Iovino, le lacrime e il saluto: “Ora la Nocerina è in buone mani”
Close menu
Chiudi
Logo gdm
Logo gdm
logo
Ciao! Disabilita l'adblock per poter navigare correttamente e seguire tutte le novità di Gianluca Di Marzio
logo
Chiudi

Data: 01/11/2018 -

Iovino, le lacrime e il saluto: “Ora la Nocerina è in buone mani”

profile picture
profile picture
Dopo una lunga estate fatta di trattative mancate, vertenze, raccomandate e sempre con il timore di poter scomparire dal panorama calcistico. La Nocerina può lentamente, e finalmente pensare al calcio giocato
Dopo una lunga estate fatta di trattative mancate, vertenze, raccomandate e sempre con il timore di poter scomparire dal panorama calcistico. La Nocerina può lentamente, e finalmente pensare al calcio giocato

Un’estate lunga, difficile. Interminabile per Bruno Iovino, chiamato nelle torride ore estive per provare a non far scomparire la Nocerina dal panorama calcistico: “All’inizio di questo percorso ho dimostrato grande determinazione. Avevo un punto fisso: era inimmaginabile secondo la mia cultura e la mia storia che la Nocerina scomparisse dal calcio, questo è stato il mio primo obiettivo, mi sono messo in gioco in prima persona “.

Una situazione difficile, che però il legale rappresentante ha toccato con mano solo una volta arrivato a Nocera, come racconta in esclusiva per gianlucadimarzio.com: “Quando sono arrivato a Nocera c’era un disastro, le macerie, siamo ripartiti da sotto zero. Quando ho messo piede la prima volta al San Francesco era il 5 agosto e c’era l’erba alta 90 cm. Lo stadio era abbandonato, dovemmo anche rinviare l’allenamento. Non funzionavano nemmeno le docce.

Il percorso è stato lungo, e non sono mancati momenti di sconforto e delusione: “Non è stato facile, ci sono stati tanti momenti di delusione, in cui ho pensato di poter deludere i nocerini. Quando sono venuti meno alcuni presupposti e punti cardine, ho temuto di non farcela. Quando il budget di sponsorizzazione non è arrivato è stato il momento più brutto ed è stata una grossa delusione, così come la prima di campionato”. Iovino racconta che: “Avevo fatto più di trenta incontri e non avevano portato nessuna conclusione, e quando il campionato è iniziato questa cosa mi portava tanta amarezza. La mia famiglia è stata fondamentale”.

Eppure il chiodo fisso era sempre lo stesso, la Nocerina non poteva scomparire: “Ho avuto molto coraggio, pensavo sempre che la Nocerina non doveva scomparire, e se fosse scomparsa doveva farlo tra le mie mani. Sono sempre stato trasparente e corretto con tutti: il comune, gli enti, i possibili compratori. L’ho fatto per amore della Nocerina, dei colori sociali ma anche per una questione di dignità, questa trattativa mi ha provato anche come persona. Tutti mi davano per pazzo e per sconfitto ma uscire vittorioso, per me è stato come vincere la Champions League”. Iovino che ha consegnato la società, e non venduto, in una trattativa che tra tanti alti e bassi partì molto forte: “Il 21 agosto mi ha chiamato l’avvocato Maiorino. Voleva un incontro un paio di settimane dopo” – neanche per sogno, ci racconta Bruno Iovino –ho preso appuntamento immediato per la mattina seguente, volevo aprire subito una trattativa.Sono sempre stato corretto con lui e con tutto il suo gruppo di lavoro. E’ stata la trattativa della sincerità".

Poi ci racconta un aneddoto curioso tra lui e l’Avvocato Maiorino, sottolineando che la Nocerina è in ottime mani: “Ricordo che con l’avvocato Maiorino spesso dicevamo “siamo in un ufficio postale” arrivavano raccomandate continuamente, vertenze, sembrava un ufficio giudiziario”. – poi aggiunge – “l’avvocato è un noto professionista, ha fatto una strada professionale valida. E’ di Nocera, conosce e vive la città. Ama il calcio e questi colori. Ha un gruppo dirigente molto valido e grande credibilità. Ho grande stima di questa persona, non potevo fare scelta migliore. Soprattutto Iovino sottolinea di aver raggiunto un altro obiettivo: “Ho lasciato la Nocerina ai nocerini, questo mi gratifica

Nella conferenza stampa di congedo, sono arrivate anche le lacrime dell’ex Direttore: In quelle lacrime c’erano i sacrifici, il dolore, le sofferenze, ma anche tanta soddisfazione e gratificazione, ed un po’ di rabbia – poi ribadisce è stato un percorso duro.

Parla anche dell’aspetto tecnico-tattico: “Abbiamo scelto insieme al DS Ferrario la coppia Chiancone-Viscido, due amici, due persone per bene che hanno sposato il nostro programma ed il budget, hanno condiviso questa battaglia ed hanno combattuto tra le difficoltà, in più sono due validi professionisti”. Sulla squadra: “Questa è una squadra di operai, ma di persone vere, di uomini prima che calciatori. Glielo dissi nello spogliatoio, io sono il vostro capocantiere. Finchè lavoreranno con umiltà e sacrificio si potranno togliere soddisfazioni importanti". Il pubblico però sogna, la Nocerina è seconda a -3 dal Bari, ma Iovino precisa, che sarà un campionato tranquillo: “L’obiettivo è quello di fare un campionato tranquillo, non dobbiamo illuderci. Ci sono piazze che hanno investito tanto, poi c’è il Bari che è di un’altra categoria". Poi sui tifosi: “I tifosi veri della Nocerina non mi hanno mai abbandonato. Meritano con il tempo traguardi importanti.”

Ci confessa che aveva degli obiettivi, e ci rivela con soddisfazione di averli raggiunti tutti: Volevo salvare la Nocerina, volevo iscriverla al campionato e consegnarla a persone serie. L’ho fatto, sono contento”. Una dedica speciale per tutto questo va ad Antonio Sibilia: “E’ stato il mio grande presidente, un padre calcistico per me”.

Infine il suo sogno: “Il mio sogno è quello di rivedere la Nocerina dove l’ho lasciata anni fa”. Missione compiuta, la Nocerina è salva, ora parola al campo, con i molossi che proveranno, magari, nell'impresa di dare filo da torcere a quella corazzata chiamata Bari. Adesso, però, se la Nocerina può stare tranquilla, il merito è soprattutto di Bruno Iovino, che ci ha sempre creduto sin dal primo giorno.


A cura di Francesco Falzarano

Tags: Serie D



Newsletter

Collegati alla nostra newsletter per ricevere sempre tutte le ultime novità!