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Cairo: “Con Baroni c’era un bel rapporto, ma oggi devo pensare al bene del Torino”

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Urbano Cairo, presidente Torino

Le parole del presidente del Torino durante la presentazione del nuovo allenatore granata, Roberto D’Aversa. 

Il Torino aveva bisogno di un cambiamento e così è stato. Nel giro di poche ore Baroni è stato esonerato e al suo posto è stato nominato Roberto D’Aversa come successore in panchina. Un solo obiettivo, ovvero evitare la retrocessione che è distante solo 3 punti.

Nella giornata odierna c’è stata l’occasione per presentarlo sulla panchina granata. Oltre alle prime parole dell’allenatore ci sono state anche quelle del presidente Urbano Cairo.

Il presidente ha iniziato parlando del rapporto con Baroni e delle nuove prospettive per il Torino: “Avevamo obiettivi certamente diversi, siamo in una situazione non buona. Con Baroni c’era un bel rapporto, ma ora era importante fare un cambiamento“.

Su D’Aversa, in particolare, Cairo aggiunge: Seguivo da tempo D’Aversa e l’ho visto fare bene a Parma, mi piace come allenatore anche dal punto di vista del temperamento. Per quel che riguarda la responsabilità: io oggi devo pensare al bene del Torino e a cercare di sistemare i problemi che ci sono stati”.

Cairo: “Il presidente deve spegnere il fuoco”

Allargando il discorso, il presidente del Torino ha parlato anche dell’atmosfera che si respira attorno alla squadra: La contestazione la vedo e la sento, oggi per quello che mi riguarda è fare le cose con responsabilità, nel momento in cui sei il presidente di una società importante come il Toro devi farlo, passare in mezzo alle fiamme e cercare di spegnere il fuoco. Dopo il resto è relativo, quando verrà e se verrà lo diremo. Io per quel che mi riguarda nelle difficoltà sono abituato a cercare ogni risorsa, non è una cosa che mi dà scoramento, mi dà maggiore determinazione e voglia di fare bene.”

Cairo ha continuato: “Ho una responsabilità importante, di fronte a 1 milione di tifosi che tifano Toro, debbo onorare l’impegno quando va male e quando va bene. Ricordo solo che nei tre anni di Juric ci siamo giocati l’Europa fino all’ultima partita, non buttiamo tutto in maniera poco costruttiva perché non è quello che aiuta”.

Infine sul discorso legato alla cessione: “Ho già detto che ero disponibilissimo a mettere in vendita il Torino in caso ci fosse stato qualcuno più bravo di me. Ad oggi non ho avuto offerte, ho dato una disponibilità ma nessuno ha detto ‘Eccomi qua questa è la mia offerta’. Più che dirlo pubblicamente a considerare una vendita non so cosa fare”.