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Empoli, Simonetti: “Sogno la Nazionale, seguendo i consigli di mio fratello”

| Interviste | Autore: Riccardo Setth

È in luoghi piccoli e famigliari che non ti aspetti dove nasce e cresce la passione per il calcio. Anche quando tradizioni culturali e consuetudini ti giocano contro. La famiglia Simonetti è cresciuta a pane e pallone. Non solo per i figli, ma anche per Flaminia. Trasversale nei colori: il papà fino agli Allievi con la maglia della Lazio, mentre Pier Luigi e Flaminia nella Roma. Lui ora è il centrocampista della formazione di De Rossi, lei invece in prestito all’Empoli dove ha trovato la tranquillità e la continuità per diventare grande.

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Cresciuti ad Anagnina. Zona periferica di Roma. Appena fuori dal Raccordo Anulare, dove la via Tuscolana taglia in due il quadrante. Polo commerciale che si popola nel week end. Dove il ritmo è scandito dai lavoratori che di mattina entrano in città e ne riescono per tornare alle proprie case la sera. Luogo di passaggio per molti, chi resta invece vive in piccole realtà.

Come la GTM, associazione sportiva della parrocchia San Ferdinando Re. Lì Flaminia per la prima volta è scesa in campo: “Merito di un mio amico che mi ha trascinata”. Per inseguire una passione di famiglia: “È capitato spesso di giocare con i miei due fratelli in tornei estivi. A Pier Luigi rimprovero la poca cattiveria, ma sa essere utile in molte zone del campo. Ascolto poi i loro consigli e ci confrontiamo spesso a fine partita. Mi dicono spesso che devo migliorare nella concentrazione, ogni tanto mi perdo, ma poi riconoscono la mia forza di non arrendermi mai”. Calcio a tutte le ore del giorno, per diventare forti insieme.

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Non si è arresa Flaminia, neanche quando a 18 anni per lei era pronta un’esperienza in Svizzera: “Un salto troppo grande. Lasciare la famiglia per la prima volta è stato difficile. Ma ora ho capito che per fare la calciatrice devi essere disposta a tutto, soprattutto a viaggiare” e dunque eccola a Empoli. 

I colori giallorossi sono stati quelli che l’hanno accompagnata in tutto il suo percorso di crescita, dalla Res, fino alla vera Roma: “A 13 anni ho capito di potercela fare veramente e che i miei sforzi erano stati ripagati”. Per crescere però ha deciso di andare a Empoli: “È stata una sorpresa, dai primi giorni che sono qui ho capito che eravamo un bel gruppo e l’allenatore super preparato. All’inizio abbiamo avuto tre partite difficili. Ho 22 anni e ho tanto margine di crescita. Ci alleniamo con molta intensità. Mi ero prefissata di cercare di giocarmi il posto tutte le settimane. Sono arrivata qui per giocare, è questo quello che volevo. A Roma avevo più pressione, qui la vivo meglio perché il fatto di giocare tutte le partite mi rende più spensierata”.

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Infine dopo aver visto i mondiali in estate, Flaminia si è posta un obiettivo: “Mi piacerebbe ottenere una convocazione in Nazionale maggiore e fare bene per l’Empoli. Non ci aspettavamo di essere lì in classifica. Già contro le big si era visto che avevamo una marcia in più. È stata una rivelazione”.

Una crescita continua che l’ha portata ad essere la migliore marcatrice con l’Empoli con 3 reti e un sogno, quello di tornare da protagonista a Roma: “È lì che voglio ritornare”. Per riunire una famiglia di calciatrici e calciatori tutta in giallorosso.

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