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Data: 30/05/2017 -

Favilli racconta l'Italia U20: "Ho sempre creduto in me, a differenza di molti. La mia intesa con Orsolini? Basta uno sguardo"

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La prima stagione ‘tra i grandi’ rappresenta un crocevia fondamentale per chi proviene dal settore giovanile: non è scontato che avere talento coi coetanei significhi esprimerlo anche in prima squadra. Insomma, un banco di prova. Che spesso però chi ha il gol nel sangue supera a pieni voti già al primo appello, proprio come Andrea Favilli. L’attaccante dell’Ascoli da quando ha iniziato a segnare a dicembre non ha più smesso: 8 reti in Serie B ed una contro il Sudafrica in questo Mondiale Under 20. Una stagione vissuta da protagonista sognando la ciliegina sulla torta. Ovvero un trionfo proprio in questo Mondiale in cui è impegnato insieme al compagno di squadra Orsolini. Trascinatori nell’Ascoli come nell’Italia, i due. “Tra di noi c’è un bel rapporto nato dopo un’annata incredibile ad Ascoli, sia in campo sia fuori – ha dichiarato in esclusiva per GianlucaDiMarzio.com proprio Favilli -. Dallo scorso agosto trascorriamo praticamente tutti i giorni insieme: è normale che si crei una certa intesa. Basta uno sguardo. Come quando a dicembre fu lui a farmi l’assist per il mio primo gol nei professionisti contro l’Entella, così nella scorsa partita contro il Giappone quando i nostri ruoli si sono invertiti ed ha segnato su mio assist ci siamo guardati per un attimo e ci è tornato in mente quell’episodio. Insomma, ho finalmente ricambiato il favore (ride, ndr)”.

Ma l’Italia Under 20 del ct Evani non è solo Orsolini-Favilli. Anzi. È un gruppo che parte da lontano, consolidatosi anno dopo anno: unito e “molto affiatato. Ci conosciamo da tanto tempo, alcuni addirittura si conoscono dall’Under 15. Molti di noi erano quelli che lo scorso anno si sono giocati la finale dell’Europeo U19 proprio contro la Francia. Gente come Romagna, Mandragora, Barella che è dovuto rientrare per l’infortunio e Coppolaro sono la nostra spina dorsale, la nostra colonna portante. Loro sono qui appunto dai tempi dell’Under 15 ed hanno aiutato ad inserirsi chi è arrivato dopo. Io ad esempio faccio parte della Nazionale solo a partire dall’Under 18”.

Quando si gioca una competizione così importante lontano da casa - come questa disputata in Corea del Sud - spesso è proprio la capacità di entrare in sintonia coi compagni e fare gruppo a far la differenza, oltre al campo. Trovare l’empatia giusta. Magari trascorrere tempo assieme visitando un paese con usi e costumi completamente differenti può far scattare la scintilla giusta: “Dopo la partita di solito, quando abbiamo mezza giornata libera, ci piace visitare la città come stiamo facendo qui in Corea. Appena possiamo cerchiamo un attimo di staccare per stare insieme più possibile. Ceniamo insieme, parliamo, giochiamo anche a carte: facciamo gruppo. La Corea poi è completamente diversa da come me l’aspettavo, noi siamo abituati bene in particolare per quanto riguarda il mangiare. Ah, la cucina italiana… quanto mi manca! Qui però c’è il nutrizionista che ci aiuta”.

Un feeling quindi sempre maggiore che verrà già messo a dura prova a partire del prossimo impegno: gli ottavi di finale contro la Francia in programma giovedì alle 13:00 italiane. Un avversario più ostico era difficilmente pensabile. “Contro la Francia sarà una partita affascinante: è normale che siano i favoriti visto che sono diventati Campioni d’Europa Under19 proprio dopo averci inferto una bella batosta in finale. Sarà dura. Noi siamo migliorati anche perché l’anno scorso molti di noi, come me, venivano dalla Primavera mentre ora abbiamo fatto esperienza anche tra i professionisti. Ci crediamo, sarà una bella sfida”. Una cosa è certa: “Non ci poniamo limiti”. Si percepisce dal tono di voce che Favilli non vede già l’ora di giocare questa partita.

Una sfida da vincere, anche senza necessariamente risolverla con un proprio gol. Perché prima di tutto viene “la squadra e non gli obiettivi personali. Dico la verità: non ne ho. Sono soddisfatto di quanto ho dimostrato finora, questo sì. Ammetto però che durante il viaggio da Ascoli a Roma prima di partire per la Corea, insieme ad Orsolini e Cassata abbiamo discusso molto su quanto questo torneo può essere una vetrina importantissima per mettere in mostra tutte le nostre qualità”.

Forse intendeva “metterle ulteriormente in mostra” visto che tutti si sono accorti del talento di Favilli già al primo anno tra i professionisti. "Ripeto, per me è stata un'annata molto positiva e per un giovane non è mai semplice il primo impatto ‘tra i grandi’. Sono soddisfatto anche perché in molti non avevano creduto in me, io invece sono sempre stato cosciente delle mie qualità e sono felice di quanto dimostrato”. Banco di prova decisamente superato: come passare dalla Primavera ai professionisti e non sentire il salto. In attesa della ciliegina sulla torta che vorrebbe dire la vittoria del Mondiale Under 20 da parte dell’Italia. Una Nazionale che lui ed il suo compagno di squadra e di vita Orsolini stanno trascinando a suon di gol.



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