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‘Pocho’ Bocic incanta Pescara: dai sacrifici di papà giardiniere al primo gol in B

Delfino Pescara 1936

| Storie | Autore: Matteo Moretto

Pochi followers su Instagram, grande talento. Nome account? @milos.b10, anche se il numero di maglia che indossa oggi è il 41 perché il ragazzo, appena ventenne, arriva direttamente dalla Primavera del Pescara anche se a inizio stagione - bisogna ammetterlo - il presidente Sebastiani immaginava esattamente questo tipo di inserimento graduale, tra i grandi della prima squadra. 

Dettagli. I fatti sono altri e li abbiamo visti nell’ultima giornata (22esima) di campionato di Serie B: Cosenza al tappeto per 2-1 con gol decisivo, all’ultimo respiro, proprio di Bocic, entrato giusto 10 minuti prima. La reazione del nostro attore protagonista è scontata: un delirio di gioia senza precedenti - con tanto di esultanza alla Depay - e… una quantità di schiaffi ricevuta che solo lui sa, come ha confermato anche il compagno di squadra Kastanos “Quanti gliene abbiamo dati!”.

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Nel segno di Lavezzi

Tanti schiaffi ma solo per festeggiare la sua prima rete tra i professionisti, sia chiaro. Nessun telefono azzurro. Il titolo del film, invece, ce lo regala il suo compagno di squadra Riccardo Maniero: “E’ nata una stella”, scrive l’attaccante sui social. Milos, timidino com’è, non si scompone. Sorride sempre e non si butta mai giu, soprattutto quando le cose non girano come nell'ultimo periodo della sua esperienza all'Udinese - Primavera - quando giocava poco o nulla. Educato, Milos, ragazzo per bene che sa perfettamente cosa sia il sacrificio e riconosce chi ha sempre creduto in lui. Nazionalità? E' nato a Belgrado ma dopo appena 8 mesi ha lasciato tutto per colpa della guerra. Scelta di famiglia e di vita. Così, ecco l'Italia, per la precisione Martignacco (che è stata la primissima squadra di Bocic), vicino Udine, comune in Friuli-Venezia Giulia. 

Ha dedicato il suo primo gol tra i professionisti alla sua famiglia e non è un caso: papà, giardiniere, sudava ore e ore e poi, stremato, faceva di tutto pur di accompagnarlo agli allenamenti. Importantissima anche la figura della mamma che non potendo lavorare a causa di un brutto infortunio al bacino, ha sempre cercato di non far mancare mai nulla in casa. E quando serve c’è sempre, e lo porta ovunque, treno o mezzi pubblici che siano. 

Senza ostacoli, pur di realizzare il sogno di suo figlio. Milos, detto anche ‘Pocho’ per quelle movenze alla Lavezzi, ha un modello ben preciso: Cristiano Ronaldo. Un top che ha avuto anche modo di vedere giocare dal vivo, da vicinissimo, direttamente dalla panchina dell’Udinese quando è stato convocato in prima squadra. Emozioni vere. Anche se quelle da ‘schiaffi’ sono tutta un’altra cosa, ancora più belle.

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