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Pisa, Hiljemark è il prescelto per la panchina: “Allenare è stata la migliore scelta. L’età è solo un numero”

Hiljemark (IMAGO)
Hiljemark (IMAGO)

L’intervista di Oscar Hiljemark, allenatore dell’Elfsborg e prescelto dal Pisa per il post-Gilardino: le sue parole a Gianlucadimarzio.com

Un nome a sorpresa per la panchina del Pisa, che prova a ripartire dopo l’esonero di Alberto Gilardino. I nerazzurri – come raccontato negli ultimi giorni- puntano infatti a Oscar Hiljemark, allenatore dell’Elfsborg con un passato da calciatore anche in Italia con le maglie di Genoa e Palermo. Un allenatore che abbiamo imparato a conoscere anche con la sfida contro la Roma in Europa League nell’ottobre 2024, e che ai nostri microfoni ha raccontato il suo modo di vivere il calcio dalla panchina, nonostante la giovane età: “L’età non mi interessa, è solo un numero. La sfrutto a mio vantaggio: do voce spesso ai miei giocatori su situazioni di campo. Quando devi prendere tre punti non importa quanti anni hai, contano onestà, conoscenza e carisma“.

Chissà che dalla panchina lo svedese non possa togliersi le soddisfazioni che gli infortuni gli hanno tolto, pochi giorni dopo il trasferimento all’Aalborg: “Avevo voglia di fare bene, ero nel pieno della mia carriera”. Qui arriva l’evento che cambia la storia: “Dopo poche partite, in uno scontro con il portiere mi faccio male all’anca. Lavoro per tornare in campo, ma dopo nove mesi di riabilitazione non riesco nemmeno a camminare. Consulto specialisti in giro per il mondo: “Si può fare un’operazione?”. No, niente. Non sarei più tornato al mio livello. Ho deciso in fretta: è la fine, smetto”.

Per Hiljemark quelli sono i giorni più difficili, ma anche quelli dell’inizio di una nuova carriera: “Ho detto al club di voler risolvere il mio contratto: loro mi hanno chiesto di entrare nello staff e allenare. Ho accettato subito: è stata una benedizione, la miglior scelta di tutta la mia carriera da professionista. In Danimarca ero già quasi un allenatore in campo, lo sono diventato anche fuori. Sono stato prima collaboratore, poi ho preso la panchina ad interim: lottavamo per non retrocedere e siamo stati a un passo dalla salvezza, ma per un gol siamo scesi in seconda. L’anno dopo, da primo allenatore, ho riportato l’Aalborg in Superligaen e sono andato via“.

Il feeling con il ruolo, in realtà, era già nato ai tempi dell’Italia: “Già al Palermo parlavo di tattica con alcuni compagni, ad esempio Gilardino e Maresca”. Con qualche retroscena in particolare: “Con Enzo siamo rimasti in contatto e abbiamo parlato anche quando era al City con Guardiola. Inoltre, anche da giocatore avevo un diario su cui appuntavo considerazioni sul gioco e sulla leadership“.

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Oscar Hiljemark

Hiljemark: “Juric, Ballardini, De Zerbi e Prandelli: vi racconto i miei maestri”

Per Hiljemark sono tanti i punti di riferimento tra gli allenatori incontrati in Italia, che hanno lasciato un segno nella sua nuova carriera: “Juric ci ha trasmesso uno stile di gioco intenso, Ballardini era un campione nella lotta salvezza, Prandelli una grande guida e De Zerbi un giovane innovatore che costruiva dal basso e viveva il calcio con passione folle“.

La solidità difensiva è un concetto chiave per lo svedese: “L’importante nel calcio è essere in controllo della gara, che non significa per forza avere il 100% di possesso palla: a volte serve essere compatti dietro e precisi davanti”.