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Pulgar, la festa del Cile in Copa América: segna il rigore e poi irride Mina

| News calcio | Autore: Simone Gamberini

Quando c’è da tirare un calcio piazzato uno dei piedi più affidabili è quello di Erick Pulgar. Ha segnato in ogni modo da fermo: punizione, rigore, persino da calcio d’angolo in carriera. Ecco perché Reinaldo Rueda non ha avuto dubbi sul fargli tirare uno dei cinque rigori nella sfida contro la Colombia in Copa América.

Sulle serie dal dischetto il Cile si è costruito la propria storia: due finali di Copa América vinte (le uniche di sempre della Roja) per esorcizzare l’enorme delusione dell’eliminazione dal Mondiale in Brasile. E visto che proprio in Brasile si tornava a giocare, non poteva mancare all’appuntamento Erick Pulgar, protagonista di copertina del Cile in questa edizione 2019.

Aveva già segnato nei tempi regolamentari nella vittoria inaugurale contro il Giappone, si è ripetuto poi nel quarto con la Colombia ai calci di rigore. Ha tirato per terzo con la solita freddezza: 5 su 5 in Serie A nel suo splendido campionato col Bologna, 6 su 6 in stagione se si aggiunge questa rete in Copa América.

Esultanza stavolta fredda e composta, vista la situazione di totale parità. Compostezza che non ha avuto nel festeggiamento Yerry Mina poco dopo: il difensore colombiano, che ha calciato il rigore immediatamente successivo, si è tolto i parastinchi e poi ha inscenato un balletto davanti alla porta di Arias.

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Ma più che una festa è stato un sortilegio perché il calcio di rigore seguente della Colombia è stato sbagliato da Tesillo e successivamente Alexis Sánchez ha messo in rete il pallone decisivo. Festa grande per il Cile, tutti a esultare assieme al Niño Maravilla lì vicino alla porta. E da quella mischia è uscito proprio Pulgar, che si è messo a sbeffeggiare Mina imitandone il balletto.

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Gol, successo e anche ironia, per prendersi una rivincita dopo un gesto che non era stato troppo gradito. Pulgar e la sua stagione della consacrazione, un anno d’oro in cui tutto sembra andargli per il verso giusto, soprattutto perché se c’è da risolvere le situazioni con dei calci da fermo la ragione ce l’ha quasi sempre lui.

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