Questo sito contribuisce all'audience di
Menu

Seleziona una squadra

  • Serie A
  • Coppe
  • Altri

Gli assist da 2€ e il sogno Champions: Angeliño, l'ultimo capolavoro di Nagelsmann

| Storie | Autore: Simone Gamberini

[videoskysingle id="581191 zoneid="8257" ]

Mai così avanti nella propria storia in Champions, mai così forti e intensi nel corso della stagione come in questo quarto di finale con il Tottenham. Il Lipsia corre al passo col pensiero di Nagelsmann, l’allenatore più giovane di questa Champions League, quello ideale per valorizzare i tanti talenti che escono dalla fucina di casa Red Bull.

Forte, giovane e internazionale il suo Lipsia, tanto che a gennaio è andato sul mercato a fare spesa anche tra gli spagnoli. Ci si aspettava un grande impatto di Dani Olmo e invece a oggi quello devastante è Angeliño, il terzino arrivato dal City.

Nagelsmann GETTY.jpg

La storia di Angeliño

Galiziano, ma cittadino del mondo: a 23 anni ha già giocato in cinque Paesi differenti, tra cui anche gli Stati Uniti. Terzino da sempre, ma da sempre anche decisivo in zona gol: quando giocava alla Luis Calvo Sanz, la squadra del suo piccolo paesino nella provincia di La Coruña, partiva sempre da dietro ma segnava più di tutti. Colpa o merito di un accordo segreto tra suo nonno e l’allenatore: il primo gli prometteva un euro per ogni gol segnato, il secondo invece, per fargli imparare a passare il pallone, gliene dava 2 per ogni assist.

Anche per questo ha imparato il valore del servire il compagno, qualità che si è trascinato appresso in tutta la carriera, fino ad arrivare a mettere palle incantate solo da spingere in porta. Contro il Tottenham i cross vincenti sono stati due, anche se solo uno è stato convalidato.

Ma il piede è di quelli importanti, un mancino in grado di mettere in porta chiunque in ogni momento della situazione. È arrivato da pochissimo ma è già parte integrante dei piani di Nagelsmann: nessun problema d’adattamento per lui, che a viaggi e nuove realtà ci è abituato da tutta la vita.

Aveva addosso gli occhi di Barcellona e Real Madrid, ma scelse il Manchester City perché voleva imparare l’inglese, anche a costo di accettare di partire una stagione per giocare nella filiale di New York. Tutto facile per un ragazzo che è cresciuto parlando sia lo spagnolo che il gallego, prima di dover conoscere l’inglese e anche l’olandese.

Angelino Screen 2.jpg

In giro per il mondo ha cercato minuti per convincere il Manchester City a puntare su di lui anche per la prima squadra: non è stato facile, tanto che anche in questo gennaio ha dovuto ricominciare da capo. Il Lipsia ha scoperto in poco tempo Angeliño, il terzino dal piede incantato e dai mille nomi: lo hanno chiamato in tutti i modi da ragazzo, da El Potro per la sua velocità, a Sampa per la somiglianza con l’ex CT dell’Argentina Sampaoli. Ma lui alla fine è rimasto sempre Angeliño, il piccolo Ángel, che poi sarebbe il suo vero nome. Come quando nella sua Coristanco i compagni di squadra lo prendevano in giro per la sua statura, prima di rimanere zittiti quando lo vedevano segnare gol e assist che valevano appena 1 o 2 euro.

Oggi quelle perle valgono molto di più, la qualificazione ai quarti di Champions per il Lipsia dei giovani, la meravigliosa creatura di Julian Nagelsmann.

 

Condividi articolo su

Potrebbe interessarti

Serie A