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Talenti, Tramezzani, obiettivo Europa: il ds Teti ci racconta l'APOEL Nicosia

| Interviste | Autore: Matteo Moretto

Un italiano a Nicosia. Domenico Teti, direttore sportivo dell’APOEL. Come procede con il greco? “Lo sto studiando ma la lingua che usiamo tutti i giorni al training center è l’inglese”. Anche se alla fine parla il campo, sempre. Teti ha scelto la sfida APOEL in un momento delicato del club ma il vento, oggi, è cambiato rispetto all'inizio: la squadra ha chiuso al primo posto la regular season e adesso sta giocando i playoff di fine stagione. Sabato ecco il derby con l’Omonia. “In estate, dopo diverse stagioni, l’APOEL non è riuscito a qualificarsi in Europa portandosi delle difficoltà anche in campionato. Al mio arrivo, ad ottobre, abbiamo nominato Paolo Tramezzani come allenatore e stiamo raccogliendo sinora buoni risultati. Il coach sta facendo un buon lavoro, è preparato, si dedica tanto al campo migliorando il livello delle prestazioni dei giocatori. Un allenatore che a mio avviso avrà futuro". Senza nulla togliere ai ragazzi. "I calciatori hanno qualità e ci stanno dando grande disponibilità, lavorano duro perché vogliono raggiungere il traguardo più alto ossia vincere il campionato e giocare in Europa, ma la strada è ancora lunga. C’è grande competitività e sabato ci aspetta il derby una partita come sempre speciale, una partita da vincere”. Si respira un’aria internazionale. “Questa è una realtà internazionale - spiega il ds - sono anni che il club compete in Europa. Qui c’è passione, c’è fame di calcio. Con il presidente si è creato subito un bel feeling, ci parliamo spesso, ci confrontiamo, è molto presente perché tiene al progetto e ne è il primo tifoso: mi sta mettendo nelle migliori condizioni per svolgere il mio lavoro e per prendere le decisioni che servono a sviluppare una filosofia di lavoro che faccia crescere l'intera area tecnica e il mercato”. Il modo di lavorare è leggermente cambiato rispetto all’Italia. "Nell’allestimento della squadra i giocatori provengono dalle più diverse nazioni e questo mi permette di sviluppare e valorizzare tutto il lavoro di scouting e di relazioni a livello internazionale. Anche perché il campionato cipriota sta crescendo”. Che è un  fattore da non sottovalutare. “In campionato ci sono squadre che hanno una certa esperienza europea inoltre la competitività all’interno della rosa dell'APOEL è molto alta: ci sono tanti calciatori di livello e tanti potenziali titolari”. 

Qualche talento? "Tamari e Natel classe 97 giovani di sicuro avvenire che migliorano grazie al lavoro dello staff e all’esperienza di calciatori come Morais, Aloneftis e altri, esempi di professionalità che hanno scritto pagine di storia in Europa per l'APOEL. In campionato siamo la squadra che propone più giovani in assoluto tra gli Under 21 e gli Under 23. Ci sono poi ragazzi ‘cresciuti in casa’ come Ioannou, classe '95 che gioca da anni in prima squadra ha ancora grandi margini di miglioramento e potrà anche lui arrivare a giocare in campionati europei prestigiosi”. Giovanissimi arrivati anche durante l’ultimo mercato di gennaio come Vidigal classe ’98. "E’ la filosofia in cui credo. Esperienza e talento è il mix su cui puntiamo perché ci garantisce tenuta mentale e furore agonistico. L’obiettivo è vincere cercando di mantenere il corretto equilibrio tra l’aspetto sportivo e quello finanziario”. Ma un bel colpo mediatico che possa spostare l’attenzione sul calcio cipriota? Teti non chiude a questa possibilità. "Ci penso sempre. Dedico tanto tempo a vedere partite, alla ricerca e allo scouting, come allo sviluppo dei rapporti con i clubs in Europa e oltreoceano. bisogna sempre ragionarci bene perché inserire un calciatore in squadra è una grande responsabilità”. Dal mercato dell’APOEL al suo, di Domenico Teti, che in un passato anche recente è stato cercato da squadre inglesi importanti. Ma il dribbling è secco. "Nel calcio gira tutto molto velocemente e oggi sono felice di essere all’APOEL per cercare di vincere il campionato e giocare l’accesso europeo alla Champions League”. Nostalgia dell’Italia? "E' il mio Paese, un bellissimo Paese di calcio dove sono nato e cresciuto anche come dirigente. Ma ho sempre viaggiato tanto e lavorato in paesi diversi. Il calcio italiano ha grande storia e oggi grande potenziale con segnali di crescita forte, vi sono problemi da affrontare come del resto avviene ciclicamente in altre nazioni. Il calcio è ovunque e si può fare in tanti modi, te ne accorgi solo quando trovi il coraggio di metterti in gioco e accettare nuove sfide". Ambizioso, Domenico. Un italiano che ha trovato casa a Nicosia.  

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