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La rinascita di Pereyra: "Con questo Watford voglio la nazionale”

Twitter @WatfordFC

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| Interviste | Autore: Alberto Trovamala

Un avvio di stagione pazzesco per il Tucu Pereyra: 3 gol in 4 partite e Watford primo a punteggio pieno. In esclusiva ai nostri microfoni l'argentino si è raccontato parando degli Hornets ma anche di Juve, di CR7, della trattativa di mercato che l'ha coinvolto in estate e dei suoi obiettivi personali. La nostra intervista

Guardando le prime posizioni della classifica attuale della Premier League si scorge qualcosa di “strano”. O meglio, un intruso. Primi a 12 punti con quattro vittorie su quattro ci sono: Liverpool, Chelsea e… Watford. Watford?! Sì, il club dei Pozzo è partito davvero a razzo. Con una vecchia conoscenza della Serie A come leader indiscusso: il Tucu Roberto Pereyra. Rivitalizzato, rinato. 3 gol in 4 match. E anche se coi compagni inglesi fuori dal campo ha ancora qualche problemino a dialogare, sul terreno di gioco si intende benissimo: “Devo migliorare nel parlare la lingua. Gli altri scherzano in inglese e io non capisco nulla ma… rido lo stesso! Che dovrei fare? – racconta sorridendo in esclusiva per GianlucaDiMarzio.com - L’inglese è troppo difficile, non l’ho ancora imparato. Dovrei studiare ma non mi è mai piaciuto andare a scuola – ammette con un’altra risata - Anzi, l’ho abbandonata presto perché ho sempre avuto in testa esclusivamente il calcio”.

Le strade erano due: o sfondare nel calcio o lavorare. “Già prima di diventare professionista ho lavorato e aiutavo la mia famiglia”. I Pereyra ai tempi non vivevano certo in condizioni agiate. Tanto che da ragazzino il centrocampista del Watford aveva solo un paio di scarpe e, per non consumarle, spesso giocava scalzo. Venditore di lattine di rame, di frutta e giardiniere: con questi lavoretti saltuari il Tucu contribuiva ad aiutare papà Leonides, mamma Rosa e i fratelli nelle spese famigliari. Per fortuna il destino ha fatto sì che imboccasse la prima strada.

Tipo a tratti riservato, amante dei tatuaggi e del reggaeton, il Tucu. Uno che quando non si allena trascorre la maggior parte del suo tempo a casa, tra partite davanti alla tv e giochi col piccolo Maxi Jr, che prima viveva in Argentina mentre ora sta col papà a Londra. Proprio col figlioletto Pereyra ha studiato un’esultanza proposta in questa Premier, dove con il movimento delle braccia sembra mimare l’apertura e la chiusura delle fauci di un coccodrillo. “La famiglia è tutto. Ti dà serenità. Infatti per me le cose vanno meglio da quando c’è qui mio figlio”. Per il resto “non esco spesso coi compagni. Fuori dal campo quello che frequento maggiormente è Okaka – continua l’argentino - Ogni tanto mi vedo anche col mio ex compagno della Juve Llorente”. Invece “con Morata pensate che ancora non siamo riusciti a trovarci! E difficilmente accadrà ora che è diventato papà. Con la nascita dei figli sarà ancor più impegnato”.




A proposito di Juve. Pereyra non prese bene la cessione da parte dei bianconeri nel 2016 ma ormai quella storia appartiene al passato. L’argentino ritiene che la sua ex squadra quest’anno abbia tutte le carte in regola per vivere una stagione da protagonista soprattutto in Europa: “La Juve la vedo benissimo. Ora con CR7 ha ancora più qualità ed è senza dubbio più forte. Punteranno a vincere la Champions. Anche a me sarebbe piaciuto giocare con Cristiano ma… a chi non piacerebbe?”.

E pensare che il classe ’91 a Torino ci sarebbe potuto tornare quest’estate. Sì, ma sulla sponda granata. “Si è parlato tanto di me al Toro e so che Mazzarri mi avrebbe voluto ma alla fine ho deciso di rimanere al Watford perché negli anni passati, a causa dei problemi fisici, non ero riuscito a dare tutto ciò che è nelle mie qualità”. Promessa mantenuta. Grazie anche ai suoi gol, Deeney e compagni ora guardano tutti dall’alto: “Abbiamo svolto una bella preparazione ecominciato alla grande. Adesso vogliamo continuare a far bene, cercando di mantenere le nostre prestazioni su questo livello”. L’avversario del prossimo turno, un certo Man Utd, in questo momento fa un po’ meno paura rispetto a quanta ne avrebbe fatta giusto qualche mese fa.

L’importante per i ragazzi di Javi Gracia sarà mantenere i piedi per terra: “L’obiettivo rimane sempre la salvezza e dobbiamo raggiungerla prima possibile. Gracia è davvero bravo, mi ha impressionato in particolare per la gestione del gruppo: fa sentire tutti importanti, chi gioca e ancor più chi non gioca. Ci dà fiducia e in campo si vede”.

Pereyra dal canto suo punta davvero in alto: “Voglio tornare in Nazionale. Lavoro sempre per quello e sto aspettando la mia opportunità. Sono sereno ma soprattutto fiducioso. Se continuo così…”. Continuiamo noi: una maglia della Selección sarà sua. Perché se Pereyra e il suo Watford proseguiranno la stagione a questo ritmo, sarà impossibile che succeda il contrario.

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