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Data: 24/01/2017 -

Porto, Nuno: "La Juventus può vincere la Champions, ma prima dovrà vedersela con noi"

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La Juventus sogna Cardiff, ma la strada verso il Galles è ancora lunga. Prima tappa in Portogallo, dove i bianconeri si troveranno di fronte il Porto di Nuno Espirito Santo, che non ha nessuna intenzione di rendere facile il passaggio del turno.

"Prima di tutto per noi è importante ricordare da dove veniamo" - dichiara l'ex portiere dei "Draghi" nel corso di un'intervista concessa a ExtraTime - "Siamo partiti da un playoff molto complicato contro la Roma, una delle squadre migliori d’Italia, affrontato in agosto, a pochi mesi dal mio arrivo. L’abbiamo passato e poi abbiamo affrontato un girone con 3 squadre che avevano vinto il loro campionato, gestito con alti e bassi ma chiuso battendo 5-0 il campione d’Inghilterra, il Leicester. Per questo poter affrontare la Juventus, finalista di Champions due anni fa, con grandi campioni e una storia importante è una super sfida. La affronteremo con rispetto, timore e una certezza: la nostra idea di calcio non cambierà. Contro la Juve o chiunque altro il nostro modo di giocare non varia, perché rappresenta la nostra identità e non è negoziabile. Se vuoi creare qualcosa in una squadra giovane come il Porto, se vuoi provare a competere contro i migliori devi impiantare dei principi e difenderli".

L'obiettivo dei bianconeri non può che essere la Champions per Nuno: "La Juventus, a parte la mole di gioco che riesce a costruire, non lascia giocare il rivale. La reazione alla perdita della palla, un aspetto del gioco nel quale pongo grande attenzione, è eccezionale. La Juve fa tanti falli, condiziona la costruzione e la reazione del rivale. Rispetto la Juventus e il lavoro di Allegri in maniera assoluta: ha perso pezzi importanti come Vidal o Pogba e continua a vincere e creare formazioni poderose e competitive. Ovviamente hanno soldi ma anche la capacità di reinventare la squadra restando sempre forte. Non so come arriveremo alla sfida ma non ci sono dubbi che la Juve è un grandissimo rivale in qualsiasi forma. E poi un’altra cosa: hanno costruito una squadra per la Champions, è la loro grande sfida. Lottano per il sesto scudetto di fila e in Italia hanno ottenuto tutto ciò che potevano pretendere, è chiaro a tutti che il vero obiettivo della Juve è la Champions. Però per ottenerlo devono lottare contro di noi".

Per l'ex allenatore del Valencia la Juve non può reggere il tridente: "Tutti e tre non possono giocare per me. Higuain è un matador, Mandzukic un complemento di qualcuno, Dybala un creativo. Ma l’attacco della Juve non è la mia priorità. Il mio lavoro va in un’altra direzione: guardo dove posso far danno. Perché giochiamo prima in casa e non possiamo rinunciare al fattore campo. Questa è la nostra mentalità. Noi pensiamo sempre a come attaccare, produciamo tanto a livello offensivo, recuperiamo il pallone il più in alto possibile. Il potenziale d’attacco della Juve è evidente e cercheremo di neutralizzarlo però i miei pensieri sono diretti altrove. Non cambio la mia idea perché ho di fronte un grande rivale. Anzio, cerco di consolidarla, rafforzarla. Dybala accostabile a Messi? Non voglio essere ingiusto però penso ci siano due giocatori che sono a un livello superiore a tutti, Ronaldo e Messi. Tutti gli altri, tantissimi, rappresentano un’idea, un embrione di qualcosa che può arrivare a svilupparsi fino al livello di quei due. Per Dybala sarà altamente pregiudiziale se la gente dovesse iniziare a paragonarlo a chi è a un livello così alto. Ma lo vedo con tanta qualità".

Domandone: meglio Messi o Ronaldo? Nuno è di parte... "Per me Cristiano è il migliore del mondo, il più completo che ho visto nella mia vita. Per i numeri, per la quantità di partite che gioca e per il livello medio che mostra. Che abbia alti e bassi è normale, e la cosa è legata anche alla squadra. Ronaldo è più completo di Messi. E poi che vuole che le dica? Ci ha portato alla vittoria all’Europeo, cosa che non avevamo mai raggiunto. Storica. Una cosa che manca a Messi col suo Paese, la gloria che si ottiene con una nazionale è indelebile, resta scolpita nel tempo. Casillas o Buffon? Due leggende. Due affamati della vita, abituati a competere al massimo livello. Che si ammirano e gestiscono al meglio la rivalità, con grande sportività. In comune hanno l’esperienza e la lettura anticipata del momento della gara, dell’azione, dello sviluppo del gioco. Devono fare uno sforzo molto minore rispetto ad altri per stare nel punto giusto al momento giusto. Sono della vecchia scuola, coi piedi fanno il giusto però ti danno molto altro: comunicazione, carisma, tranquillità e rendimento, che è la cosa più importante".

Un accenno anche a Real Madrid-Napoli: "Vedo favorito il Madrid per forza, peso, esperienza internazionale e storia recente. Però il Napoli mi piace molto. Come gioca, per esempio. Ho grande ammirazione per le 33 giocate di strategia che ha Sarri: la sua è una di quelle squadre che come osservatore non perdo mai di vista, una di quelle che studio di più. Ogni partita tirano fuori una giocata di strategia nuova e gli funzionano sempre: le posso dire che per farlo è necessario tanto tanto lavoro e applicazione. Il Napoli ha a disposizione le armi per superare il Madrid, anche se sarà molto difficile".



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