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Bakayoko, Acerbi e il botta-risposta social: tra provocazione e replica, la ricostruzione

| Storie | Autore: Simone Nobilini

Dura, combattuta. Dentro e...fuori dal campo, con un siparietto finito per protrarsi fin troppo per le lunghe.

Milan-Lazio ha rappresentato perfettamente la tipologia di partita di chi, mai come quest'anno, lotta per guadagnarsi un posto in Champions League: episodi discussi, rissa finale a rovinare 90' di leale disputa, schermaglie via social a fare da contorno alla sfida di San Siro.

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Riavvolgiamo il nastro, individuando i protagonisti: Tiémoué Bakayoko da una parte, Francesco Acerbi dall'altra. Il secondo con dichiarazioni di "sfida" al Milan post pari contro il Sassuolo, considerando le qualità dei singoli elementi biancocelesti superiore a quelle dei rossoneri: il primo, dopo la segnalazione su Twitter lanciata da un tifoso, pronto ad attendere il momento della gara di San Siro per lasciare al campo il verdetto ("Ok Acerbi, ci vediamo sabato").

1-0 rossonero firmato Kessie, a rilanciare il Milan al 4° posto: una "vendetta" evitabile e d'impulso, a fine partita, da parte del match winner e del compagno precedentemente protagonista. Scambio di maglia tra Bakayoko e Acerbi al fischio finale, corsa rossonera a festeggiare il successo sotto la curva con i due franco-ivoriani protagonisti, con il focus sulla maglia del difensore laziale esposta per un attimo e successivamente abbassata e tolta da Musacchio.

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Un gesto che, a siparietto apparentemente chiuso, ha spiazzato l'ex difensore del Sassuolo, finito poi per esprimere il proprio disappunto sui social: "Sono dispiaciuto perché ho scambiato la maglia per mettere fine alla questione, fomentare odio non è sport ma un segno di debolezza". Frasi che inevitabilmente, qualche istante più tardi e anche dopo l'iniziale reazione di Bakayoko (in una storia Instagram goliardica, con la maglia del difensore sulle gambe ed un "1-0 amico mio" scritto di fianco), hanno portato il centrocampista a scusarsi con Acerbi stesso, ribadendo la buona fede della propria azione ("Il mio è stato un gesto scherzoso Non volevo mancare di rispetto a nessuno. Chiedo scusa ad Acerbi se si è sentito offeso"), seguito poi da Kessie ("Le mie scuse più sincere ad Acerbi, volevo semplicemente scherzare, niente di più. Massimo rispetto per tutti").

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Una partita nella partita, insomma, che si è chiusa con qualche scambio inatteso e più in là del previsto: tra esultanze e siparietti evitabili, Milan-Lazio ha finito per spostare l'attenzione di tutti anche sul mondo social. In una lotta per il 4° posto che, testa (stavolta) al campo, vede ancora tutto aperto: con una "vendetta sportiva", ora lato laziale, come obiettivo principale di una stagione dalla voglia di grande Europa.

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