Questo sito contribuisce all'audience di
Menu

Seleziona una squadra

  • Serie A
  • Coppe
  • Altri

Mare, sogni e record: a Monopoli il calcio è una Scienza esatta

| Storie | Autore: Luca Guerra

Da un lato c'è il mare, dall'altro la campagna pugliese fatta di masserie di lusso e muretti al secco. Nel mezzo c'è l'anima operaia del Monopoli, una squadra che ha fatto della carta "imprevisti" una compagna di vita nel mondo del calcio. Se i turisti che arrivano da mezzo mondo per visitare questa perla abitata da 50mila persone e affacciata sull'Adriatico si lasciano incantare dalle mura bianche, dai vicoletti e dal percorso che unisce il Castello Svevo e il porticciolo, gli addetti ai lavori sono stati spesso folgorati quest'anno dal gruppo allenato da Beppe Scienza.

[videosky id="575696"][/videosky]

Passeggi nel cuore della città, in piazza Vittorio Emanuele e vedi un uomo vestito di biancoverde. Lo salutano tutti ("Mia moglie non vuole passeggiare con me infatti" ride), ha 67 anni e una vitalità fuori dal comune: è il libro vivente del Monopoli e si chiama Pino Sportelli. Sarà il nostro Caronte: "Dal 1966 al 1969 sono stato portiere nella Berretti, ma non guardarmi così perché sono basso. Prima i portieri erano più bassi e più reattivi" sorride con l'atteggiamento che l'ha contraddistinto nelle altre vesti: giornalista, addetto stampa e poi addetto agli arbitri per 20 anni. Fino allo stop del cardiologo. "Mi ha detto che esagero in panchina e mi ha costretto a fermarmi".

LEGGI ANCHE - SERIE C..ON VOI: A SIENA LA PRIMA TAPPA

pino sportelli.jpg

Zoccolo duro e annate da record

Pino passeggia, i più giovani lo fermano per una chiacchierata. I suoi coetanei per un caffè. Così ci rifugiamo in un bar: "Lo zoccolo duro è fatto da 2000 tifosi: ci sono tante persone che seguono ma poche che ci sono sempre. Negli anni delle tre promozioni consecutive eravamo 11mila sugli spalti del Veneziani, quando battemmo il Brindisi e andammo in C2". Erano gli anni della fiumana pedonale a tinte biancoverdi verso lo stadio: chi si muoveva da piazza Duomo, chi da piazza Garibaldi, chi ancora dai centri più vicini. "Questa città ha tanta storia - ci ricorda Pino - pensa che diversi decenni fa il territorio di Monopoli arrivava fino all'attuale zona dell'aeroporto di Brindisi". Chissà se Peter, turista Usa nel quale ci imbattiamo per un selfie, è atterrato lì.

LEGGI ANCHE - LA NOSTRA INTERVISTA A SCIENZA

monopoli tifosi.jpg

CONTINUA A PAGINA 2

 

||||

 

Il tombino portafortuna

monopoli città 1.jpg

Di certo non conosce però l'aneddoto del tombino, quello che ha portato Pino anche sulle pagine dei quotidiani nazionali. "Vicino alla panchina del Monopoli c'è un tombino e ogni volta che mi alzavo per andare sul tombino il Monopoli segnava e vinceva. Questo è successo per due anni. Una volta che sul 2-0 mi sono permesso di non stare sul tombino, l'allenatore dell'epoca, Dino Bitetto, e i giocatori mi hanno costretto a restare sul tombino. Vincemmo 4-1. Quando ho interrotto? Quando il cardiologo mi ha detto di fermarmi". La fama di portafortuna però è rimasta, come racconta il rapporto con Beppe Papadopulo: "Ha allenato per due anni il Monopoli, poi siccome credeva che io portassi bene mi ha chiamato quando era a Siena e Palermo chiedendomi di toccare la maglia biancoverde. Gli ho portato bene".

LEGGI ANCHE - SERIE C..ON VOI: AD AREZZO LA SECONDA TAPPA

La grande delusione

monopoli squadra.jpg

Eppure alla S.S. Monopoli 1966, ripartita 54 anni fa, è toccato anche un decennio senza pallone: "La più grossa delusione? Dieci anni senza calcio quando il cavalier Bellomo chiuse i rubinetti. Ma dico che ci hanno fatto bene" spiega Sportelli. Che la sua memoria l'ha messa anche su carta, su un numero da collezione: "Racconta la storica promozione del Monopoli in C1. Ci sono foto vecchissime, che dopo tanto lavoro abbiamo messo insieme per celebrare un'annata speciale". Ma il giocatore preferito è rimasto sempre uno: "Capuano, un nostro centrocampista. Lanciava per 50 metri e metteva la palla sul piede dell'esterno offensivo". Uno dei pochi a placare Don Giacomo, prete caloroso e tifoso della squadra: "E' venuto a mancare da poco, si faceva notare da tutti in tribuna e talvolta inveiva contro l'arbitro. E se il Monopoli perdeva rompeva la radiolina".

