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I complimenti di Ronaldo e un DNA da ritrovare: Carrick, seconda ‘missione-United’

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Michael Carrick

Dopo la breve esperienza nel 2021, Carrick torna alla guida del Manchester United con degli obiettivi ben chiari

Bentornato, Michael. Sì, perché dopo aver guidato il Manchester United nel 2021, Carrick subentrerà al suo ex compagno Darren Fletcher fino al termine della stagione, quando la società valuterà i risultati raccolti per decidere il suo futuro.

Una carriera da allenatore a tinte rosso diavolo. Dopo aver iniziato nel 2020/21 nel settore giovanile, la stagione successiva fu promosso ad-interim in seguito all’esonero di Ole Gunnar Solskjær. Tuttavia, il suo incarico non fu duraturo: dopo sole tre partite alla guida dei Red Devils, fu costretto a lasciare il posto a Ralf Ragnick.

A ottobre 2022 Carrick firmò con il Middlesbrough in Championship, la sua prima esperienza lontano da “casa”. Tre stagioni con un andamento tutt’altro che positivo: al quarto posto raccolto nel 2022/23 seguirono un ottavo posto nel 2023/24 e un decimo posto nel 2024/25 – che risultò fatale per l’ex Manchester United sulla panchina del club. Dopo 136 gare e una media punti a partita di 1,57, infatti, la società scelse la via dell’esonero per Carrick.

Con la maglia dei Red Devils, Carrick ha collezionato 464 presenze, vincendo 5 Premier League, un FA Cup, due Coppe di Lega, la Champions League, l’Europa League e la Coppa del Mondo per Club FIFA. Ora, con la squadra bloccata al settimo posto a quota 32 punti dopo 21 giornate, è chiamato a risollevare il morale e smuovere la classifica del Manchester United.

Carrick, la prima esperienza sulla panchina del Manchester United: “Può diventare un grande allenatore”

La prima esperienza di Michael Carrick sulla panchina del Manchester United non sarà ricordata per la sua durata, ma certamente non è passata inosservata. Esordio positivo in Champions: il 23 novembre, batte 0-2 il Villarreal all’Estadio de la Ceramica grazie alle reti di Jadon Sancho e Cristiano Ronaldo. Successivamente, due gare di Premier League: 1-1 in casa del Chelsea e 3-2 contro l’Arsenal a Old Trafford.

Breve ma intenso. Abbastanza da lasciare il segno nella mente dei suoi giocatori. Uno in particolare, al termine del suo mandato, ha voluto ringraziare il suo ex allenatore: “Michael Carrick è stato un giocatore di classe e può diventare anche un grande allenatore. Niente è impossibile per lui. Personalmente, sono orgoglioso di aver giocato con lui al mio fianco come con lui come allenatore sulla nostra panchina“, parola di Cristiano Ronaldo.

Cristiano Ronaldo

I nuovi protagonisti

Da Cristiano Ronaldo a… Sesko. La squadra che sarà chiamato a gestire Carrick è stata quasi totalmente stravolta nelle ultime sessioni di calciomercato. Bruno Fernandes, Amad Diallo, Maguire, Dalot e Shaw sono le uniche pedine rimaste dalla rosa del 2021. E proprio loro potrebbero rappresentare la base da cui ripartirà l’ex Middlesbrough. Sicuramente, il portoghese sarà il faro della squadra: 13 gol+assist messi a referto finora in Premier League. Gli ultimi due, invece, sono stati utilizzati con frequenza da Amorim in questa stagione e possono continuare a imporsi anche sotto la guida del nuovo allenatore.

Oltre a Bruno, l’esperienza e la leadership di Casemiro daranno una grossa mano al reparto difensivo – guidato nelle ultime uscite dai centrali L. Martínez e Heaven – in queste partite di assestamento ai nuovi dettami tattici. Con Lammens candidato principale tra i pali, sarà decisiva la scelta del reparto offensivo: nel su0 4-2-3-1 – modulo più utilizzato da Carrick nelle ultime stagioni -, il riferimento sarà l’ex Lipsia – arrivato quest’estate per 76 milioni di euro – o Joshua Zirkzee? Sarà il tempo a dirlo, soprattutto in base alle scelte sulla trequarti: da Cunha a Dorgu, passando per Mount, Dorgu e il classe 2002 ivoriano. Considerando che la prima partita del nuovo corso di Carrick sarà il derby contro il City di Guardiola, sarà l’identità della squadra a fare la differenza.

A cura di Pietro Selvi