"Aspetta e vedrai": Allegri-Kean. Quando aspettare paga
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Data: 09/03/2019 -

"Aspetta e vedrai": Allegri-Kean. Quando aspettare paga

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Bastone e carota. In tanti se lo chiedevano: “Ma quando gioca Kean?”. Fiducia nel giovane, nel nuovo che avanza. Solo Allegri frenava, per una motivazione ben precisa: doveva essere pronto. Non lo era ancora, evidentemente. Ma lui scalpitava eccome. E quando chiamato in causa non ha tradito: è la sua seconda volta da titolare in questa stagione, e per la seconda volta va in gol. Una rete in Coppa Italia contro il Bologna, due in campionato all’Udinese.






Chi cerca record particolari, però, non ne trova: se è la sua prima doppietta in bianconero, non lo è in assoluto in Serie A (l’aveva già realizzata qualche anno prima alla Fiorentina con la maglia del Verona). Eppure la partita contro i friulani ha un sapore diverso per l’attaccante che a quattordici anni si è trasferito dal Torino alla Juve e che in bianconero è cresciuto, passo dopo passo, fino ad arrivare in prima squadra. Allegri frenava, lui fremeva. E a gennaio valutava una possibilità di salutare per poter giocare di più.

Ma proprio perché la Juve non ha mai smesso di credere nelle sue doti non se n’è fatto mai nulla. Kean è stato considerato il perfetto vice-Ronaldo: rapido, forte fisicamente, in grado di usare quell’esuberanza giovanile per colmare alle lacune che ancora si porta dietro. E a costo di giocare poco è stato trattenuto. Due gol all’Udinese, un rigore procurato, e una standing ovation alla sostituzione (tra l’altro con un altro 2000, Nicolussi Caviglia, di pochi mesi più giovane) che non vedeva l’ora di sentirsi tributare.






"Mi faccio sempre trovare pronto – ha spiegato l'attaccante a Sky Sport - quando l'allenatore mi dà la possibilità di mettermi in campo, cerco di dimostrare il mio valore". Un momento di gloria, un passo avanti per diventare grande. La sua parabola in bianconero è appena all’inizio ma per la Juve che aveva bisogno di trovare un po’ di spensieratezza prima della partitissima contro l’Atletico, la storia di Kean può essere una splendida metafora. Quella di una crisalide pronta a diventare farfalla. E a spiccare il volo.



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