso ha raccontato aneddotti ed emozioni del suo primo anno da professionista.

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"Da bambino avevo due idoli nel mondo del calcio: uno era Kakà, che alla fine giocava più o meno nella mia stessa posizione, l'altro Ronaldinho. Guardavo le partite del Barça o del Milan solo per vederlo, il suo era un calcio divertente. Sognavo di diventare come loro, oggi so che posso dare tanto alla mia squadra ma, allo stesso tempo, anche che ho ancora molto da fare. Agli altri giovani dico: inseguite i vostri sogni, insistete fino a quando non riuscirete a realizzarli. E, se proprio non se ne può fare nulla, almeno non avrete il rammarico di non averci provato con tutte le vostre forze..."

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"L'esordio al Bernabeu? Di Francesco venne alle 11 di mattina a dirmi che avrei giocato titolare, la partita era alle 21. Passai 10 ore a guardare il soffitto, ero felicissimo ma provavo una sensazione strana. Da un lato sapevo che, se il mio allenatore aveva deciso così, allora un motivo c'era di sicuro. Gli avevo detto che mi sentivo pronto, però non avevo idea di ciò che mi aspettava. Alla fine, quando sono andato in campo, non ho pensato più a niente: ho giocato e basta. La doppietta a Porto? Per me una partita di quell'importanza era qualcosa di assolutamente nuovo, sono felice di aver fatto doppietta. Ma non credo basti quello per parlare di una mia consacrazione..."

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"La rivoluzione attuata in estate dalla dirigenza ha portato alla nascita di un mix perfetto: nella Roma di oggi ci sono tanti giovani di talento, accompagnati però da calciatori di esperienza ben disposti ad aiutarci nel nostro percorso di crescita. Il mix è potenzialmente strepitoso, abbiamo tutte le carte in regola per provare ad alzare un trofeo. Dobbiamo allenarci bene e mantenere la giusta mentalità. I paragoni con Totti? Di Francesco ce n'è solo uno, il fatto che mi accostino a lui mi fa emozionare ma io sono Nicolò Zaniolo. Vi dirò: se la Roma mi offrisse la 10, non la accetterei. E' una questione di rispetto..."

 

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