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La nuova vita di Pigliacelli: "Dall’Europa League al calore dei tifosi. Craiova, che meraviglia"

| Interviste | Autore: Matteo Moretto

Craiova è piccolo comune di 300 mila abitanti nel sud della Romania. “La città è davvero a misura d’uomo. Hai tutto”. Qui ci vive un italiano. Portiere. Mirko Pigliacelli. O pigliatutto, perché in campo, ultimamente, non se ne fa sfuggire una tra le sue manone. Mirko, a Craiova, ha trovato la felicità. “Mi trovo benissimo, da paura davvero. La società è super organizzata, con strutture ottime e uno stadio all’avanguardia”.

E un allenatore preparato che lo ha voluto fortemente: Devis Mangia: “Abbiamo un grande rapporto. È preparato, ambizioso, non molla mai. Il nostro gioco diverte. È stato determinante il fatto che lui fosse già qui”. A fare la differenza soprattutto due aspetti, fondamentali per chi del pallone ci vive e ne fa una professione. “Ogni partita ci sono minimo 25 mila persone che ti danno la carica. Nelle sfide importanti addirittura 32 mila! E poi la gestione della settimana è molto più tranquilla rispetto all’Italia, dall’interno c’è meno pressione. Un calciatore si prepara con serenità e nel weekend può rendere al meglio”. Mirko è già ‘uno di loro’. “In una delle ultime partite, dopo una bella parata, tutto lo stadio ha urlato il mio nome. Che brividi! Sembrava avessi fatto un gol!”. Sembrava. Anche se, per uno come lui, poteva quasi risultare credibile. “Sì! Sai come sono fatto, qual è il mio stile di gioco”. Eccome.

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Indimenticabile la sua ‘cavalcata’ coast to coast da un’area all’altra in Frosinone-Trapani, l’8 maggio 2017. “Qualcosa ho già fatto vedere anche qui, qualche mezzo assist, qualche lancio particolare che è andato a finire dritto nell’altra porta”. Una follia pur sempre ragionata. “Io non voglio mettere in difficoltà la mia squadra. Mai! Sto attento e guardo all’utile del gruppo”. Voli da superman in porta e grande abilità con i piedi, Pigliacelli ci spiega nel dettaglio. “Si parla sempre del portiere bravo con la palla tra i piedi. Che non la butta mai via, che imposta da dietro. Io faccio questo! Ho sperato, per anni, che qualche club in A si accorgesse di queste mie qualità ma non sono mai stato preso in considerazione”. L’opportunità Craiova rappresenta una vetrina importante. “Adesso, dopo appena due mesi qui, si sta già muovendo qualcosa”. E le sue prestazioni nel preliminare di Europa League contro il Lipsia hanno di certo aiutato. A proposito, è stato un debutto assoluto per uno come lui. “Un’emozione unica! Un’esperienza fantastica. Che se fossi rimasto in Italia non avrei mai potuto fare”.

Tanti anni in serie B, finalmente la possibilità di respirare un’aria tutta nuova, grazie soprattutto al grande lavoro del suo agente di sempre, Danilo Caravello, della Football Service. “Se fossi rimasto in B la mia carriera sarebbe stata sempre e solo di B. Facevo bene, facevo male, sarei rimasto in quella categoria”. In futuro, ora, un sogno. “L’obiettivo è arrivare tra le prime tre, certo, per entrare in Europa. La prima va in Champions, le altre tre in Europa League. Non oso immaginare cosa possa significare vincere il campionato qui. Penso sia paragonabile a Roma o Napoli. Qualcosa di unico”. Il buonasera ce lo dà in rumeno. “Buna dimineata”. Alla grande. “Certo! E’ una lingua difficile da imparare ma qualche parolina la spiaccico. Buongiorno, buonasera e… buon appetito! Perché quando c’è da mangiar bene non mi tiro indietro. Tra l’altro, qui, nel pieno centro di Craiova, c’è un ristorante gestito da una coppia di rumeni che hanno vissuto per 20 anni in Italia, a Roma. Parlano solo romano! E cucinano italiano. Mi sembra di essere a casa.". E dire che inizialmente era un po’ scettico. “Si, mi dicevo ‘ma dove vado’ e mille altre perplessità di questo genere. Tutt’altro. Perché qui, in questo piccolo comune rumeno di 300 mila abitanti, Mirko ha trovato la felicità.

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