La squadra più titolata in Polonia rischia la retrocessione: la crisi del Legia Varsavia

Il Legia Varsavia è la squadra più blasonata del campionato polacco ma quest’anno, dopo 18 turni, è in piena zona retrocessione
Rialzarsi dopo una stagione iniziata male non è mai semplice. In Italia ci sta provando la Fiorentina che – a sorpresa rispetto alle aspettative della vigilia del campionato – si trova coinvolta nella lotta per non retrocedere. E anche in Polonia c’è un caso simile con la squadra più blasonata del Paese in grande difficoltà.
Si tratta del Legia Varsavia, società che vanta una bacheca ricca di trofei, coinvolta anch’essa in una complicata corsa per mantenere la categoria. Il club della capitale polacca è seguito da moltissimi tifosi che negli anni passati hanno anche dato vita a molte coreografie stupefacenti nelle notti di calcio europeo.
Quest’anno il supporto dei tifosi non sta mancando ma i risultati in campo faticano ad arrivare. Si tratta di un problema non di poco conto per il club che vanta più partecipazioni all’Ekstraklasa, ben 89, e che dal 1947 partecipa stabilmente sempre al massimo campionato del calcio polacco. Tuttavia, fin qui il Legia ha saputo raccogliere appena 19 punti in 19 giornate e occupa l’ultimo posto in classifica al pari dei neopromossi del Nieciecza.
Dopo quasi due mesi di sosta del campionato, nell’ultimo fine settimana è ripartita l’Ekstraklasa e per il Legia è arrivata un’altra sconfitta, nonostante una preparazione atletica che la squadra ha svolto al caldo spagnolo tra Marbella e Mijas a gennaio. La formazione della capitale è caduta in casa contro il Korona Kielce per 1-2 e a segnare, per gli ospiti, è stata una vecchia conoscenza della Serie A, ovvero Mariusz Stepinski – ex di Verona, Lecce e Chievo – che ha realizzato una doppietta.
Trofei e primati in Ekstraklasa del Legia Varsavia
Vedere un club storico e blasonato come il Legia all’ultimo posto della classifica nel campionato polacco è sorprendente soprattutto tenendo in considerazione il palmares che questa società vanta. Si tratta della squadra con più titoli in tutta la storia del campionato polacco, ben 15: il primo vinto nel 1955 mentre l’ultimo nel 2021. A cinque anni di distanza ora invece la squadra è in grande difficoltà e rischia una retrocessione che avrebbe davvero dell’incredibile, specialmente se si considera che l’annata passata è terminata con il Legia – allenato dal portoghese Goncalo Feio – al quinto posto in classifica.
Ma i record nel calcio polacco non sono finiti. Il club vanta anche 21 coppe nazionali e 6 Supercoppe polacche. Un altro motivo di grande prestigio per i tifosi del Legia Varsavia, rispetto alle altre squadre del suo Paese, è la vittoria di una coppa europea come il trofeo Intertoto del 1968/69.

Difficoltà anche nelle coppe: la Conference League è già terminata
La crisi del Legia Varsavia continua anche Conference League: il suo cammino si è già interrotto dopo l’eliminazione dalla “League Phase”. Questa prima fase infatti si è conclusa, con la squadra oggi allenata da Marek Papszun, al 28° posto con appena sei punti in sei gare. Ed è proprio anche questo deludente percorso europeo che ha inciso sulla scelta del club di cambiare in panchina a dicembre, chiamando Papszun (dal Rakow) al posto dell’esonerato Edward Iordănescu. Per un breve periodo ha guidato la squadra anche Iñaki Astiz che oggi è rimasto nel ruolo di vice allenatore.
Una delle tante motivazioni delle difficoltà di questa stagione 2025/26 potrebbero essere i grandi cambiamenti nella rosa della scorsa estate. Sono stati ceduti giocatori importanti come il mediano Maxi Oyedele allo Strasburgo e il difensore Jan Ziolkowski, oggi alla Roma. Quella del centrale giallorosso classe 2005 non è stata però l’unica trattativa con un club italiano. In estate infatti dal Bologna è arrivato Kacper Urbanski oltre agli innesti a parametro zero di Petar Stojanović (giunto dall’Empoli), Antonio Colak e Arkadiusz Reca, entrambi dallo Spezia. Saranno proprio anche questi ex giocatori di Serie A e B a dover cercare di risollevare le sorti di una squadra in grande crisi, la cui storia non merita di essere macchiata da una retrocessione.
A cura di Federico De Milano