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Dalla Vila alla tripletta al Bernabéu: Rodrygo, il 2001 da record del Real Madrid

| Storie | Autore: Simone Gamberini

Velocità e precocità, una vita ad arrivare per primo. E anche col Real Madrid Rodrygo Goes non si è fatto aspettare: due gol in sette minuti contro il Galatasaray, la doppietta più rapida della storia della Champions, diventata poi tripletta con l’altra rete al 90’. Il tutto realizzato da un talento di appena 18 anni.

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Ma non c’è da stupirsi con uno del genere, abituato ad arrivare in anticipo sin dalla sua venuta al mondo. È nato a San Paolo quando il padre Eric Batista aveva solamente 17 anni, diventandone da subito la ragione della sua vita. Eric faceva il calciatore e così si guadagnava da vivere nelle divisioni minori del campionato paulista, ma una volta capito il potenziale di Rodrygo decise di smettere per dedicarsi alla cura della carriera del figlio.

Due le passioni calcistiche di famiglia: il Real Madrid e Robinho. Come se tutto fosse già scritto nel destino di Rodrygo, apparentemente segnato nel ripercorrere le tappe più importanti dell’idolo di suo padre.

E infatti a soli 9 anni, ancora una volta in grande anticipo, è riuscito a superare un provino per entrare nel Santos, la squadra che ha portato Robinho al Real Madrid. È diventato così un Menino da Vila, così sono chiamati i ragazzi usciti dalla scuola del Santos, in onore di Vila Belmiro dove gioca il Peixe. Una delle più prestigiose del Brasile: da Pelé a Neymar, oltre a Robinho stesso, il sogno di ogni brasiliano.

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Ha iniziato, come tanti suoi connazionali, con il futsal, ma è passato in fretta al calcio a undici, pur mantenendo la sua passione per lo skateboard. Tante, troppe giocate da campione per passare inosservato: e così Doriva, l’allenatore della prima squadra del Santos del 2018 ha deciso di portarlo in prima squadra in largo anticipo. Ma lui agli anticipi ci è abituato da sempre come abbiamo già visto: e così è diventato il più giovane di sempre della storia del club a esordire in Copa Libertadores, a soli 17 anni e 50 giorni, trovando il suo primo gol appena due settimane dopo.

E alla fine il Real chiama. E lui risponde. Compie il sogno di suo padre, che aveva smesso di giocare proprio per vedere quest’immagine. Ha dovuto aspettare di compiere 18 anni prima di completare il suo passaggio multimilionario, sembrava dovesse essere relegato al Castilla, la squadra B allenata da Raul (unico ad aver segnato una tripletta in Champions da più giovane rispetto a Rodrygo), e invece è diventato subito protagonista con la prima squadra.

D’altronde lui non sa aspettare: gol da 3 punti in Liga contro l'Osasuna dopo neanche un minuto dal suo ingresso, poi la notte strepitosa di Champions contro il Galatasaray. Sempre davanti al Bernabéu, un pubblico che non ha avuto bisogno di tempo per innamorarsi di lui. Un po’ come ha fatto l’anno scorso per Vinicius, il suo ‘gemello’ carioca.

Il Real adesso avanza in Champions, anche grazie a Rodrygo Goes, veloce e precoce come al solito. In grado di prendersi la scena nell'anno dell'arrivo di Hazard, perché uno così non può proprio farsi aspettare.

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