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Bologna, Inzaghi: "Se mi avessero offerto 10 anni avrei firmato"

Ph Roberto Settonce

| News calcio | Autore: Redazione

Le parole nella conferenza stampa di presentazione dell'ex allenatore del Venezia: "Lavorare duro e uscire dal campo con la maglia sudata. Chi è qui deve essere felice"

Dopo due grandissime stagioni al Venezia, concluse con una promozione in Serie B e una in Serie A sfumata contro il Palermo nei playoff, Filippo Inzaghi riparte dal Bologna. Un avventura importante e suggestiva per lo stesso allenatore che nella consueta conferenza stampa di presentazione ha raccontato gli scenari di questa sua nuova avventura e le emozioni, sensazioni per questo importante incarico.

"Voglio ringraziare la dirigenza perché da quando sono arrivato mi hanno fatto sentire a casa. Sono felice di essere qui, ringrazio anche il Venezia con cui sono ancora sotto contratto ma mi ha comunque dato la possibilità di fare questa conferenza. Il Bologna mi ha fatto sentire importante e mi ha aspettato:in due ore abbiamo trovato l'accordo su tutto. Qui c'è un progetto, una struttura e una società importante. Quello che posso dire è che qui si parla di calcio come voglio io, l'unica cosa che posso promettere è che io l'ho sempre cercata questa squadra anche da calciatore perché lo stadio e la società mi ha sempre intrigato, quindi voglio fare bene e far vedere che merito questa opportunità. Voglio che tutti dalla società ai tifosi siano orgogliosi di me e della squadra. Non vendo fumo, per allenare bene ci vogliono: società, tifosi e squadra e qui credo che ci sia tutto questo.

Il presidente ha detto che voleva un allenatore 'fire and desire'? Il fuoco non mi manca, ho sempre giocato per vincere. Io vedo Bologna come una cosa stupenda che mi è capitata. Qui si può fare qualcosa di importante. Io e i tifosi vogliamo la stessa cosa, ieri ci ho parlato e ci siamo trovati in accordo. Cercherò di essere credibile e vero, che è la cosa importante. Chi non pensa che Bologna non sia qualcosa di magico con me non gioca, dobbiamo pedalare e lavorare tutti per uno stesso obiettivo: il Bologna. Io sono felice di essere qui, se mi avessero proposto 10 anni di contratto avrei firmato subito per questa squadra.

Io spero che i tifosi siano orgogliosi della loro squadra e io cercherò di farmi apprezzare dalla società. Tutti assieme secondo me si può fare qualcosa di positivo. Io per guadagnarmi la Serie A sono sceso in Lega Pro e ora che ci sono non voglio farmela togliere da nessuno, io solo questo chiedo: dare tutto e fare sacrifici per questa squadra come ho fatto io da calciatore e allenatore. Spero fra qualche anno di andare in Europa League, senza obiettivi e ambizione non si arriva da nessuna parte e questa società mi ha convinto proprio perché ha queste due cose.

In cosa sono cambiato? Io penso che un bravo allenatore non smette mai di imparare io cerco sempre di aggiornarmi e apprender da tutti. Sono andato a Venezia perché io voglio una società che mi lascia lavorare e mi dà fiducia. Lì ho avuto la possibilità di lavorare e mi hanno dato tutto ciò di cui avevo bisogno. Io mi sono sempre guadagnato tutto, non voglio fare il duro ma i giocatori se si guadagneranno le cose giocheranno sennò no. Al Bologna come al Milan devi pensare a giocare e fare bene il tuo lavoro, non ti mancano altre cose. Bisogna tenersi stretta questa maglia.

Destro? Io sono qui da un giorno e mezzo, ci incontreremo e parleremo di tutti i giocatori. Chi vorrà stare qui deve sapere che il posto va guadagnato e non ha nulla di diritto. Io non sono un allenatore che pensa che il mio sistema di gioco è quello vincente, io penso che bisogna adattarsi a varie soluzioni. Potremmo giocare con un 4-3-3 o un 3-5-2, vedremo... ho tanta voglia di iniziare! La squadra renderà in ogni caso al massimo delle sue potenzialità, i tifosi saranno orgogliosi di noi.

Non mi è mancato nulla in questi due anni, quando alleno anche se in Lega Pro per me è la Champions League perché questo è quello che voglio fare. Io sono un lavoratore a Venezia iniziavo alle 9 di mattina e tornavo a casa alle 21, farò così anche qui. Serve per far vedere alla società che lavoro al massimo e non mi tiro indietro e anche ai miei giocatori servirà per capire che tutti devono lavorare tanto.

Mercato? Noi abbiamo un confronto quotidiano, tutti vogliamo il bene del Bologna. Abbiamo una base buona con giocatori che possono crescere molto. Abbiamo le stesse idee su come migliorare la rosa: io mi gioco tantissimo qui e non voglio sbagliare, nemmeno le scelte per potenziare questa rosa. Ma ripeto abbiamo una buona base. Sono qui da un giorno e mezzo però non ho mai pensato alla rosa e a quello che ci serve, pensavo ovviamente ad altro. Ma voglio dire a tutti: state sereni torneremo a fare molto bene, giocheremo al massimo delle nostre possibilità. Cercherò di ottenere il massimo dai miei giocatori. Qui c'è una grande piazza che può farci fare la differenza. Dimostreremo però sul campo quello che valiamo".

"Mi arrabbio troppo in panchina? In Lega Pro sono stato bravo, quest'anno ero un po' più agitato. Anche lì devo migliorare, vivo la partita come se fossi in campo. Era più facile giocare che allenare, avevi meno pensieri. Quest'anno sarò sicuramente più tranquillo, soprattutto quando giocherò contro mio fratello, non voglio che finiamo per litigare tra noi (ride ndr.). Di solito io e lui ci sentiamo 7-8 volte al giorno, parliamo solo di calcio e tattica, soprattutto su palle inattive, sarà divertente vedere cosa succederà la settimana prima della partita in cui giocheremo contro. Cosa farò? Dirò qualche bugia, ma mi sa che mi frega lui perché è molto furbo. Spero in un Bologna-Lazio alla prima giornata, speriamo nella pallina incandescente. Quest'anno poi per me sarà un anno speciale: troverò Ancelotti, Gattuso... saranno bei ricordi".


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