Una storia di spareggi

monopoli scienza.jpg

Dal centro storico allo stadio Veneziani ci sono poche centinaia di metri: a seguire "U M'naupl" ci si va a piedi, dopo aver gustato magari una frittura sul mare se la bella stagione lo consente. "Questa è una squadra di spareggi- ci ricorda Pino - nel 1968 perdemmo lo spareggio contro il Castellaneta passando per la monetina, l'anno dopo sempre con la monetina vincemmo lo spareggio a Giovinazzo contro il Putignano. Ma la storia è lunga. Sarà un vezzo o una pessima abitudine, questo non lo so. Nel cuore però ci sono tre squadre: quella dei 102 punti in Serie D, primato intatto ancora oggi alla pari con la Juventus, poi quella del 1988 in C1 che sfiorò la promozione in B e poi quella di quest'anno. Siamo ripartiti e ora ci godiamo questa squadra che ci fa sognare. E ora sogniamo il secondo posto: sarei curioso di vedere cosa riusciremmo a combinare, tutti insieme". Con il Gabbiano nel cuore.

LEGGI ANCHE - IL MONOPOLI ENTRA NEGLI ESPORTS

CONTINUA A PAGINA 3

 

||||

 

Laricchia: "Il sogno è l'Atalanta, i modelli Pontedera e Renate"

laricchia monopoli.jpg

Due salvezze risicate tra il 2014 e il 2016, due partecipazioni ai playoff con eliminazione al primo turno e ora il sogno di chiudere il torneo sul podio. Se a Monopoli il Gabbiano vola sempre più in alto il merito è di uno staff di lavoro "sforbiciato" negli anni e arricchito da "professionisti che badano al calcio come prima occupazione" sottolinea l'amministratore unico Alessandro Laricchia. "Abbiamo cominciato il programma in solitaria 3 anni fa promettendo programmi diversi rispetto a biennio precedente, puntando su giovani e gente affamata. Abbbiamo dato un taglio professionale. Io e Onofrio Lopez, il presidente, ci confrontiamo ma abbiamo creato un sistema che ha incastrato le pedine giuste".

LEGGI ANCHE - SERIE C..ON VOI: A REGGIO EMILIA LA TERZA TAPPA

monopoli città 2.jpg

Anche nella comunicazione, dove i biancoverdi hanno conquistato spesso e volentieri la ribalta. L'ultima trovata, che ha messo in collegamento una parte il protagonista di un film cult degli anni Ottanta come Lino Banfi nell'Allenatore nel Pallone, alias Oronzo Canà, e dall'altra Giuseppe Scienza ("Il mister ha trovato il suo angolo ideale, ha trovato gli equilibri giusti e dimostrato quanto vale" dice di lui Laricchia), il vero allenatore del Monopoli. La squadra è entrata nel cuore della città e a volte anche nelle case: come a Natale 2018, con il video virale con protagonisti tutti i calciatori della squadra, alla ricerca di una casa e di una tavola per il cenone della vigilia di Natale a causa dei due turni di campionato in calendario tra il 26 e il 30 dicembre.

"C'è entusiasmo - spiega Laricchia - da parte nostra la voglia è di seguire società che riteniamo un modello come Pontedera e Renate. Spostando il mirino più in alto, dico Atalanta". In campo il simbolo è Giuseppe Fella, attaccante classe 1993: svincolato in estate, a segno 15 volte nelle prime 25 giornate di campionato. "Una storia da libro Cuore. Eravamo in trattativa per Saraniti e per questione di costi abbiamo virato su questo ragazzo" ammicca Laricchia. "Playoff? Devo essere sincero, questa squadra ci stupisce sempre di più: ha dei valori umani e tecnici straordinari". E strizza l'occhiolino alla C. Come i turisti al mare, quando dal centro storico intravedono il porticciolo e l'adriatico.

Condividi articolo su

Tag

Serie C

Potrebbe interessarti

Calciomercato


Book GDM

Copyright 2014, 2021
Tutti i diritti sono riservati

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Milano, Decreto nr.140 del 16/04/2014
Direttore Responsabile Gianluca Di Marzio, Editore G.D.M. Comunication S.r.l. - P.IVA 08591160968