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Giuseppe Rossi scrive a Zaniolo: "Ricordati i sogni che avevi da bambino"

| Storie | Autore: Simone Golia

Il dolore, le mani fra i capelli, le lacrime. Sentirsi invincibili e, un secondo dopo, fragili. In balia di un destino che ti ha voltato le spalle, ancora una volta. Sequenza di gesti e sensazioni che Giuseppe Rossi conosce molto bene. Quando Zaniolo, circondato da maglie olandesi e italiane, si è accasciato sul prato della Johan Cruijff Arena lo scorso lunedì, a Salt Lake City era ora di pranzo. Dalla capitale dello Utah, dove è tornato a giocare e a segnare, Pepito lo avrà compreso più di tutti. Età diverse, stessi dolori. Sogni comuni, che la sorte ha voluto mettere a dura prova.

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"Caro Nicolò, capisco il dolore e il vuoto che senti durante questo periodo". Inizia così la lettera che Giuseppe ha voluto scrivere a Zaniolo. Come un fratello maggiore, che certi ostacoli li ha già dovuti saltare. Cascando, senza tuttavia mai restare a terra: "Capisco le mille domande che ti fai, alle quali però non riesci mai a trovare una risposta - si legge - è qui che bisogna sempre ricordarsi quello che noi e la nostra famiglia abbiamo fatto. I sogni che avevamo da bambini". Tornare alle origini dunque. A quando il pensiero di un gol in Nazionale o in Champions rendeva scatti e ripetute più dolci. A quando la Serie A riempiva la mente di immagini e spensieratezza.

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"E' qui che ti devi ricordare di quando chiudevamo gli occhi e ci immaginavamo negli stadi più belli del mondoE tutti i sacrifici che ci hanno portato a giocare ai livelli più alti del calcio mondiale", continua Giuseppe Rossi, che il crociato se lo è rotto e lesionato due volte al Villarreal, subendo poi altrettanti infortuni al ginocchio con la Fiorentina e infine con il Celta Vigo. Più di 1180 giorni fuori dal campo, con la stampella a sostituire il pallone e il tutore al posto di pantaloncini, parastinchi e scarpini. 

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Nicolò ha vissuto ore di angoscia dopo Amsterdam. Ha avuto paura. Timore di non tornare più quello di prima. Di dover smettere, addirittura. Lo ha spiegato il padre Igor, che la prossima settimana lo accompagnerà a Innsbruck per l'operazione. Zaniolo avrà tempo di pensare: "Ricordando tutto questo, ti verrà subito il coraggio di rialzarti - si legge nella parte finale della lettera - di affrontare ogni ostacolo possibile, perché non c'è niente di più bello che stare in campo. Che provare quelle emozioni. Che fare quello che amiamo più di ogni altra cosa. Forza Nicolò, ti rialzerai". 

Giuseppe Rossi per gianlucadimarzio.com

 

 

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