Messina, Ledesma è il regalo di Arena: "Per noi è come Ronaldo"
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Data: 29/07/2020 -

Messina, Ledesma è il regalo di Arena: "Per noi è come Ronaldo"

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Otto anni fa lasciò il Catania in silenzio, dopo 74 presenze e quattro gol, di cui uno nel derby contro il Palermo. Quello del memorabile gol di Mascara da centrocampo ad Amelia. Oggi Pablo Ledesma torna in Sicilia. Il centrocampista argentino aveva lasciato gli etnei nel 2012 e adesso è pronto a tornare. Lo farà nei prossimi giorni, in attesa degli ultimi cavilli burocratici e di un volo che lo porti oltre Oceano.

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Giocherà con la maglia dell’FC Messina, a 95 km di distanza da quella città in cui conserva tanti amici e bei ricordi. Una società attualmente di Serie D che potrebbe essere ripescata in C, anche se non si tratta dello stesso club che qualche anno fa era in Serie A (l'ACR Messina) ma di quello del patron Rocco Arena. 

Dall'idea alla firma

Una trattativa iniziata circa un mese fa, quando in Italia ripartiva il campionato, mentre in Argentina iniziava l’inverno e il lockdown. Un’operazione che ha visto i protagonisti a lavoro 24 ore su 24 per via del fuso orario. Tra telefonate, call conference e messaggi a notte inoltrata. Un’idea dell’intermediario Edoardo Siracusa che ha subito messo d’accordo tutte le parti. Dall’entourage di Ledesma, fino al presidente del club giallorosso Rocco Arena, che non ha mai perso la speranza per la conclusione dell’affare. "Lui sta a Messina come Cristiano Ronaldo sta alla Juve. Pochi anni fa lo voleva il Real Madrid, ora lo abbiamo noi. Spero che la città apprezzi” il commento del patron dopo aver annunciato l’arrivo a parametro zero del classe 1984, che in carriera ha vinto quattro Coppe Sudamericane, una Libertadores e due Recopas con il Boca Juniors.

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Nella sua prima esperienza con gli xeneizes ha avuto modo di vincere tutto, esordire con la maglia della nazionale e giocare con uno dei suoi idoli, Juan Román Riquelme. Anche se non gliel’ha mai fatto sapere direttamente. Per il Boca ha lasciato il Catania, scontrandosi con gran parte dello spogliatoio rossazzurro. “Sei venuto a piangere davanti ai tuoi compagni per i tuoi problemi, e adesso ci ripaghi andando via senza nemmeno salutare. Sei una persona disgustosa” il testo del tweet pubblicato da Cristian Llama al momento del suo addio. I due hanno avuto modo di chiarire qualche anno più tardi, quando si sono ritrovati a condividere lo spogliatoio al Colón di Santa Fe.

L'addio al Boca fu particolare, con lo spogliatoio diviso in due fazioni e con la rissa in allenamento con il portiere Orion, dopo che l'ex Catania lo aveva accusato in conferenza stampa di dare informazioni alla stampa. "Sono cose che succedono in uno spogliatoio. Possono dire tante cose di me, ma non che sono una cattiva persona. Con Orion abbiamo continuato a condividere lo spogliatoio. Non mi pento assolutamente di niente. Ho lasciato il club dopo aver conquistato tutto quello che volevo dentro e fuori dal campo, ma in quel momento uscivano troppe notizie da quelle quattro mura che sono sacre".  

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A 36 anni torna dopo otto stagioni trascorse in patria, nelle quali ha vestito le maglie anche di Patronato e Alvarado, quest’ultima in seconda divisione. Una scelta dettata dalla volontà di crescere i suoi due figli in Italia. Senza dimenticare le ambizioni di un club che punta in alto, grazie agli sforzi economici del presidente Arena e alle intuizioni e alle conoscenze del direttore sportivo, Cesar Grabinski, anche lui argentino con un passato nel Catania.

La Oveja (la pecora), come veniva chiamato da giovane per i riccioli, o El Profesor, come è stato soprannominato dall’account social del Messina, ad aspettarlo troverà anche altri suoi quattro connazionali come Fernandez, Gnicewicz, Rocchetti e Facundo ‘El Mago’ Coria. E chissà che queste non possono essere le basi per una nuova storia siciliana a tinte albicelesti.

a cura di Mattia ZUpo



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