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Data: 09/09/2022 -

Dal Gambia a Frosinone, in attesa di un permesso che non arriva: la storia di Kujabi

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Kalifa Kujabi è stato ingaggiato dal Frosinone in estate ma non può ancora scendere in campo: la situazione
Kalifa Kujabi è stato ingaggiato dal Frosinone in estate ma non può ancora scendere in campo: la situazione

Un’operazione definita da tempo, ma ancora da ufficializzare. È quella di Kalifa Kujabi al Frosinone, centrocampista centrale, classe 2000, gambiano sul quale si erano posati gli occhi anche di Cagliari, Empoli e Torino: Frosinone più deciso e veloce di tutti a puntare sul ragazzo, svincolato dopo l’esperienza alla Torres, tutto fatto col giocatore. Visite mediche di rito, poi subito a mettersi a disposizione di Fabio Grosso. Ma settimane dopo il suo arrivo questioni burocratiche ne hanno bloccato il tesseramento. Una storia umana, professionale, che inevitabilmente non sta passando inosservata quella di Kalifa Kujabi, attualmente aggregato alla rosa di mister Grosso ma non ancora tesserato

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Dal Gambia all'Italia: la storia di Kalifa


Il giovane Kalifa, idea fissa in testa di poter dare un futuro migliore alla propria famiglia, decide ragazzo di scappare dal Gambia e, dopo un lungo viaggio a piedi nel deserto durato oltre sette mesi, raggiunge la Libia dove come tanti altri profughi viene sistemato in un ‘campo di accoglienza’. Nuova tappa di un cammino non facile, ma grinta e perseveranza a Kalifa non mancano: sono quelle le risorse alle quali attinge appena possibile per ripartire un’altra volta, questa volta in gommone: next stop, Lampedusa. Poi la Sicilia, dove ancora una volta trova sistemazione in un centro di prima accoglienza. Dove arrivano anche i primi calci italiani ad un pallone: è grazie quelli che viene notato da uno scout che lo segnala al Muravera, squadra del campionato di eccellenza sarda.

Gli anni al Muravera

Due gli anni sotto la guida di mister Francesco Loi, col quale al primo centra subito la vittoria del campionato di eccellenza. Nel secondo il ragazzo si distingue come uno dei migliori under del girone G della serie D. Primi riconoscimenti, in quella Muravera che però, oltre al calcio, gli regala molto altro: nuovi amici, su tutti Davide Moi difensore dello stesso Muravera, e poi una moglie, italiana, che gli regala due splendide bimbe. Nel frattempo, una casa, tanti piccoli lavoretti, la licenzia media e poi il diploma nelle scuole italiane, sempre da privatista, recuperando gli anni persi. Muravera gli regala anche gli occhi addosso dello Scout Marco Angius, collaboratore dell'Avv. Filippo Pirisi, che lo accoglie nella sua agenzia. L'anno successivo il passaggio alla neonata Torres Sassari, con cui arriva in finale di Coppa Italia e vince - segnando - la finale play off promozione. Il resto è storia recente: in estate sono tante le società che si interessano a Kalifa, a fine giugno l'operazione in dirittura sembra essere quella col Torino: a cambiare il destino del classe 2000 è il DS Guido Angelozzi che, con l'intermediazione di Andrea Bagnoli, riesce a superare la concorrenza e a portare il ragazzo a Frosinone. E' fine giugno. 

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Visite, primi allenamenti e prime amichevoli, subito l’occasione per capire che la scelta fatta è stata quella giusta. Ma c'è un "ma". Infatti ad oggi, sessione di mercato terminata da una settimana, Kalifa non può ancora firmare il suo contratto (triennale) con il Frosinone perché la Prefettura di Cagliari, competente per la sua residenza, non ha ancora avuto il tempo di elaborare la pratica che necessita di, solo, una semplice firma dal momento che è tutto in regola: assenza di precedenti penali, superamento dei livelli scolastici, permanenza in Italia regolare, matrimonio e figli. Il tutto, peraltro, con il rischio di ulteriori lungaggini (anche in vista delle prossime elezioni politiche) poiché la Prefettura di Cagliari dovrà poi inviare il tutto al Ministero dell'Interno, a Roma, per la conferma dell'incartamento. 

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A Frosinone tutti già stravedono per lui, sia per il giocatore che per l'uomo, tanto che il Presidente ed il DS, in prima persona, si sono impegnati affinché il ragazzo continui ad allenarsi con loro fino a quando, speriamo presto, la macchina amministrativa farà il suo corso e consenta, nel rispetto delle norme, di contrattualizzare il giocatore. Per dare così il via, ufficialmente, all’avventura di Kalifa con la sua nuova maglia.



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