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La scalata di Spinazzola: da bomber al Foligno ad eroe in Champions League

| Storie | Autore: Redazione

“Tutto troppo bello” Spinazzola non ha altro da dire, se non tutto con queste tre semplici parole pubblicate sul suo profilo Instagram.

Un sogno che si avvera, dal sapore speciale per il numero 37 bianconero che un anno fa mai nessuno avrebbe immaginato nell’undici titolare contro l’Atlético Madrid, nella notte delle notti. E magari non l’avrebbe immaginato nemmeno lui, un po’ di anni fa quando, con i suoi capelli a caschetto e una marcia in più nelle gambe rispetto ai suoi coetanei, giocava nella piccola Polisportiva della sua città, la Virtus Foligno, cercando di imitare campioni come Ronaldo, Del Piero e Rui Costa.

Un piccolo “campione” che si è messo in mostra sin dall’inizio, tanto che segnava 30-35 gol a stagione, e continuando a fare sempre la differenza anche giocando coi ’91. Il campo era sotto casa Spinazzola, ma proprio a casa sua, Leonardo, non ci stava mai: la maggior parte del tempo la trascorreva con gli amici alla ‘pistarella’, una pista di pattinaggio adiacente al campo della Virtus, utilizzata dai bambini per giocare a calcio. Così tante ore fuori casa che la mamma Simonetta lo richiamava in continuazione dalla finestra e, quando poi rientrava, lo faceva sempre con la palla al piede, rompendo spesso qualche vetrata del palazzo.








Adesso quella pista di pattinaggio si è trasformata nell'Allianz Stadium, e il piccolo Leonardo sta diventando un vero campione nella ‘sua’ Juve, tanto sognata dal 2010, quando dal Siena passava alle giovanili bianconere. Inseguita, con determinazione e tanta speranza, in un prestito dopo l'altro per tutt’Italia, tra Serie A e Serie B: l'ultimo, all'Atalanta di Gasperini, quello decisivo per la sua crescita, con un’altra occasione firmata Bologna, arrivata nel mercato di gennaio, ma che ha rifiutato con la speranza di trovare posto alla Juventus, che in pochi vedevano.

L’esordio in maglia bianconera infatti tarda ad arrivare: prima l'infortunio al ginocchio, poi le cure, il lungo stop e infine i primi 80' in maglia bianconera che arrivano in Coppa Italia contro il Bologna, davanti alla sua famiglia presente in tribuna. Un’avventura iniziata forse nel periodo stagionale peggiore dei bianconeri, con l’imminente eliminazione dalla Coppa Italia ad opera della sua ex squadra, l’Atalanta, e il successivo pareggio casalingo contro il Parma.

Ma il primo sogno è realizzato, con Leonardo pronto a giocarsi le sue chances: ha messo in luce una buona condizione fisica e una fiducia che pian piano ha ritrovato, grazie anche ad Allegri che gli ha concesso un minutaggio sempre più corposo e frequente, per ritrovare quella continuità persa.

Mai a pensare che avrebbe dovuto giocarsi le chances anche in Champions League, e per lo più, in una partita decisiva per la stagione della Juve. Così la realtà ha superato addirittura il sogno: contro la squadra di Simeone, Allegri decide di mandare in campo il terzino di Foligno dal primo minuto.








È la sua prima in assoluto in Champions, ma se solo non lo sapessimo, così non sembrerebbe. Per 70’ lo vediamo protagonista assoluto della fascia sinistra, sfidando senza paura Godin, Saul e tutti i blu con una sicurezza e una spensieratezza assoluta, la stessa che in fin dei conti chiedeva Allegri.

Lui ci mette tutto questo soprattutto in avvio, quando realizza tre giocate importanti nei primissimi minuti e mettendo già un po’ di paura agli avversari. Un eroe a sorpresa che, oltre all'ottima prestazione, incassa la standing ovation dello Stadium alla sua uscita dal campo, in un’impresa senza precedenti storici, combattuta al fianco di Ronaldo & Co.

Allegri ha rischiato, il numero 37 non ha deluso. Buona la prima in Champions League, Leo: il classe ‘93 vuole riprendersi ciò che si è perso in questi mesi, ora o mai più.


Di Rebecca Zichella

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