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Data: 16/02/2023 -

Napoli, Raspadori: "L'Università è un valore aggiunto per gli allenamenti. Scudetto? Sarebbe ipocrita non parlarne"

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Giacomo Raspadori ha raccontato la sua vita a Napoli, il rapporto con squadra e tifosi, passando anche per le ambizioni di squadra e personali
Giacomo Raspadori ha raccontato la sua vita a Napoli, il rapporto con squadra e tifosi, passando anche per le ambizioni di squadra e personali

Giacomo Raspadori è tra i talenti del calcio italiano che negli ultimi anni sono stati in grado di emergere con più rapidità. Dal Sassuolo all'Europeo vinto con la Nazionale, ma adesso uno step importante per la sua crescita: il Napoli. Raspadori ha raccontato i punti salienti di queste sue tappe, soffermandosi in particolare sull'esperienza con il club campano.

 

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Napoli, Raspadori: "Mi sento napoletano da sempre"

"Una cosa che non puoi conoscere a Napoli è la solitudine". Inizia così l'intervista di Raspadori ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: l'attaccante ex Sassuolo ha parlato della vita nel capoluogo campano tra abitudini e legami. "L'affetto quasi si può toccare, è una carica necessaria. E io da solo non so stare, nonso dire no a un caffè in compagnia, anche serie tv e film devo vederli con qualcuno".

 

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Raspadori è poi tornato alla scorsa estate, ai sentimenti provati quando gli dissero del trasferimento a Napoli: "Un'emozione forte. Non avevo giocato tanto ad altissimo livello. C'erano altri club, ma il Napoli ha avuto più fiducia". E sulla volontà di giocare di più: "È normale, essendo ambizioso. Ma la nostra forza è sentirci parte del gruppo, tutti titolari quando siamo chiamati in causa".

Il tema Scudetto: scaramanzia per i napoletani, ma Raspadori non si nasconde. "Sarebbe ipocrita non parlarne. Una grande occasione costruita con il lavoro di tutti i giorni. È dalla prima giornata che ce lo siamo messo in testa, la mentalità è stata quella giusta, pazzesco l'affetto dei tifosi. Champions? Se manteniamo concretezza e spensieratezza, in Europa non ci sono limiti".

 

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Ma Raspadori si sente napoletano? "Sì, forse da sempre. Mi dicevano che avevo la 'cazzimma' napoletana per il mio modo di stare in campo". E poi i retroscena sulla vita privata e accademica: "Ho diploma di liceo scientifico, studio Scienze Motorie, dieci esami su ventidue. Una sfida. Tanti pensano che lo studio sia alternativo, per me è un valore aggiunto, conosco meglio gli allenamenti". L'intervista completa è sull'edizione di oggi de La Gazzetta dello Sport.



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